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La cirrosi epatica è una patologia cronica caratterizzata dalla sostituzione del tessuto epatico normale con tessuto cicatriziale, compromettendo la funzionalità del fegato. Una gestione nutrizionale adeguata è fondamentale per migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da questa condizione.
Cos’è la cirrosi epatica e complicanze
La cirrosi epatica rappresenta lo stadio finale di diverse malattie croniche del fegato, caratterizzato dalla sostituzione del tessuto epatico normale con tessuto cicatriziale, compromettendo la funzionalità dell’organo. Le cause principali includono l’epatite virale cronica, l’abuso di alcol e la steatosi epatica non alcolica.
Le complicanze della cirrosi sono numerose e possono includere ascite, encefalopatia epatica, varici esofagee e sindrome epatorenale. L’ascite, ovvero l’accumulo di liquido nella cavità addominale, è spesso associata a ritenzione di sodio e richiede una gestione dietetica specifica.
L’encefalopatia epatica è una sindrome neurologica reversibile caratterizzata da alterazioni della coscienza, della personalità e della funzione neuromuscolare. Questa condizione è spesso correlata a un aumento dei livelli di ammoniaca nel sangue, derivante da un metabolismo proteico alterato.
La sindrome epatorenale è una grave complicanza caratterizzata da un rapido deterioramento della funzione renale in pazienti con cirrosi avanzata. Questa condizione è spesso fatale a meno che non venga eseguito un trapianto di fegato.

Perché ridurre sodio e proteine è importante
La restrizione dell’apporto di sodio è fondamentale nei pazienti con cirrosi e ascite, poiché questi soggetti presentano una tendenza anomala a trattenere sodio. Se l’assunzione di sodio non viene ridotta, si favorisce l’accumulo di liquido ascitico, aggravando la condizione del paziente.
Una dieta iposodica prevede generalmente un contenuto di 40 mmol di sodio al giorno. Restrizioni più severe possono portare a iponatriemia e peggiorare l’appetito, contribuendo alla malnutrizione. È quindi essenziale bilanciare la restrizione di sodio per evitare effetti avversi.
Per quanto riguarda le proteine, nei pazienti con cirrosi senza encefalopatia, non è necessaria una restrizione proteica; l’apporto consigliato è di 1-1,2 grammi di proteine per kg di peso corporeo. Tuttavia, in presenza di encefalopatia epatica acuta, può essere necessaria una temporanea riduzione dell’apporto proteico a 0,6-0,8 grammi per kg di peso corporeo.
È importante notare che una restrizione proteica prolungata può portare a malnutrizione. Pertanto, una volta migliorata la fase acuta dell’encefalopatia, si dovrebbe tornare a un apporto proteico normale per mantenere un adeguato stato nutrizionale.
Alimenti consigliati e da evitare
Una dieta equilibrata è essenziale per i pazienti con cirrosi epatica. Si raccomanda un apporto calorico di 25-35 kcal per kg di peso corporeo ideale, con una distribuzione dei macronutrienti che preveda il 50-60% di carboidrati, il 30-40% di lipidi e 1-1,2 grammi di proteine per kg di peso corporeo.
È fondamentale l’assoluta astensione dall’alcol, poiché il consumo di bevande alcoliche può aggravare il danno epatico e accelerare la progressione della cirrosi. Inoltre, si consiglia di evitare alimenti ricchi di sale, come insaccati, cibi in scatola e snack salati, per prevenire l’accumulo di liquidi e l’aggravamento dell’ascite.
Si raccomanda di suddividere l’alimentazione in 4-6 piccoli pasti al giorno, includendo uno spuntino serale, per ridurre la neoglucogenesi durante il periodo di digiuno notturno. Questo approccio aiuta a mantenere stabili i livelli di glucosio nel sangue e a prevenire la perdita di massa muscolare.
In caso di encefalopatia epatica, le proteine di origine vegetale possono essere meglio tollerate rispetto a quelle di origine animale. Pertanto, si consiglia di includere nella dieta legumi, cereali integrali e verdure, che forniscono proteine di alta qualità e fibre alimentari.
Schema settimanale fegato-friendly
Un piano alimentare settimanale ben strutturato è fondamentale per supportare la funzione epatica nei pazienti con cirrosi. È consigliabile suddividere l’alimentazione in tre pasti principali e tre spuntini, evitando periodi di digiuno prolungati. Questo approccio aiuta a mantenere stabili i livelli di glucosio nel sangue e a prevenire la malnutrizione, comune nei pazienti cirrotici. (educazionenutrizionale.granapadano.it)
La colazione dovrebbe includere carboidrati complessi come pane integrale o cereali, accompagnati da una fonte proteica leggera come yogurt magro o latte scremato. Gli spuntini di metà mattina e pomeriggio possono consistere in frutta fresca o secca, fornendo energia e nutrienti essenziali. Il pranzo e la cena dovrebbero prevedere una porzione di proteine magre, come pesce o legumi, accompagnate da verdure cotte o crude e una moderata quantità di carboidrati complessi. Uno spuntino serale, come un piccolo panino con affettato magro o un bicchiere di latte, può aiutare a prevenire il catabolismo notturno.
È importante limitare l’assunzione di sale, soprattutto in presenza di ascite o edema, per prevenire la ritenzione idrica. L’uso di erbe aromatiche e spezie può aiutare a insaporire i piatti senza ricorrere al sale. Inoltre, è fondamentale evitare il consumo di alcol in qualsiasi forma, poiché può aggravare il danno epatico.
Un esempio di menu settimanale potrebbe includere:
- Lunedì: Colazione con pane integrale e marmellata senza zuccheri aggiunti; pranzo con riso integrale e verdure grigliate; cena con filetto di pesce al forno e insalata mista.
- Martedì: Colazione con yogurt magro e cereali integrali; pranzo con pasta integrale al pomodoro e basilico; cena con petto di pollo alla griglia e verdure al vapore.
- Mercoledì: Colazione con latte scremato e fette biscottate integrali; pranzo con insalata di legumi e verdure fresche; cena con omelette alle erbe e contorno di spinaci.
- Giovedì: Colazione con frutta fresca e una manciata di noci; pranzo con orzo perlato e verdure al forno; cena con filetto di merluzzo al vapore e purè di patate.
- Venerdì: Colazione con pane integrale e ricotta magra; pranzo con couscous integrale e verdure saltate; cena con tacchino al forno e insalata di stagione.
- Sabato: Colazione con latte scremato e biscotti integrali; pranzo con zuppa di legumi e cereali; cena con frittata di zucchine e contorno di carote al vapore.
- Domenica: Colazione con yogurt magro e frutta secca; pranzo con lasagne vegetariane; cena con branzino al forno e insalata mista.
Questo schema è indicativo e dovrebbe essere personalizzato in base alle esigenze individuali del paziente, tenendo conto delle eventuali comorbilità e delle preferenze alimentari. La consulenza di un nutrizionista specializzato è fondamentale per elaborare un piano alimentare adeguato.
Ruolo della nutrizione artificiale
In alcuni casi, i pazienti con cirrosi epatica possono sviluppare malnutrizione a causa di una ridotta assunzione orale, malassorbimento o aumentato fabbisogno energetico. Quando l’alimentazione orale non è praticabile o insufficiente a soddisfare i bisogni nutrizionali, si può ricorrere alla nutrizione artificiale. (aisla.it)
La nutrizione artificiale si divide in due categorie principali:
- Nutrizione enterale (NE): somministrazione di nutrienti direttamente nel tratto gastrointestinale tramite sonde nasogastriche, nasoduodenali o gastrostomie.
- Nutrizione parenterale (NP): somministrazione di nutrienti per via endovenosa, utilizzata quando il tratto gastrointestinale non è funzionale o accessibile.
La scelta tra NE e NP dipende dalle condizioni cliniche del paziente, dalla funzionalità del tratto gastrointestinale e dai rischi associati a ciascuna modalità. La NE è generalmente preferita quando possibile, poiché mantiene l’integrità della mucosa intestinale e presenta minori complicanze infettive rispetto alla NP.
È fondamentale che la nutrizione artificiale sia gestita da un team multidisciplinare, includendo medici, dietisti e infermieri, per monitorare lo stato nutrizionale del paziente, prevenire complicanze e adattare il piano nutrizionale alle esigenze individuali. L’obiettivo è garantire un apporto calorico e proteico adeguato, supportando la funzione epatica residua e migliorando la qualità di vita del paziente.
Per approfondire
AISLA: Approfondimento sulla nutrizione artificiale e il suo ruolo nelle malattie epatiche.
Doctor33: Articolo sull’emergenza globale delle malattie epatiche e il ruolo della cattiva alimentazione.
Fondazione Italiana Fegato: Informazioni sulla dieta per il fegato grasso e la sua diffusione in Italia.
Wikipedia: Voce enciclopedica sulla cirrosi epatica, con dettagli su cause, sintomi e trattamenti.
