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La vestibolite nasale è un’infiammazione/infezione della parte più esterna delle cavità nasali, la cosiddetta “vestibolo nasale”, spesso legata alla presenza di foruncoli, croste e piccole fissurazioni della pelle interna del naso. È un disturbo frequente, in genere benigno, ma che può risultare molto fastidioso e, in alcuni casi, richiedere una valutazione specialistica per evitare complicanze.
In questa guida vengono spiegati in modo chiaro che cos’è la vestibolite nasale, come riconoscerne i sintomi, quali sono le principali cause e i fattori di rischio, quando servono davvero gli antibiotici e quali sono invece i rimedi domiciliari e le misure di prevenzione più utili. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono il parere del medico o dello specialista otorinolaringoiatra.
Sintomi e diagnosi della vestibolite nasale
La vestibolite nasale si manifesta tipicamente con dolore, bruciore o fastidio localizzato all’ingresso delle narici, spesso associato a rossore, gonfiore e presenza di piccole croste o foruncoli. Il dolore può accentuarsi toccando la zona, soffiandosi il naso o muovendo i muscoli del viso (per esempio ridendo o parlando). Alcune persone riferiscono una sensazione di “pelle che tira” o di puntura interna, soprattutto in corrispondenza di un singolo punto dolente. Non sempre è presente febbre: nella maggior parte dei casi si tratta di un’infezione superficiale e localizzata, che può però risultare molto fastidiosa nella vita quotidiana.
Dal punto di vista clinico, il medico osserva spesso piccole pustole (foruncoli) alla base dei peli nasali, croste giallastre o ematiche, fissurazioni (piccole ragadi) della mucosa e della cute del vestibolo, talvolta con secrezione purulenta. Il paziente può notare sangue sul fazzoletto quando si soffia il naso o quando rimuove le croste, con tendenza alla recidiva. In alcuni casi, il dolore si irradia verso il labbro superiore o la punta del naso, che può apparire arrossata e sensibile al tatto. La respirazione nasale di solito non è gravemente compromessa, ma la sensazione di ostruzione può essere accentuata dal gonfiore locale.
La diagnosi di vestibolite nasale è essenzialmente clinica e si basa sull’esame obiettivo del naso. Il medico di medicina generale o l’otorinolaringoiatra ispeziona il vestibolo nasale con una buona illuminazione, talvolta con l’aiuto di uno speculum nasale o di un endoscopio rigido/flessibile, per valutare l’estensione dell’infiammazione e la presenza di eventuali raccolte di pus (ascessi). In genere non sono necessari esami strumentali complessi né imaging (come TAC o risonanza), a meno che non vi siano segni di complicanze o sospetto di altre patologie nasali concomitanti.
Gli esami di laboratorio, come il tampone nasale per ricerca di batteri (ad esempio Staphylococcus aureus, spesso responsabile di queste infezioni), non sono sempre richiesti nelle forme lievi e non complicate. Possono però essere utili nei casi ricorrenti, nelle persone immunodepresse, in presenza di mancata risposta alle terapie standard o quando si sospetta un’infezione sostenuta da ceppi batterici particolarmente resistenti agli antibiotici. È importante distinguere la vestibolite nasale da altre condizioni che possono dare sintomi simili, come herpes nasale, dermatiti, psoriasi, rinite allergica con grattamento cronico o patologie più rare, motivo per cui l’autodiagnosi non è raccomandata.
Un elemento chiave nella diagnosi differenziale è la localizzazione dei sintomi: nella vestibolite il problema è concentrato all’ingresso delle narici e sulla pelle/mucosa del vestibolo, mentre nelle riniti e sinusiti il disturbo è più interno, con congestione nasale diffusa, secrezioni abbondanti e spesso mal di testa o senso di peso al volto. Il medico raccoglie anche un’anamnesi accurata (abitudini di manipolazione del naso, uso di spray nasali, presenza di malattie croniche, diabete, terapie immunosoppressive) per inquadrare meglio il quadro e decidere se sia sufficiente un trattamento locale o se sia necessario un approfondimento specialistico.
Cause, fattori di rischio e possibili complicanze
La causa più frequente di vestibolite nasale è un’infezione batterica, in genere sostenuta da Staphylococcus aureus, un batterio che può colonizzare fisiologicamente la cute e la mucosa nasale senza dare sintomi, ma che in presenza di microlesioni può penetrare nei tessuti e provocare infiammazione. Le microlesioni sono spesso dovute a comportamenti quotidiani apparentemente banali, come il grattarsi il naso con le dita, l’uso di fazzoletti ruvidi, il soffiarsi il naso in modo troppo energico o la rimozione forzata di croste e peli (tricotomia o strappo dei peli nasali). Anche un raffreddore prolungato o una rinite cronica possono favorire la comparsa di fissurazioni e croste, creando un terreno favorevole all’infezione.
Tra i principali fattori di rischio rientrano condizioni che alterano le difese locali o sistemiche dell’organismo. Il diabete mellito, per esempio, è associato a una maggiore suscettibilità alle infezioni cutanee e dei tessuti molli, così come le terapie immunosoppressive (corticosteroidi sistemici, farmaci biologici, chemioterapici) e le malattie che compromettono il sistema immunitario. Anche la dermatite atopica o altre dermatosi che interessano il volto e il naso possono indebolire la barriera cutanea. L’ambiente secco, l’esposizione a polveri irritanti, l’uso prolungato di spray vasocostrittori o decongestionanti nasali possono contribuire a seccare la mucosa e a renderla più vulnerabile.
In molti casi la vestibolite nasale rimane una condizione superficiale e autolimitante, ma non va sottovalutata perché, se trascurata o mal trattata, può evolvere in complicanze più serie. Una delle complicanze possibili è il foruncolo nasale (furuncolo del vestibolo), cioè un’infezione più profonda del follicolo pilifero, che può trasformarsi in un piccolo ascesso con raccolta di pus. Il dolore diventa più intenso, la punta del naso e il labbro superiore possono gonfiarsi e arrossarsi, e talvolta compare febbre. In rari casi, soprattutto in soggetti fragili, l’infezione può estendersi ai tessuti circostanti (cellulite facciale) o, in modo eccezionale, alle vene della regione nasale, con rischio di trombosi del seno cavernoso, una complicanza grave che richiede ricovero ospedaliero.
Un’altra possibile conseguenza della vestibolite non adeguatamente gestita è la cronicizzazione del quadro, con comparsa di croste persistenti, sanguinamenti ricorrenti (epistassi) e fastidio cronico all’ingresso delle narici. Questo può avere un impatto significativo sulla qualità di vita, portando il paziente a manipolare ancora di più la zona nel tentativo di rimuovere le croste, alimentando così un circolo vizioso di microtraumi e infezioni. Nei casi recidivanti è importante valutare la presenza di fattori predisponenti non ancora identificati (per esempio colonizzazione cronica da Staphylococcus aureus, disturbi della coagulazione, uso improprio di farmaci topici) e impostare una strategia di prevenzione personalizzata, sempre sotto guida medica.
Dal punto di vista della salute pubblica, la gestione corretta delle vestiboliti nasali è rilevante anche per il tema dell’antibiotico-resistenza: l’uso inappropriato o eccessivo di antibiotici sistemici per infezioni lievi e localizzate contribuisce alla selezione di ceppi batterici resistenti. Per questo motivo le linee di comportamento clinico tendono a privilegiare, quando possibile, trattamenti locali e misure igieniche, riservando gli antibiotici orali ai casi con segni di diffusione dell’infezione o a pazienti con fattori di rischio importanti. La valutazione del medico è quindi essenziale per bilanciare benefici e rischi delle diverse opzioni terapeutiche.
Terapie: quando servono antibiotici e quando no
Il trattamento della vestibolite nasale dipende dalla gravità dei sintomi, dall’estensione dell’infezione e dalle condizioni generali della persona. Nelle forme lievi, limitate a piccole aree di rossore, croste e fastidio modesto, spesso è sufficiente una terapia locale associata a misure igieniche: detersione delicata del vestibolo con soluzioni saline o detergenti specifici per mucose, applicazione di creme o unguenti emollienti e, quando indicato dal medico, uso di antibiotici topici. Questi ultimi sono farmaci in crema o pomata da applicare localmente, contenenti principi attivi attivi contro i batteri più comuni della cute; in Italia la prescrizione e le indicazioni d’uso devono sempre seguire le schede tecniche approvate da AIFA e il parere del medico o del farmacista.
Gli antibiotici sistemici (per bocca o, nei casi più gravi, per via endovenosa) non sono necessari in tutte le vestiboliti nasali. In generale, vengono presi in considerazione quando sono presenti segni di infezione più profonda o diffusa: dolore intenso e ingravescente, gonfiore marcato della punta del naso o del labbro superiore, febbre, malessere generale, comparsa di un vero e proprio foruncolo o ascesso, estensione del rossore alla cute del volto. In queste situazioni, il medico valuta il quadro clinico complessivo, eventuali allergie ai farmaci, le comorbidità (come il diabete) e sceglie la molecola e la durata della terapia più appropriate, in linea con le raccomandazioni nazionali e internazionali sull’uso prudente degli antibiotici.
È importante sottolineare che l’autoprescrizione di antibiotici, sia topici sia sistemici, è sconsigliata. L’uso non corretto (per esempio dosaggi inadeguati, durata troppo breve o troppo lunga, scelta di un antibiotico non adatto al tipo di batterio) può non solo risultare inefficace, ma anche favorire la selezione di batteri resistenti, rendendo più difficili da trattare eventuali infezioni future. Inoltre, alcuni prodotti topici contenenti antibiotici o cortisonici possono, se usati a lungo senza controllo medico, alterare la flora batterica locale, assottigliare la mucosa o mascherare segni di infezioni più serie. Per questo, anche quando si tratta di una condizione apparentemente banale come un foruncolo nel naso, è prudente confrontarsi con il proprio medico o con lo specialista ORL.
Oltre agli antibiotici, la terapia può includere altri interventi. Nei casi di foruncolo con raccolta di pus, il medico può valutare un piccolo drenaggio chirurgico in ambulatorio, in anestesia locale, per favorire la guarigione e ridurre il dolore. In presenza di dolore significativo, possono essere consigliati analgesici da banco (come paracetamolo o ibuprofene), sempre rispettando le controindicazioni individuali e le dosi indicate nel foglietto illustrativo. In alcune situazioni, soprattutto nelle forme recidivanti, il medico può suggerire protocolli di decolonizzazione nasale da Staphylococcus aureus, che prevedono l’uso di prodotti specifici per periodi limitati, secondo schemi validati in letteratura, con l’obiettivo di ridurre la carica batterica nel vestibolo.
Non tutte le vestiboliti richiedono un intervento farmacologico aggressivo: in molti casi, la combinazione di igiene nasale corretta, sospensione di abitudini irritanti (come lo “scavare” nel naso con le dita o l’uso eccessivo di spray decongestionanti), idratazione della mucosa e monitoraggio dei sintomi è sufficiente per ottenere la risoluzione del quadro. Il ruolo del medico è proprio quello di distinguere le situazioni in cui è ragionevole adottare un approccio conservativo da quelle in cui è necessario intervenire con antibiotici o procedure più invasive, tenendo conto anche delle preferenze e delle preoccupazioni del paziente, ma sempre nel rispetto delle evidenze scientifiche e delle norme vigenti.
Rimedi domiciliari, prevenzione e quando rivolgersi al medico
Nel contesto della vestibolite nasale, i rimedi domiciliari hanno un ruolo importante soprattutto nelle forme lievi e come supporto alle terapie prescritte dal medico. Una delle misure più utili è la detersione delicata del vestibolo con soluzioni saline isotoniche o leggermente ipertoniche, disponibili in spray o flaconcini monodose. Queste soluzioni aiutano a rimuovere secrezioni e croste senza traumatizzare la mucosa, mantenendo un ambiente più pulito e meno favorevole alla proliferazione batterica. È fondamentale evitare l’uso di cotton fioc o strumenti rigidi all’interno delle narici, che possono causare microlesioni e peggiorare l’infiammazione.
Per favorire la guarigione delle fissurazioni e ridurre la secchezza, possono essere utili prodotti emollienti specifici per mucose nasali, come unguenti o gel a base di sostanze idratanti e lenitive (per esempio derivati della vaselina, glicerina, oli minerali o vegetali, acido ialuronico), purché indicati per uso intranasale e utilizzati secondo le istruzioni. L’applicazione va eseguita con mani ben lavate, in piccola quantità, evitando di introdurre il prodotto troppo in profondità. L’aria eccessivamente secca in casa può essere corretta con umidificatori o semplici accorgimenti (come posizionare contenitori d’acqua sui termosifoni), soprattutto nei mesi invernali, per ridurre la tendenza alla formazione di croste.
La prevenzione della vestibolite nasale passa anche attraverso la modifica di alcune abitudini quotidiane. È consigliabile evitare di manipolare il naso con le dita, soprattutto se non sono state lavate, e non strappare i peli nasali con pinzette o cerette: se necessario, è preferibile accorciarli con forbicine arrotondate, facendo molta attenzione. In caso di raffreddore o rinite allergica, è utile soffiarsi il naso con delicatezza, utilizzando fazzoletti morbidi e cambiandoli spesso, per non irritare ulteriormente la zona. L’uso di spray decongestionanti vasocostrittori dovrebbe essere limitato ai tempi indicati nel foglietto illustrativo e solo se consigliato dal medico, poiché l’abuso può danneggiare la mucosa e favorire problemi cronici.
È opportuno rivolgersi al medico quando i sintomi non migliorano dopo pochi giorni di semplici misure domiciliari, quando il dolore è intenso o peggiora rapidamente, se compaiono febbre, gonfiore evidente della punta del naso o del labbro superiore, o se si notano segni di diffusione dell’infezione alla cute del volto. Anche le persone con diabete, immunodeficienze, terapie immunosoppressive o altre patologie croniche dovrebbero consultare precocemente il medico in caso di foruncoli o infezioni nel naso, perché il rischio di complicanze è maggiore. È inoltre raccomandata una valutazione specialistica otorinolaringoiatrica in presenza di vestiboliti ricorrenti, croste persistenti, sanguinamenti frequenti o dubbi diagnostici.
Infine, è importante non affidarsi a rimedi “fai da te” non validati, come l’applicazione intranasale di sostanze irritanti, oli essenziali concentrati o preparati casalinghi non sterili, che possono peggiorare l’infiammazione o introdurre nuovi germi. Anche l’uso prolungato e non controllato di pomate cortisoniche o antibiotiche senza prescrizione può essere dannoso. La strategia più sicura è combinare buone pratiche igieniche, attenzione ai segnali di allarme e un dialogo aperto con il proprio medico, che potrà indicare, caso per caso, quali rimedi domiciliari sono appropriati e quando è necessario un trattamento farmacologico o un approfondimento diagnostico.
Domande frequenti su foruncoli e infezioni nel naso
Un foruncolo nel naso è sempre una vestibolite nasale? Non necessariamente. Il foruncolo nel vestibolo nasale è una delle manifestazioni tipiche della vestibolite, ma può anche comparire isolato, senza un’infiammazione diffusa della mucosa circostante. Inoltre, non tutte le lesioni dolorose all’ingresso del naso sono foruncoli: possono trattarsi di piccole ragadi, herpes nasale, cisti o altre condizioni dermatologiche. Per questo, se il disturbo è intenso, persistente o recidivante, è opportuno farlo valutare da un medico, che potrà distinguere le diverse cause e impostare la terapia più adeguata.
Le croste nel naso indicano sempre un’infezione batterica? No. Le croste nasali possono formarsi per molte ragioni: aria secca, raffreddori ripetuti, riniti allergiche, uso prolungato di spray nasali, traumi da soffiatura energica o da manipolazione con le dita, patologie dermatologiche come psoriasi o dermatite seborroica. Nella vestibolite nasale, le croste sono spesso associate a dolore, rossore e talvolta secrezione purulenta, ma la sola presenza di croste non basta per parlare di infezione. È importante evitare di staccarle con forza, perché questo può causare sanguinamenti e microlesioni che, a loro volta, favoriscono l’ingresso dei batteri e l’instaurarsi di una vera infezione.
Si può prevenire la vestibolite nasale se si è soggetti a raffreddori frequenti? In parte sì. Chi soffre spesso di raffreddore o rinite cronica può ridurre il rischio di vestibolite adottando alcune misure preventive: lavaggi nasali regolari con soluzioni saline per mantenere pulite le cavità nasali, uso corretto e limitato nel tempo degli spray decongestionanti, attenzione a non soffiarsi il naso in modo troppo violento, scelta di fazzoletti morbidi e non irritanti. È utile anche trattare in modo adeguato le riniti allergiche, seguendo le indicazioni dello specialista, per ridurre il prurito e la tendenza a grattarsi il naso. In presenza di croste o fissurazioni ricorrenti, il medico può consigliare prodotti emollienti specifici per proteggere la mucosa.
Quando un’infezione nel naso diventa pericolosa? Nella grande maggioranza dei casi, foruncoli e vestiboliti nasali rimangono infezioni superficiali e si risolvono con terapie locali o, se necessario, con brevi cicli di antibiotici sistemici. Tuttavia, alcuni segnali devono indurre a consultare rapidamente il medico o il pronto soccorso: dolore intenso e improvviso, gonfiore marcato della punta del naso o del labbro superiore, febbre alta, arrossamento che si estende alla guancia o alla regione perioculare, comparsa di mal di testa forte, disturbi visivi o stato di malessere generale. Questi sintomi possono indicare un’estensione dell’infezione ai tessuti profondi o alle strutture vascolari, condizioni che richiedono una valutazione urgente e, talvolta, un ricovero ospedaliero.
È possibile che la vestibolite nasale torni più volte? Sì, la vestibolite può essere una condizione recidivante, soprattutto se persistono i fattori predisponenti: abitudini di manipolazione del naso, ambiente molto secco, riniti croniche non controllate, colonizzazione nasale da Staphylococcus aureus, malattie sistemiche come il diabete. In caso di recidive frequenti, è consigliabile un inquadramento più approfondito, che può includere un tampone nasale, la valutazione di eventuali patologie concomitanti e, in alcuni casi, protocolli di decolonizzazione batterica. La prevenzione, attraverso una corretta igiene nasale e la modifica delle abitudini irritanti, è spesso il passo più importante per ridurre il numero di episodi nel tempo.
La vestibolite nasale è una condizione comune e nella maggior parte dei casi benigna, ma può risultare molto fastidiosa e, se trascurata, portare a complicanze locali. Riconoscere precocemente i sintomi, adottare corrette misure igieniche, evitare l’autotrattamento con antibiotici e rivolgersi al medico quando il quadro non migliora o peggiora sono i passaggi chiave per una gestione sicura ed efficace. Un approccio prudente, basato sulle evidenze scientifiche e sul dialogo con il professionista sanitario, permette nella maggior parte dei casi una rapida risoluzione dei disturbi e una buona prevenzione delle recidive.
Per approfondire
Manuale MSD – Infezioni batteriche nasali Panoramica professionale, in italiano, sulle principali infezioni batteriche del naso, utile per comprendere il contesto clinico della vestibolite nasale.
Ministero della Salute – Farmaci Portale istituzionale con accesso alle informazioni ufficiali sui medicinali autorizzati in Italia e alle banche dati AIFA, utile per verificare schede tecniche e fogli illustrativi.
AIFA – Banca Dati Farmaci Database ufficiale dei farmaci autorizzati in Italia, consultabile per informazioni aggiornate su antibiotici sistemici e topici, indicazioni, controindicazioni e modalità d’uso.
Istituto Superiore di Sanità (ISS) Sito dell’ente tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale, con contenuti divulgativi e documenti tecnici su infezioni, uso appropriato degli antibiotici e prevenzione.
PubMed – Articolo su colonizzazione nasale da Staphylococcus aureus Riferimento scientifico internazionale per approfondire il ruolo della colonizzazione batterica nasale e le strategie di decolonizzazione in soggetti a rischio.
