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La sindrome da iper-IgE, nota anche come sindrome di Job, è una rara immunodeficienza primaria caratterizzata da livelli sierici elevati di immunoglobulina E (IgE), infezioni ricorrenti e manifestazioni dismorfiche. Questa condizione, che si manifesta tipicamente nell’infanzia, compromette sia l’immunità cellulare che umorale, rendendo i pazienti suscettibili a infezioni batteriche e fungine, oltre a presentare anomalie scheletriche e dentali.
Cos’è la sindrome da iper IgE (Job)
La sindrome da iper-IgE è un disturbo immunitario ereditario che si presenta in due forme principali: autosomica dominante e autosomica recessiva. La forma autosomica dominante è causata da mutazioni nel gene STAT3, mentre la forma autosomica recessiva è associata a mutazioni nei geni DOCK8 o TYK2. Queste mutazioni compromettono la differenziazione delle cellule T helper 17 (Th17) e la funzione delle cellule B, portando a una risposta immunitaria inefficace.
I pazienti con questa sindrome presentano livelli sierici di IgE superiori a 2000 UI/mL e eosinofilia. Nonostante l’elevazione delle IgE, la causa principale dell’immunodeficienza risiede nelle anomalie della funzione delle cellule T e B. La malattia esordisce tipicamente nei primi mesi di vita, con manifestazioni cutanee e infezioni ricorrenti.
Oltre alle infezioni, i pazienti possono presentare anomalie scheletriche, come scoliosi e fratture frequenti, e caratteristiche facciali distintive, tra cui fronte prominente e radice nasale larga. La diagnosi precoce e la gestione adeguata sono fondamentali per migliorare la qualità di vita e la prognosi dei pazienti.
Sintomi: ascessi freddi, eczema, infezioni respiratorie
I sintomi della sindrome da iper-IgE variano, ma comunemente includono ascessi cutanei ricorrenti, eczema cronico e infezioni respiratorie. Gli ascessi, spesso causati da Staphylococcus aureus, possono formarsi su pelle, polmoni e altri organi. Questi ascessi sono definiti “freddi” poiché presentano segni infiammatori minimi.

L’eczema, che può manifestarsi già nei primi mesi di vita, è caratterizzato da prurito intenso e lesioni cutanee croniche. Questa dermatite eosinofila pruriginosa può essere resistente ai trattamenti convenzionali. Le infezioni respiratorie, come polmoniti e sinusiti, sono frequenti e possono portare a complicanze come pneumatoceli e bronchiectasie.
Altri sintomi includono candidosi mucocutanea, ritardo nella caduta dei denti decidui e anomalie scheletriche. La combinazione di questi sintomi richiede un approccio diagnostico e terapeutico multidisciplinare.
Diagnosi con test immunologici
La diagnosi della sindrome da iper-IgE si basa su criteri clinici e di laboratorio. I test immunologici rivelano livelli sierici di IgE superiori a 2000 UI/mL e eosinofilia. Tuttavia, questi risultati non sono specifici e devono essere interpretati nel contesto clinico.
L’analisi genetica può identificare mutazioni nei geni STAT3, DOCK8 o TYK2, confermando la diagnosi e determinando il tipo di ereditarietà . La valutazione clinica include l’osservazione di infezioni ricorrenti, eczema cronico e anomalie scheletriche.
La diagnosi differenziale comprende altre immunodeficienze primarie, come la granulomatosi cronica e la fibrosi cistica. Un approccio diagnostico accurato è essenziale per instaurare un trattamento adeguato e migliorare la prognosi.
Trattamento con antibiotici e profilassi
Il trattamento della sindrome da iper-IgE si concentra principalmente sulla gestione delle infezioni ricorrenti e sulla prevenzione delle complicanze. La profilassi antibiotica continua è una strategia chiave; l’uso di trimetoprim/sulfametossazolo è comunemente raccomandato per prevenire infezioni stafilococciche cutanee e polmonari. (msdmanuals.com) In alcuni casi, può essere indicata la profilassi antifungina per prevenire infezioni da Candida o Aspergillus, soprattutto nei pazienti con storia di infezioni fungine ricorrenti.
La gestione delle infezioni acute richiede un intervento tempestivo con antibiotici appropriati, scelti in base al patogeno identificato e alla sensibilità agli antimicrobici. Le infezioni cutanee possono necessitare di drenaggio chirurgico degli ascessi, oltre alla terapia antibiotica sistemica. Le infezioni polmonari, se non trattate adeguatamente, possono portare a complicanze come pneumatoceli, richiedendo un monitoraggio radiologico regolare.
Per la dermatite cronica associata alla HIES, è fondamentale mantenere una buona idratazione cutanea e utilizzare emollienti. In caso di prurito intenso, gli antistaminici possono fornire sollievo. L’uso di corticosteroidi topici deve essere limitato e monitorato attentamente per evitare effetti collaterali. In situazioni di sovrainfezione cutanea, è indicata la terapia antibiotica sistemica. (ospedalebambinogesu.it)
Recentemente, l’impiego di farmaci biologici come il dupilumab, un anticorpo monoclonale che blocca i recettori di IL-4 e IL-13, ha mostrato risultati promettenti nel trattamento delle forme moderate-gravi di dermatite associata alla HIES. (ospedalebambinogesu.it) Tuttavia, l’uso di tali terapie deve essere valutato caso per caso, considerando i potenziali benefici e rischi.
Follow-up immunologico
Un monitoraggio regolare è essenziale per gestire efficacemente la sindrome da iper-IgE e prevenire complicanze a lungo termine. Le visite di follow-up dovrebbero includere valutazioni cliniche dettagliate, esami di laboratorio per monitorare i livelli di IgE e la conta degli eosinofili, e imaging radiologico periodico per identificare precocemente eventuali complicanze polmonari.
La valutazione della funzione immunitaria, inclusa l’analisi delle sottopopolazioni linfocitarie e la risposta ai vaccini, può fornire informazioni utili sulla progressione della malattia e sull’efficacia delle terapie in corso. Inoltre, è importante monitorare la crescita e lo sviluppo del paziente, poiché la HIES può influenzare vari aspetti della salute generale.
La consulenza genetica è raccomandata per i pazienti e i loro familiari, al fine di comprendere le implicazioni ereditarie della malattia e pianificare eventuali test genetici per i membri a rischio. Questo approccio consente una gestione più informata e personalizzata della sindrome.
Infine, il supporto psicologico e sociale è fondamentale per migliorare la qualità di vita dei pazienti con HIES e delle loro famiglie. Affrontare una malattia cronica richiede un approccio multidisciplinare che consideri non solo gli aspetti medici, ma anche quelli emotivi e sociali.
Per approfondire
Manuale MSD – Sindrome da iper-IgE: Panoramica completa sulla sindrome, inclusi sintomi, diagnosi e trattamento.
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – Sindrome da Iper IgE: Informazioni dettagliate sulla patologia, con focus sulle forme autosomiche dominante e recessiva.
Fondazione Telethon – Sindrome da iper-IgE: Descrizione della malattia, modalità di trasmissione e possibilità di cura attualmente disponibili.
Orphanet – Sindrome da iper-IgE autosomica dominante da deficit di STAT3: Informazioni epidemiologiche e genetiche sulla forma autosomica dominante della sindrome.
SIAAIC – Sindromi da Iper-IgE: una breve revisione: Revisione delle caratteristiche cliniche e terapeutiche delle sindromi da iper-IgE.
