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L’influenza stagionale è tornata a circolare in modo significativo anche nell’inverno 2025-2026, con un anticipo di alcune settimane rispetto a molte stagioni precedenti e con un ruolo importante di un nuovo ceppo di virus A(H3N2), indicato come sottoclade K. In Italia, come nel resto dell’Europa, i sistemi di sorveglianza segnalano un aumento dei casi di sindrome simil-influenzale e di influenza confermata in laboratorio, in un contesto in cui continuano a circolare anche altri virus respiratori come SARS-CoV-2 e virus respiratorio sinciziale (RSV). Comprendere quale influenza stia circolando attualmente, quali siano i sintomi più frequenti e come proteggersi è fondamentale per ridurre il rischio di complicanze, soprattutto nelle persone più fragili.
Quando si parla di “influenza che circola adesso” ci si riferisce alla combinazione di virus influenzali predominanti in una determinata stagione: in questa fase, a livello globale e nella Regione europea dell’OMS, prevalgono i virus di tipo A, in particolare A(H3N2), con una quota minore di A(H1N1)pdm09 e, al momento, una circolazione più limitata dei virus di tipo B. Le autorità sanitarie sottolineano che, pur trattandosi di una normale stagione influenzale, l’intensità e la precocità dell’epidemia richiedono attenzione: vaccinazione, misure igieniche e riconoscimento precoce dei sintomi restano gli strumenti principali per contenere la diffusione e proteggere i soggetti a rischio.
Cos’è l’influenza stagionale?
L’influenza stagionale è un’infezione respiratoria acuta causata da virus influenzali che circolano ogni anno, soprattutto nei mesi freddi, con un andamento tipicamente epidemico. I principali responsabili sono i virus influenzali di tipo A e B: il tipo A è ulteriormente suddiviso in sottotipi (come H1N1 e H3N2) in base alle proteine di superficie emoagglutinina (H) e neuraminidasi (N), mentre il tipo B è classificato in linee (B/Victoria e B/Yamagata). Ogni stagione è caratterizzata dalla predominanza di uno o più ceppi, che possono cambiare nel tempo a causa di mutazioni progressive del virus (drift antigenico). Queste variazioni spiegano perché ci si può ammalare di influenza più volte nella vita e perché il vaccino viene aggiornato annualmente per adattarsi ai ceppi circolanti.
Nel contesto dell’inverno 2025-2026, i dati di sorveglianza internazionali indicano che l’attività influenzale è in aumento in gran parte dell’emisfero nord, con una predominanza di virus A(H3N2), in particolare di un sottoclade recentemente emerso, denominato K. Questo ceppo ha contribuito a un inizio di stagione più precoce e intenso in molti Paesi europei, con un numero crescente di casi e di ricoveri, soprattutto tra anziani e persone con patologie croniche. Nonostante ciò, si tratta comunque di influenza stagionale “classica”, non di un nuovo virus pandemico: la popolazione ha già una certa immunità di base, derivante da precedenti infezioni o vaccinazioni, e i vaccini attuali, pur con qualche possibile mismatch antigenico, mostrano una protezione significativa contro le forme che richiedono assistenza medica.
Dal punto di vista clinico ed epidemiologico, l’influenza stagionale si distingue da altre infezioni respiratorie per la tendenza a causare ondate epidemiche relativamente brevi ma intense, con un picco di casi concentrato in poche settimane. La trasmissione avviene principalmente per via aerea, attraverso goccioline respiratorie emesse con tosse, starnuti o anche semplicemente parlando a distanza ravvicinata, ma anche per contatto con superfici contaminate e successivo contatto con mucose di naso, bocca o occhi. Il periodo di incubazione è breve, in genere 1-4 giorni, e le persone infette possono essere contagiose già da 24 ore prima della comparsa dei sintomi fino a circa 5-7 giorni dopo, più a lungo nei bambini piccoli e nei soggetti immunodepressi.
Un elemento chiave per comprendere l’influenza stagionale è il suo impatto sulla salute pubblica: ogni anno, anche in assenza di varianti particolarmente aggressive, l’influenza causa un numero rilevante di visite mediche, assenze dal lavoro e dalla scuola, ricoveri ospedalieri e decessi, soprattutto tra anziani, persone con malattie croniche cardiovascolari o respiratorie, diabete, immunodeficienze, donne in gravidanza e bambini molto piccoli. In questa stagione, la co-circolazione di influenza, SARS-CoV-2 e altri virus respiratori aumenta il rischio di sovraccarico dei servizi sanitari, rendendo ancora più importante la prevenzione. Per questo le autorità sanitarie raccomandano di non sottovalutare l’influenza, anche se per la maggior parte delle persone sane si risolve in pochi giorni senza complicazioni.
Sintomi dell’influenza attuale
I sintomi dell’influenza che sta circolando attualmente sono, nella maggior parte dei casi, sovrapponibili a quelli delle stagioni precedenti, perché dipendono più dalla risposta dell’organismo che dal singolo ceppo virale. L’esordio è spesso brusco, con febbre elevata (spesso superiore a 38 °C), brividi, malessere generale marcato, cefalea intensa e dolori muscolari e articolari diffusi, in particolare a schiena e arti. A questi sintomi sistemici si associano segni respiratori come tosse secca e insistente, mal di gola, naso chiuso o che cola, talvolta dolore retrosternale legato alla tosse. Molte persone riferiscono anche una marcata sensazione di stanchezza e spossatezza, che può persistere per diversi giorni dopo la scomparsa della febbre, rendendo difficile riprendere subito le normali attività quotidiane.
Nel contesto della stagione 2025-2026, i rapporti di sorveglianza europei segnalano che l’influenza A(H3N2) sottoclade K può essere associata, in alcune persone, a sintomi particolarmente intensi, soprattutto nei soggetti non vaccinati e nei gruppi a rischio. Tuttavia, non si tratta di un quadro clinico completamente nuovo: la combinazione di febbre alta, tosse, dolori muscolari e marcata astenia resta il pattern tipico. È importante distinguere l’influenza da altre infezioni respiratorie virali, come il comune raffreddore, che tende a dare sintomi più lievi e graduali, con febbre assente o modesta e prevalenza di naso chiuso, starnuti e lieve mal di gola. Anche il COVID-19 può presentarsi con sintomi simili all’influenza, motivo per cui, in presenza di fattori di rischio o di contatti a rischio, il medico può ritenere opportuno eseguire test diagnostici specifici.
Nei bambini, l’influenza può manifestarsi con sintomi talvolta meno specifici: oltre a febbre, tosse e mal di gola, possono comparire irritabilità, rifiuto del cibo, vomito o diarrea, soprattutto nei più piccoli. Negli anziani, invece, la febbre può essere meno evidente, mentre possono prevalere confusione, peggioramento di condizioni croniche preesistenti (come scompenso cardiaco o broncopneumopatia cronica ostruttiva) e un rapido declino dello stato generale. In tutte le fasce di età, la comparsa di difficoltà respiratoria, respiro affannoso, dolore toracico, sonnolenza marcata o peggioramento improvviso dopo un apparente miglioramento sono segnali di allarme che richiedono una valutazione medica tempestiva, perché possono indicare complicanze come polmonite o interessamento cardiaco.
Un aspetto spesso sottovalutato è la durata dei sintomi: mentre la febbre tende a ridursi entro 3-5 giorni, la tosse e la stanchezza possono persistere anche per 1-2 settimane, soprattutto nei fumatori e in chi ha patologie respiratorie croniche. Questo non significa necessariamente che l’infezione sia ancora in fase acuta o che la persona sia ancora contagiosa per tutto questo periodo, ma riflette il tempo necessario all’apparato respiratorio per recuperare. In ogni caso, se i sintomi non migliorano dopo alcuni giorni, se peggiorano o se compaiono nuovi disturbi, è prudente consultare il medico di famiglia o la guardia medica, evitando l’autogestione prolungata con farmaci da banco senza un parere professionale, in particolare nei soggetti fragili.
Come prevenire l’influenza
La prevenzione dell’influenza si basa su una combinazione di strategie individuali e collettive, tra cui la vaccinazione stagionale, le misure igieniche e comportamentali e la protezione dei soggetti più vulnerabili. La vaccinazione antinfluenzale resta lo strumento più efficace per ridurre il rischio di malattia grave, ricovero e morte, soprattutto negli anziani, nelle persone con malattie croniche, nelle donne in gravidanza, nei bambini piccoli e negli operatori sanitari. Per la stagione 2025-2026, i vaccini disponibili in Europa sono stati formulati sulla base dei ceppi circolanti nella stagione precedente, e i primi dati di efficacia suggeriscono una protezione moderata ma significativa anche nei confronti del nuovo sottoclade A(H3N2) K, con una riduzione del rischio di influenza che richiede assistenza medica di circa la metà nei soggetti vaccinati rispetto ai non vaccinati.
Oltre al vaccino, le misure igieniche di base giocano un ruolo cruciale nel limitare la diffusione del virus, soprattutto in un contesto in cui l’attività influenzale è elevata e coesistono altri virus respiratori. Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o utilizzare soluzioni idroalcoliche, coprire bocca e naso con il gomito o con un fazzoletto quando si tossisce o starnutisce, gettare immediatamente i fazzoletti usati e evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani non lavate sono comportamenti semplici ma efficaci. In ambienti affollati e poco ventilati, soprattutto durante il picco stagionale, può essere utile ridurre il tempo di permanenza, mantenere una certa distanza interpersonale e, in alcune situazioni a rischio, valutare l’uso di mascherine, in particolare per le persone fragili o immunodepresse.
Un altro pilastro della prevenzione è la gestione responsabile dei sintomi: restare a casa quando si è malati, evitare di recarsi al lavoro, a scuola o a eventi sociali in presenza di febbre e sintomi respiratori riduce in modo significativo la probabilità di contagiare altre persone. Questo vale in particolare per chi lavora a stretto contatto con soggetti vulnerabili, come operatori sanitari, assistenti domiciliari, personale di RSA e insegnanti. Le famiglie possono contribuire educando i bambini a riconoscere e rispettare le regole igieniche, spiegando l’importanza di lavarsi le mani, coprire la bocca quando si tossisce e non condividere bottiglie, bicchieri o posate. Anche la corretta aerazione degli ambienti chiusi, aprendo regolarmente le finestre per alcuni minuti, aiuta a ridurre la concentrazione di virus nell’aria.
Infine, la prevenzione dell’influenza passa anche attraverso la promozione di uno stile di vita sano, che contribuisca a mantenere efficiente il sistema immunitario: alimentazione equilibrata, adeguato apporto di frutta e verdura, attività fisica regolare compatibile con le condizioni di salute, sonno sufficiente e gestione dello stress sono fattori che, pur non garantendo l’assenza di malattia, possono favorire una migliore risposta dell’organismo alle infezioni. Per le persone con patologie croniche, è importante seguire con costanza le terapie prescritte e partecipare ai controlli programmati, perché un buon controllo della malattia di base riduce il rischio di complicanze in caso di influenza. In ogni caso, le decisioni su vaccinazioni e misure preventive specifiche dovrebbero essere prese insieme al proprio medico, sulla base della storia clinica individuale e delle raccomandazioni aggiornate delle autorità sanitarie.
Trattamenti per l’influenza
Il trattamento dell’influenza stagionale, nella maggior parte dei casi, è di tipo sintomatico e di supporto, mirato ad alleviare i disturbi e a favorire il recupero dell’organismo mentre il sistema immunitario elimina il virus. Per le persone sane senza fattori di rischio, riposo adeguato, idratazione abbondante (acqua, tisane, brodi) e un’alimentazione leggera ma nutriente sono spesso sufficienti. Farmaci da banco come antipiretici e analgesici possono essere utilizzati, su consiglio del medico o del farmacista, per controllare febbre, mal di testa e dolori muscolari; è importante rispettare le dosi e le controindicazioni riportate nel foglietto illustrativo e evitare l’uso di acido acetilsalicilico nei bambini e adolescenti con infezioni virali, per il rischio, raro ma grave, di sindrome di Reye. Decongestionanti nasali o soluzioni saline possono dare sollievo alla congestione, mentre sciroppi o pastiglie possono attenuare la tosse, sempre con attenzione alle avvertenze.
In alcune situazioni, soprattutto nei soggetti ad alto rischio di complicanze (anziani, persone con malattie croniche cardiache, respiratorie, metaboliche, immunodeficienze, donne in gravidanza) o nei casi di influenza grave, il medico può valutare l’impiego di farmaci antivirali specifici contro il virus influenzale, come gli inibitori della neuraminidasi o altre molecole di più recente introduzione. Questi farmaci agiscono bloccando la capacità del virus di replicarsi e diffondersi nell’organismo e sono più efficaci se iniziati precocemente, idealmente entro 48 ore dall’esordio dei sintomi. L’uso di antivirali non è indicato per l’automedicazione: la decisione spetta al medico, che valuta il rapporto beneficio/rischio in base alle condizioni cliniche, all’età, alla presenza di comorbilità e al quadro epidemiologico locale.
Un aspetto fondamentale nella gestione dell’influenza è la prevenzione e il trattamento delle complicanze, in particolare delle infezioni batteriche sovrapposte, come la polmonite batterica, che possono insorgere soprattutto negli anziani e nei soggetti fragili. La comparsa di febbre che persiste o ricompare dopo un iniziale miglioramento, tosse produttiva con espettorato purulento, dolore toracico, respiro corto o accelerato, confusione o peggioramento improvviso delle condizioni generali richiede una valutazione medica urgente. In questi casi, il medico può prescrivere esami diagnostici (come radiografia del torace, esami del sangue) e, se necessario, una terapia antibiotica mirata. È importante sottolineare che gli antibiotici non sono efficaci contro i virus influenzali e non devono essere utilizzati per trattare l’influenza non complicata: il loro impiego inappropriato favorisce lo sviluppo di resistenze batteriche.
Infine, la gestione dell’influenza deve tenere conto del contesto più ampio della circolazione di altri virus respiratori, come SARS-CoV-2 e RSV. In presenza di sintomi compatibili, soprattutto nei soggetti a rischio o in caso di contatti con persone fragili, il medico può ritenere opportuno eseguire test diagnostici per distinguere tra influenza e altre infezioni, perché le strategie terapeutiche e le indicazioni di isolamento possono differire. In ogni caso, è consigliabile evitare l’autoprescrizione di farmaci, in particolare di cortisonici sistemici o di combinazioni di più medicinali da banco, senza un parere professionale, per non aumentare il rischio di effetti indesiderati e interazioni. Un dialogo tempestivo con il proprio medico di famiglia o con i servizi territoriali permette di ricevere indicazioni adeguate, ridurre il rischio di complicanze e utilizzare in modo appropriato le risorse sanitarie.
In sintesi, l’influenza che circola attualmente nell’inverno 2025-2026 è caratterizzata da una predominanza di virus A(H3N2), con un inizio di stagione relativamente precoce e un impatto significativo soprattutto sui soggetti più vulnerabili. I sintomi restano quelli tipici dell’influenza stagionale, con esordio brusco di febbre, dolori muscolari, tosse e marcata stanchezza, mentre la prevenzione si fonda sulla vaccinazione, sulle misure igieniche e comportamentali e sulla protezione delle persone a rischio. Il trattamento, per la maggior parte dei casi, è sintomatico, con un eventuale ricorso a farmaci antivirali nei pazienti selezionati, sempre su indicazione medica. Mantenersi informati attraverso fonti autorevoli e confrontarsi con il proprio medico in caso di dubbi o sintomi importanti è il modo migliore per affrontare con consapevolezza la stagione influenzale in corso.
Per approfondire
Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – Situazione globale dell’influenza stagionale 2025 – Aggiornamento ufficiale OMS sulla circolazione dei virus influenzali nel mondo, con focus sulla predominanza di A(H3N2) e sull’andamento della stagione 2025-2026.
OMS Regione Europa – Stagione influenzale 2025-2026 e raccomandazioni – Comunicato che descrive l’anticipo della stagione influenzale in Europa, l’impatto sui sistemi sanitari e le misure raccomandate per la popolazione.
ECDC – Prime stime di efficacia del vaccino antinfluenzale 2025/26 in Europa – Documento tecnico con i dati preliminari sull’efficacia dei vaccini contro il ceppo A(H3N2) sottoclade K nella stagione in corso.
PAHO/OMS – Aggiornamento sulla situazione influenzale nelle Americhe – Panoramica sull’andamento dell’influenza nel continente americano, utile per confrontare i trend tra diverse regioni dell’emisfero nord.
OMS – Global Influenza Programme: aggiornamenti settimanali – Pagina di riferimento per consultare i bollettini aggiornati sulla sorveglianza dell’influenza e degli altri virus respiratori a livello globale.
