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Introduzione alle Malattie Reumatiche
Le malattie reumatiche comprendono un ampio gruppo di condizioni infiammatorie, autoimmuni e degenerative che colpiscono articolazioni, tendini, ossa e tessuti connettivi. Tra le più comuni rientrano artrite reumatoide, spondiloartriti, artrite psoriasica, lupus eritematoso sistemico, sclerodermia e osteoartrosi. L’andamento può essere cronico, con fasi di riacutizzazione e periodi di relativa stabilità.
I sintomi tipici includono dolore articolare, rigidità, gonfiore, limitazione del movimento e affaticamento. Queste manifestazioni possono influenzare la capacità di svolgere attività quotidiane, lavorative e sociali, con un impatto variabile sulla qualità di vita a seconda della gravità e dell’estensione delle articolazioni coinvolte.
La gestione clinica richiede generalmente un approccio multidisciplinare, con il coinvolgimento di reumatologi, fisiatri, fisioterapisti e altri professionisti. L’obiettivo è controllare l’infiammazione, preservare la funzione e prevenire danni strutturali e disabilità, anche attraverso piani terapeutici personalizzati e monitoraggio periodico.
Poiché il decorso è eterogeneo, la valutazione della disabilità tiene conto non solo della diagnosi, ma anche delle limitazioni funzionali concrete nella vita di tutti i giorni. Questo aspetto è centrale quando si affrontano le procedure di riconoscimento dell’invalidità civile e l’accesso a benefici correlati.
Tabelle di Invalidità e Criteri
Le tabelle di invalidità sono strumenti medico-legali utilizzati per attribuire una percentuale di riduzione della capacità lavorativa o della capacità generale a svolgere attività, in base alla patologia e alle limitazioni funzionali. Per le malattie reumatiche, le voci tabellari considerano il tipo di malattia, il numero di articolazioni coinvolte e il grado di compromissione.
Oltre alla diagnosi, contano la severità clinica, la presenza di deformità articolari, la limitazione dei movimenti e l’impatto sulle attività della vita quotidiana. I punteggi funzionali, la documentazione di imaging e la risposta ai trattamenti contribuiscono a definire l’inquadramento percentuale.
Le tabelle consentono range di valutazione, tenendo conto di variabili come comorbidità, esiti chirurgici, necessità di ausili e frequenza delle riacutizzazioni. La valutazione è individuale: pazienti con la stessa diagnosi possono ricevere percentuali diverse in base alla funzionalità residua.
Le percentuali possono essere soggette a revisione nel tempo, soprattutto quando la malattia è evolutiva o quando sono previsti controlli periodici. L’obiettivo è fotografare lo stato attuale in modo coerente e ripetibile, garantendo omogeneità applicativa dei criteri medico-legali.
Come Viene Valutata l’Invalidità
La valutazione dell’invalidità avviene tramite una commissione medico-legale che esamina la documentazione sanitaria e visita la persona richiedente. Il giudizio integra aspetti clinici e funzionali, collegando la patologia reumatica alle limitazioni concrete nello svolgimento delle attività.
È fondamentale presentare referti specialistici aggiornati, esami strumentali pertinenti, esiti di terapie e ricoveri, relazioni fisioterapiche e ogni elemento che descriva l’andamento della malattia. La chiarezza della documentazione aiuta a rappresentare il quadro funzionale nel tempo, non solo in un singolo momento.
Durante la visita si valutano dolore, rigidità, ampiezza dei movimenti, forza, resistenza e capacità di compiere gesti quotidiani come camminare, salire scale, vestirsi, mantenere la stazione eretta e la presa manuale. Nei soggetti in età lavorativa, può essere considerata anche la capacità lavorativa residua in relazione alle mansioni svolte.
Al termine, la commissione esprime una percentuale di invalidità e può indicare una rivedibilità, qualora sia previsto un controllo successivo. In alcune situazioni si esprime anche un giudizio sullo stato di handicap ai fini delle agevolazioni specifiche previste dalla normativa vigente.
Benefici Disponibili
I benefici legati all’invalidità civile variano in base alla percentuale riconosciuta e ad altri requisiti previsti. Possono comprendere prestazioni economiche per chi raggiunge determinate soglie percentuali e rispetta i requisiti amministrativi e reddituali stabiliti dalle norme.
Per chi presenta una grave compromissione dell’autonomia, può essere riconosciuta un’indennità finalizzata al supporto della non autosufficienza, indipendentemente dalla situazione reddituale, quando sussistono specifici requisiti legati alla deambulazione o alla necessità di assistenza continua.
Tra i benefici non economici rientrano esenzioni dal pagamento di alcune prestazioni sanitarie, fornitura di ausili e protesi, programmi di riabilitazione e, quando appropriato, accesso a percorsi assistenziali dedicati. Possono essere previste anche agevolazioni fiscali per l’acquisto di ausili e adattamenti.
In ambito lavorativo, sono possibili misure di tutela come il collocamento mirato e, nei casi previsti, permessi e congedi correlati al riconoscimento dello stato di handicap. L’obiettivo è favorire l’inclusione e la partecipazione, riducendo l’impatto delle limitazioni funzionali.
Procedure per la Richiesta
La procedura inizia con il certificato medico introduttivo, redatto da un medico abilitato e trasmesso telematicamente. Il certificato riporta la diagnosi principale, le patologie concomitanti e un quadro sintetico delle limitazioni funzionali.
Successivamente si presenta la domanda telematica all’ente competente, direttamente tramite credenziali di identità digitale o con l’assistenza di un patronato. Nella stessa istanza si possono richiedere, quando opportuno, anche accertamenti per il riconoscimento dello stato di handicap.
Segue la convocazione a visita presso la commissione medico-legale. Al termine della valutazione viene rilasciato un verbale con l’esito, le percentuali riconosciute, l’eventuale rivedibilità e le indicazioni per l’accesso ai benefici. I tempi possono variare in base al carico delle commissioni e alla completezza della documentazione.
In caso di peggioramento clinico è possibile presentare domanda di aggravamento. Qualora non si condivida l’esito, sono previsti strumenti di tutela entro termini stabiliti. Conservare ordinati referti e certificazioni aggiornate facilita eventuali successive valutazioni.
