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Eucalipto

(Eucalyptus Globulus Labili. – Fam. Myrtacee/Leptospermee)

Eucalipto- Ultimo aggiornamento pagina: 27/02/2018

Indice dei contenuti

  1. Generalità
  2. Componenti principali
  3. Proprietà farmacologiche
  4. Estratti e preparati vari
  5. Preparazioni usuali e Formule
  6. Bibliografia

Generalità

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eucalipto

Etimologia – Eucalyptus, dal greco eu = bene e caluptw = copro: allusione

all’opercolo che chiude il calice, nel boccio fiorale.

Globulus – globuloso, per la forma sferoide del fiore.

Nome volgare Eucalitto, Eucalipto (sic.) Ocaritti (sard.), Tasmanian blue-gum-tree (ingl.), Alcanfor (Messico).

Habitat – Originario dall’Australia (prov. Victoria, Baia di Apollo, Capo Wilson) e dalla Tasmania (Terra di Van Diémen), dove lo scoperse Jacq. Julien Houton de Labillardière, durante la spedizione di D’Entrecastreaux alla ricerca del La Pérouse (1791/95). Acclimatato nelle regioni tropicali del Globo (India, Indocina), nell’America sett. (California), nel Messico, nell’America merid. (Cile, Brasile) in Africa (Capo di B. Sp.), nella regione atlantico/mediterranea (Portogallo, Spagna, Algeria, Francia (Provenza, Corsica), Italia (Liguria, Italia centr. e merid. Isole).

Albero enorme (nel paese d’origine alto sino a 100 m. (col tronco di 28 m. di circonferenza), in Italia alto sino a 20/35 m.

Parti usate Le foglie della pianta adulta.

Componenti principali

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Olio essenziale 0,75-1,25 % (1), in cui sono stati identificati cineolo [= eucaliptolo (2)] [65-75% (3)], come principale componente, gli alcooli etilico (4) ed isoamilico (5), le aldeidi butirrica, valerianica e caproica (5), i terpeni d-a-pinene (6) e canfene (5), gli alcooli terpenici l-pinocarveoIo (7) (8), d-mirtenolo (8), terpineolo (8), i chetoni terpenici d-verbenone, carvone (8a) e l-pinocarvone (8), le aldeidi terpeniche d-mirtenale (8) e dl-mirtenale (8a), sesquiterpeni, che secondo Ruzicka, Pontalti e Balas (9) sono principalmente sesquiterpeni biciclici, vicini al cadinene, l’alcool sesquiterpenico globulolo C15H26O (10) (11) ed altri composti sesquiterpenici: a) aromadendrene C15H24 (12) (13) (14), che per deidrogenazione con zolfo produce S-guaiazulene; b) nella parte dell’olio ad alto punto di ebollizione una miscela di sesquiterpeni, che per deidrogenazione con zolfo producono S-guaiazulene (15); c) S-guaiazuIene C15H18 (eucazulene) (16). Nell’olio essenziale è stato inoltre trovato 3-isopropiliden-1-acetil-5-ciclopentene C10H14O (8a).

Tra i componenti caratteristici dell’olio essenziale di Eucalyptus Globulus Labili sono da notarsi il globulolo, alcool sesquiterpenico C15H26O, (9) (33) e l’aromadendrene C15H24, sesquiterpene contenente un doppio legame.

L'attuale formula di struttura dell'aromadendrene, determinata da Birch e coll. (34), ha sostituito la precedente, che era stata proposta da Radcliffe e Short (14) e confermata da Naves e Perrottet (13). Secondo Smith (20), l’aromadendrene è il principale sesquiterpene dell’olio di E. Globulus, di altre specie di Eucalyptus (E. rariflora, E. nova-anglica) e di varie specie di Leptospermum.

eucalipto Figura 1

L'eucazulene, isolato dall’olio essenziale di E. Globulus (16), è stato identificato da Pfau e Plattner (15) con l’S-guaiazulene:

eucalipto Figura 2

II 3-isopropilinden-1-acetil-5-ciclopentene, C10H14O estratto da Schmidt (8a) dall’olio essenziale di droga spagnola, è un chetone con anello pentaciclico e con un gruppo carbonilico nella catena laterale, quale non è stato sinora trovato in natura. La formula di struttura stabilita da Schmidt è la seguente:

eucalipto Figura 3

Altri componenti delle foglie: acidi glicolico e glicerico (17), una sostanza di natura acida C8H6O6, dotata di proprietà antibiotiche (18), omoserina (19), composti flavonici, espressi in rutina, 0,12 % (32).

Proprietà farmacologiche ed impiego terapeutico

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L'Eucalipto per il tannino che contiene può svolgere un'azione tonica ed astringente, ma le sue proprietà più importanti sono dovute all'essenza che è dotata di azione balsamica, espettorante, antiparassitaria e batteriostatica, azione quest'ultima piuttosto notevole, anche se inferiore a quella di molti altri olii essenziali. L’eucaliptolo, secondo Osol-Farrar (21), contribuirebbe a tale azione soltanto in minima parte.

Un'altra sostanza ad azione batteriostatica è stata isolata da Balansard e Grebus (18) dalle foglie di Eucalipto. Tale sostanza cristallizzabile, a carattere acido e facilmente ossidabile all'aria, è dotata di attività antibiotica in vitro contro gli stafilococchi gli streptococchi, il pneumococco, l'enterococco, il bac. del carbonchio, il colibacillo, il bac. del tifo, il bac. dissenterico, il bac. della difterite e quello della tubercolosi umana. Sulla maggior parte di questi germi essa ha manifestato la sua attività batteriostatica alla conce, di 1:1000 e, in certi casi, di 1:10000. In vivo la stessa sostanza, iniettata in soluzione subneutralizzata (pH 6,5-7,2) si è dimostrata attiva verso le seguenti infezioni sperimentali: tubercolosi della cavia, salmonellosi da Salm. enteritidis var. Danysz, infezioni pneumococciche e streptococciche del topo. Nei casi di infezione streptococcica, si è dimostrata capace di proteggere 13 animali su 20, mentre i controlli morirono entro 48 ore circa.

Analoga attività batteriostatica nei confronti di diversi germi è stata notata anche in altre specie di Eucaliptus, quali il Citriodora [Rodina (22)] che dal Globulus differisce però notevolmente, sia dal puntò di vista botanico che per la composizione chimica del suo olio essenziale.

L'azione ipoglicemizzante dei preparati ottenuti dalle foglie di Eucalipto fu sperimentata con risultati positivi dal Pennetti (23) e dal Ferrarmi (24) il quale prescrive la polvere della droga alla dose di 4-6 g pro die, la tintura (1:5) alla dose di g 1-10 e l'infuso al 2 %. L’estratto fluido potrebbe essere quindi impiegato alla dose di g 1-4 [Erspamer (25)].

I preparati di Eucalipto vengono impiegati per inalazione o internamente, come balsamici ed espettoranti nel trattamento dell'asma e delle bronchiti catarrali croniche; come antisettici nelle infezioni del tratto urogenitale e in alcune forme infettive intestinali con manifestazioni febbrili e diarroiche, casi nei quali l'Eucalipto può essere somministrato in associazione col Colombo [Kloppenburg (26)] oppure per clistere sottoforma di infuso.

L'Eucalipto venne usato nella terapia della malaria, ma secondo Osol-Farrar (21) tale impiego sarebbe privo di fondamento.

Venne preconizzato anche come antielmintico, ma Chopra e Candler (27) ne sconsigliano l'uso in questi casi. E' invece ammessa la sua azione antiparassitaria che si manifesta specialmente utile contro le varie specie di pediculus.

Esternamente l'olio di Eucalipto è impiegato sotto forma di pomata al 10% in alcune malattie della pelle e Slack e MacMahon (28) ne raccomandano l'uso immediato nelle ustioni. Anche dopo il trattamento con tannino, l'uso di questa pomata sarebbe indicato per favorire la detersione delle lesioni e la loro cicatrizzazione.

L’olio essenziale di Eucalipto è assorbito dall’intestino e parzialmente eliminato con l'aria espirata alla quale impartisce il suo odore caratteristico. Come prodotto di ossidazione, viene eliminato attraverso le urine che assumono odore di violette.

Tossicologia – Sono stati descritti avvelenamenti gravi per ingestione di olio essenziale di Eucalipto. Barker e Rowntree (29) descrissero 29 casi di intossicazione, 7 dei quali mortali. Siegen (30) ha osservato un caso di intossicazione dovuto all'ingestione di g 3,5 di olio essenziale. Altri considerano tale dose come la minima mortale, ma in alcuni casi fu possibile recuperare pazienti che avevano ingerito 20 ed anche 30 cc di olio essenziale (29).

L’intossicazione si manifesta con sintomi di bruciore allo stomaco, nausea e vomito, vertigine, debolezza muscolare, pallore e cianosi, estremità fredde, polso frequente e debole, miosi, prostrazione intellettuale. Nei casi gravi, delirio spesso accompagnato da fenomeni convulsivi e senso di soffocazione. L’alito assume forte odore di olio essenziale che può perdurare per uno o due giorni e che può essere percepibile anche nelle feci e nelle urine.

In alcuni soggetti particolarmente sensibili, anche le ordinarie dosi terapeutiche possono provocare dermatiti, evidentemente di natura allergica.

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La cura dell'intossicazione consiste nel provocare l'emesi e nel praticare il lavaggio gastrico in primo tempo. In secondo tempo il trattamento è sintomatico e deve essere volto a combattere la depressione respiratoria e cardiaca; verranno quindi somministrati analettici e Craig (31) consiglia l’uso di antibiotici a scopo profilattico.

Estratti e preparati vari

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a) Estratto fluido alcool-idrosolubile (g 1 = XL gtt).

Dosi: g 1-4 pro die.

b) Estratto fluido per tintura (g 1 = XLI gtt).

Dosi: come sopra.

c) Estratto fluido per sciroppo (g 1 = XLI gtt).

Dosi: come sopra.

d) Estratto molle acquoso (1 p. = 6 p. circa di droga).

Dosi: g 0.35 o più pro die.

e) Olio essenziale.

f) Tintura al 20 % di droga.

Dosi; g 10-15 pro die.

Preparazioni usuali e formule galeniche

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Tintura

Estratto fluido eucalipto per tintura g 20

Alcool di 80°……………………… g 80

(g 10-15 pro die)

Colluttorio

Tintura eucalipto………………………………………. g 15

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Timolo………………………………………………………… g 0,25

Essenza menta piperita … g 0,75

Acido benzoico………………………………………………….. g 3

Alcool ………………………………………………………………… g 100

(diluire in un bicchiere d'acqua V-X gocce)

BIBLIOGRAFIA

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(1) GUENTHER E., Thc Esscntial Oils, voi. IV, 1950, p. 453 – (2) JAHNS, Ber., 17, 2941, 1884; Arch. Pharm., 223, 52, 1885 – (3) GUENTHER E., The Essential OUs, voi. IV, 1950, p. 512 – (4) BOUCHAR- DAT e OLIVIERO, BuH. Soc. Chim., 9, 429, 1893 – (5) SCHIMMEL, Ber. Schimmel, Aprile 1904, 47 – (6) WALLACH e GILDEMEISTER, Lieb. Ann., 246, 283, 1888 – (7) WALLACH, Lleb. Ann., 346, 221, 227, 1906 – (8) SCHMIDT, Ber., 62, 2947, 1929; Ber. Schimmel, 56, 1941; Ber., 77, 167, 1944 – (8 a) SCHMIDT, Ber, 528, 533, 1947 – (9) RUZICKA, PONTALTI e BALAS, Helv. Chlm. Acta, 6, 859. 1923 – (10) SCHIMMEL, Ber. Schlmmel, Aprile 1904, 45; Ottobre 1908, 82 – (li) S^^^ER e TOBIAS, Ber, 46, 2030, 1913 – (12) BRIGGS e SHORT, J. Chem. Soc., 2524, 1928 – (13) NAVES e PERROTrEF, Helv. Chtm. Acta, 23, 914, 1940 – (14) RADCLIFFE e SHORT, I. Chem. Soc., 1200. 1938 – (15) PFAU e PLAITNER, Helv. Chim. Acta, 19, 858 e 871, 1936 – (16) RUZICKA e RUDOLPH, Helv. Chlm. Acta, 9, 118, 1926 – (17) BALANSARD J., Prod. Pharm., 7, 456, 1952 • (18) BALANSARD J. e GREBUS Ch., Lyon pharm, n. 7, 97, 1953; Prod. Pharm., 9, 164, 1954 – (19) BERG A. M., KARI S., ALFIHAN M. e VIRTANEN A. I., Acta Chem.Scand., 8, 358, 1954; Chem. Abs., 48, 10842 e, 1954 – (20) SMITH, J. Proc. Roy. Soc. N.S. Wales, 35, 124, 1901 – (21) OSOL-FARRAR, The Dispcnsatory of the U.S.A., Llppincott Comp. Philadelphia-Montreal 25^ Ediz. 1955, p. 563 – (22) RODINA V, Ya., Chem. Abs., 53, 9, 8227 b, 19:59 – (23) PENNETTI, cit. da MARFORI P., Trattato di farmacologia e terapia, V Edb:. Idelson, Napoli 1941 • (24) FERRARINI L., Med. Internaz., 50, 121, 1942 • cit. da ERSPAMER in Quaderni di Fitoterapia n. 5, p. S2, Inverni & Della Beffa, Milano 1943 – (25) ERSPAMER V., I. c, ibld. – (26) KLOPPEN- BURG, cit. da MADAUS G. in Lehrbuch der blologischen Hellmlttel, voi. II, p. 1306; Thieme, Leipzig 1938 . (27) CHOPRA e CANDLER, cit. da MADAUS ibid. – (28) SLACK B. e MAC MAHON P., Biith. Med. J., II, p. 80:5, 1940 – (29) BARKER e ROWNTREE, Bull. Johns Hopskins Hosp., 28, 21:5, 1918 – (30) SIEGEN, cit. da PIC e BONNAMOUR in Phytothér. des Medicaments Vegetaux; Bailliéres, Paris 1923, p. 313 – (31) CRAIG, Arch. of Disease in Chtldhood, 28, 47:5, 1953 – (32) ROMISCH H., Pharmazte, 15, 37, 1960 – (33) JEFFERIES P. R. e coli., Chem. Ind., 878, 1959; Chem. Abs., 53, 22060 f, 1959 – (34) BIRCH A. J. e coll., Austratian J. Chem., 6, 379, 1953; Chem. Abs., 48, 12068c, 1954.

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