Se hai un abbonamento attivo ACCEDI QUI
Il gonfiore è un disturbo molto comune che può interessare caviglie, ginocchia, mani, viso o altre parti del corpo. Spesso è legato a piccoli traumi, punture di insetto o irritazioni cutanee, ma talvolta può essere il segnale di un problema più serio. Per questo molte persone si chiedono quale pomata mettere per il gonfiore e come scegliere il prodotto più adatto in base alla causa e alla zona interessata, evitando errori che potrebbero peggiorare la situazione.
In questa guida analizziamo le principali cause di gonfiore localizzato, le tipologie di pomate più utilizzate (antinfiammatorie, lenitive, “traumatiche”, decongestionanti), come applicarle correttamente e quando invece è opportuno rivolgersi al medico. L’obiettivo è fornire informazioni chiare e basate sulle evidenze disponibili, per aiutare a orientarsi tra i diversi prodotti da banco e capire in quali casi una semplice pomata può bastare e in quali, invece, serve una valutazione specialistica.
Cause del gonfiore
Con il termine gonfiore si indica un aumento di volume di una parte del corpo, spesso accompagnato da sensazione di tensione, calore o dolore. Dal punto di vista medico si parla di edema quando c’è un accumulo di liquidi nei tessuti. Le cause possono essere molto diverse: tra le più frequenti ci sono i traumi acuti (come distorsioni di caviglia, contusioni, urti), che provocano una reazione infiammatoria locale con dilatazione dei vasi sanguigni e fuoriuscita di liquidi. In questi casi il gonfiore compare in modo rapido, spesso associato a dolore e difficoltà di movimento, e tende a concentrarsi attorno all’articolazione o alla zona colpita.
Un’altra causa comune di gonfiore localizzato è rappresentata dalle punture di insetto o da reazioni allergiche cutanee. In queste situazioni il sistema immunitario rilascia sostanze come l’istamina, che aumentano la permeabilità dei vasi sanguigni e favoriscono l’edema. Il gonfiore è spesso accompagnato da prurito, arrossamento e talvolta da piccole vescicole. Diverso è il caso del gonfiore legato a irritazioni da contatto (per esempio con detergenti aggressivi, metalli, piante): qui prevalgono bruciore e arrossamento, ma può comparire anche un modesto edema, soprattutto sulle mani o sul viso, dove la pelle è più sensibile.
Esistono poi forme di gonfiore che non dipendono solo dalla pelle o da un trauma superficiale, ma da problemi più profondi, come disturbi circolatori (insufficienza venosa, linfedema) o patologie sistemiche (per esempio malattie renali, cardiache o epatiche). In questi casi il gonfiore è spesso bilaterale e simmetrico (per esempio entrambe le caviglie), tende a peggiorare la sera o dopo essere stati a lungo in piedi e migliora con il riposo e il sollevamento degli arti. Una semplice pomata può dare un sollievo limitato, ma non risolve la causa di fondo, che richiede sempre una valutazione medica.
Infine, alcune condizioni dermatologiche specifiche possono manifestarsi con gonfiore localizzato: per esempio infezioni cutanee (come la cellulite batterica), che si presentano con area calda, dolente, arrossata e talvolta febbre, oppure reazioni infiammatorie come l’orticaria, in cui compaiono pomfi (rilievi cutanei) pruriginosi e fugaci. In questi scenari l’uso di una pomata generica per il gonfiore può essere insufficiente o addirittura inappropriato, soprattutto se si tratta di prodotti cortisonici o antinfiammatori usati senza indicazione. Per questo è fondamentale, prima di scegliere la pomata, cercare di capire il contesto in cui il gonfiore è comparso, la sua rapidità di insorgenza, la presenza di sintomi associati e l’eventuale coinvolgimento di altre parti del corpo.
Pomate consigliate
Quando si parla di “pomata per il gonfiore” si fa in realtà riferimento a diverse categorie di prodotti, che agiscono con meccanismi differenti. Una delle famiglie più utilizzate sono le pomate e i gel a base di antinfiammatori non steroidei (FANS) topici, come il diclofenac o altri principi attivi simili. Questi farmaci agiscono bloccando gli enzimi (ciclossigenasi) coinvolti nella produzione di prostaglandine, sostanze chiave nel processo infiammatorio. Studi clinici su distorsioni di caviglia hanno mostrato che l’applicazione di gel o spray a base di diclofenac per alcuni giorni può ridurre in modo significativo gonfiore, dolore e limitazione funzionale rispetto al placebo, con una buona tollerabilità locale.
Accanto ai FANS topici esistono pomate cosiddette “traumatiche” o multicomponenti, che combinano estratti vegetali e sostanze con azione antinfiammatoria e analgesica locale. Alcuni preparati sono stati confrontati in studi clinici con gel di diclofenac in pazienti con distorsione acuta di caviglia, mostrando una efficacia non inferiore nel ridurre il dolore e migliorare la mobilità, con un profilo di sicurezza favorevole e pochi effetti collaterali, per lo più lievi e limitati al sito di applicazione. Questi prodotti possono rappresentare un’opzione per chi preferisce formulazioni con più componenti o per chi non tollera bene i FANS sistemici, fermo restando che anche i rimedi “naturali” possono avere controindicazioni e interazioni.
Per il gonfiore legato a punture di insetto o a reazioni irritative lievi, spesso si utilizzano pomate o gel con azione lenitiva e antipruriginosa, contenenti per esempio sostanze rinfrescanti (come il mentolo a basse concentrazioni), emollienti, o principi attivi antistaminici topici. Questi prodotti non agiscono tanto sulla causa profonda del gonfiore quanto sui sintomi associati, riducendo prurito, bruciore e fastidio locale. In alcuni casi, su indicazione medica, possono essere impiegate anche pomate a base di corticosteroidi topici a bassa potenza per brevi periodi, soprattutto in presenza di dermatiti allergiche o da contatto, ma il loro uso non dovrebbe essere improvvisato senza un parere professionale.
Un’altra categoria di prodotti sono le pomate e i gel a base di sostanze ad azione vasoprotettiva o decongestionante, spesso utilizzate in caso di piccoli traumi, ematomi superficiali o sensazione di pesantezza agli arti. Possono contenere estratti vegetali, eparinoidi o altre molecole che favoriscono il riassorbimento degli stravasi ematici e dei liquidi nei tessuti. Anche in questo caso l’efficacia può variare in base al tipo di lesione, al tempo trascorso dal trauma e alla corretta modalità di applicazione. È importante ricordare che, qualunque sia la pomata scelta, bisogna sempre leggere il foglietto illustrativo, verificare le controindicazioni (per esempio gravidanza, allattamento, età pediatrica, allergie note) e non superare i tempi di utilizzo consigliati senza consultare il medico.
Come applicare correttamente
La corretta applicazione della pomata è fondamentale per ottenere il massimo beneficio in termini di riduzione del gonfiore e del dolore, e per minimizzare il rischio di effetti indesiderati locali. Prima di tutto è essenziale valutare lo stato della pelle: molti prodotti non devono essere applicati su cute lesa, ferite aperte, abrasioni estese o aree infette, perché potrebbero favorire l’assorbimento sistemico del farmaco o peggiorare l’irritazione. La zona interessata va pulita delicatamente con acqua e, se necessario, un detergente delicato, quindi asciugata tamponando, senza strofinare. Solo a questo punto si può procedere con l’applicazione di una sottile quantità di pomata o gel, evitando strati eccessivamente spessi che non aumentano l’efficacia ma possono rendere la pelle più macerata.
Per i FANS topici e per molte pomate “traumatiche”, le indicazioni degli studi clinici e dei foglietti illustrativi prevedono in genere più applicazioni al giorno (per esempio tre o quattro volte), per un periodo limitato, spesso nell’ordine di 7–10 giorni in caso di traumi acuti come le distorsioni di caviglia. È importante rispettare gli intervalli tra un’applicazione e l’altra e non prolungare il trattamento oltre i tempi raccomandati senza un controllo medico, soprattutto se il gonfiore non migliora o se compaiono nuovi sintomi. Dopo aver spalmato il prodotto, si consiglia di lavare accuratamente le mani, a meno che non siano proprio la sede da trattare, per evitare il contatto accidentale con occhi, bocca o mucose.
In alcune situazioni, come dopo un trauma acuto, l’applicazione della pomata può essere associata a misure fisiche che aiutano a contenere il gonfiore, come il protocollo RICE (Rest, Ice, Compression, Elevation: riposo, ghiaccio, compressione, elevazione). Per esempio, nelle prime 24–48 ore dopo una distorsione, l’uso di ghiaccio a intervalli, il bendaggio elastico e il mantenimento dell’arto sollevato possono potenziare l’effetto della pomata antinfiammatoria nel ridurre edema e dolore. È però importante non applicare il prodotto subito prima di mettere il ghiaccio o un bendaggio molto stretto, per evitare irritazioni o alterazioni dell’assorbimento; meglio distanziare le diverse misure nel corso della giornata.
Per le pomate lenitive o antistaminiche usate in caso di punture di insetto o irritazioni, è bene evitare di grattare la zona prima e dopo l’applicazione, perché il grattamento può aumentare l’infiammazione, favorire piccole lesioni e facilitare l’ingresso di batteri. Se il gonfiore interessa aree delicate come il viso o le palpebre, è opportuno usare una quantità minima di prodotto, evitando il contatto diretto con gli occhi, e sospendere subito il trattamento se compaiono bruciore intenso, arrossamento marcato o peggioramento dei sintomi. In generale, se dopo alcuni giorni di uso corretto della pomata non si osserva alcun miglioramento, o se il gonfiore tende addirittura ad aumentare, è necessario interrompere il prodotto e rivolgersi al medico per una valutazione più approfondita.
Quando consultare un medico
Non tutti i gonfiori possono essere gestiti in autonomia con una pomata da banco. È fondamentale riconoscere i segnali di allarme che richiedono una valutazione medica tempestiva. Un primo campanello d’allarme è la presenza di dolore intenso, che non migliora con il riposo e i comuni analgesici, o che peggiora rapidamente, soprattutto se associato a impossibilità di caricare il peso su un arto o a una marcata limitazione del movimento. In caso di trauma (per esempio una distorsione di caviglia o un colpo al ginocchio), un gonfiore molto rapido e importante, con deformità evidente o difficoltà a muovere l’articolazione, può indicare una frattura o una lesione legamentosa significativa, che richiedono accertamenti (come radiografie o ecografie) e non possono essere trattate solo con una pomata.
Un altro segno che impone prudenza è la comparsa di rossore marcato, calore locale e febbre associati al gonfiore, soprattutto se l’area è dolente al tatto e i bordi dell’arrossamento tendono ad allargarsi. Queste caratteristiche possono suggerire un’infezione cutanea (come una cellulite batterica) o un ascesso in formazione, condizioni che necessitano di terapia antibiotica o di altri interventi medici. In questi casi l’uso di pomate cortisoniche o antinfiammatorie senza indicazione può mascherare i sintomi e ritardare la diagnosi, con il rischio di peggiorare il quadro clinico. Anche la comparsa di striature rosse che si irradiano dalla zona gonfia verso l’alto è un segno da non sottovalutare.
È importante consultare il medico anche quando il gonfiore è ricorrente o persistente, soprattutto se interessa entrambe le caviglie o le gambe, peggiora la sera o dopo essere stati a lungo in piedi, e si associa a sintomi generali come affaticamento, fiato corto, aumento di peso rapido o riduzione della diuresi. In questi casi il problema potrebbe non essere limitato alla pelle o alle articolazioni, ma riflettere una patologia sistemica (per esempio cardiaca, renale o epatica) o un disturbo del sistema venoso o linfatico. Una pomata, anche se decongestionante, può dare solo un sollievo superficiale e temporaneo, ma non affronta la causa di fondo, che va indagata con esami mirati.
Infine, è opportuno rivolgersi al medico o al pediatra quando il gonfiore interessa bambini, donne in gravidanza o persone con patologie croniche (come diabete, malattie autoimmuni, terapie anticoagulanti), prima di utilizzare qualsiasi pomata medicata. In queste categorie, infatti, la pelle può essere più sensibile, il rischio di interazioni farmacologiche maggiore e alcune sostanze topiche potrebbero essere controindicate. Anche la comparsa di reazioni cutanee dopo l’applicazione di una pomata (per esempio eruzione, prurito intenso, vescicole, peggioramento dell’arrossamento) deve indurre a sospendere il prodotto e, se i sintomi non regrediscono rapidamente, a chiedere un parere medico, perché potrebbe trattarsi di una dermatite da contatto allergica al principio attivo o ad altri componenti della formulazione.
Consigli per la prevenzione
Ridurre il rischio di gonfiore passa innanzitutto attraverso la prevenzione dei traumi e delle situazioni che favoriscono l’edema. Per quanto riguarda le distorsioni e le contusioni, è utile adottare calzature adeguate, con buona stabilità della caviglia, soprattutto durante l’attività sportiva o in presenza di terreni irregolari. Un corretto riscaldamento muscolare prima dell’esercizio e il potenziamento dei muscoli di sostegno delle articolazioni (per esempio muscoli peronei e tibiali per la caviglia) possono ridurre la probabilità di movimenti bruschi e di “storte”. In chi ha già avuto distorsioni ripetute, l’uso di tutori o bendaggi funzionali, su indicazione del fisiatra o dell’ortopedico, può contribuire a prevenire nuovi episodi di gonfiore traumatico.
Per limitare il gonfiore legato a punture di insetto, è consigliabile utilizzare repellenti adeguati nelle stagioni e nelle aree a rischio, indossare abiti che coprano braccia e gambe quando si soggiorna all’aperto in zone molto infestate e evitare di lasciare scoperti cibi e bevande dolci che attirano insetti pungitori. In caso di nota allergia a punture di imenotteri (come api o vespe), è fondamentale seguire il piano di prevenzione indicato dall’allergologo e avere sempre con sé i farmaci prescritti per le emergenze. Anche mantenere la pelle ben idratata e integra, evitando eccessiva secchezza o microlesioni da grattamento, può ridurre il rischio di reazioni infiammatorie esagerate e di infezioni secondarie che contribuiscono al gonfiore.
Per chi soffre di gonfiore alle gambe legato a problemi circolatori, alcune misure igienico-comportamentali possono essere di grande aiuto: evitare di restare a lungo in piedi o seduti nella stessa posizione, fare brevi pause per camminare e muovere le caviglie, sollevare gli arti inferiori quando possibile, mantenere un peso corporeo adeguato e praticare regolarmente attività fisica moderata (come camminata, bicicletta, nuoto). L’uso di calze elastiche a compressione graduata, se consigliato dal medico, può contribuire a prevenire l’accumulo di liquidi nei tessuti e quindi la comparsa di edema. In questi casi, l’eventuale uso di pomate decongestionanti va sempre inserito in un quadro più ampio di gestione della salute vascolare.
Infine, una buona cura della pelle è essenziale per prevenire gonfiori legati a irritazioni o dermatiti. Scegliere detergenti delicati, evitare l’uso eccessivo di sostanze aggressive (come solventi, alcuni prodotti per la casa o cosmetici irritanti), proteggere le mani con guanti adeguati quando si maneggiano agenti potenzialmente irritanti e preferire prodotti ipoallergenici può ridurre il rischio di reazioni infiammatorie locali. In presenza di pelle sensibile o di una storia di dermatite atopica o allergica, è utile confrontarsi con il dermatologo per individuare i prodotti più adatti e per ricevere indicazioni personalizzate su come prevenire riacutizzazioni che possono manifestarsi anche con gonfiore e arrossamento. In questo modo, l’uso di pomate per il gonfiore diventa un supporto occasionale e non una necessità frequente.
In sintesi, non esiste una sola “migliore pomata” per il gonfiore, ma diverse opzioni da scegliere in base alla causa, alla sede e alle caratteristiche del disturbo. I FANS topici e alcune pomate traumatiche hanno dimostrato efficacia nel ridurre gonfiore e dolore in caso di traumi acuti come le distorsioni, mentre prodotti lenitivi o antistaminici possono essere utili per punture di insetto e irritazioni lievi. Tuttavia, la pomata da sola non basta quando il gonfiore è intenso, persistente, associato a febbre, dolore importante o sintomi sistemici: in questi casi è indispensabile il parere del medico. Una corretta prevenzione, che includa protezione dai traumi, cura della circolazione e attenzione alla salute della pelle, resta la strategia più efficace per limitare la comparsa di gonfiori e ridurre il ricorso ai farmaci topici.
Per approfondire
Topical Treatment Is Effective and Safe for Acute Ankle Sprains: The TRAUMED Trial offre una panoramica aggiornata sull’efficacia e la sicurezza di un gel antinfiammatorio topico nei traumi distorsivi di caviglia, utile per comprendere il ruolo dei trattamenti locali nel controllo di dolore e gonfiore.
Efficacy and safety of topical diclofenac/menthol gel for ankle sprain analizza l’uso di un gel a base di diclofenac con o senza mentolo nelle distorsioni di caviglia, fornendo dati clinici sull’impatto di questi prodotti su dolore, edema e recupero funzionale.
A randomized, double-blind, placebo-controlled multicentre study to evaluate the efficacy and safety of diclofenac 4% spray gel descrive uno studio controllato sull’impiego di diclofenac topico in forma di spray gel nel trattamento di distorsioni acute, con particolare attenzione alla riduzione del gonfiore e alla tollerabilità.
Traumeel vs. diclofenac for reducing pain and improving ankle mobility after acute ankle sprain confronta una pomata/gel multicomponente con un gel di diclofenac 1% in pazienti con distorsione di caviglia, offrendo spunti interessanti sulle alternative ai FANS topici tradizionali.
