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La sindrome di Ehlers-Danlos (EDS) rappresenta un gruppo eterogeneo di malattie ereditarie del tessuto connettivo, caratterizzate da iperlassità articolare, iperestensibilità cutanea e fragilità dei tessuti. La variabilità clinica è ampia, spaziando da forme lievi a manifestazioni severe con complicanze potenzialmente letali. La comprensione delle cause genetiche, dei sintomi caratteristici e delle strategie diagnostiche è fondamentale per una gestione terapeutica efficace.
Cos’è la sindrome di Ehlers-Danlos
La sindrome di Ehlers-Danlos (EDS) è un insieme di disturbi genetici che influenzano il tessuto connettivo, il quale fornisce supporto strutturale a pelle, articolazioni, vasi sanguigni e organi interni. Questa sindrome si manifesta con una combinazione di segni clinici, tra cui iperlassità articolare, iperestensibilità cutanea e fragilità dei tessuti. La classificazione attuale identifica diverse varianti di EDS, ciascuna con specifiche caratteristiche cliniche e genetiche.
Le principali forme di EDS includono:
- EDS classica: caratterizzata da pelle iperestensibile, cicatrici atrofiche e ipermobilità articolare.
- EDS ipermobile: predominanza di ipermobilità articolare con dolore cronico e instabilità.
- EDS vascolare: coinvolgimento dei vasi sanguigni con rischio di rottura arteriosa.
- EDS cifoscoliotica: associata a scoliosi progressiva e ipotonia muscolare.
La prevalenza complessiva dell’EDS è stimata tra 1 su 5.000 e 1 su 20.000 individui, con variazioni a seconda del sottotipo. La trasmissione genetica può essere autosomica dominante o recessiva, in base alla variante specifica.
La diagnosi precoce e accurata dell’EDS è essenziale per prevenire complicanze e migliorare la qualità di vita dei pazienti. Una gestione multidisciplinare, che coinvolga reumatologi, genetisti, fisioterapisti e altri specialisti, è spesso necessaria per affrontare le diverse manifestazioni della sindrome.

Cause genetiche
Le cause genetiche della sindrome di Ehlers-Danlos (EDS) risiedono in mutazioni che influenzano la sintesi e la struttura del collagene e di altre proteine del tessuto connettivo. Il collagene è una proteina fondamentale per la resistenza e l’elasticità dei tessuti; alterazioni nella sua produzione o struttura possono compromettere l’integrità dei tessuti connettivi.
Diversi geni sono stati associati ai vari sottotipi di EDS. Ad esempio, mutazioni nei geni COL5A1 e COL5A2 sono tipicamente correlate all’EDS classica, mentre alterazioni nel gene COL3A1 sono associate all’EDS vascolare. Altri geni coinvolti includono PLOD1 per l’EDS cifoscoliotica e TNXB per alcune forme di EDS classica.
La modalità di trasmissione genetica varia a seconda del sottotipo di EDS. Alcune forme, come l’EDS classica e ipermobile, seguono una trasmissione autosomica dominante, mentre altre, come l’EDS cifoscoliotica, sono trasmesse in modo autosomico recessivo. In rari casi, sono state identificate mutazioni de novo, ovvero nuove mutazioni non ereditate dai genitori.
La comprensione delle basi genetiche dell’EDS è cruciale per una diagnosi accurata e per l’implementazione di strategie terapeutiche mirate. I test genetici possono confermare la diagnosi e fornire informazioni utili per la consulenza genetica familiare.
Sintomi caratteristici
I sintomi della sindrome di Ehlers-Danlos (EDS) variano ampiamente in base al sottotipo, ma alcune manifestazioni cliniche sono comuni. L’iperlassità articolare è una caratteristica predominante, con articolazioni che si muovono oltre il normale range fisiologico, aumentando il rischio di lussazioni e sublussazioni.
L’iperestensibilità cutanea è un altro segno distintivo, con pelle che può essere tirata oltre i limiti normali e che tende a ritornare alla posizione originale. La fragilità cutanea si manifesta con facilità alla formazione di lividi e cicatrici atrofiche, che possono presentare un aspetto sottile e traslucido.
Altri sintomi includono dolore cronico muscoloscheletrico, affaticamento e instabilità articolare. In alcuni sottotipi, come l’EDS vascolare, possono verificarsi complicanze gravi come la rottura spontanea di arterie, intestino o utero, rappresentando emergenze mediche.
La variabilità dei sintomi rende la diagnosi dell’EDS complessa e richiede un’attenta valutazione clinica. Una conoscenza approfondita delle manifestazioni specifiche di ciascun sottotipo è essenziale per una gestione adeguata e per prevenire complicanze potenzialmente letali.
Diagnosi clinica
La diagnosi della sindrome di Ehlers-Danlos (EDS) si basa su una combinazione di valutazione clinica, anamnesi familiare e, in alcuni casi, test genetici. L’identificazione precoce dei segni caratteristici è fondamentale per una gestione efficace della malattia.
I criteri diagnostici variano a seconda del sottotipo di EDS. Ad esempio, per l’EDS ipermobile, i criteri di Brighton includono l’iperlassità articolare generalizzata, dolore cronico e segni cutanei specifici. Per l’EDS classica, la diagnosi si basa su criteri maggiori come l’iperestensibilità cutanea e la fragilità dei tessuti, oltre a criteri minori come la presenza di lividi facili e cicatrici atrofiche.
I test genetici possono confermare la diagnosi identificando mutazioni specifiche nei geni associati ai vari sottotipi di EDS. Tuttavia, la disponibilità e l’accessibilità di tali test possono variare, e in alcuni casi la diagnosi rimane clinica.
Una diagnosi accurata è essenziale per pianificare un trattamento adeguato e per fornire una consulenza genetica appropriata ai pazienti e alle loro famiglie. La collaborazione tra specialisti, tra cui reumatologi, genetisti e fisioterapisti, è spesso necessaria per una valutazione completa e per la gestione delle diverse manifestazioni della sindrome.
Gestione terapeutica
Attualmente, non esiste una cura definitiva per la sindrome di Ehlers-Danlos; pertanto, la gestione terapeutica si concentra sul trattamento dei sintomi e sulla prevenzione delle complicanze. Un approccio multidisciplinare è essenziale per migliorare la qualità di vita dei pazienti. (agenziamedica.it)
La fisioterapia svolge un ruolo cruciale nel rafforzare la muscolatura e stabilizzare le articolazioni, riducendo il rischio di lussazioni e alleviando il dolore cronico. Programmi di esercizi personalizzati possono aiutare a mantenere la funzionalità articolare e prevenire ulteriori danni. (ehlers-danlos.com)
Per il controllo del dolore, possono essere utilizzati analgesici come il paracetamolo o i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). In casi più gravi, sotto stretta supervisione medica, si può ricorrere a oppioidi. È fondamentale monitorare attentamente l’uso di questi farmaci per evitare effetti collaterali e dipendenza.
In presenza di complicanze cardiovascolari, come la dilatazione dell’aorta, possono essere prescritti farmaci per il controllo della pressione arteriosa al fine di ridurre il rischio di eventi avversi. Il monitoraggio cardiologico regolare è essenziale per individuare tempestivamente eventuali problematiche.
Per approfondire
Orphanet: Informazioni dettagliate sulla sindrome di Ehlers-Danlos tipo classico, inclusi sintomi, diagnosi e gestione.
Manuali MSD: Panoramica professionale sulle sindromi di Ehlers-Danlos, con focus su diagnosi e trattamento.
The Ehlers-Danlos Society: Linee guida sulla gestione ortopedica delle sindromi di Ehlers-Danlos per non esperti.
AISED: Associazione Italiana Sindrome di Ehlers-Danlos, risorse informative sulla malattia.
Gruppo San Donato: Approfondimento sui sintomi e le cause della sindrome di Ehlers-Danlos.
