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Gli occhi infiammati sono un disturbo molto frequente: possono arrossarsi, bruciare, lacrimare o produrre secrezioni in seguito a infezioni, allergie, irritazioni o secchezza oculare. In molti casi si tratta di situazioni lievi, che migliorano con semplici misure di igiene e con un lavaggio oculare eseguito correttamente. Tuttavia, l’occhio è un organo delicato e un lavaggio inadeguato, con prodotti non sterili o manovre aggressive, può peggiorare il quadro o mascherare problemi più seri.
Questa guida spiega in modo pratico e basato sulle conoscenze oftalmologiche attuali come ci si può prendere cura degli occhi infiammati, quali sono le cause più comuni, come effettuare un lavaggio delicato e sicuro, quali prodotti sono generalmente utilizzati per la detersione oculare e quando, invece, è necessario rivolgersi rapidamente a un oculista o al pronto soccorso. Le informazioni hanno scopo esclusivamente informativo e non sostituiscono il parere del medico, che resta il riferimento per diagnosi e terapie personalizzate.
Cause di infiammazione oculare
Con il termine “occhi infiammati” si indicano in genere arrossamento, sensazione di bruciore o corpo estraneo, lacrimazione aumentata, prurito o secrezioni. Dal punto di vista medico, le cause possono essere molto diverse. Una delle più frequenti è la congiuntivite, cioè l’infiammazione della congiuntiva, la sottile membrana che riveste la parte bianca dell’occhio e l’interno delle palpebre. La congiuntivite può essere di origine virale (spesso associata a raffreddore o infezioni respiratorie), batterica (con secrezione più densa e giallo‑verdognola) o allergica (prurito intenso, lacrimazione e arrossamento bilaterale). Ogni forma ha caratteristiche proprie e richiede un approccio diverso.
Un’altra causa comune di infiammazione è la blefarite, cioè l’infiammazione del margine palpebrale, spesso legata a un’alterazione delle ghiandole che producono la componente lipidica del film lacrimale. In questi casi si osservano arrossamento delle palpebre, crosticine alla base delle ciglia, sensazione di sabbia negli occhi e talvolta fotofobia (fastidio alla luce). Anche l’uso prolungato di schermi, l’aria condizionata, l’inquinamento e il fumo possono contribuire a una disfunzione del film lacrimale e alla cosiddetta “sindrome dell’occhio secco”, che si manifesta con bruciore, sensazione di secchezza e arrossamento, pur in assenza di un’infezione vera e propria.
Tra le cause irritative rientrano il contatto con sostanze chimiche (detergenti, solventi, spray), polveri, fumo intenso, cloro delle piscine, ma anche l’ingresso di piccoli corpi estranei come granelli di sabbia o frammenti vegetali. In questi casi l’infiammazione è spesso acuta e improvvisa, con forte fastidio, lacrimazione riflessa e tendenza a tenere l’occhio chiuso. Nei portatori di lenti a contatto, inoltre, l’uso prolungato, la scarsa igiene delle lenti o il contatto con acqua non sterile aumentano il rischio di cheratiti (infiammazioni della cornea), che possono essere anche gravi e compromettere la vista se non trattate tempestivamente.
Infine, non vanno dimenticate le cause traumatiche (colpi, graffi corneali, abrasioni), le reazioni a farmaci topici (colliri, pomate) o cosmetici (mascara, eyeliner, struccanti), e le patologie sistemiche che possono manifestarsi con infiammazione oculare, come alcune malattie autoimmuni. In presenza di dolore intenso, calo della vista, visione offuscata, aloni colorati attorno alle luci, nausea o vomito, è fondamentale non limitarsi al lavaggio domestico ma rivolgersi subito a un medico, perché potrebbero essere in gioco condizioni più serie, come un glaucoma acuto o un’infiammazione interna dell’occhio.
Metodi per lavare gli occhi
Prima di qualsiasi lavaggio o manovra sugli occhi infiammati è essenziale lavare accuratamente le mani con acqua e sapone, asciugandole con un asciugamano pulito o carta monouso. Questo semplice gesto riduce il rischio di introdurre nuovi germi o di diffondere un’eventuale infezione da un occhio all’altro o ad altre persone. In caso di secrezioni o crosticine sulle palpebre, si può iniziare con impacchi tiepidi: si utilizza una garza sterile o un dischetto di cotone pulito, inumidito con acqua potabile tiepida, ben strizzato, da appoggiare delicatamente sulle palpebre chiuse per alcuni minuti per ammorbidire le secrezioni.
Dopo aver ammorbidito le croste, si può procedere alla detersione del margine palpebrale, passando delicatamente una garza sterile o una salvietta specifica per l’igiene oculare, muovendosi dall’angolo interno dell’occhio (vicino al naso) verso l’esterno, con un solo passaggio per ogni garza, che poi va gettata. È importante non strofinare con forza per non irritare ulteriormente la pelle sottile delle palpebre e non utilizzare lo stesso lato della garza per entrambi gli occhi, per evitare contaminazioni crociate. In presenza di secrezioni abbondanti, la detersione può essere ripetuta più volte al giorno, seguendo le indicazioni del medico, soprattutto se si è in terapia con colliri antibiotici o altri farmaci topici, come nel caso di trattamenti con antibiotici oculari in gocce o pomata, per i quali è utile conoscere anche le corrette modalità di applicazione sulla palpebra.
Per il vero e proprio “lavaggio” dell’occhio (irrigazione della superficie oculare) in caso di lieve irritazione o sensazione di corpo estraneo non complicata, si utilizzano in genere soluzioni sterili, come la soluzione fisiologica in flaconcini monodose o le lacrime artificiali sterili. Il flaconcino va aperto seguendo le istruzioni, evitando di toccare con le dita il beccuccio che eroga il liquido. Si inclina leggermente la testa all’indietro o di lato, si abbassa delicatamente la palpebra inferiore con un dito pulito e si lascia cadere il liquido nello spazio tra palpebra e occhio, senza che il beccuccio tocchi ciglia, palpebre o superficie oculare, per non contaminare la soluzione.
In caso di contatto con sostanze irritanti o piccoli corpi estranei, se non si dispone di soluzione sterile, le linee di primo soccorso consigliano in genere di sciacquare immediatamente con abbondante acqua potabile, mantenendo l’occhio aperto e muovendo il bulbo oculare in tutte le direzioni per favorire l’eliminazione del materiale. Questo tipo di lavaggio deve essere prolungato (anche per diversi minuti) e seguito da una valutazione medica, soprattutto se si tratta di sostanze chimiche, polveri metalliche, schegge o se il fastidio non si risolve rapidamente. Non bisogna mai tentare di rimuovere corpi estranei conficcati o che sembrano penetrati nell’occhio: in questi casi è un’urgenza oftalmologica.
Prodotti consigliati per il lavaggio
Per la detersione e il lavaggio degli occhi infiammati si utilizzano in genere prodotti specifici, che devono essere sterili e adatti all’uso oculare. La soluzione fisiologica sterile in flaconcini monodose è uno dei dispositivi più usati: si tratta di una soluzione di cloruro di sodio allo 0,9% in acqua sterile, con una composizione simile a quella dei liquidi dell’organismo. È indicata per risciacquare delicatamente la superficie oculare, rimuovere polvere, pollini o residui di secrezioni, e per l’igiene delle palpebre in associazione a garze sterili. I flaconcini monodose vanno gettati dopo l’uso, anche se non completamente svuotati, per evitare contaminazioni batteriche.
Un’altra categoria di prodotti molto utilizzata è quella delle lacrime artificiali, disponibili in formulazioni senza conservanti (spesso in monodose) o in flaconi multidose con sistemi che riducono il rischio di contaminazione. Le lacrime artificiali contengono sostanze lubrificanti (come derivati della cellulosa, acido ialuronico, polimeri sintetici) che aiutano a stabilizzare il film lacrimale e a ridurre la sensazione di secchezza, bruciore e corpo estraneo. In caso di infiammazione lieve legata a secchezza o irritazione ambientale, l’uso regolare di lacrime artificiali può contribuire a migliorare i sintomi, ma non sostituisce la valutazione medica se il disturbo persiste o peggiora.
Per l’igiene delle palpebre e del margine ciliare, soprattutto in caso di blefarite o presenza di crosticine, esistono salviette o schiume specifiche per uso oftalmico, formulate per essere delicate e ben tollerate. Questi prodotti sono pensati per rimuovere sebo in eccesso, residui di trucco, polvere e secrezioni, senza irritare la superficie oculare. Vanno utilizzati seguendo le istruzioni riportate sulla confezione e, se prescritti, secondo le indicazioni dell’oculista. È importante non utilizzare saponi comuni, shampoo o detergenti non specifici direttamente sugli occhi, perché possono essere irritanti e peggiorare l’infiammazione.
Esistono poi colliri medicati (antibiotici, antinfiammatori, antiallergici, cortisonici o combinati) che vengono prescritti dal medico in base alla causa dell’infiammazione. Questi prodotti non devono essere usati di propria iniziativa, né condivisi con altre persone, perché un collirio adatto a una congiuntivite allergica può essere inutile o dannoso in una congiuntivite virale o batterica, e viceversa. In particolare, i colliri contenenti cortisone richiedono un attento controllo specialistico, perché un uso improprio può favorire infezioni, aumentare la pressione intraoculare o mascherare patologie più gravi. Per questo, in presenza di sintomi importanti, è sempre preferibile consultare l’oculista prima di iniziare qualsiasi terapia farmacologica topica.
Precauzioni durante il lavaggio
Durante il lavaggio degli occhi infiammati è fondamentale adottare alcune precauzioni per non peggiorare la situazione o favorire la diffusione di infezioni. La prima regola è non utilizzare acqua non potabile, acqua di lago, mare, piscina o, peggio, saliva: questi liquidi non sono sterili e possono contenere batteri, virus, funghi o parassiti in grado di causare infezioni anche gravi, soprattutto se la superficie oculare è già irritata o danneggiata. Anche l’acqua del rubinetto, pur potabile, non è sterile e non è indicata per un uso oculare di routine, se non in situazioni di emergenza (ad esempio in caso di contatto con sostanze chimiche) e in attesa di assistenza medica.
Un’altra precauzione importante è evitare di strofinare gli occhi con forza, sia con le mani sia con asciugamani o fazzoletti. Lo sfregamento può danneggiare la cornea, aumentare l’infiammazione e, in caso di congiuntivite infettiva, contribuire a diffondere i germi alle mani, alle superfici e ad altre persone. È preferibile tamponare delicatamente le lacrime o le secrezioni con garze sterili o fazzoletti monouso, che vanno poi gettati immediatamente. Gli asciugamani di stoffa dovrebbero essere personali e lavati spesso ad alte temperature, evitando di condividerli con altri membri della famiglia.
Per ridurre il rischio di contaminazione dei prodotti utilizzati per il lavaggio, è essenziale non toccare con il beccuccio dei flaconcini (di soluzione fisiologica, lacrime artificiali o colliri) le ciglia, la palpebra o la superficie dell’occhio. Se ciò accade, il flacone può contaminarsi e diventare un veicolo di infezione. I flaconcini monodose vanno sempre gettati dopo l’uso, mentre i flaconi multidose devono essere conservati secondo le indicazioni del produttore, richiusi bene e non utilizzati oltre la data di scadenza o oltre il periodo di validità dopo l’apertura. Non bisogna mai condividere colliri o soluzioni oculari con altre persone.
Nei portatori di lenti a contatto, in presenza di infiammazione oculare è in genere raccomandato rimuovere le lenti e sospenderne l’uso fino a valutazione medica, perché le lenti possono trattenere germi o sostanze irritanti a contatto con la cornea. Le lenti non devono mai essere sciacquate o conservate in acqua del rubinetto o saliva, ma solo nelle soluzioni specifiche indicate dal produttore. In caso di dolore intenso, fotofobia marcata, arrossamento importante o secrezione purulenta in un portatore di lenti, è prudente considerare la situazione come potenzialmente urgente e rivolgersi rapidamente a un oculista o a un pronto soccorso, senza tentare di risolvere il problema solo con lavaggi domestici.
Quando rivolgersi a un oculista
Non tutte le infiammazioni oculari possono essere gestite con semplici lavaggi a domicilio. È importante riconoscere i segni e i sintomi che richiedono una valutazione specialistica. Bisogna rivolgersi a un oculista, e in alcuni casi al pronto soccorso, se compare dolore oculare intenso (non solo fastidio), calo della vista, visione offuscata o sdoppiata, aloni colorati attorno alle luci, forte fotofobia (fastidio alla luce che induce a tenere l’occhio chiuso), o se l’occhio appare molto arrossato, duro al tatto o gonfio. Questi segni possono indicare patologie più serie, come cheratiti, uveiti o glaucoma acuto, che richiedono diagnosi e trattamento tempestivi.
Un altro campanello d’allarme è la presenza di secrezione densa, giallastra o verdognola che incolla le palpebre al risveglio, soprattutto se associata a febbre, malessere generale o coinvolgimento di più membri della famiglia o della comunità (scuola, lavoro). In questi casi può trattarsi di una congiuntivite batterica o virale contagiosa, che necessita di una valutazione medica per impostare la terapia adeguata e per ricevere indicazioni su come ridurre il rischio di trasmissione. Anche le congiuntiviti allergiche molto intense, con prurito insopportabile, gonfiore marcato delle palpebre e lacrimazione abbondante, meritano una visita, soprattutto se i sintomi si ripetono nel tempo.
È particolarmente importante non sottovalutare l’infiammazione oculare nei neonati, nei bambini piccoli, nelle persone immunodepresse (ad esempio in corso di chemioterapia, terapie immunosoppressive, HIV) o in chi ha già patologie oculari note (come glaucoma, pregressi trapianti di cornea, interventi chirurgici recenti). In questi gruppi, anche un quadro apparentemente lieve può evolvere più rapidamente o avere conseguenze più serie. Dopo un trauma oculare (colpo, graffio, contatto con sostanze chimiche, esplosioni di petardi o fuochi d’artificio), è prudente far valutare l’occhio da uno specialista, anche se il dolore sembra attenuarsi dopo il lavaggio.
In generale, se l’infiammazione non migliora entro pochi giorni nonostante una corretta igiene e l’uso di prodotti lubrificanti o se peggiora rapidamente, è opportuno non insistere con l’autogestione ma consultare il medico. Lo stesso vale se si è tentati di utilizzare colliri rimasti in casa da precedenti episodi, soprattutto se contengono cortisone o antibiotici: l’automedicazione con questi farmaci può mascherare i sintomi, ritardare la diagnosi corretta o favorire resistenze batteriche. L’oculista, con un esame alla lampada a fessura e altri test specifici, potrà individuare la causa dell’infiammazione e indicare il trattamento più appropriato.
In sintesi, lavare correttamente gli occhi infiammati significa combinare una buona igiene delle mani e delle palpebre, l’uso di soluzioni sterili adeguate e manovre delicate, evitando prodotti improvvisati o potenzialmente irritanti. Il lavaggio può alleviare i sintomi e contribuire alla guarigione in molti quadri lievi, ma non sostituisce la valutazione oculistica quando compaiono segni di allarme come dolore intenso, calo visivo, secrezioni purulente, trauma o contatto con sostanze chimiche. In caso di dubbio, è sempre più sicuro chiedere il parere di un professionista, soprattutto per bambini, portatori di lenti a contatto e persone con altre patologie oculari o sistemiche.
Per approfondire
How to Prevent Pink Eye – CDC offre indicazioni pratiche su igiene delle mani, gestione delle secrezioni oculari e misure per ridurre la diffusione delle congiuntiviti infettive in famiglia, a scuola e nei luoghi di lavoro.
Protect Yourself From Pink Eye Infographic – CDC riassume in forma grafica i sintomi tipici della congiuntivite e i segnali che richiedono una valutazione medica, utile per capire quando non basta il semplice lavaggio domestico.
First Aid Procedures for Chemical Hazards – CDC/NIOSH descrive le procedure di primo soccorso in caso di contatto oculare con sostanze chimiche, sottolineando l’importanza di un lavaggio immediato e prolungato con abbondante acqua e del ricorso rapido a cure mediche.
Eye Safety for Emergency Response and Disaster Recovery – CDC/NIOSH fornisce raccomandazioni sulla gestione di corpi estranei e irritanti oculari, con consigli su come sciacquare gli occhi e quando rivolgersi a un servizio di emergenza.
Healthy Habits: Keeping Water Away from Contact Lenses – CDC spiega perché l’acqua non è sicura per le lenti a contatto e come prevenire infezioni oculari, informazioni particolarmente utili per chi porta lenti e sviluppa infiammazione oculare.
