Che percentuale di riuscita ha la pillola del giorno dopo?

Efficacia, percentuali di riuscita e fattori che influenzano la pillola del giorno dopo

La cosiddetta pillola del giorno dopo è un metodo di contraccezione di emergenza pensato per ridurre il rischio di gravidanza dopo un rapporto sessuale non protetto o in caso di fallimento del metodo contraccettivo (per esempio rottura del preservativo). Non è un metodo abortivo, non sostituisce la contraccezione regolare e la sua efficacia dipende in modo cruciale dal tempo che intercorre tra il rapporto a rischio e l’assunzione del farmaco.

Quando si parla di “percentuale di riuscita” della pillola del giorno dopo, ci si riferisce alla capacità del farmaco di prevenire una gravidanza che altrimenti potrebbe verificarsi. Le principali organizzazioni sanitarie internazionali indicano che la contraccezione di emergenza orale, se usata correttamente e in tempi rapidi, può prevenire oltre il 95% delle gravidanze attese. Tuttavia, questa percentuale non è fissa: varia in base al tipo di principio attivo (levonorgestrel o ulipristal acetato), alle ore trascorse dal rapporto, al momento del ciclo mestruale e ad altri fattori individuali, come peso corporeo e farmaci assunti.

Come funziona la pillola del giorno dopo

Con l’espressione “pillola del giorno dopo” si indicano in realtà più tipi di contraccezione di emergenza orale. I due principali principi attivi sono il levonorgestrel (un progestinico, cioè un ormone sintetico simile al progesterone) e l’ulipristal acetato (un modulatore selettivo dei recettori del progesterone). Entrambi agiscono principalmente interferendo con l’ovulazione, cioè il rilascio dell’ovocita dall’ovaio: se l’ovulazione viene ritardata o inibita, gli spermatozoi non trovano un ovocita da fecondare e la gravidanza non si instaura.

Il meccanismo d’azione è quindi pre-concezionale: la pillola del giorno dopo non interrompe una gravidanza già in corso e non è sovrapponibile ai farmaci usati per l’interruzione volontaria di gravidanza. Se la fecondazione è già avvenuta e l’ovocita fecondato si è impiantato nell’utero, la contraccezione di emergenza non è più efficace. Per questo motivo, tutte le linee guida insistono sul concetto di “assunzione il prima possibile” dopo il rapporto a rischio: più si ritarda, più aumenta la probabilità che l’ovulazione sia già avvenuta o che la fecondazione sia già in corso.

Il levonorgestrel è autorizzato per l’uso entro un intervallo di tempo più breve (in genere fino a 72 ore dal rapporto), mentre l’ulipristal acetato può essere assunto fino a 120 ore (5 giorni). Tuttavia, anche per quest’ultimo vale la regola che l’efficacia è massima nelle prime 24 ore e decresce progressivamente con il passare del tempo. A livello pratico, ciò significa che, sebbene esista una “finestra” temporale teorica, non è prudente attendere l’ultimo momento: la tempestività è uno dei determinanti principali della percentuale di riuscita.

Un altro aspetto importante è che la pillola del giorno dopo non protegge da nuovi rapporti successivi all’assunzione, né offre una copertura contraccettiva continuativa. Dopo averla assunta, se si hanno altri rapporti non protetti nello stesso ciclo, il rischio di gravidanza si ripresenta. Inoltre, la contraccezione di emergenza non protegge dalle infezioni sessualmente trasmesse (IST): per questo la sua funzione è diversa e complementare rispetto al preservativo, che resta l’unico metodo in grado di ridurre contemporaneamente il rischio di gravidanza e di trasmissione di IST.

Percentuale di efficacia

Quando si chiede “che percentuale di riuscita ha la pillola del giorno dopo?”, è importante chiarire che non esiste un unico numero valido per tutte le situazioni. Le autorità sanitarie indicano che la contraccezione di emergenza orale, se assunta nelle prime 24 ore dopo il rapporto a rischio, può raggiungere un’efficacia massima intorno al 95%, cioè può prevenire circa 95 gravidanze su 100 che si sarebbero verificate senza alcun intervento. Questo dato si riferisce alla contraccezione di emergenza nel suo complesso, includendo sia levonorgestrel sia ulipristal acetato, e presuppone un uso corretto e tempestivo.

Per le pillole a base di levonorgestrel, le meta-analisi citate dalle organizzazioni internazionali riportano un tasso di gravidanza osservato compreso tra circa l’1,2% e il 2,1% quando il farmaco è assunto secondo le indicazioni. Ciò significa che, su 100 donne che assumono correttamente levonorgestrel come contraccezione di emergenza, da 1 a 2 potrebbero comunque rimanere incinte. Tradotto in termini di efficacia, si tratta di una riduzione molto significativa del rischio, ma non di una garanzia assoluta: la pillola del giorno dopo non è mai efficace al 100%.

L’ulipristal acetato mostra, negli studi comparativi, una efficacia superiore rispetto al levonorgestrel, in particolare quando l’assunzione avviene tra il terzo e il quinto giorno dopo il rapporto a rischio. Le analisi indicano che, a parità di intervallo temporale, ulipristal è circa tre volte più efficace del levonorgestrel nelle prime 24 ore. Inoltre, la contraccezione di emergenza nel suo complesso (inclusa la spirale al rame, che è il metodo più efficace in assoluto) può prevenire oltre il 95% delle gravidanze se utilizzata entro 5 giorni, ma questo dato si riferisce alla categoria dei metodi di emergenza e non solo alle pillole.

È fondamentale comprendere che queste percentuali derivano da studi clinici e osservazionali condotti su popolazioni ampie, e rappresentano medie statistiche. Nella pratica individuale, la probabilità di gravidanza dopo l’assunzione della pillola del giorno dopo dipende anche da fattori come il momento del ciclo mestruale in cui è avvenuto il rapporto, la fertilità individuale, il numero di rapporti non protetti nello stesso ciclo e l’eventuale assunzione di farmaci che possono ridurre l’efficacia del principio attivo. Per questo, anche con percentuali di efficacia elevate, è sempre possibile un fallimento, che va tenuto in considerazione.

Fattori che influenzano l’efficacia

La percentuale di riuscita della pillola del giorno dopo non dipende solo dal tipo di farmaco, ma da una serie di fattori clinici e comportamentali. Il primo e più importante è il tempo: tutte le evidenze concordano sul fatto che l’efficacia è massima se la contraccezione di emergenza viene assunta il prima possibile dopo il rapporto a rischio. Nelle prime 24 ore si raggiungono le percentuali più alte di prevenzione della gravidanza; tra le 24 e le 72 ore l’efficacia del levonorgestrel diminuisce progressivamente, mentre l’ulipristal mantiene una buona efficacia fino a 120 ore, pur con un calo graduale.

Un secondo fattore cruciale è il peso corporeo e, più in generale, l’indice di massa corporea (BMI). L’Agenzia Italiana del Farmaco ha segnalato che, per le pillole del giorno dopo a base di levonorgestrel, l’efficacia contraccettiva risulta ridotta nelle donne con peso pari o superiore a 75 kg e che il farmaco potrebbe non essere più efficace nelle donne con peso pari o superiore a 80 kg. Questo non significa che il farmaco sia dannoso, ma che la probabilità di fallimento aumenta sensibilmente in queste fasce di peso. Per l’ulipristal acetato, i dati disponibili suggeriscono un impatto del peso meno marcato, ma il tema è ancora oggetto di studio e valutazione.

Altri elementi che possono ridurre l’efficacia sono le interazioni farmacologiche. Alcuni farmaci che inducono gli enzimi epatici (per esempio alcuni antiepilettici, antitubercolari, antiretrovirali, o prodotti a base di erba di San Giovanni) possono accelerare il metabolismo del principio attivo, riducendone la concentrazione nel sangue e quindi l’efficacia contraccettiva. Anche episodi di vomito entro poche ore dall’assunzione possono compromettere l’assorbimento del farmaco: in questi casi, le linee guida spesso prevedono la possibilità di ripetere la dose, ma è essenziale attenersi alle indicazioni del foglietto illustrativo o del medico.

Infine, conta molto il momento del ciclo mestruale in cui avviene il rapporto a rischio. Se l’ovulazione è già avvenuta, la capacità della pillola del giorno dopo di prevenire la gravidanza si riduce drasticamente, perché il meccanismo principale (ritardare o inibire l’ovulazione) non è più applicabile. In questi casi, anche un’assunzione tempestiva potrebbe non essere sufficiente. Inoltre, la presenza di più rapporti non protetti nello stesso ciclo, o a ridosso dell’assunzione, può aumentare il rischio complessivo di gravidanza, perché la pillola del giorno dopo non offre una copertura continuativa per tutti i rapporti successivi.

Quando consultare un medico

Sebbene la pillola del giorno dopo sia concepita per un uso relativamente semplice, ci sono numerose situazioni in cui è opportuno consultare un medico o un ginecologo. In primo luogo, quando si hanno dubbi sull’idoneità del metodo in relazione alla propria storia clinica, ai farmaci assunti o al proprio peso corporeo. Una valutazione professionale può aiutare a scegliere il tipo di contraccezione di emergenza più adatto (per esempio pillola a base di levonorgestrel, ulipristal acetato o spirale al rame) e a chiarire i tempi e le modalità di assunzione.

È consigliabile rivolgersi a un professionista anche se, dopo l’assunzione della pillola del giorno dopo, compaiono sintomi insoliti o preoccupanti, come dolore addominale intenso e persistente, sanguinamenti anomali, ritardo mestruale significativo (per esempio oltre una settimana rispetto alla data attesa) o segni compatibili con una gravidanza in corso. In presenza di un ritardo mestruale dopo l’uso della contraccezione di emergenza, è indicato eseguire un test di gravidanza; se il test è positivo, è fondamentale un inquadramento medico per escludere, tra l’altro, il rischio di gravidanza extrauterina.

Un’altra circostanza in cui il consulto medico è particolarmente importante è quella delle recidive di contraccezione di emergenza, cioè quando ci si trova a ricorrere alla pillola del giorno dopo più volte nello stesso anno o addirittura nello stesso ciclo. In questi casi, il medico può aiutare a impostare una strategia contraccettiva regolare più sicura ed efficace (per esempio pillola combinata, progestinico, dispositivi intrauterini, impianti sottocutanei), riducendo la necessità di ricorrere ripetutamente alla contraccezione di emergenza, che non è pensata come metodo abituale.

Infine, è importante cercare supporto sanitario quando il rapporto a rischio è avvenuto in un contesto di violenza sessuale o di costrizione. In queste situazioni, oltre alla contraccezione di emergenza, è spesso necessario valutare la profilassi per le infezioni sessualmente trasmesse, il supporto psicologico e, se indicato, la denuncia alle autorità competenti. I servizi di emergenza ospedaliera, i consultori familiari e i centri antiviolenza possono offrire un percorso integrato di assistenza, nel rispetto della riservatezza e dell’autonomia della persona.

In sintesi, la pillola del giorno dopo è uno strumento importante di prevenzione delle gravidanze indesiderate, ma la sua percentuale di riuscita dipende da molte variabili: tipo di principio attivo, tempestività di assunzione, peso corporeo, farmaci concomitanti, momento del ciclo e caratteristiche individuali. Le evidenze disponibili indicano che, se usata correttamente e in tempi rapidi, la contraccezione di emergenza orale può prevenire oltre il 95% delle gravidanze attese, con tassi di fallimento relativamente bassi (circa 1–2% per il levonorgestrel). Tuttavia, non offre una protezione assoluta né continuativa, non sostituisce i metodi contraccettivi regolari e non protegge dalle infezioni sessualmente trasmesse. Per un uso consapevole e sicuro, è sempre utile confrontarsi con un professionista sanitario, soprattutto in caso di dubbi, condizioni cliniche particolari o necessità di pianificare una contraccezione a lungo termine.

Per approfondire

Ministero della Salute – Contraccezione Panoramica ufficiale italiana sui metodi contraccettivi, inclusa la contraccezione di emergenza, con indicazioni aggiornate su efficacia e modalità d’uso.

WHO – Emergency contraception Scheda informativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che riassume evidenze, percentuali di efficacia e raccomandazioni globali sulla contraccezione di emergenza.

CDC – Emergency Contraception Recommendations Documento tecnico dei Centers for Disease Control and Prevention con raccomandazioni pratiche per i professionisti su scelta del metodo e gestione clinica.

AIFA – Nota su Norlevo (levonorgestrel) Comunicazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco che dettaglia l’impatto del peso corporeo sull’efficacia della pillola del giorno dopo a base di levonorgestrel.