Sindrome di Sturge-Weber: angiomi leptomeningei e crisi epilettiche

Quadro clinico della sindrome di Sturge-Weber: nevo vinoso, angiomi leptomeningei, epilessia, glaucoma; diagnosi RM/TC, gestione antiepilettica, emisferectomia palliativa e follow-up multidisciplinare.

La sindrome di Sturge-Weber (SSW) è una malattia neurocutanea congenita rara, caratterizzata principalmente dalla presenza di una malformazione capillare facciale, nota come nevo vinoso, e da anomalie vascolari cerebrali che possono portare a crisi epilettiche e altri deficit neurologici. Questa condizione non è ereditaria e si manifesta con una serie di segni clinici distintivi che richiedono un’attenta valutazione diagnostica e un approccio terapeutico multidisciplinare.

Cos’è la sindrome di Sturge-Weber

La sindrome di Sturge-Weber è una malattia congenita caratterizzata dalla presenza di una malformazione capillare facciale, comunemente denominata nevo vinoso, che si manifesta come una macchia rosso-violacea sul viso. Questa malformazione è spesso associata a anomalie vascolari delle leptomeningi, le membrane che avvolgono il cervello, e può comportare complicanze neurologiche significative. msdmanuals.com

La SSW è causata da una mutazione somatica nel gene GNAQ, che si verifica durante lo sviluppo embrionale. Questa mutazione porta a un’iperattivazione delle vie di segnalazione cellulare, risultando in una proliferazione anomala dei vasi sanguigni. È importante sottolineare che la SSW non è una condizione ereditaria, ma si verifica sporadicamente. agenziamedica.it

L’incidenza della sindrome di Sturge-Weber è stimata tra 1 su 20.000 e 1 su 50.000 nati vivi. La malattia colpisce in egual misura maschi e femmine e si manifesta alla nascita con segni clinici evidenti.

La diagnosi precoce e una gestione terapeutica adeguata sono fondamentali per migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da SSW. Un approccio multidisciplinare che coinvolge neurologi, dermatologi e oftalmologi è essenziale per affrontare le diverse manifestazioni della malattia.

Sindrome di Sturge-Weber: angiomi leptomeningei e crisi epilettiche

Manifestazioni neurologiche e cutanee

Le manifestazioni cutanee della sindrome di Sturge-Weber includono tipicamente una malformazione capillare facciale, nota come nevo vinoso, che appare come una macchia rosso-violacea sul viso. Questa lesione è spesso localizzata nella regione innervata dalla prima e/o seconda branca del nervo trigemino, coinvolgendo la fronte, la palpebra superiore e talvolta l’intero lato del viso.

Dal punto di vista neurologico, la SSW è frequentemente associata a crisi epilettiche, che si manifestano nel 75-90% dei pazienti, generalmente entro il primo anno di vita. Le crisi sono spesso focali, ma possono evolvere in forme generalizzate. Altri sintomi neurologici includono emiparesi controlaterale al nevo vinoso e disabilità intellettiva, presente in circa il 50% dei casi.

Le anomalie vascolari delle leptomeningi possono causare calcificazioni corticali e atrofia cerebrale progressiva, contribuendo ulteriormente ai deficit neurologici. Queste alterazioni possono essere evidenziate mediante tecniche di imaging come la risonanza magnetica cerebrale.

Oltre alle manifestazioni cutanee e neurologiche, la SSW può comportare complicanze oculari, come il glaucoma, presente in circa il 30-70% dei pazienti. Il glaucoma può essere congenito o svilupparsi successivamente, portando a un aumento della pressione intraoculare e, se non trattato, a danni al nervo ottico e perdita della vista. en.wikipedia.org

Diagnosi con imaging e segni clinici

La diagnosi della sindrome di Sturge-Weber si basa sull’osservazione clinica dei segni caratteristici, come il nevo vinoso facciale, e sull’identificazione di anomalie vascolari cerebrali mediante tecniche di imaging. La risonanza magnetica (RM) con mezzo di contrasto è l’esame di scelta per rilevare l’angioma leptomeningeo e valutare eventuali calcificazioni corticali o atrofia cerebrale.

Nei neonati, l’ecografia cerebrale può essere utilizzata come primo approccio diagnostico, mentre la tomografia computerizzata (TC) cerebrale può evidenziare calcificazioni corticali tipiche della SSW. Tuttavia, la RM rimane l’esame più sensibile e specifico per questa condizione.

L’esame neurologico è fondamentale per valutare la presenza di deficit focali, come l’emiparesi, e per monitorare l’evoluzione delle crisi epilettiche. Un’accurata anamnesi e l’osservazione clinica sono essenziali per una diagnosi precoce e per l’impostazione di un adeguato piano terapeutico.

La valutazione oftalmologica è cruciale per identificare precocemente il glaucoma e altre anomalie oculari associate alla SSW. Un monitoraggio regolare della pressione intraoculare e dell’integrità del nervo ottico consente di prevenire complicanze visive gravi.

Trattamento delle crisi e chirurgia palliativa

Il trattamento delle crisi epilettiche nella sindrome di Sturge-Weber è principalmente sintomatico e si basa sull’uso di farmaci antiepilettici. La scelta del farmaco dipende dal tipo di crisi e dalla risposta individuale del paziente. In alcuni casi, le crisi possono essere resistenti alla terapia farmacologica, rendendo necessaria una valutazione più approfondita.

Nei pazienti con epilessia intrattabile, la chirurgia palliativa, come l’emisferectomia, può essere considerata. Questa procedura comporta la rimozione o la disconnessione dell’emisfero cerebrale colpito, con l’obiettivo di ridurre o eliminare le crisi. La decisione di procedere con l’intervento chirurgico richiede una valutazione multidisciplinare e un’attenta considerazione dei potenziali benefici e rischi.

Oltre al controllo delle crisi, è fondamentale monitorare e trattare altre manifestazioni neurologiche associate alla sindrome, come l’emiparesi e il ritardo cognitivo. Un approccio terapeutico integrato, che includa fisioterapia, logopedia e supporto psicologico, può migliorare la qualità di vita del paziente.

Infine, l’uso di basse dosi di aspirina è stato proposto per prevenire eventi cerebrovascolari e ridurre l’atrofia cerebrale progressiva, presumibilmente impedendo l’aggregazione degli eritrociti nei capillari anomali. Tuttavia, l’efficacia di questo approccio richiede ulteriori studi per una conferma definitiva.

Follow-up multidisciplinare

La gestione della sindrome di Sturge-Weber richiede un follow-up multidisciplinare, coinvolgendo specialisti in neurologia, oftalmologia, dermatologia e altre discipline pertinenti. Questo approccio consente di monitorare e trattare le diverse manifestazioni della malattia in modo coordinato. ospedalebambinogesu.it

Il monitoraggio neurologico è essenziale per valutare l’efficacia del trattamento antiepilettico e identificare eventuali deficit neurologici emergenti. Controlli regolari con risonanza magnetica cerebrale possono aiutare a rilevare cambiamenti strutturali nel cervello e guidare le decisioni terapeutiche.

L’oculista svolge un ruolo cruciale nel rilevare e trattare precocemente il glaucoma, una complicanza comune nella sindrome. Esami oftalmologici periodici, inclusi test della pressione intraoculare e imaging della coroide, sono raccomandati per prevenire danni irreversibili alla vista.

Il dermatologo può intervenire per migliorare l’aspetto estetico delle malformazioni capillari facciali mediante trattamenti laser. Inoltre, il supporto psicologico per il paziente e la famiglia è fondamentale per affrontare le sfide emotive e sociali associate alla malattia.

Per approfondire

Manuale MSD: Panoramica completa sulla sindrome di Sturge-Weber, incluse cause, sintomi, diagnosi e trattamento.

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù: Informazioni dettagliate sulla gestione clinica e il follow-up dei pazienti con sindrome di Sturge-Weber.

Fondazione Telethon: Approfondimenti sulle cause genetiche e sulle attuali ricerche in corso riguardanti la sindrome di Sturge-Weber.

Telethon: Progetto di ricerca sull’imaging oftalmologico non invasivo per la diagnosi precoce degli emangiomi coroideali nella sindrome di Sturge-Weber.