Quali parti del corpo colpisce la dermatite?

Mappa delle sedi della dermatite: definizione clinica, aree più colpite, sintomi per sede e terapie mirate per viso, pieghe, mani, cuoio capelluto, piedi e area genitale.

La domanda “quali parti del corpo colpisce la dermatite?” presuppone una caratteristica fondamentale di questo disturbo: la dermatite non è una singola malattia, ma un termine ombrello che comprende diverse forme di infiammazione cutanea, ciascuna con meccanismi, fattori scatenanti e distribuzioni corporee tipiche. Per questo la localizzazione delle lesioni non è casuale: pelle del viso, pieghe, mani, cuoio capelluto, piedi o aree esposte a contatti ripetuti possono essere coinvolte con modalità diverse in base al tipo di dermatite, all’età e allo stile di vita. Sapere “che cos’è” la dermatite è il primo passo per interpretare la mappa dei segni sulla pelle e comprendere perché un’area si irrita, prude o si desquama più facilmente di altre.

Questa analisi offre una cornice clinica e pratica: prima definiamo la dermatite e cosa la distingue da altre dermatosi; poi, nelle sezioni successive, vedremo le aree corporee più frequentemente colpite e i sintomi tipici per sede, per arrivare a ragionare sui trattamenti più mirati in base alla zona coinvolta. L’obiettivo è aiutare chi legge a riconoscere pattern ricorrenti e a dialogare con il professionista sanitario con un linguaggio condiviso, evitando semplificazioni fuorvianti. La dermatite, infatti, non è contagiosa, ma può essere molto fastidiosa, tendere a recidivare e impattare sulla qualità di vita: capire la sua natura consente di impostare strategie efficaci di prevenzione e terapia, calibrate anche sul “dove” e non solo sul “che cosa”.

Cos’è la dermatite?

Con il termine “dermatite” si indica un’infiammazione della pelle caratterizzata da prurito, arrossamento, gonfiore variabile, secchezza e, a seconda della fase, vescicole, essudazione, croste o desquamazione. È un quadro clinico che può essere acuto (comparsa rapida, lesioni umide e molto pruriginose) o cronico (pelle ispessita, secca, prurito persistente). Non è un’infezione e non è contagiosa: l’infiammazione nasce dall’interazione fra barriera cutanea indebolita, sistema immunitario e fattori ambientali. È importante distinguere la dermatite da altre condizioni con manifestazioni simili, come psoriasi, micosi o scabbia, perché cause e terapie differiscono significativamente. Il termine è quindi descrittivo del processo infiammatorio, non di una singola diagnosi: riconoscerne il tipo specifico orienta la scelta dei trattamenti e spiega perché certe zone del corpo risultano più vulnerabili di altre.

Le principali forme includono la dermatite atopica (eczema atopico), spesso associata ad altre condizioni allergiche e caratterizzata da secchezza e prurito cronico; la dermatite da contatto, che può essere irritativa (dovuta a sostanze che danneggiano direttamente la barriera, come detergenti aggressivi) o allergica (risposta immunitaria a allergeni come nichel, profumi, conservanti); la dermatite seborroica, che interessa aree ricche di ghiandole sebacee come cuoio capelluto e volto; la dermatite disidrotica, con vescicole pruriginose soprattutto su palmi e piante; la dermatite nummulare, con chiazze rotonde a “moneta”; la dermatite da stasi, legata a insufficienza venosa degli arti inferiori; e la dermatite asteatosica, tipica delle pelli molto secche. Ciascuna di queste entità presenta una predilezione per specifiche aree anatomiche e un pattern di sintomi che guida il clinico nella diagnosi differenziale.

Alla base della dermatite vi è quasi sempre un’alterazione della barriera cutanea e una dis-regolazione immunitaria. Quando la barriera è compromessa (per predisposizione genetica, ad esempio mutazioni della filaggrina nell’atopia, oppure per fattori esterni come freddo, lavaggi ripetuti, irritanti), la pelle perde acqua più facilmente, si secca e diventa più permeabile ad agenti chimici e microbi. Questo espone i cheratinociti e le cellule immunitarie cutanee a stimoli che innescano una cascata infiammatoria. A seconda del tipo di dermatite, prevalgono risposte immunitarie differenti (ad esempio profili Th2 nell’atopia, meccanismi di ipersensibilità di tipo IV nella dermatite allergica da contatto). Anche il microbioma cutaneo gioca un ruolo: la colonizzazione da Staphylococcus aureus, frequente nell’eczema atopico, può amplificare l’infiammazione. Trigger comuni includono sudore, attrito, stress, variazioni termo-igrometriche, tessuti ruvidi, cosmetici o detersivi, metalli e sostanze professionali.

Clinicamente, il sintomo cardine è il prurito, spesso intenso, che alimenta il “circolo vizioso” prurito-grattamento: grattare danneggia ulteriormente la barriera, favorisce microlesioni e perpetua l’infiammazione. Nelle fasi acute possono comparire eritema vivo, edema e vescicole che, rompendosi, essudano e formano croste; nelle fasi croniche prevalgono secchezza, fissurazioni, ipercheratosi e lichenificazione (ispessimento con accentuazione dei solchi). Le lesioni possono comportare bruciore o dolore, specie se fissurate, e complicarsi con sovrainfezioni batteriche o, più raramente, virali o micotiche. Dopo l’infiammazione è possibile osservare alterazioni della pigmentazione (più scura o più chiara) transitorie. L’impatto sulla qualità di vita è rilevante: prurito e stimmate visibili possono interferire con sonno, attività quotidiane e benessere psicologico, in ogni fascia di età.

La diagnosi è clinica, basata su anamnesi (insorgenza, esposizioni, sede, stagionalità, professione, abitudini di cura della pelle) ed esame obiettivo dei pattern lesionali e della distribuzione anatomica. Quando si sospetta una dermatite allergica da contatto, i patch test aiutano a identificare allergeni specifici; in casi selezionati, si ricorre a esami mirati per escludere altre condizioni. È opportuno rivolgersi al medico se il prurito è persistente o severo, se le lesioni si estendono, se compaiono segni di infezione (dolore, essudato purulento, febbre), se sono coinvolti neonati, bambini piccoli o persone fragili, o se i trattamenti abituali non funzionano. In termini di gestione, i principi generali comprendono il ripristino della barriera con emollienti adeguati, l’evitamento dei trigger, l’uso appropriato di antinfiammatori topici (ad esempio corticosteroidi o inibitori della calcineurina) e, nei casi selezionati, fototerapia o terapie sistemiche. La scelta della formulazione (crema, unguento, lozione, schiuma) e del principio attivo dipende anche dalla sede e dallo spessore cutaneo: ecco perché conoscere dove la dermatite si manifesta orienta un approccio più mirato, tema che verrà approfondito nelle prossime sezioni.

Aree comuni colpite dalla dermatite

Le aree seborroiche sono tra le sedi più frequentemente interessate: cuoio capelluto, linea dell’attaccatura, sopracciglia, solchi naso-labiali, retro delle orecchie e regione sternale. In queste zone la dermatite seborroica tende a produrre eritema e squame untuose, con andamento cronico-recidivante. Nei lattanti si manifesta come “crosta lattea” sul capo, mentre negli adulti può estendersi anche a barba e baffi.

Le pieghe cutanee e le superfici flessorie (collo, ascelle, piega del gomito, fossa poplitea, pieghe inguinali) sono sedi tipiche della dermatite atopica e delle intertrigini. Il microambiente caldo-umido, l’attrito e il sudore facilitano macerazione e irritazione, specialmente in persone con sovrappeso, sportivi o in climi caldi. Nei lattanti, l’area del pannolino è un distretto suscettibile a dermatite irritativa.

Le mani sono un distretto chiave per la dermatite da contatto, irritativa o allergica, per via di lavaggi ripetuti, detergenti, guanti e sostanze professionali: possono essere coinvolti polpastrelli, dorso e polsi. Anche i piedi sviluppano frequentemente eczema disidrotico con vescicole laterali o dermatiti da contatto legate a componenti delle calzature. Il contorno labbra e la zona periorale sono predisposti a irritazioni da leccamento, cosmetici e dentifrici; le palpebre, con pelle sottile, reagiscono facilmente ad allergeni veicolati dalle mani o da prodotti per occhi.

Gli arti inferiori, in particolare la regione perimalleolare, possono presentare dermatite da stasi in corso di insufficienza venosa, con secchezza ed eczematizzazione. L’area genitale e perianale è sensibile a irritanti chimici, frizione, sudorazione e incontinenza; in queste sedi la barriera è più delicata e l’infiammazione può risultare particolarmente fastidiosa. La distribuzione varia con età, stile di vita e comorbidità, delineando pattern ricorrenti utili alla diagnosi.

Sintomi specifici per area

I sintomi della dermatite possono variare significativamente a seconda dell’area del corpo interessata. Comprendere queste differenze è fondamentale per una diagnosi accurata e un trattamento efficace.

Viso e collo: La dermatite che colpisce il viso e il collo spesso si manifesta con arrossamento, prurito e desquamazione. In particolare, la dermatite periorale si presenta come un’eruzione cutanea rossa intorno alla bocca e al mento, somigliante all’acne o alla rosacea. Le cause possono includere l’uso di corticosteroidi topici e il fluoro presente in dentifrici o acqua potabile. (doctolib.it)

Cuoio capelluto: La dermatite seborroica è comune in questa area, caratterizzata da chiazze rosse, prurito e desquamazione. Le squame possono essere untuose e di colore giallastro, spesso associate a un’eccessiva produzione di sebo. (curadermatite.it)

Mani e piedi: La dermatite disidrosica, nota anche come eczema disidrosico, colpisce frequentemente mani e piedi, manifestandosi con vescicole pruriginose, arrossamento e desquamazione. Questa condizione può essere scatenata dal contatto frequente con l’acqua o sostanze irritanti, soprattutto in individui con una predisposizione atopica.

Gomiti e ginocchia: Nelle pieghe cutanee, come l’interno dei gomiti e il retro delle ginocchia, la dermatite atopica è comune. Si presenta con arrossamento, prurito intenso e ispessimento della pelle dovuto al grattamento cronico. (msdmanuals.com)

Area genitale: La dermatite in questa zona può derivare da irritanti come detergenti, indumenti sintetici o sudorazione eccessiva. I sintomi includono arrossamento, prurito e, talvolta, desquamazione.

Trattamenti mirati per ogni area

Il trattamento della dermatite varia in base all’area colpita e alla specifica manifestazione clinica. È essenziale adottare approcci terapeutici personalizzati per ottenere i migliori risultati.

Viso e collo: Per la dermatite periorale, è consigliabile sospendere l’uso di corticosteroidi topici e limitare l’esposizione a potenziali irritanti come dentifrici al fluoro. L’applicazione di creme a base di metronidazolo o eritromicina può essere efficace.

Cuoio capelluto: La gestione della dermatite seborroica prevede l’uso di shampoo antifungini contenenti ketoconazolo o ciclopirox, che aiutano a ridurre la proliferazione di lieviti responsabili dell’infiammazione. In alcuni casi, possono essere prescritti corticosteroidi topici a bassa potenza per controllare l’infiammazione. (my-personaltrainer.it)

Mani e piedi: Per la dermatite disidrosica, è fondamentale proteggere la pelle dall’esposizione prolungata all’acqua e da sostanze irritanti. L’uso di guanti di cotone sotto guanti impermeabili può essere utile. Inoltre, l’applicazione di emollienti e corticosteroidi topici può alleviare i sintomi.

Gomiti e ginocchia: Nel trattamento della dermatite atopica in queste aree, l’uso regolare di emollienti per mantenere l’idratazione cutanea è fondamentale. Durante le riacutizzazioni, possono essere utilizzati corticosteroidi topici o inibitori della calcineurina per ridurre l’infiammazione.

Area genitale: È consigliabile utilizzare detergenti delicati e indossare biancheria intima in cotone per ridurre l’irritazione. In alcuni casi, possono essere prescritti corticosteroidi topici a bassa potenza per alleviare l’infiammazione.

In conclusione, la dermatite può manifestarsi in diverse aree del corpo, ciascuna con sintomi specifici che richiedono approcci terapeutici mirati. Una corretta identificazione della tipologia e della localizzazione della dermatite è essenziale per un trattamento efficace e per migliorare la qualità di vita del paziente.

Per approfondire

Manuale MSD – Panoramica della dermatite: Una guida completa sulle diverse forme di dermatite, sintomi e trattamenti disponibili.

Humanitas – Dermatite: le diverse tipologie e come distinguerle: Un approfondimento sulle varie forme di dermatite e le loro caratteristiche distintive.

My Personal Trainer – Dermatite: cos’è? Sintomi, tipi, cause e cure: Informazioni dettagliate sulle cause, sintomi e opzioni terapeutiche per la dermatite.