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Negli ultimi giorni molte persone, in Italia e in Europa, riferiscono che “sta girando una nuova influenza” e si chiedono se si tratti di un virus completamente diverso o di una normale influenza stagionale un po’ più aggressiva o precoce. I dati di sorveglianza mostrano che siamo nel pieno della stagione influenzale 2025‑2026 e che, rispetto ad altri anni, la circolazione dei virus influenzali è iniziata leggermente in anticipo e con una certa intensità, soprattutto nei bambini e nei soggetti più fragili. Questo ha alimentato la percezione, spesso amplificata dai social, di una “nuova influenza” che colpisce molte persone in poco tempo.
In realtà, quando si parla di “nuova influenza che sta girando” ci si riferisce quasi sempre a una combinazione di fattori: la normale variabilità dei virus influenzali A e B, che cambiano di anno in anno, la presenza di specifici ceppi o sottocladì (come alcune varianti di influenza A(H3N2)) e la co‑circolazione di altri virus respiratori (rinovirus, virus respiratorio sinciziale, coronavirus stagionali, ecc.). Comprendere come viene “battezzata” un’influenza, quali sono i sintomi tipici, come si diffonde e quali misure di prevenzione e trattamento sono raccomandate aiuta a ridurre l’ansia e a orientarsi meglio tra notizie, voci e consigli spesso contrastanti.
Cos’è la nuova influenza?
Quando i media o le persone parlano di “nuova influenza che sta girando”, non si fa riferimento a un nome commerciale o a un’etichetta ufficiale come accaduto per l’influenza pandemica A(H1N1)pdm09 del 2009, ma alla particolare influenza stagionale che circola in quel momento. Per la stagione 2025‑2026, i sistemi di sorveglianza europei e italiani indicano una predominanza di virus influenzali di tipo A, in particolare sottotipi H3N2, con un sottoclade (ad esempio il cosiddetto sottoclade K di A(H3N2)) che sta causando la maggior parte delle infezioni nella Regione Europea. Questo non significa che sia comparsa una nuova specie di virus, ma che una variante genetica di un virus già noto è diventata prevalente nella popolazione.
Dal punto di vista virologico, i virus influenzali cambiano continuamente attraverso piccoli mutamenti (drift antigenico) che richiedono un aggiornamento periodico dei vaccini. Ogni anno l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) analizza i ceppi circolanti a livello globale e formula raccomandazioni sulla composizione dei vaccini per la stagione successiva, distinguendo tra vaccini trivalenti e quadrivalenti e tra quelli prodotti su uova embrionate o su colture cellulari. Per la stagione 2025‑2026, ad esempio, sono stati selezionati specifici ceppi A(H1N1)pdm09, A(H3N2) e B (lineaggio Victoria, con eventuale componente Yamagata nei vaccini quadrivalenti), proprio per adattarsi al meglio ai virus che si prevede circoleranno maggiormente.
È importante sottolineare che, al momento, non ci sono evidenze che il ceppo predominante di questa stagione causi una malattia intrinsecamente più grave rispetto ad altri anni nella popolazione generale. Tuttavia, come per tutte le influenze, il rischio di complicanze aumenta in alcune categorie: anziani, persone con patologie croniche (cardiache, respiratorie, metaboliche, immunitarie), donne in gravidanza, bambini molto piccoli. In questi gruppi, anche una “normale” influenza stagionale può determinare polmoniti, scompenso di malattie preesistenti, ricoveri ospedalieri e, nei casi più severi, esiti fatali. Per questo le autorità sanitarie insistono sulla vaccinazione e sulle misure di prevenzione non farmacologiche.
Un altro elemento che contribuisce alla percezione di “nuova influenza” è la co‑circolazione di altri virus respiratori che possono dare quadri clinici sovrapponibili o più prolungati, come il virus respiratorio sinciziale (VRS), i coronavirus stagionali o alcuni adenovirus. In pratica, nella stessa famiglia o nello stesso ambiente di lavoro possono circolare contemporaneamente più agenti infettivi, con persone che si ammalano in tempi ravvicinati ma con sintomi leggermente diversi o con durata variabile. Questo mosaico di infezioni respiratorie acute viene spesso percepito come un’unica “influenza strana” che non passa mai, mentre in realtà si tratta di più virus che si susseguono o si sovrappongono nel tempo.
Sintomi della nuova influenza
I sintomi della cosiddetta “nuova influenza che sta girando” non sono, nella maggior parte dei casi, diversi da quelli tipici dell’influenza stagionale. L’esordio è spesso brusco, con febbre che può salire rapidamente sopra i 38 °C, brividi, malessere generale marcato, dolori muscolari e articolari diffusi, cefalea intensa e una sensazione di estrema stanchezza che può costringere a letto anche persone abitualmente in buona salute. A questi sintomi sistemici si associano manifestazioni respiratorie come mal di gola, tosse secca o produttiva, congestione nasale, talvolta congiuntivite lieve. Nei bambini possono comparire anche disturbi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea), che però non sono specifici dell’influenza e possono dipendere da altri virus concomitanti.
Una caratteristica che molte persone riferiscono in questa stagione è la durata prolungata della tosse e della stanchezza, anche dopo la scomparsa della febbre. È relativamente frequente che, dopo 3‑5 giorni di febbre e sintomi acuti, permangano per una o due settimane una tosse insistente, un senso di “fiato corto” sotto sforzo e una ridotta capacità di concentrazione o di resistenza fisica. Questo quadro, pur fastidioso, rientra spesso nella normale convalescenza post‑influenzale, soprattutto se l’infezione è stata particolarmente intensa o se la persona aveva già una fragilità respiratoria o cardiaca. In assenza di segni di allarme (difficoltà respiratoria importante, dolore toracico, confusione, peggioramento improvviso), non indica necessariamente complicanze gravi.
Nei soggetti fragili, tuttavia, la sintomatologia può evolvere verso forme più severe. Negli anziani o in chi ha malattie croniche, la febbre può essere meno evidente, mentre prevalgono confusione, peggioramento dell’autonomia, cadute, peggioramento di una insufficienza cardiaca o respiratoria preesistente. In questi casi, anche un quadro clinico apparentemente “sfumato” deve essere valutato con attenzione, perché può nascondere una polmonite o altre complicanze. Nei bambini molto piccoli, invece, bisogna monitorare la frequenza respiratoria, l’eventuale rientramento dei muscoli intercostali, la difficoltà ad alimentarsi e a bere, segnali che richiedono una valutazione pediatrica tempestiva per escludere un interessamento polmonare o una disidratazione.
Un aspetto che genera spesso confusione è la distinzione tra influenza e altre infezioni respiratorie acute (ARI), come quelle da rinovirus, parainfluenzavirus, VRS o SARS‑CoV‑2. Dal punto di vista dei sintomi, non sempre è possibile distinguerle con certezza senza un test di laboratorio: molte di queste infezioni possono dare febbre, tosse, mal di gola, malessere generale. In generale, l’influenza tende ad avere un esordio più brusco e sintomi sistemici più intensi, mentre altre virosi possono presentarsi con sintomi più graduali o prevalentemente localizzati alle vie aeree superiori. Tuttavia, in un contesto di circolazione contemporanea di più virus, solo la diagnosi virologica (tamponi molecolari o test antigenici specifici) può chiarire con precisione quale agente sia responsabile del quadro clinico.
Come si diffonde la nuova influenza
La “nuova influenza” di cui si parla in questa stagione si diffonde con le stesse modalità dei virus influenzali noti: principalmente attraverso le goccioline respiratorie (droplet) emesse quando una persona infetta tossisce, starnutisce, parla a voce alta o canta, e attraverso il contatto ravvicinato con secrezioni respiratorie contaminate. Le goccioline possono raggiungere le mucose di bocca, naso e occhi delle persone vicine, soprattutto in ambienti chiusi, affollati e poco ventilati, come mezzi di trasporto, scuole, uffici, sale d’attesa. Una parte della trasmissione può avvenire anche tramite mani contaminate che toccano superfici e poi il viso, anche se questa via è considerata meno efficiente rispetto al contatto diretto con le goccioline respiratorie.
La contagiosità inizia in genere da 24 ore prima della comparsa dei sintomi fino a circa 5‑7 giorni dopo, con un picco nei primi 2‑3 giorni di malattia, quando la carica virale nelle vie respiratorie è più elevata. Nei bambini piccoli e nelle persone immunodepresse, l’eliminazione del virus può durare più a lungo, aumentando il rischio di trasmissione prolungata all’interno di famiglie, scuole o reparti ospedalieri. Questo spiega perché, una volta che il virus entra in una comunità scolastica o in un nucleo familiare numeroso, si osservano spesso “ondate” di casi a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, con un effetto domino che alimenta la percezione di un’influenza particolarmente contagiosa.
Le condizioni ambientali e comportamentali giocano un ruolo cruciale nella diffusione. Durante l’inverno, la permanenza prolungata in ambienti chiusi, la minore ventilazione naturale, l’uso di sistemi di riscaldamento che seccano l’aria e la tendenza a riunirsi in spazi affollati (scuole, centri commerciali, mezzi pubblici) favoriscono la trasmissione dei virus respiratori. Inoltre, la stanchezza, lo stress e la ridotta esposizione alla luce solare possono influire sul sistema immunitario, rendendo alcune persone più suscettibili alle infezioni. Le misure di igiene respiratoria, come coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, lavare frequentemente le mani e aerare i locali, rimangono strumenti fondamentali per ridurre il rischio di contagio.
Un altro elemento da considerare è la co‑circolazione di diversi virus respiratori, monitorata in Italia dal sistema di sorveglianza RespiVirNet, che ha sostituito e ampliato il precedente InfluNet. Questo sistema integra dati epidemiologici (numero di casi di infezioni respiratorie acute segnalati dai medici sentinella) e dati virologici (identificazione dei virus responsabili) per fornire un quadro aggiornato della situazione. In alcune settimane della stagione, i virus influenzali possono rappresentare la quota prevalente delle infezioni respiratorie, mentre in altre possono dominare altri agenti, come il VRS o i coronavirus stagionali. Per il cittadino, tuttavia, il risultato percepito è spesso lo stesso: “tutti malati” nello stesso periodo, con la tendenza a chiamare genericamente “influenza” qualsiasi sindrome respiratoria acuta.
Prevenzione della nuova influenza
La principale misura di prevenzione contro l’influenza stagionale, inclusa la “nuova influenza che sta girando” in questa stagione, è la vaccinazione antinfluenzale. Ogni anno il Ministero della Salute, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e le Regioni, pubblica una circolare con le raccomandazioni per la stagione influenzale in corso, indicando le categorie per cui la vaccinazione è fortemente raccomandata e offerta gratuitamente: persone di età pari o superiore a 60 anni, soggetti con patologie croniche che aumentano il rischio di complicanze, donne in gravidanza, operatori sanitari, bambini in determinate fasce di età, oltre ad altre categorie specifiche. Il vaccino non può garantire una protezione assoluta dall’infezione, ma riduce significativamente il rischio di forme gravi, ricoveri e decessi, soprattutto nei soggetti fragili.
Oltre alla vaccinazione, le misure di prevenzione non farmacologiche restano fondamentali per limitare la diffusione del virus. Lavare frequentemente le mani con acqua e sapone o utilizzare soluzioni idroalcoliche, evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani non lavate, coprire bocca e naso con un fazzoletto (o con l’incavo del gomito) quando si tossisce o starnutisce, aerare regolarmente gli ambienti chiusi e mantenere, quando possibile, una certa distanza dalle persone con sintomi respiratori sono comportamenti semplici ma efficaci. In contesti ad alto rischio o in presenza di persone particolarmente vulnerabili, l’uso di mascherine può offrire una protezione aggiuntiva, soprattutto in ambienti sanitari o in situazioni di affollamento prolungato.
È altrettanto importante restare a casa quando si hanno sintomi compatibili con l’influenza, soprattutto nei primi giorni di malattia, per ridurre il rischio di contagiare colleghi, compagni di scuola o persone fragili incontrate sui mezzi pubblici. La tendenza a “stringere i denti” e andare comunque al lavoro o a scuola non solo rallenta la guarigione, ma contribuisce alla diffusione del virus nella comunità. Per le famiglie con bambini, insegnare fin da piccoli le regole di igiene respiratoria e il corretto lavaggio delle mani rappresenta un investimento a lungo termine nella prevenzione delle infezioni respiratorie, non solo dell’influenza ma anche di molte altre virosi stagionali.
Infine, uno stile di vita sano può contribuire a rendere l’organismo più resiliente alle infezioni. Un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura, un adeguato apporto di liquidi, un sonno sufficiente e regolare, l’attività fisica moderata e la riduzione di fumo e alcol sono fattori che, pur non potendo “blindare” il sistema immunitario, ne sostengono il funzionamento. Per le persone con malattie croniche, è fondamentale seguire con costanza le terapie prescritte e partecipare ai controlli periodici, in modo da arrivare alla stagione influenzale nelle migliori condizioni possibili. In caso di dubbi sulla vaccinazione o sulle misure di prevenzione più adatte alla propria situazione, è sempre opportuno confrontarsi con il medico di medicina generale o con lo specialista di riferimento.
Trattamenti per la nuova influenza
Il trattamento della “nuova influenza che sta girando” segue gli stessi principi della gestione dell’influenza stagionale. Nella maggior parte dei casi, si tratta di una malattia autolimitante che può essere gestita a domicilio con misure di supporto: riposo, adeguata idratazione, alimentazione leggera secondo la tolleranza, uso di farmaci sintomatici da banco per ridurre febbre, dolori muscolari e mal di testa, sempre seguendo le indicazioni del foglietto illustrativo e del farmacista o del medico. È importante evitare l’uso inappropriato di antibiotici: l’influenza è causata da un virus e gli antibiotici non sono efficaci contro le infezioni virali; il loro impiego è giustificato solo in presenza di complicanze batteriche documentate o fortemente sospettate, valutate dal medico.
In alcune situazioni, soprattutto nei soggetti ad alto rischio di complicanze o nei casi di influenza grave, possono essere indicati farmaci antivirali specifici contro il virus influenzale, che agiscono inibendo la replicazione virale. L’efficacia di questi farmaci è massima se somministrati precocemente, idealmente entro 48 ore dall’esordio dei sintomi, e la decisione sul loro utilizzo spetta al medico, sulla base delle condizioni cliniche del paziente, dei fattori di rischio presenti e delle raccomandazioni aggiornate delle autorità sanitarie. Non è raccomandato l’uso autonomo o “preventivo” di antivirali senza una valutazione medica, sia per i possibili effetti collaterali sia per il rischio di favorire lo sviluppo di resistenze.
Per i pazienti ricoverati o con forme complicate (polmonite, insufficienza respiratoria, scompenso di malattie croniche), il trattamento diventa più complesso e richiede un approccio multidisciplinare in ambiente ospedaliero, con monitoraggio dei parametri vitali, supporto respiratorio se necessario, terapia antibiotica in caso di sovrainfezione batterica e gestione intensiva delle comorbidità. In questi contesti, la tempestività nel riconoscere i segni di peggioramento (respiro affannoso, dolore toracico, confusione, riduzione della diuresi, cianosi) è fondamentale per attivare rapidamente i percorsi di cura appropriati. Per questo è importante che i pazienti fragili e i loro caregiver siano informati sui sintomi di allarme che richiedono un contatto immediato con il medico o il ricorso al pronto soccorso.
Per chi affronta l’influenza a casa, oltre ai farmaci sintomatici, possono essere utili alcuni accorgimenti pratici: mantenere l’ambiente domestico ben aerato ma non eccessivamente freddo, umidificare l’aria se molto secca, evitare sforzi fisici intensi durante la fase acuta e nella prima convalescenza, rispettare i tempi di recupero prima di tornare alle attività lavorative o scolastiche. L’uso di rimedi “naturali” o integratori deve essere valutato con senso critico: alcuni possono avere un ruolo di supporto, ma non sostituiscono le misure di prevenzione e trattamento basate su evidenze scientifiche. In caso di patologie croniche o di assunzione di più farmaci, è sempre prudente confrontarsi con il medico o il farmacista prima di introdurre nuovi prodotti, per evitare interazioni indesiderate o effetti collaterali inattesi.
In sintesi, la “nuova influenza che sta girando” non richiede, nella maggior parte dei casi, terapie diverse da quelle già note per l’influenza stagionale, ma ribadisce l’importanza di un approccio equilibrato: evitare sia il sottovalutare i sintomi nei soggetti fragili, sia il ricorso eccessivo a farmaci non necessari o potenzialmente dannosi. La chiave è riconoscere i segni che indicano una possibile complicanza, affidarsi a fonti informative autorevoli e mantenere un dialogo aperto con il proprio medico di fiducia, che può valutare il singolo caso alla luce delle raccomandazioni aggiornate e delle condizioni specifiche della persona.
In conclusione, quando si parla di “nuova influenza che sta girando” ci si riferisce principalmente alla particolare combinazione di ceppi influenzali che dominano la stagione 2025‑2026, in un contesto di circolazione precoce e intensa di virus respiratori. Non si tratta, allo stato attuale delle conoscenze, di un nuovo virus sconosciuto, ma di una variante di influenza A(H3N2) che si è affermata nella popolazione europea, insieme ad altri ceppi influenzali e ad altri agenti respiratori. Comprendere che i sintomi, le modalità di trasmissione, le misure di prevenzione e i trattamenti restano sostanzialmente quelli dell’influenza stagionale aiuta a ridurre l’allarmismo e a concentrarsi su ciò che davvero conta: vaccinarsi se indicato, adottare comportamenti responsabili, riconoscere i segnali di allarme e rivolgersi al medico in caso di dubbi o peggioramento del quadro clinico.
Per approfondire
Ministero della Salute – Circolare influenza 2025‑2026 Documento ufficiale con le raccomandazioni aggiornate per prevenzione e controllo dell’influenza stagionale in Italia, utile per conoscere composizione vaccinale, categorie a rischio e indicazioni generali.
Istituto Superiore di Sanità – Influenza, documentazione Italia Pagina di riferimento che raccoglie circolari, rapporti RespiVirNet e materiali tecnici sulla sorveglianza epidemiologica e virologica dell’influenza nel nostro Paese.
Istituto Superiore di Sanità – Raccomandazioni del Ministero Sintesi delle principali raccomandazioni ministeriali su prevenzione, vaccinazione e gestione dell’influenza, con aggiornamenti sulla composizione dei vaccini per la stagione 2025‑2026.
Ministero della Salute – Protocollo operativo RespiVirNet 2025‑2026 Testo che descrive il sistema di sorveglianza integrata delle infezioni respiratorie acute e fornisce il contesto epidemiologico della stagione influenzale in corso.
ANSA Salute – Aggiornamento OMS sulla stagione influenzale europea 2025‑2026 Articolo giornalistico che riporta le dichiarazioni dell’OMS sulla circolazione anticipata dell’influenza in Europa e sul ruolo del nuovo sottoclade di A(H3N2).
