Se hai un abbonamento attivo ACCEDI QUI
I colliri sono fra i medicinali più utilizzati in ambito ambulatoriale per trattare disturbi oculari comuni (congiuntiviti, blefariti, glaucoma, secchezza oculare, allergie). In Italia si definisce “mutuabile” un farmaco rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), totalmente o parzialmente, in base alla classificazione AIFA e alle regole nazionali e regionali. Non tutti i colliri, però, rientrano in questa categoria: la rimborsabilità dipende dal tipo di principio attivo, dall’indicazione approvata, dall’eventuale presenza di note limitative, nonché da aspetti pratici come la confezione e, in alcuni casi, percorsi prescrittivi specifici.
Capire se un collirio è mutuabile aiuta sia i pazienti sia i professionisti a orientarsi fra ricette, ticket, esenzioni e differenze di prezzo. In questa guida, pensata per essere precisa sul piano regolatorio ma al tempo stesso chiara per chi non è del settore, spieghiamo che cosa significa “mutuabile”, quali fattori determinano la rimborsabilità e che implicazioni pratiche ne derivano. Le informazioni sono di carattere generale e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista, che resta il riferimento per valutare la terapia appropriata e le modalità di erogazione a carico del SSN.
Cosa significa collirio mutuabile?
Con “collirio mutuabile” si intende un collirio rimborsato dal SSN quando prescritto per le indicazioni riconosciute. In termini regolatori, per l’assistenza territoriale il riferimento è la classe A, che comprende i medicinali rimborsabili (eventualmente con pagamento di un ticket o con differenza di prezzo rispetto al riferimento regionale); la classe C, invece, identifica i farmaci non rimborsabili. Esiste anche la classe H per l’uso esclusivo ospedaliero, che non riguarda la dispensazione in farmacia territoriale. Nel mondo dei colliri, rientrano spesso in classe A le terapie croniche di rilevanza clinica (ad esempio i farmaci antiglaucoma), mentre numerosi prodotti sintomatici o “di comfort” restano in fascia C o sono classificati come dispositivi medici, quindi generalmente non mutuabili. La mutuabilità non equivale dunque alla sola necessità di ricetta: esistono colliri con ricetta non rimborsabili (classe C con ricetta), così come colliri rimborsabili che richiedono una specifica ricetta SSN.
La rimborsabilità è inoltre condizionata dall’appropriatezza d’uso. Ciò significa che il collirio è mutuabile quando impiegato per le indicazioni autorizzate e, ove previste, secondo eventuali Note che limitano la rimborsabilità a specifiche condizioni cliniche. A questo si aggiungono requisiti formali: la prescrizione deve essere redatta su ricetta SSN, e per alcuni trattamenti può essere richiesto un piano terapeutico o il coinvolgimento di uno specialista. È importante distinguere tra il “diritto” alla rimborsabilità e le modalità pratiche per ottenerla, che possono variare nel tempo in base agli aggiornamenti normativi e alle disposizioni regionali. Per un esempio di scheda su un farmaco oftalmico indicato in una patologia infiammatoria della palpebra, vedi l’approfondimento su Betabioptal collirio e blefarite indicazioni e informazioni su Betabioptal collirio per blefarite
Un punto spesso fonte di confusione è la differenza tra medicinali e dispositivi medici oftalmici. Molti prodotti lubrificanti e “lacrime artificiali” sono classificati come dispositivi medici: pur essendo utili in numerose situazioni (ad esempio nella secchezza oculare), in via generale non rientrano nella rimborsabilità SSN territoriale. Esistono eccezioni e percorsi assistenziali specifici che possono essere attivati in ambiti particolari o per bisogni complessi, ma non si tratta della regola. I colliri che sono a tutti gli effetti “medicinali” seguono invece le regole AIFA/AIC: se in classe A e prescritti correttamente per indicazioni rimborsabili, possono essere mutuabili; se in classe C, rimangono a carico dell’assistito anche in presenza di ricetta.

La mutuabilità può dipendere anche da aspetti tecnici apparentemente secondari. Un medesimo principio attivo può essere disponibile in diverse concentrazioni o forme farmaceutiche (monodose senza conservanti, multidose con conservanti), e non tutte le varianti hanno la stessa classificazione o prezzo di riferimento. In alcuni casi, solo specifiche confezioni risultano incluse nel prontuario della spesa farmaceutica territoriale. Un altro tema è la differenza tra equivalente e brand: se il collirio rientra in classe A, la rimborsabilità generalmente si riferisce al prezzo di riferimento; se si sceglie un marchio più costoso rispetto all’equivalente disponibile, può essere richiesta una differenza di prezzo a carico del paziente. È inoltre essenziale che l’utilizzo rispecchi l’indicazione approvata: impieghi off-label o al di fuori di eventuali limitazioni possono escludere la copertura SSN.
Nella pratica, “mutuabile” vuol dire che il paziente, con ricetta SSN correttamente compilata, ritira il collirio in farmacia pagando l’eventuale ticket secondo le regole regionali o nulla se in esenzione. Non tutti i disturbi oculari, però, danno accesso a terapie rimborsate: le infiammazioni lievi, le irritazioni transitorie o la secchezza oculare senza sottostante patologia riconosciuta spesso richiedono prodotti non mutuabili (dispositivi medici o farmaci di fascia C). Al contrario, per condizioni croniche di rilevanza clinica o per infezioni confermate, la rimborsabilità è più frequente, purché la scelta del collirio e l’iter prescrittivo rispettino i criteri previsti. In caso di dubbi, il confronto tra oculista e farmacista aiuta a verificare in tempo reale classe, indicazioni rimborsabili, eventuali Note, disponibilità di equivalenti e differenze di prezzo, così da garantire appropriatezza clinica e sostenibilità per il paziente.
Elenco dei colliri mutuabili
In Italia, il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) fornisce l’elenco dei farmaci rimborsabili, inclusi i colliri mutuabili. Questi farmaci sono generalmente classificati in fascia A, il che significa che sono completamente o parzialmente rimborsati dal SSN. L’elenco dei farmaci equivalenti, aggiornato periodicamente dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), include numerosi colliri utilizzati per il trattamento di diverse patologie oculari.
Ad esempio, tra i colliri mutuabili troviamo quelli a base di brimonidina, utilizzati nel trattamento del glaucoma. Alcuni di questi includono:
- Brimonidina EG 2 mg/ml collirio soluzione, flacone da 5 ml.
- Brimonidina Mylan Generics 2 mg/ml collirio soluzione, flacone da 5 ml.
- Brimonidina Omnivision 2 mg/ml collirio soluzione, flacone da 5 ml.
Questi farmaci sono inclusi nell’elenco dei farmaci equivalenti pubblicato dall’AIFA. aifa.gov.it.
L’elenco non è un catalogo unico dei colliri, ma una raccolta di voci per principio attivo e confezione. Per ciascuna combinazione di principio attivo, concentrazione e formato (monodose o multidose) è riportata la classe di rimborsabilità e, ove previsto, il prezzo di riferimento regionale. Tra le categorie più rappresentate figurano i farmaci per il glaucoma; altri principi attivi possono essere rimborsati solo per specifiche indicazioni cliniche, secondo le eventuali Note AIFA.
Per orientarsi nella consultazione, è utile ricercare per denominazione comune internazionale (DCI) e verificare: concentrazione, volume del flacone, presenza di conservanti ed eventuali note limitative. La rimborsabilità si applica alla specifica confezione inclusa: varianti diverse dello stesso principio attivo possono non essere in elenco o avere condizioni differenti. In farmacia può essere proposta la sostituzione con un equivalente al prezzo di riferimento; la scelta di un marchio con prezzo superiore comporta la differenza a carico del paziente.
A livello operativo, l’accesso effettivo ai colliri mutuabili può risentire di disponibilità e politiche regionali (ticket, eventuale distribuzione per conto). In caso di carenze o indisponibilità temporanee, il farmacista può indicare alternative equivalenti o confezioni compatibili con le condizioni di rimborsabilità, nel rispetto della prescrizione.
È importante notare che l’elenco dei farmaci mutuabili è soggetto a variazioni nel tempo, in base alle decisioni dell’AIFA e alle politiche sanitarie vigenti. Pertanto, è consigliabile consultare periodicamente l’elenco aggiornato disponibile sul sito ufficiale dell’AIFA o rivolgersi al proprio medico o farmacista per informazioni aggiornate sui colliri mutuabili.
Come ottenere un collirio mutuabile
Per ottenere un collirio mutuabile, è necessario seguire un iter specifico che coinvolge la prescrizione medica e la presentazione della ricetta in farmacia.
Innanzitutto, è fondamentale consultare il proprio medico di famiglia o uno specialista oculista. Dopo una valutazione clinica, il medico potrà prescrivere il collirio appropriato per la condizione oculare diagnosticata. La prescrizione avviene tramite la ricetta del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), che può essere emessa in formato cartaceo o elettronico. it.wikipedia.org
Una volta in possesso della ricetta, è possibile recarsi in qualsiasi farmacia per l’acquisto del collirio. Il farmacista fornirà il farmaco prescritto, applicando l’eventuale ticket previsto in base alla categoria di esenzione del paziente e alle normative regionali vigenti.
È importante ricordare che la validità della ricetta per i farmaci mutuabili è generalmente di 30 giorni dalla data di emissione. Pertanto, è consigliabile procurarsi il farmaco entro questo periodo per garantire la copertura del SSN.
Differenze tra colliri mutuabili e non
I colliri disponibili sul mercato italiano si suddividono principalmente in due categorie: mutuabili e non mutuabili. Questa distinzione si basa sulla classificazione del farmaco e sulla sua inclusione negli elenchi dei medicinali rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
I colliri mutuabili sono quelli inseriti in fascia A, destinati al trattamento di patologie oculari specifiche e rimborsati totalmente o parzialmente dal SSN. Per ottenere questi farmaci, è necessaria una prescrizione medica su ricetta SSN. Esempi di colliri mutuabili includono quelli a base di brimonidina, utilizzati nel trattamento del glaucoma.
D’altra parte, i colliri non mutuabili rientrano generalmente nella fascia C e sono destinati al trattamento di disturbi oculari minori o per l’uso come lubrificanti oculari. Questi farmaci non sono rimborsati dal SSN e il loro costo è interamente a carico del paziente. Esempi di colliri non mutuabili includono prodotti come Ialuvit, utilizzato per alleviare la secchezza oculare, e Coqun, indicato come trattamento complementare nella terapia del glaucoma per contrastare i danni ossidativi. parafarmaciabosciaclub.it
La scelta tra un collirio mutuabile e uno non mutuabile dipende dalla diagnosi medica, dalla gravità della condizione oculare e dalle esigenze specifiche del paziente. È sempre consigliabile consultare un medico o un farmacista per determinare il trattamento più appropriato.
Consigli per l’acquisto
Quando si tratta di acquistare colliri, è fondamentale seguire alcune linee guida per garantire l’efficacia del trattamento e la sicurezza dell’uso.
Innanzitutto, è essenziale consultare un medico oculista per una diagnosi accurata e una prescrizione appropriata. L’automedicazione può portare a trattamenti inefficaci o addirittura dannosi per la salute oculare.
Una volta ottenuta la prescrizione, è consigliabile acquistare il collirio presso farmacie autorizzate o rivenditori affidabili. Questo assicura l’autenticità del prodotto e la corretta conservazione prima dell’acquisto.
È importante verificare la data di scadenza del collirio e seguire le indicazioni di conservazione fornite nel foglietto illustrativo. Alcuni colliri richiedono la conservazione in frigorifero, mentre altri devono essere tenuti a temperatura ambiente.
Infine, è fondamentale seguire le istruzioni per l’uso fornite dal medico o indicate nel foglietto illustrativo. L’uso improprio o eccessivo del collirio può causare effetti collaterali o ridurre l’efficacia del trattamento.
In conclusione, l’acquisto e l’uso di colliri richiedono attenzione e responsabilità. Seguendo le indicazioni mediche e le linee guida sopra menzionate, è possibile garantire un trattamento efficace e sicuro per la salute oculare.
Per approfondire
AIFA – Liste dei farmaci equivalenti – Elenco aggiornato dei farmaci equivalenti rimborsabili dal SSN.
Ministero della Salute – Farmaci rimborsabili – Informazioni sui farmaci rimborsabili e sulle modalità di prescrizione.
Federfarma – Elenco farmaci – Ricerca dei farmaci disponibili nelle farmacie italiane.
SIFO – Medicinali – Informazioni sui medicinali e sulle loro classificazioni.
