Chi soffre di vertigini può prendere l’aereo?

Vertigini e viaggio in aereo: cause, rischi, precauzioni e trattamenti in otorinolaringoiatria

Le vertigini rappresentano un disturbo frequente e spesso fonte di preoccupazione per chi deve affrontare un viaggio in aereo. Molte persone temono che la quota, la pressione in cabina o le turbolenze possano scatenare o peggiorare la sensazione di instabilità, giramento di testa o sbandamento. In realtà, nella maggior parte dei casi volare è possibile anche per chi soffre di vertigini, a patto di conoscere le possibili cause del disturbo, prepararsi adeguatamente e adottare alcune semplici precauzioni prima e durante il volo.

È importante ricordare che le vertigini non sono una malattia in sé, ma un sintomo che può dipendere da numerose condizioni, in particolare da problemi dell’orecchio interno e dell’apparato vestibolare, ma anche da ansia, calo di pressione, ipoglicemia o effetti collaterali di farmaci. Questo articolo fornisce informazioni generali e consigli pratici su come gestire le vertigini in aereo, ma non sostituisce in alcun modo il parere del medico o dello specialista in otorinolaringoiatria, che resta il riferimento per una valutazione personalizzata del singolo caso.

Cause delle vertigini durante il volo

Le vertigini che compaiono o si accentuano durante un viaggio in aereo possono avere diverse cause, spesso concomitanti. Una delle più comuni è la cosiddetta cinetosi o “mal di movimento”, una forma di disturbo dell’equilibrio che si manifesta quando il cervello riceve segnali contrastanti da occhi, orecchio interno e recettori muscolari e articolari. In aereo, soprattutto in presenza di turbolenze, l’apparato vestibolare percepisce accelerazioni e micro-movimenti che non sempre corrispondono a ciò che vediamo fuori dal finestrino o all’interno della cabina, generando nausea, sudorazione fredda e senso di giramento di testa. Anche chi non soffre abitualmente di vertigini può sperimentare questi sintomi, che in genere si risolvono dopo l’atterraggio.

Un’altra causa frequente di vertigini in volo è il barotrauma dell’orecchio medio, cioè la difficoltà a compensare le variazioni di pressione che si verificano soprattutto in fase di decollo e atterraggio. Se la tuba di Eustachio, il piccolo canale che collega orecchio medio e rinofaringe, è ostruita da raffreddore, sinusite o allergia, l’aria non riesce a passare liberamente e si crea una differenza di pressione tra interno ed esterno del timpano. Questo può provocare dolore auricolare, sensazione di orecchio tappato, calo dell’udito e, in alcuni casi, vertigini o instabilità. In presenza di patologie vestibolari o di vertigini legate a farmaci, il rischio di sintomi in volo può aumentare e richiede una valutazione specialistica preventiva, anche alla luce di possibili vertigini indotte da farmaci.

Non bisogna poi sottovalutare il ruolo di fattori sistemici come disidratazione, calo di pressione arteriosa o ipoglicemia, che in aereo possono essere favoriti dall’aria secca in cabina, dal digiuno prolungato o dall’assunzione eccessiva di alcol. Una pressione troppo bassa o un brusco calo della glicemia possono manifestarsi con debolezza, sudorazione, offuscamento visivo e sensazione di testa leggera o di imminente svenimento, sintomi che molte persone descrivono come “vertigini”. Anche l’ansia da volo, con iperventilazione e tensione muscolare, può contribuire a percepire instabilità e sbandamento, soprattutto nei soggetti già sensibili a questi disturbi.

Infine, esistono condizioni vestibolari croniche, come la malattia di Ménière, la vestibolopatia bilaterale, alcune forme di emicrania vestibolare o il mal de débarquement, che possono essere influenzate dal viaggio aereo. In questi casi, il problema non è tanto l’aereo in sé, quanto la combinazione di stress, cambi di routine, mancanza di sonno, rumore e stimoli visivi complessi che possono facilitare la comparsa di crisi vertiginose. Per chi soffre di queste patologie è fondamentale pianificare il viaggio con il proprio specialista, valutando l’eventuale necessità di terapie preventive, aggiustamenti farmacologici temporanei o misure specifiche per ridurre il rischio di riacutizzazioni durante e dopo il volo.

Precauzioni da prendere prima del volo

La preparazione al viaggio inizia diversi giorni prima della partenza, soprattutto per chi ha una storia di vertigini ricorrenti o patologie dell’orecchio interno. È consigliabile programmare una visita con il medico curante o l’otorinolaringoiatra per discutere l’idoneità al volo, valutare la stabilità del quadro clinico e, se necessario, aggiornare la terapia. In presenza di infezioni acute delle vie aeree superiori, sinusiti o otiti, può essere opportuno rinviare il viaggio, perché la difficoltà a compensare la pressione aumenta il rischio di barotrauma e vertigini. Chi assume farmaci potenzialmente vertiginogeni dovrebbe verificare con lo specialista se sia possibile un aggiustamento temporaneo o se siano necessari controlli più ravvicinati prima della partenza.

Un altro aspetto importante riguarda l’organizzazione pratica del viaggio. È utile scegliere, quando possibile, voli diretti o con meno scali per ridurre il numero di decolli e atterraggi, momenti in cui le variazioni di pressione sono più marcate. Prenotare un posto vicino all’ala, dove i movimenti dell’aereo sono generalmente meno percepibili, può aiutare a limitare la cinetosi. È bene preparare un piccolo kit da tenere nel bagaglio a mano con i farmaci abituali, eventuali medicinali per la cinetosi prescritti dal medico, acqua, snack leggeri e tutto ciò che può contribuire a gestire un eventuale episodio vertiginoso in volo, come tappi per le orecchie o mascherina per gli occhi.

La gestione dello stile di vita nei giorni che precedono il volo è altrettanto rilevante. Dormire a sufficienza, evitare eccessi di alcol e caffeina, mantenere una buona idratazione e seguire pasti regolari e leggeri contribuisce a stabilizzare la pressione arteriosa e la glicemia, riducendo il rischio di malesseri in cabina. Per le persone particolarmente ansiose, può essere utile iniziare tecniche di rilassamento, respirazione diaframmatica o, se indicato dal medico, una terapia ansiolitica a basso dosaggio per il periodo del viaggio. L’obiettivo è arrivare al giorno della partenza nelle migliori condizioni possibili, con un organismo riposato e meno vulnerabile agli stimoli che possono scatenare vertigini.

Infine, è fondamentale informarsi in anticipo sulle regole di trasporto dei farmaci in aereo e portare con sé le prescrizioni mediche, soprattutto se si viaggia con medicinali salvavita o con farmaci che potrebbero richiedere una giustificazione ai controlli di sicurezza. I farmaci vanno sempre tenuti nel bagaglio a mano, per averli disponibili in caso di necessità e per evitare sbalzi di temperatura nella stiva. In caso di terapia con più medicinali, è utile preparare un elenco aggiornato da mostrare al personale sanitario in aeroporto o a destinazione, qualora si rendesse necessario un consulto urgente per la gestione delle vertigini o di altri sintomi correlati.

Consigli per gestire le vertigini in aereo

Durante il volo, alcune strategie semplici possono aiutare a prevenire o attenuare le vertigini. Scegliere, se possibile, un posto lato finestrino in prossimità dell’ala consente di avere un riferimento visivo stabile e di percepire meno i movimenti dell’aereo. Guardare verso l’orizzonte o un punto fisso all’esterno aiuta il cervello a integrare meglio le informazioni provenienti dagli occhi e dall’orecchio interno, riducendo il conflitto sensoriale alla base della cinetosi. Al contrario, leggere a lungo, usare dispositivi elettronici o fissare oggetti molto vicini può peggiorare la sensazione di instabilità, soprattutto in presenza di turbolenze o cambi di quota frequenti.

La respirazione gioca un ruolo importante nella gestione sia dell’ansia sia della sensazione di sbandamento. In caso di comparsa di vertigini, può essere utile chiudere gli occhi, appoggiare la testa allo schienale e praticare respiri lenti e profondi, concentrandosi sull’aria che entra ed esce. Questo aiuta a ridurre l’iperventilazione, che può accentuare i sintomi, e favorisce un maggiore rilassamento muscolare. Se ci si sente molto instabili, è consigliabile tenere allacciata la cintura di sicurezza, evitare movimenti bruschi e, se necessario, chiedere assistenza al personale di bordo, che può fornire supporto pratico e, in alcuni casi, facilitare un cambio di posto in una zona dell’aereo più stabile.

Per limitare il rischio di cali di pressione o ipoglicemia, è opportuno bere regolarmente piccole quantità di acqua durante il volo ed evitare sia il digiuno prolungato sia i pasti molto abbondanti e ricchi di grassi. Snack leggeri come cracker, frutta secca o biscotti semplici possono aiutare a mantenere la glicemia più stabile. È preferibile limitare l’assunzione di alcol e di bevande molto zuccherate o contenenti caffeina, che possono favorire disidratazione e variazioni rapide della pressione. Indossare abiti comodi, che non comprimano eccessivamente l’addome o le gambe, contribuisce a una migliore circolazione e riduce la sensazione di malessere generale che spesso accompagna le vertigini.

In fase di decollo e atterraggio, per prevenire il barotrauma e la sensazione di orecchio tappato con eventuali vertigini associate, è utile masticare una gomma, succhiare una caramella dura o eseguire manovre di compensazione come sbadigliare ripetutamente o deglutire con frequenza. Chi ha una storia di problemi di compensazione può, su indicazione medica, utilizzare spray decongestionanti nasali per qualche giorno prima del volo, in modo da favorire la pervietà della tuba di Eustachio. Se nonostante queste misure le vertigini dovessero diventare intense, associate a dolore auricolare importante, perdita improvvisa dell’udito, vomito incoercibile o altri sintomi allarmanti, è fondamentale segnalarlo immediatamente al personale di bordo per valutare la necessità di un intervento medico all’atterraggio.

Quando consultare un medico

Non tutte le vertigini richiedono una valutazione urgente, ma ci sono situazioni in cui è prudente rivolgersi al medico prima di programmare un viaggio in aereo. Se le vertigini sono comparse da poco, sono molto intense, si accompagnano a sintomi neurologici come difficoltà a parlare, debolezza di un arto, sdoppiamento della vista o forte mal di testa improvviso, è necessario un inquadramento rapido per escludere cause gravi, indipendentemente dal volo. Anche chi ha episodi ricorrenti di vertigini, magari associati a nausea, acufeni o sensazione di orecchio pieno, dovrebbe effettuare una valutazione otorinolaringoiatrica e, se indicato, esami vestibolari specifici prima di affrontare viaggi lunghi o frequenti.

È opportuno consultare il medico anche quando le vertigini sembrano correlate all’assunzione di farmaci, ad esempio dopo l’inizio di una nuova terapia o un cambiamento di dosaggio. Alcuni medicinali, inclusi sedativi, ansiolitici, antipertensivi, diuretici e farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale, possono favorire instabilità posturale o cali pressori, che in aereo possono risultare più fastidiosi. In questi casi, il medico può valutare se modificare la terapia, cambiare molecola o suggerire accorgimenti specifici per il periodo del viaggio, riducendo il rischio di episodi vertiginosi in cabina.

Un consulto specialistico è particolarmente raccomandato per le persone con diagnosi note di malattia di Ménière, neurite vestibolare, vestibolopatia bilaterale, emicrania vestibolare o altre patologie dell’orecchio interno. Lo specialista potrà indicare se esistono controindicazioni temporanee al volo, ad esempio in fase acuta di malattia, e suggerire un piano di prevenzione personalizzato, che può includere farmaci da assumere prima del decollo, indicazioni su idratazione, alimentazione e gestione dello stress. In alcuni casi, potrebbe essere consigliato portare con sé una relazione medica da esibire in aeroporto o al personale sanitario a destinazione, per facilitare eventuali interventi in caso di crisi.

Infine, è bene rivolgersi al medico dopo il viaggio se le vertigini persistono per giorni, se compaiono nuovi sintomi o se la tolleranza al movimento sembra peggiorare progressivamente. Un episodio isolato di lieve instabilità durante un volo non è necessariamente preoccupante, ma vertigini prolungate o ricorrenti meritano sempre un approfondimento. Solo una valutazione clinica accurata può distinguere tra disturbi benigni, come la cinetosi o la vertigine parossistica posizionale benigna, e condizioni che richiedono trattamenti più specifici o un monitoraggio nel tempo, garantendo viaggi futuri più sicuri e sereni.

Trattamenti disponibili

I trattamenti per le vertigini legate al viaggio in aereo dipendono innanzitutto dalla causa sottostante, che deve essere identificata dal medico. Per la cinetosi e l’airsickness, in molti casi si ricorre a farmaci anti-cinetosi, spesso appartenenti alla classe degli antistaminici di prima generazione o di altri principi attivi che agiscono sui centri dell’equilibrio e del vomito. Questi medicinali, da assumere generalmente prima dell’inizio del viaggio, possono ridurre nausea e giramenti di testa, ma non sono privi di effetti collaterali, come sonnolenza, secchezza delle fauci o riduzione della vigilanza, motivo per cui vanno utilizzati solo su indicazione medica, soprattutto se si assumono altre terapie concomitanti.

In presenza di patologie vestibolari specifiche, il trattamento può includere farmaci betahistinici, diuretici, cortisonici o altre molecole mirate, a seconda della diagnosi. Talvolta vengono prescritti anche farmaci sintomatici per le fasi acute, come antiemetici per controllare nausea e vomito o sedativi leggeri per ridurre l’ansia associata alle crisi vertiginose. È importante non modificare autonomamente la terapia in prossimità del viaggio, ma concordare con lo specialista eventuali aggiustamenti temporanei, ad esempio l’assunzione preventiva di un farmaco prima del volo o la disponibilità di una dose “di emergenza” da utilizzare solo in caso di sintomi importanti durante il tragitto.

Accanto ai farmaci, esistono approcci non farmacologici che possono contribuire a migliorare la tolleranza al movimento e ridurre la frequenza delle vertigini. La riabilitazione vestibolare, ad esempio, è un percorso di esercizi personalizzati che mira a “rieducare” il sistema dell’equilibrio, favorendo l’adattamento del cervello agli stimoli di movimento e alle informazioni contrastanti provenienti da occhi e orecchio interno. Questo tipo di trattamento, condotto da fisioterapisti esperti in collaborazione con l’otorinolaringoiatra, può essere particolarmente utile per chi viaggia spesso e soffre di vertigini croniche o di instabilità persistente dopo episodi acuti.

Infine, alcune persone traggono beneficio da misure complementari come l’uso di braccialetti a pressione per la cinetosi, preparati a base di zenzero per la nausea o tecniche di rilassamento e mindfulness per gestire l’ansia da volo. Sebbene l’efficacia di questi interventi possa variare da individuo a individuo e non sostituisca i trattamenti medici, il loro impiego, se concordato con il curante, può rappresentare un supporto aggiuntivo. In ogni caso, prima di assumere integratori o rimedi “naturali” è opportuno verificare l’assenza di interazioni con i farmaci in uso e di controindicazioni specifiche, soprattutto in presenza di patologie croniche o terapie complesse.

In conclusione, chi soffre di vertigini può spesso prendere l’aereo in sicurezza, a condizione di conoscere le possibili cause del disturbo, prepararsi adeguatamente e confrontarsi con il proprio medico per una valutazione personalizzata. Identificare i fattori scatenanti, adottare precauzioni prima e durante il volo, e ricorrere ai trattamenti più appropriati consente nella maggior parte dei casi di ridurre significativamente il disagio e di affrontare i viaggi con maggiore serenità. Le informazioni generali fornite in questo articolo rappresentano un punto di partenza utile, ma non sostituiscono il colloquio diretto con lo specialista, indispensabile per definire il percorso più adatto a ogni singola persona.

Per approfondire

CDC – Air Travel (Yellow Book) Scheda aggiornata sulla salute in viaggio in aereo, con informazioni su barotrauma, gestione dei problemi di orecchio e raccomandazioni generali per i viaggiatori.

Vestibular Disorders Association – Motion Sickness Approfondimento dedicato alla cinetosi e al mal di movimento, con spiegazioni sui meccanismi vestibolari e suggerimenti pratici per la gestione dei sintomi.

Vestibular Disorders Association – Travel Strategies Risorse specifiche per chi ha disturbi vestibolari e deve viaggiare, con consigli su preparazione, farmaci, gestione di nausea e vertigini durante gli spostamenti.

Manuale MSD – Problemi medici che insorgono durante i viaggi Panoramica in italiano sui principali disturbi legati ai viaggi, inclusi cinetosi, jet lag e altri problemi che possono influenzare il benessere in aereo.

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) Portale istituzionale con informazioni aggiornate su farmaci, avvertenze stagionali e consigli per il corretto uso e trasporto dei medicinali, utili anche in vista di viaggi in aereo.