Poliposi nasale 2025: quale ruolo per Aircort accanto ai biologici?

Poliposi nasale (CRSwNP) nel 2025: ruolo di Aircort, spray steroidei intranasali, lavaggi ad alto volume e farmaci biologici

La gestione della poliposi nasale (CRSwNP) è entrata in una nuova fase con l’arrivo dei farmaci biologici, che hanno cambiato la prospettiva per i pazienti con malattia grave e recidivante. Allo stesso tempo, però, gli spray nasali a base di corticosteroidi come la budesonide (Aircort) restano il cardine del trattamento di fondo per la maggior parte dei quadri clinici, sia in monoterapia sia come terapia di supporto accanto alle nuove molecole mirate. Comprendere come integrare correttamente questi livelli di trattamento è cruciale per garantire efficacia, sicurezza e sostenibilità.

Nel 2025 il tema non è più “biologico sì o no”, ma “quando” e “per chi” affiancare un biologico come dupilumab o tezepelumab a una terapia topica ben ottimizzata, e quando invece è appropriato mantenere Aircort come trattamento principale. In questo contesto, otorinolaringoiatri, allergologi e medici di medicina generale devono ragionare in termini di fenotipi e endotipi infiammatori, risposta ai corticosteroidi topici, comorbidità (asma, rinosinusite cronica, intolleranza ai FANS) e impatto sulla qualità di vita, per costruire percorsi terapeutici realmente personalizzati ma coerenti con le evidenze e con i criteri di appropriatezza prescrittiva.

Quando Aircort resta terapia di base nella CRSwNP

Gli spray nasali a base di budesonide, come Aircort, rappresentano ancora oggi la terapia di prima linea nella rinosinusite cronica con polipi nasali, in assenza di controindicazioni specifiche. La loro azione antinfiammatoria locale, con ridotto assorbimento sistemico, consente di controllare edema mucoso, secrezioni e ostruzione nasale nella maggioranza dei pazienti con malattia lieve-moderata. Aircort è particolarmente indicato nei soggetti che presentano sintomi persistenti ma non invalidanti, senza frequenti riacutizzazioni e senza un coinvolgimento severo dell’olfatto o della qualità del sonno. In questi casi, un uso regolare e corretto dello spray, associato a lavaggi nasali, può ridurre significativamente la necessità di cicli ripetuti di corticosteroidi sistemici e di interventi chirurgici.

La scelta di mantenere Aircort come terapia di base si fonda anche sulla buona maneggevolezza del farmaco e sulla possibilità di un impiego a lungo termine, con un profilo di sicurezza favorevole se rispettate le modalità d’uso e i dosaggi raccomandati. È essenziale che il paziente riceva istruzioni chiare sulla tecnica di somministrazione, sulla costanza di applicazione e sui tempi di rivalutazione clinica, perché l’efficacia degli steroidi topici è strettamente legata all’aderenza. In molti casi, una corretta ottimizzazione della terapia con budesonide consente di evitare un’escalation precoce verso trattamenti più complessi e costosi, preservando al contempo un buon controllo dei sintomi e della progressione della malattia. Per maggiori dettagli sulle caratteristiche farmacologiche e sulle indicazioni di Aircort è possibile consultare la scheda tecnica dedicata disponibile online presso risorse specialistiche di farmacologia clinica.

Un altro elemento che sostiene il ruolo di Aircort come terapia di base è la sua versatilità nei diversi fenotipi di CRSwNP. Nei pazienti con poliposi associata a rinite allergica stagionale o perenne, l’uso continuativo di budesonide intranasale contribuisce a modulare l’infiammazione di tipo 2 a livello locale, riducendo prurito, starnuti e rinorrea, oltre all’ostruzione. Nei soggetti con comorbilità asmatica, il controllo dell’infiammazione nasale può migliorare indirettamente anche la gestione dell’asma, riducendo il cosiddetto “united airway burden”. In questi scenari, Aircort non è solo un sintomatico, ma un vero trattamento di fondo che agisce sul substrato infiammatorio, pur senza raggiungere la profondità d’azione sistemica dei biologici.

È importante sottolineare che, anche nei pazienti candidabili a trattamenti avanzati, la terapia con spray steroidei come Aircort non viene abbandonata, ma rimane spesso la base su cui si innesta l’eventuale aggiunta di un biologico. Questo perché la sospensione degli steroidi topici può favorire la ricomparsa di edema e secrezioni, riducendo il beneficio complessivo del percorso terapeutico. In pratica, Aircort continua a rappresentare il “fondamentale” della gestione quotidiana della CRSwNP, mentre i farmaci biologici intervengono come strumenti aggiuntivi in casi selezionati, dopo un’adeguata valutazione specialistica e un tentativo documentato di ottimizzazione della terapia standard.

Quando valutare escalation a farmaci biologici

L’escalation verso farmaci biologici come dupilumab o tezepelumab nella poliposi nasale non dovrebbe essere guidata solo dalla presenza di polipi recidivanti, ma da un insieme di criteri clinici, funzionali e di qualità di vita. In generale, si considera l’opportunità di un biologico quando, nonostante un uso corretto e prolungato di spray steroidei come Aircort e, se indicato, uno o più interventi chirurgici endoscopici, il paziente continua a presentare sintomi severi (ostruzione marcata, anosmia persistente, dolore/faccia piena) e punteggi elevati in scale validate come SNOT-22. La presenza di frequenti cicli di corticosteroidi sistemici, necessari per controllare le riacutizzazioni, rappresenta un ulteriore segnale di malattia non controllata e di potenziale indicazione a un trattamento biologico.

Un altro elemento chiave nella decisione di escalation è il profilo infiammatorio del paziente. I biologici attualmente disponibili per la CRSwNP sono mirati prevalentemente all’infiammazione di tipo 2 (eosinofilia, IgE elevate, FeNO aumentato, comorbilità asma di tipo 2), e mostrano la massima efficacia proprio in questi contesti. Nei pazienti con poliposi nasale associata ad asma eosinofilico grave, intolleranza ai FANS o rinosinusite particolarmente recidivante dopo chirurgia, l’introduzione di dupilumab o di altre molecole in sviluppo come tezepelumab può determinare un miglioramento significativo del controllo di malattia, riducendo la necessità di steroidi sistemici e di reinterventi chirurgici. In tali casi, Aircort viene mantenuto come terapia di supporto locale, ma non è più sufficiente da solo a garantire un controllo adeguato.

La decisione di avviare un biologico deve comunque essere inserita in un percorso strutturato di valutazione specialistica, che includa una revisione critica dell’aderenza e della tecnica di utilizzo degli spray steroidei, nonché dell’eventuale impiego di lavaggi nasali ad alto volume. Non è raro che una risposta apparentemente insoddisfacente a Aircort derivi in realtà da un uso irregolare, da una posologia non ottimale o da una mancata integrazione con altre misure locali. Solo dopo aver escluso questi fattori e aver documentato una reale refrattarietà alla terapia standard, si può parlare di indicazione appropriata a un biologico, nel rispetto anche dei criteri di rimborsabilità e delle raccomandazioni delle società scientifiche.

Infine, è essenziale considerare gli aspetti di sostenibilità e di gestione a lungo termine. I farmaci biologici comportano costi elevati e richiedono un monitoraggio periodico strutturato; per questo motivo, la loro prescrizione dovrebbe essere riservata a centri esperti e a pazienti con un chiaro profilo di beneficio atteso. In questo scenario, Aircort e gli altri spray steroidei mantengono un ruolo centrale sia nei pazienti che non raggiungono i criteri per il biologico, sia in quelli che, pur trattati con molecole mirate, necessitano di un supporto locale continuo per mantenere la mucosa nasale in condizioni ottimali e prevenire recidive.

Come integrare spray steroidei e lavaggi ad alto volume

L’integrazione tra spray steroidei come Aircort e lavaggi nasali ad alto volume rappresenta uno dei pilastri della gestione moderna della CRSwNP, indipendentemente dall’eventuale impiego di farmaci biologici. I lavaggi con soluzioni saline isotoniche o ipertoniche, effettuati con dispositivi a volume elevato (siringhe dedicate, docce nasali, sistemi squeeze o irrigatori), favoriscono la rimozione meccanica di muco, croste, allergeni e mediatori infiammatori dalla mucosa nasale e dai seni paranasali. Questo “effetto detersione” migliora la penetrazione e la distribuzione dello spray steroideo, aumentando la superficie effettivamente raggiunta dal farmaco e potenziandone l’efficacia clinica, soprattutto nei pazienti con secrezioni dense e ostruzione marcata.

Dal punto di vista pratico, è generalmente consigliabile eseguire i lavaggi nasali prima dell’applicazione di Aircort, in modo da liberare le cavità nasali e consentire allo spray di raggiungere più facilmente le aree infiammate. La frequenza dei lavaggi va modulata in base alla gravità dei sintomi, alla presenza di secrezioni e al periodo dell’anno (ad esempio, intensificando in stagione pollinica nei pazienti con componente allergica). È importante educare il paziente alla corretta tecnica di irrigazione, spiegando come inclinare il capo, come respirare durante il lavaggio e come evitare il passaggio del liquido in faringe o nell’orecchio medio. Una buona educazione terapeutica può fare la differenza tra una terapia solo prescritta e una terapia realmente efficace.

Nei pazienti sottoposti a chirurgia endoscopica dei seni paranasali, i lavaggi ad alto volume assumono un ruolo ancora più rilevante, perché contribuiscono a mantenere pervie le cavità create dall’intervento, a ridurre croste e detriti e a prevenire sinechie. In questo contesto, l’associazione con Aircort permette di agire sia meccanicamente sia farmacologicamente sull’infiammazione residua, riducendo il rischio di recidiva polipoide. Anche nei pazienti in trattamento con biologici, la combinazione di lavaggi e spray steroidei resta raccomandata, perché i biologici non sostituiscono la necessità di una corretta igiene nasale e di un controllo locale dell’infiammazione, ma agiscono su vie immunologiche più profonde e sistemiche.

Un aspetto spesso sottovalutato è la personalizzazione del tipo di soluzione salina e del dispositivo di irrigazione. Alcuni pazienti tollerano meglio soluzioni isotoniche, altri traggono maggior beneficio da soluzioni ipertoniche che favoriscono la decongestione per effetto osmotico, sebbene possano risultare più irritanti in caso di mucosa molto sensibile. La scelta del dispositivo (spray a basso volume, doccia nasale, squeeze bottle) va adattata alle capacità del paziente, alla manualità, all’età e alla presenza di eventuali limitazioni fisiche. L’obiettivo è costruire una routine quotidiana sostenibile nel tempo, in cui Aircort e i lavaggi ad alto volume diventino parte integrante dell’igiene respiratoria, analogamente a quanto avviene con lo spazzolamento dei denti per la salute orale.

In alcuni casi selezionati, soprattutto nei pazienti con malattia più severa o con recidive frequenti dopo chirurgia, può essere valutata l’eventuale associazione di budesonide direttamente disciolta nelle soluzioni per lavaggi ad alto volume, secondo protocolli condivisi e nel rispetto delle indicazioni autorizzate. Questa strategia, che richiede un attento inquadramento specialistico, mira a veicolare il corticosteroide in modo più diffuso nelle cavità rinosinusali, mantenendo al contempo l’uso di Aircort spray per il controllo quotidiano dei sintomi. Anche in questi scenari, la chiarezza delle istruzioni e la verifica periodica dell’aderenza restano elementi centrali per ottenere risultati clinici soddisfacenti.

Sicurezza, follow‑up e criteri di appropriatezza

La sicurezza a lungo termine degli spray steroidei come Aircort è generalmente buona, grazie al basso assorbimento sistemico e all’azione prevalentemente locale. Tuttavia, l’uso cronico richiede comunque attenzione a possibili effetti collaterali locali, come secchezza, irritazione, epistassi e, più raramente, infezioni fungine superficiali. Una corretta tecnica di somministrazione (orientando il getto lateralmente, lontano dal setto nasale) e l’eventuale associazione con lavaggi salini possono ridurre significativamente questi rischi. Nei pazienti con fattori di rischio per effetti sistemici (uso concomitante di altri corticosteroidi, osteoporosi, glaucoma, diabete), è opportuno che il medico valuti periodicamente il quadro complessivo, pur ricordando che le dosi intranasali standard di budesonide hanno un impatto sistemico molto limitato rispetto ai corticosteroidi orali.

Il follow-up dei pazienti con CRSwNP in trattamento con Aircort, con o senza biologici, dovrebbe essere strutturato e multidimensionale. Oltre alla valutazione endoscopica della cavità nasale e dei polipi, è utile monitorare sintomi soggettivi (ostruzione, rinorrea, dolore, olfatto) tramite scale standardizzate, nonché l’impatto sulla qualità di vita e sul sonno. Nei pazienti in terapia con biologici, il follow-up include anche la valutazione di eventuali eventi avversi sistemici, la verifica dell’aderenza alle somministrazioni e la rivalutazione periodica dell’indicazione, per decidere se proseguire, sospendere o modificare il trattamento. In tutti i casi, Aircort rimane spesso un elemento costante del regime terapeutico, la cui efficacia va rivalutata nel tempo alla luce dell’evoluzione della malattia.

I criteri di appropriatezza per l’uso di spray steroidei e biologici nella CRSwNP si basano su linee guida internazionali e nazionali, che sottolineano l’importanza di un approccio stepwise: iniziare con terapia topica ottimizzata (Aircort + lavaggi), valutare la risposta, considerare la chirurgia quando indicata e riservare i biologici ai casi refrattari con chiari segni di infiammazione di tipo 2 e impatto severo sulla qualità di vita. Questo approccio consente di utilizzare in modo razionale le risorse disponibili, evitando sia l’undertreatment (pazienti che restano sintomatici per mancata ottimizzazione della terapia di base) sia l’overtreatment (uso precoce o non necessario di farmaci ad alto costo e complessità gestionale). La comunicazione chiara con il paziente sui benefici attesi e sui limiti di ciascun livello terapeutico è parte integrante dell’appropriatezza.

Infine, la sicurezza e l’appropriatezza passano anche attraverso una corretta informazione sugli effetti collaterali potenziali e sulle modalità di gestione. Il paziente deve sapere quando segnalare sintomi come epistassi ricorrente, peggioramento improvviso dell’ostruzione, dolore facciale intenso o alterazioni visive, che possono richiedere una rivalutazione urgente. Allo stesso modo, chi è in trattamento con biologici deve essere istruito a riconoscere eventuali segni di reazioni allergiche o infezioni atipiche. Un follow-up condiviso tra otorinolaringoiatra, allergologo e medico di medicina generale permette di intercettare precocemente problemi di sicurezza e di modulare la terapia in modo tempestivo, mantenendo Aircort e gli altri interventi di base come pilastri di un percorso di cura sicuro, efficace e sostenibile.

Un ulteriore elemento di appropriatezza riguarda la durata complessiva dei diversi trattamenti e la possibilità di rivalutare periodicamente la necessità di proseguire con le stesse intensità terapeutiche. Nei pazienti che raggiungono un buon controllo clinico e endoscopico, può essere considerata una graduale riduzione della posologia di Aircort o una rimodulazione degli intervalli di somministrazione dei biologici, sempre sotto stretto controllo specialistico. Questo consente di limitare l’esposizione non necessaria ai farmaci, mantenendo al contempo un adeguato margine di sicurezza e un utilizzo sostenibile delle risorse sanitarie.

In sintesi, nella poliposi nasale del 2025 Aircort e gli altri spray steroidei intranasali restano la terapia di base imprescindibile, su cui si costruisce l’eventuale aggiunta di farmaci biologici nei casi selezionati. L’escalation a dupilumab, tezepelumab e ad altre molecole in arrivo deve essere guidata da criteri clinici rigorosi, da una documentata refrattarietà alla terapia standard e da una valutazione attenta del profilo infiammatorio e delle comorbidità. L’integrazione con lavaggi nasali ad alto volume, unita a un follow-up strutturato e a una chiara comunicazione medico-paziente, consente di massimizzare i benefici e minimizzare i rischi, garantendo percorsi terapeutici personalizzati ma coerenti con le evidenze e con i principi di appropriatezza e sostenibilità del sistema sanitario.

Per approfondire

Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – Sito istituzionale con sezioni dedicate alle malattie respiratorie croniche e alle strategie globali per la gestione dell’asma e delle patologie delle vie aeree superiori, utile per inquadrare la CRSwNP nel contesto delle malattie respiratorie non trasmissibili.

Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) – Banca dati ufficiale dei farmaci autorizzati nell’Unione Europea, con schede aggiornate su dupilumab, budesonide e altri medicinali impiegati nella rinosinusite cronica con polipi nasali, comprese informazioni su indicazioni, sicurezza e studi registrativi.

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) – Fonte autorevole per note informative, schede tecniche e criteri di rimborsabilità dei farmaci biologici e dei corticosteroidi intranasali in Italia, fondamentale per comprendere gli aspetti di appropriatezza prescrittiva e sostenibilità nel SSN.

EPOS – European Position Paper on Rhinosinusitis and Nasal Polyps – Documento di riferimento internazionale, periodicamente aggiornato, che fornisce linee guida dettagliate sulla diagnosi e sul trattamento della rinosinusite cronica con polipi nasali, inclusi i ruoli di corticosteroidi topici, chirurgia e biologici.

EAACI – European Academy of Allergy and Clinical Immunology – Sito della principale società scientifica europea in ambito allergologico, con linee guida e position paper su infiammazione di tipo 2, asma grave e uso dei farmaci biologici, utili per contestualizzare la CRSwNP nel quadro delle malattie allergiche e respiratorie complesse.