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Daflon (Diosmina + Esperidina): sicurezza e modo d’azione

Daflon (Diosmina + Esperidina) è un farmaco che serve per curare le seguenti malattie:

Sintomi attribuibili a insufficienza venosa; stati di fragilità capillare.

Daflon: come funziona?

Ma come funziona Daflon? Qual è il suo esatto meccanismo d’azione? Su quali organi del corpo agisce? Vediamolo insieme.

Farmacodinamica di Daflon

Categoria farmacoterapeutica: Vasoprotettore e venotonico. Codice ATC: C05CA53

Farmacologia

Il prodotto esercita la sua attività:

a livello delle vene, diminuendone la distensibilità e riducendo la stasi;

a livello della microcircolazione, normalizzando la permeabilità e aumentando la resistenza capillare.

Farmacologia clinica

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Le proprietà farmacologiche del prodotto sono state confermate nell’uomo da studi condotti in doppio cieco con metodiche che hanno permesso di obiettivare e quantizzare la sua attività sull’emodinamica venosa.

Relazione dose/effetto:

L’esistenza di relazioni dose/effetto statisticamente significative è stata stabilita sulla base dei parametri pletismografici venosi: capacità, distensibilità e tempo di svuotamento.

Il miglior rapporto dose-effetto è stato ottenuto con 2 compresse.

Attività venotonica:

Aumento del tono venoso: la pletismografia strain gauge evidenzia una diminuzione dei tempi di svuotamento venoso.

Attività microcircolatoria:

L’attività valutata da studi controllati in doppio cieco risulta statisticamente significativa nei confronti del placebo.

Nei pazienti con fragilità capillare aumenta la resistenza capillare controllata con l’angiosterrometria.

Clinica

L’attività terapeutica del farmaco, nel trattamento dell’insufficienza venosa cronica funzionale e organica degli arti inferiori, è dimostrata da studi controllati in doppio cieco.


Daflon: come si assorbe e si elimina?

Abbiamo visto qual è il meccanismo d’azione di Daflon, ma è altrettanto importante conoscere in quanto tempo viene assorbito dall’organismo per capire quanto tempo il farmaco impiegherà ad agire, attraverso quali vie viene eliminato (ad esempio fegato o reni) per sapere quali organi va ad impegnare e, per ultimo, in quanto tempo viene eliminato per avere idea di quando non avremo più il farmaco nell’organismo.

Tutte queste informazioni sono indicate nel paragrafo “Farmacocinetica” che segue.

Farmacocinetica di Daflon

Nell’uomo dopo somministrazione per via orale di diosmina marcata al carbonio14, si osserva che:

l’escrezione è essenzialmente fecale mentre l’escrezione urinaria rappresenta, in media, il 14% della quantità somministrata;

l’emivita di eliminazione è di 11 ore;

il prodotto è estensivamente metabolizzato, come dimostrato dalla presenza di differenti fenoli acidi nelle urine.


Daflon: è un farmaco sicuro?

Abbiamo visto come Daflon agisce e come si assorbe e si elimina; ma come facciamo a sapere se Daflon è un farmaco sicuro?

Prima di tutto è necessario leggere quali sono i dati sulla sicurezza che vengono riportati nella scheda tecnica del farmaco.

Si tratta di dati forniti dalla casa produttrice e basati su un certo numero di lavori scientifici eseguiti prima della commercializzazione: si tratta dei cosiddetti “Dati preclinici di sicurezza”, che riportiamo nel prossimo paragrafo.

Daflon: dati sulla sicurezza

La somministrazione acuta orale e cronica a topi, ratti e scimmie ad alte dosi non ha avuto effetti tossici o letali e non ha causato anomalie comportamentali, biologiche, anatomiche o istologiche.

Studi su ratti e conigli non hanno mostrato effetti embriotossici o teratogeni. La fertilità non è stata alterata. I test in-vitro e in-vivo non hanno mostrato potenziale mutageno.


Dopo la commercializzazione di un farmaco, vengono tuttavia attuate delle misure di controllo dagli organi preposti, per monitorare comunque tutti gli effetti collaterali che dovessero manifestarsi nell’impiego clinico.

Tutti gli effetti collaterali segnalati nella fase di commercializzazione del farmaco, vengono poi riportati nella scheda tecnica nei paragrafi “effetti indesiderati” e “controindicazioni”.

Daflon: si può prendere insieme ad altri farmaci?

Un altro importante capitolo da non dimenticare per valutare se un farmaco è sicuro o no, è quello delle interazioni con altri farmaci.

Può infatti capitare che un farmaco, di per sé innocuo, diventi pericoloso se associato ad alcuni altri farmaci.

Questo è vero anche per i prodotti erboristici: classico è l’esempio dell’ “Erba di San Giovanni” (Iperico) che interagisce con alcuni farmaci anticoagulanti aumentandone l’efficacia e mettendo quindi il paziente a rischio di emorragie.

Esaminiamo allora quali sono le interazioni possibili di Daflon

Daflon: interazioni

Non sono stati effettuati studi di interazione. Finora non è stata segnalata alcuna interazione farmacologica clinicamente rilevante dall’esperienza post marketing sul prodotto.


Daflon: posso guidare la macchina se lo prendo?

Un capitolo poco noto e molto sottovalutato è quello degli effetti di un farmaco sui riflessi e quindi sulla capacità di guidare la macchina o di effettuare lavori pericolosi.

Molti farmaci riducono la capacità di reazione, oppure possono causare vertigini o abbassamenti di pressione che possono essere molto pericolosi per chi guida o effettua lavori in cui le capacità fisiche sono importanti: basti pensare agli operai che lavorano su impalcature o che operano su macchinari come presse o forni

E’ sempre bene quindi leggere attentamente questo piccolo ma molto importante paragrafo della Scheda Tecnica del farmaco.

Daflon: effetti sulla guida e sull’uso di macchinari

Non sono stati condotti studi per valutare l’effetto della frazione flavonoica sulla capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

2 Comments

  1. Con il caldo durante il giorno ho un leggero gonfiore ai piedi e caviglie.Ho assunto per due giorni due compresse al giorno ed ho avuto vertigini.Mi aveva tolto molto bene il gonfiore.No posso stabilirne il motivo esatto perché per ora sono senza medico curante Ho 84 anni. Due anni fa Longo assunto e non ho avuto problemi

    Luisa Cavalle'
    1. Il caldo peggiora il ritorno venoso rendendo piedi e caviglie gonfie. Dovrebbe evitare di stare a lungo seduto o comunque con i piedi in basso: la sua posizione preferenziale dovrebbe essere sdraiato o reclinato, con le gambe più in alto del bacino.
      Per quanto riguarda il DAFLON, può darsi che le vertigini siano state solamente una coincidenza: provi a riprenderlo fra qualche giorno.

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