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Il glaucoma è una patologia cronica dell’occhio in cui la pressione intraoculare tende ad aumentare, danneggiando progressivamente il nervo ottico e, se non trattata, può portare a una perdita permanente della vista. Per molte persone, la terapia di prima scelta consiste nell’uso quotidiano di colliri specifici, che riducono la pressione oculare e aiutano a rallentare l’evoluzione della malattia. Tuttavia, l’efficacia di questi farmaci dipende in modo cruciale da come vengono applicati: una tecnica scorretta può ridurre l’assorbimento del principio attivo, aumentare gli effetti collaterali sistemici e compromettere il controllo del glaucoma.
Imparare ad applicare correttamente le gocce negli occhi è quindi una parte fondamentale della cura, tanto quanto la scelta del farmaco da parte dell’oculista. Questa guida pratica spiega, passo dopo passo, come prepararsi, come instillare il collirio, con quale frequenza utilizzarlo e quali effetti collaterali osservare. Le indicazioni sono di carattere generale e non sostituiscono il parere del medico: per qualsiasi dubbio sulla terapia, sul tipo di collirio o sulla sua posologia, è sempre necessario confrontarsi con il proprio oculista o con il medico di medicina generale.
Preparazione
Una corretta preparazione prima di instillare le gocce per il glaucoma è essenziale per garantire sicurezza, igiene ed efficacia del trattamento. Il primo passo è lavare accuratamente le mani con acqua e sapone, strofinando palmi, dorso e spazi tra le dita per almeno 20 secondi, quindi asciugarle con un asciugamano pulito o carta monouso. Questo semplice gesto riduce in modo significativo il rischio di introdurre batteri o altre impurità a contatto con l’occhio, che potrebbero causare congiuntiviti o cheratiti. Successivamente, è utile scegliere un ambiente ben illuminato e tranquillo, dove potersi sedere o sdraiare senza fretta: ridurre la tensione e i movimenti bruschi facilita la precisione del gesto e limita la possibilità di contaminare il flacone toccando ciglia o pelle.
Prima di aprire il collirio, è importante controllare l’etichetta per verificare di utilizzare il farmaco giusto, soprattutto se si hanno più flaconi per il glaucoma o per altre patologie oculari. Bisogna controllare la data di scadenza e, se indicato nel foglietto illustrativo, agitare delicatamente il flacone per miscelare correttamente il contenuto, in particolare nel caso di sospensioni. È buona norma ispezionare anche l’aspetto della soluzione: se il liquido appare torbido, scolorito o contiene particelle, è opportuno non utilizzarlo e chiedere consiglio al farmacista o al medico. Tenere a portata di mano un fazzoletto pulito o una garza sterile permette di asciugare eventuali eccessi di liquido che possono colare sulla guancia, evitando irritazioni cutanee e residui appiccicosi.
La posizione del corpo gioca un ruolo importante nella preparazione. Molte persone trovano più semplice instillare le gocce stando sdraiate su un letto o su un divano, con il viso rivolto verso l’alto, perché in questa posizione è più facile mantenere la testa ferma e l’occhio ben aperto. In alternativa, si può stare seduti su una sedia, inclinando il capo all’indietro e fissando un punto sul soffitto per ridurre l’istinto di chiudere le palpebre. Chi ha difficoltà motorie, tremori o problemi di coordinazione può trarre beneficio dall’aiuto di un familiare o caregiver, che dovrà a sua volta lavarsi le mani e seguire le stesse regole di igiene. Preparare in anticipo tutto il necessario, compresi eventuali altri colliri da usare a distanza di alcuni minuti, aiuta a creare una routine ordinata e riduce il rischio di errori.
Un ulteriore aspetto della preparazione riguarda l’organizzazione della terapia nel corso della giornata. Poiché il glaucoma richiede un trattamento cronico, è utile stabilire orari fissi per l’instillazione delle gocce, ad esempio al mattino appena svegli e alla sera prima di coricarsi, in base alle indicazioni dell’oculista. L’uso di promemoria sul telefono, di tabelle cartacee o di abitudini associate (come lavarsi i denti) può migliorare l’aderenza alla terapia e ridurre le dimenticanze. È importante ricordare che, se si utilizzano altri colliri per patologie diverse, come antibiotici per congiuntivite o antinfiammatori, occorre rispettare gli intervalli di tempo consigliati tra un prodotto e l’altro, per evitare diluizioni e interazioni locali; per esempio, in caso di terapia con colliri antibiotici per infezioni oculari, il medico può fornire indicazioni specifiche sulla durata e sulla corretta modalità d’uso, analogamente a quanto avviene per altri trattamenti oftalmici.
Modalità di applicazione
La tecnica di applicazione delle gocce per il glaucoma ha l’obiettivo di far arrivare il farmaco sulla superficie oculare in modo preciso, evitando sprechi e riducendo il rischio di contaminazione del flacone. Una volta preparato l’ambiente e lavate le mani, si apre il flacone facendo attenzione a non toccare con le dita il beccuccio erogatore. In posizione seduta o sdraiata, si inclina la testa all’indietro e si guarda verso l’alto; con l’indice della mano non dominante si tira delicatamente verso il basso la palpebra inferiore, creando una piccola “tasca” tra palpebra e bulbo oculare. Tenendo il flacone con l’altra mano, lo si avvicina all’occhio mantenendolo in posizione verticale, a pochi centimetri di distanza, senza appoggiare il beccuccio alle ciglia o alla pelle per evitare il passaggio di germi nel contenitore.
A questo punto, si esercita una leggera pressione sul flacone per far uscire una sola goccia, che deve cadere nella tasca formata dalla palpebra inferiore. È importante non instillare più gocce contemporaneamente: l’occhio può contenere solo una quantità limitata di liquido, e l’eccesso tende a fuoriuscire, con spreco di farmaco e possibile aumento degli effetti collaterali sulla cute circostante. Dopo l’instillazione, si rilascia lentamente la palpebra inferiore e si chiude l’occhio senza strizzare con forza, per evitare che il collirio venga espulso. Se si ha il dubbio che la goccia non sia entrata nell’occhio, ad esempio perché è scivolata sulla guancia, è possibile ripetere l’operazione con una seconda goccia, mantenendo sempre le stesse precauzioni igieniche.
Per aumentare l’efficacia del collirio e ridurre l’assorbimento sistemico del farmaco, è consigliabile praticare la cosiddetta occlusione puntale: dopo aver chiuso l’occhio, si appoggia delicatamente un dito nell’angolo interno della palpebra, vicino al naso, esercitando una lieve pressione per uno-due minuti. In questo modo si occlude il dotto lacrimale, che collega l’occhio al naso, limitando il deflusso del collirio verso le vie respiratorie e il circolo sanguigno. Durante questo tempo è bene rimanere rilassati, con gli occhi chiusi e senza parlare, per non favorire lo scorrimento del liquido. Trascorsi i minuti necessari, si può tamponare con un fazzoletto pulito l’eventuale eccesso di soluzione che è colato sulla pelle, evitando di strofinare con forza la zona perioculare.
Se il paziente deve utilizzare più tipi di colliri per il glaucoma o per altre condizioni oculari, è fondamentale rispettare un intervallo di almeno 5–10 minuti tra un prodotto e l’altro, salvo diversa indicazione dell’oculista. Questo permette al primo farmaco di essere assorbito adeguatamente e riduce il rischio che il secondo collirio lo diluisca o lo lavi via. In caso di associazione con pomate oftalmiche, di solito queste vanno applicate per ultime, dopo tutti i colliri, perché formano una pellicola più densa sulla superficie dell’occhio che potrebbe ostacolare l’assorbimento delle gocce successive. Chi porta lenti a contatto deve in genere rimuoverle prima di instillare il collirio e attendere almeno 15 minuti prima di reinserirle, per evitare interazioni tra il materiale della lente e il farmaco e per non intrappolare il principio attivo a contatto prolungato con la cornea.
Frequenza di utilizzo
La frequenza di utilizzo delle gocce per il glaucoma dipende dal tipo di farmaco prescritto, dalla gravità della malattia e dalla risposta individuale del paziente. Alcuni colliri, come molti analoghi delle prostaglandine, vengono somministrati una sola volta al giorno, spesso la sera, perché agiscono per un periodo prolungato e sfruttano le variazioni circadiane della pressione intraoculare. Altri farmaci, come alcuni betabloccanti, inibitori dell’anidrasi carbonica o alfa-agonisti, possono richiedere due o tre somministrazioni quotidiane per mantenere un effetto costante. È essenziale seguire scrupolosamente lo schema indicato dall’oculista e riportato sul piano terapeutico o sul promemoria consegnato dal medico o dal farmacista, evitando di modificare autonomamente orari e dosi.
Per favorire l’aderenza alla terapia, è utile associare l’instillazione delle gocce a momenti fissi della giornata, come la colazione, il pranzo o il momento di andare a letto. L’uso di sveglie sul telefono, app dedicate alla gestione dei farmaci o semplici tabelle cartacee da spuntare ogni volta che si applica il collirio può aiutare a non dimenticare le dosi. Se si salta accidentalmente una somministrazione e ci si accorge dell’errore dopo poco tempo, di solito è possibile instillare la goccia appena ci si ricorda, per poi tornare allo schema abituale; se invece è quasi ora della dose successiva, spesso è preferibile saltare quella dimenticata e proseguire con il normale programma, senza raddoppiare le gocce per “recuperare”, a meno che il medico non abbia dato indicazioni diverse.
Nel caso in cui siano prescritti più colliri per il glaucoma, è importante comprendere che ciascun farmaco contribuisce in modo complementare al controllo della pressione intraoculare. Sospendere o ridurre autonomamente uno dei prodotti può compromettere l’equilibrio raggiunto e portare a un rialzo pressorio silente, spesso asintomatico, ma potenzialmente dannoso per il nervo ottico. Per questo motivo, se la frequenza di utilizzo appare difficile da gestire, è opportuno parlarne con l’oculista, che potrà valutare l’eventuale semplificazione dello schema terapeutico, ad esempio con associazioni fisse in un unico flacone o con farmaci a più lunga durata d’azione. È bene ricordare che il glaucoma è una malattia cronica: la terapia con colliri è in genere continuativa e non va interrotta solo perché i sintomi sembrano assenti o stabili.
Infine, la frequenza di utilizzo deve essere rivalutata periodicamente durante le visite di controllo, in base ai valori di pressione intraoculare, allo stato del campo visivo e all’aspetto del nervo ottico. L’oculista può decidere di aumentare o ridurre il numero di somministrazioni giornaliere, cambiare molecola o aggiungere un secondo collirio se la pressione non è sufficientemente controllata. È importante portare sempre con sé in ambulatorio tutti i flaconi in uso, in modo che il medico possa verificare esattamente quali farmaci si stanno assumendo e in che modalità. Qualsiasi modifica della frequenza deve essere chiaramente spiegata e compresa dal paziente, che non deve esitare a chiedere ulteriori spiegazioni se qualcosa non è chiaro, per evitare errori che potrebbero compromettere l’efficacia del trattamento.
Effetti collaterali comuni
Come tutti i farmaci, anche i colliri per il glaucoma possono causare effetti collaterali, che variano a seconda della molecola utilizzata e della sensibilità individuale. Tra i disturbi locali più frequenti vi sono bruciore, pizzicore o sensazione di corpo estraneo subito dopo l’instillazione, spesso transitori e di breve durata. Alcuni pazienti riferiscono arrossamento congiuntivale, lacrimazione aumentata o, al contrario, lieve secchezza oculare, che possono essere fastidiosi ma non sempre richiedono la sospensione del trattamento. In presenza di conservanti come il benzalconio cloruro, l’uso prolungato può irritare la superficie oculare, soprattutto in chi ha già una sindrome dell’occhio secco; in questi casi l’oculista può valutare l’impiego di formulazioni senza conservanti o di lacrime artificiali di supporto, da usare a distanza di tempo dalle gocce antiglaucoma.
Alcune classi di farmaci presentano effetti collaterali caratteristici. Gli analoghi delle prostaglandine, ad esempio, possono provocare un progressivo scurimento dell’iride nei soggetti con occhi chiari o misti, un aumento della crescita e dello spessore delle ciglia e un’iperpigmentazione della cute palpebrale. Questi cambiamenti sono in genere graduali e di natura estetica, ma possono essere permanenti; è quindi importante che il paziente ne sia informato prima di iniziare la terapia. I betabloccanti topici, invece, possono determinare effetti sistemici come rallentamento del battito cardiaco, calo della pressione arteriosa, broncospasmo in soggetti predisposti e affaticamento, soprattutto se non si pratica l’occlusione puntale dopo l’instillazione e il farmaco viene assorbito in quantità significative nel circolo sanguigno.
Gli inibitori dell’anidrasi carbonica in collirio possono causare bruciore, sapore amaro in bocca subito dopo l’instillazione (per passaggio del farmaco nel rinofaringe), lieve offuscamento visivo transitorio e, più raramente, reazioni allergiche locali con arrossamento marcato, prurito intenso e gonfiore palpebrale. Gli alfa-agonisti possono dare secchezza della bocca, sonnolenza o, al contrario, agitazione, oltre a possibili reazioni allergiche oculari. In presenza di sintomi lievi e tollerabili, spesso è sufficiente monitorare la situazione e riferirla al controllo successivo; se invece compaiono disturbi importanti, persistenti o in peggioramento, è necessario contattare il medico per valutare un eventuale cambio di terapia. È fondamentale non sospendere improvvisamente il collirio senza aver prima concordato una strategia alternativa con l’oculista.
Oltre agli effetti collaterali legati al principio attivo, vanno considerati anche quelli dovuti a un uso scorretto del collirio. Toccare ripetutamente il beccuccio del flacone con le ciglia o con la pelle può contaminare la soluzione e favorire infezioni oculari; instillare un numero eccessivo di gocce può aumentare l’irritazione locale e lo spreco di farmaco; non rispettare gli intervalli tra colliri diversi può ridurre l’efficacia complessiva della terapia. In caso di comparsa di secrezioni purulente, dolore intenso, calo visivo improvviso o fotofobia marcata, è opportuno rivolgersi tempestivamente a un medico, poiché questi segni non sono tipici dei semplici effetti collaterali da collirio e potrebbero indicare un’infezione o un’altra patologia oculare che richiede una valutazione urgente.
Quando consultare un medico
Nel corso della terapia con gocce per il glaucoma, è fondamentale mantenere un contatto regolare con l’oculista per monitorare l’andamento della malattia e l’efficacia del trattamento. Le visite di controllo programmate servono a misurare la pressione intraoculare, valutare il campo visivo e l’aspetto del nervo ottico, oltre a verificare l’aderenza alla terapia e l’eventuale presenza di effetti collaterali. Tuttavia, oltre a questi appuntamenti periodici, esistono situazioni in cui è necessario consultare il medico prima del previsto. Se, ad esempio, si nota un peggioramento della vista, come visione offuscata persistente, comparsa di aloni colorati intorno alle luci o restringimento del campo visivo, è opportuno contattare l’oculista per un controllo anticipato, poiché questi sintomi possono indicare un insufficiente controllo della pressione o un’evoluzione del danno glaucomatoso.
È importante rivolgersi tempestivamente al medico anche in presenza di segni che suggeriscono una reazione avversa significativa al collirio. Un arrossamento oculare molto intenso, associato a dolore, bruciore marcato, gonfiore delle palpebre o secrezione anomala, può indicare una congiuntivite allergica o tossica indotta dal farmaco o dai suoi conservanti. In questi casi, l’oculista potrà valutare la sospensione del prodotto incriminato e la sua sostituzione con un’alternativa più tollerata, eventualmente priva di conservanti. Anche la comparsa di sintomi sistemici come difficoltà respiratoria, senso di costrizione toracica, vertigini, svenimenti, bradicardia marcata o reazioni cutanee diffuse richiede un consulto medico urgente, poiché potrebbe trattarsi di effetti sistemici importanti, soprattutto con alcune classi di colliri come i betabloccanti.
Un altro motivo frequente per contattare il medico è la difficoltà nel seguire correttamente la terapia. Se il paziente si accorge di dimenticare spesso le gocce, di avere problemi di manualità che rendono difficile l’instillazione o di non riuscire a rispettare gli orari prescritti, è preferibile parlarne apertamente con l’oculista o con il medico di famiglia. Insieme si possono individuare strategie pratiche per migliorare l’aderenza, come l’aiuto di un familiare, l’uso di dispositivi ausiliari per l’instillazione o la semplificazione dello schema terapeutico. È sempre meglio segnalare queste difficoltà piuttosto che proseguire con una terapia irregolare, che rischia di dare una falsa sensazione di sicurezza mentre la malattia può progredire silenziosamente.
Infine, è opportuno consultare il medico in occasione di cambiamenti significativi dello stato di salute generale o dell’assunzione di altri farmaci. L’insorgenza di nuove patologie cardiache, respiratorie o metaboliche, l’inizio di terapie sistemiche complesse o la gravidanza possono richiedere una rivalutazione del tipo di collirio utilizzato per il glaucoma, per evitare interazioni o rischi aggiuntivi. Anche prima di interventi chirurgici oculari o di procedure laser, l’oculista potrebbe modificare temporaneamente la terapia con gocce. In sintesi, ogni volta che sorgono dubbi sull’uso del collirio, sulla sicurezza del trattamento o sull’andamento della vista, la scelta più prudente è quella di chiedere un parere professionale, evitando decisioni autonome che potrebbero compromettere il controllo della malattia.
In conclusione, applicare correttamente le gocce negli occhi per il glaucoma è un gesto quotidiano che richiede attenzione, costanza e una buona comprensione delle indicazioni ricevute dall’oculista. Una preparazione accurata, una tecnica di instillazione adeguata, il rispetto della frequenza prescritta e la consapevolezza degli effetti collaterali più comuni contribuiscono in modo determinante all’efficacia della terapia e alla protezione del nervo ottico nel lungo periodo. Mantenere un dialogo aperto con il medico, segnalando tempestivamente difficoltà o sintomi insoliti, permette di adattare il trattamento alle esigenze individuali e di affrontare il glaucoma con maggiore sicurezza e partecipazione attiva da parte del paziente.
Per approfondire
Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) Scheda informativa aggiornata sul glaucoma, con dati epidemiologici globali, fattori di rischio e principi generali di prevenzione e trattamento, utile per comprendere il contesto internazionale della malattia.
Glaucoma Research Foundation Risorsa in lingua inglese che illustra passo dopo passo le migliori pratiche per l’uso dei colliri nel glaucoma, con consigli pratici su tecnica di instillazione e gestione quotidiana della terapia.
Glaucoma UK Pagina dedicata ai colliri per il glaucoma, con spiegazioni chiare su modalità d’uso, gestione di più farmaci, suggerimenti per ricordare le somministrazioni e indicazioni su quando chiedere aiuto.
BrightFocus Foundation Articolo con suggerimenti pratici aggiornati per migliorare l’aderenza alla terapia con colliri antiglaucoma, inclusi consigli su orari, promemoria e combinazione con altre attività quotidiane.
Moorfields Eye Hospital Scheda informativa di un centro oftalmologico di riferimento internazionale, che descrive in modo dettagliato la tecnica di instillazione delle gocce e le precauzioni da seguire dopo trattamenti per il glaucoma.
