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Con un’invalidità civile riconosciuta al 75% molte persone si chiedono se esista una “pensione per invalidità” automatica. In realtà, nel sistema italiano coesistono prestazioni assistenziali e prestazioni previdenziali, con finalità e requisiti differenti. La percentuale del 75% è una soglia rilevante, ma non comporta di per sé il diritto a una pensione di inabilità: apre invece la porta ad alcune tutele economiche e, in taluni casi, a percorsi agevolati verso il pensionamento.
Per orientarsi correttamente, è utile distinguere tra: assegni di tipo assistenziale basati sulla condizione sanitaria e sul reddito; misure previdenziali legate a contributi versati e alla riduzione della capacità lavorativa secondo criteri assicurativi; strumenti ponte o agevolazioni che possono anticipare l’uscita dal lavoro o aumentare l’anzianità contributiva utile. Di seguito vengono riepilogati i requisiti di massima, con l’avvertenza che soglie economiche ed età possono essere oggetto di aggiornamenti periodici.
Requisiti per la pensione con invalidità
Il riconoscimento dell’invalidità civile al 75% avviene tramite commissione medico-legale e attesta una compromissione significativa della capacità lavorativa o, per i minori e gli over 67 anni, della funzione complessiva. Questo accertamento non equivale automaticamente a un diritto pensionistico, ma costituisce il presupposto per accedere ad alcune prestazioni. La prima distinzione è tra prestazioni assistenziali (finanziate dalla fiscalità generale e condizionate anche al reddito) e prestazioni previdenziali (legate a contributi versati e norme assicurative). Comprendere in quale ambito ci si colloca è essenziale per identificare i requisiti corretti e l’iter da seguire.
Per chi ha tra il compimento della maggiore età e l’età anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia, l’invalidità civile pari o superiore al 74% può dare accesso all’assegno mensile di assistenza. I requisiti di base includono: percentuale di invalidità compresa tra il 74% e il 99%, residenza stabile e continuativa in Italia, e il rispetto di specifiche soglie di reddito personale aggiornate annualmente. Si tratta di una prestazione economica assistenziale, non reversibile, erogata in presenza e per la durata dei requisiti; non va confusa con la pensione di inabilità civile, che è riservata a chi abbia il 100% di invalidità e ulteriori condizioni. L’assegno può essere soggetto a verifiche periodiche della permanenza dello stato invalidante e dei requisiti economici e, a seconda della normativa vigente, a condizioni sulla situazione lavorativa.
Sul versante previdenziale, per chi ha versato contributi esiste l’assegno ordinario di invalidità, una prestazione diversa e indipendente dalla percentuale di invalidità civile. È riconosciuto quando la capacità lavorativa, in occupazioni confacenti, risulta ridotta a meno di un terzo secondo la valutazione medico-legale assicurativa, e sono maturati requisiti contributivi minimi (in via generale, almeno cinque anni di contribuzione, di cui una parte in un periodo recente). L’assegno ordinario è compatibile con l’attività lavorativa e ha durata triennale rinnovabile. La pensione di inabilità previdenziale, invece, richiede un’inidoneità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa e non è di norma accessibile con una sola invalidità civile del 75%. Accanto a queste, negli ultimi anni sono state introdotte o prorogate misure-ponte come l’APE sociale, che in determinate annualità ha previsto l’accesso con invalidità almeno del 74% al raggiungimento di un’età minima e di una anzianità contributiva specifica; si tratta però di strumenti soggetti a finestre temporali e a requisiti che possono cambiare con le leggi di bilancio.

Un ulteriore tassello, spesso trascurato, è la maggiorazione contributiva per i lavoratori con invalidità riconosciuta pari o superiore al 74%. Per ogni anno di lavoro svolto dopo il riconoscimento, è possibile ottenere un incremento figurativo dell’anzianità fino a due mesi per anno, entro un limite massimo complessivo (generalmente cinque anni). Questa maggiorazione conta sia ai fini del diritto sia della misura della futura pensione e può facilitare il raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o per forme di pensione anticipata. È necessario che l’ente previdenziale registri la maggiorazione sulla base del verbale di invalidità e dei periodi lavorati interessati. In sintesi, con un’invalidità al 75% i percorsi possibili non si riducono a una “pensione per invalidità” unica, ma includono prestazioni assistenziali, tutele previdenziali e agevolazioni che, se coordinate correttamente, possono comporre la risposta più adeguata alla situazione individuale e alle regole in vigore.
Documentazione necessaria
Per richiedere la pensione con un’invalidità del 75%, è fondamentale presentare una serie di documenti che attestino sia la condizione sanitaria che i requisiti amministrativi richiesti. La corretta preparazione di questa documentazione è essenziale per garantire l’accettazione della domanda.
Innanzitutto, è necessario ottenere un certificato medico introduttivo rilasciato da un medico certificatore. Questo documento attesta la presenza e la gravità dell’invalidità e deve essere inviato telematicamente all’INPS dal medico stesso. Successivamente, il richiedente riceverà un codice univoco da utilizzare per la presentazione della domanda online.
Oltre al certificato medico, è richiesto un documento di identità valido e il codice fiscale del richiedente. È importante assicurarsi che tutti i dati personali siano aggiornati e corretti per evitare ritardi nella procedura.
È altresì necessario fornire la documentazione che attesti il reddito personale annuo, poiché la concessione della pensione è subordinata al rispetto di specifici limiti reddituali. Questo può includere la dichiarazione dei redditi o altri documenti fiscali pertinenti.
Infine, per i cittadini stranieri, è obbligatorio presentare il permesso di soggiorno valido. I cittadini comunitari devono essere iscritti all’anagrafe del comune di residenza, mentre i cittadini extracomunitari devono possedere un permesso di soggiorno di almeno un anno.
Come presentare la domanda
La presentazione della domanda per la pensione con invalidità al 75% avviene principalmente attraverso il portale online dell’INPS. Dopo aver ottenuto il certificato medico introduttivo, il richiedente deve accedere al sito dell’INPS utilizzando le proprie credenziali SPID, CIE o CNS e compilare la domanda telematica, inserendo il codice univoco fornito dal medico certificatore.
In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato o a un’associazione di categoria, come l’ANMIC, l’ENS, l’UIC o l’ANFASS, che possono assistere nella compilazione e nell’invio della domanda. Questi enti offrono supporto gratuito e possono facilitare l’intero processo, assicurando che tutta la documentazione sia correttamente compilata e inviata.
Una volta inviata la domanda, l’INPS procederà con l’accertamento sanitario, che può includere una visita medica presso una commissione medico-legale. È fondamentale presentarsi alla visita con tutta la documentazione sanitaria disponibile per facilitare la valutazione.
Al termine dell’iter, l’INPS comunicherà l’esito della domanda tramite raccomandata A/R o all’indirizzo PEC fornito dal richiedente. È possibile monitorare lo stato della domanda accedendo al servizio “Cassetta postale online” disponibile sul sito dell’INPS.
È importante notare che, in caso di rigetto della domanda, è possibile presentare ricorso entro 180 giorni dalla comunicazione dell’esito. Il ricorso deve essere presentato presso il Tribunale competente per territorio, preferibilmente con l’assistenza di un legale o di un patronato.
Domande frequenti
Qual è l’importo della pensione per invalidità al 75%?
Per il 2025, l’importo mensile della pensione per invalidità al 75% è di 336 euro, erogati per 13 mensilità. Questo importo può essere soggetto a variazioni annuali in base agli aggiornamenti legislativi.
Posso lavorare mentre percepisco la pensione di invalidità al 75%?
Sì, è possibile svolgere un’attività lavorativa compatibile con la propria condizione di salute. Tuttavia, è fondamentale che il reddito derivante dall’attività lavorativa non superi il limite annuo stabilito per il mantenimento del diritto alla pensione.
Quanto tempo impiega l’INPS per valutare la mia domanda?
L’INPS ha un termine di 45 giorni dalla presentazione della domanda completa per concludere il procedimento di liquidazione della prestazione economica. Tuttavia, i tempi possono variare in base alla complessità del caso e al carico di lavoro dell’ente.
È possibile presentare una nuova domanda se la precedente è stata respinta?
Sì, è possibile presentare una nuova domanda, ma è consigliabile attendere l’esito di eventuali ricorsi in corso o la scadenza dei termini per impugnare la decisione precedente. Inoltre, è importante verificare che siano stati soddisfatti tutti i requisiti richiesti e che la documentazione sia completa e aggiornata.
La pensione di invalidità al 75% è compatibile con altre prestazioni?
La pensione di invalidità è compatibile con altre prestazioni erogate per cause diverse, come quelle per invalidità derivante da guerra, lavoro o servizio, purché riconosciute per patologie o menomazioni differenti. È sempre consigliabile verificare la compatibilità con l’INPS o con un patronato.
Consigli utili
Per facilitare l’iter di richiesta della pensione con invalidità al 75%, è consigliabile seguire alcuni suggerimenti pratici. Innanzitutto, assicurarsi che tutta la documentazione sia completa, aggiornata e correttamente compilata. Errori o omissioni possono causare ritardi o il rigetto della domanda.
È utile mantenere una copia di tutta la documentazione inviata e delle comunicazioni ricevute dall’INPS. Questo permette di avere un riferimento in caso di necessità o di eventuali contestazioni.
Considerare l’assistenza di un patronato o di un’associazione di categoria può semplificare notevolmente il processo. Questi enti offrono supporto gratuito e hanno esperienza nella gestione di pratiche simili, riducendo il rischio di errori.
Infine, è importante essere pazienti e monitorare regolarmente lo stato della propria domanda attraverso i canali ufficiali dell’INPS. In caso di dubbi o necessità di chiarimenti, non esitare a contattare direttamente l’INPS o il patronato di riferimento.
In sintesi, ottenere la pensione con invalidità al 75% richiede attenzione ai dettagli, preparazione accurata della documentazione e, se necessario, il supporto di professionisti esperti nel settore.
Per approfondire
INPS – Pensione di inabilità agli invalidi civili
Informazioni dettagliate sulla pensione di inabilità per invalidi civili, inclusi requisiti, importi e modalità di presentazione della domanda.
