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La sensazione di occhi secchi, che tirano o “graffiano”, è estremamente comune e spesso porta a chiedersi come poter lubrificare meglio la superficie oculare senza ricorrere subito al collirio. In molti casi, infatti, piccoli accorgimenti ambientali, abitudini quotidiane più sane e semplici esercizi possono contribuire a migliorare il comfort visivo, soprattutto quando la secchezza è lieve e legata a fattori transitori come l’uso prolungato di schermi o ambienti molto secchi. È però importante capire che l’occhio secco è una vera e propria condizione oculare e non solo un fastidio passeggero.
Questa guida offre una panoramica sulle principali cause della secchezza oculare e sui rimedi non farmacologici che possono aiutare a lubrificare gli occhi senza collirio, con particolare attenzione a stili di vita, alimentazione, idratazione ed esercizi oculari. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono il parere dell’oculista: se i disturbi sono intensi, persistenti o associati ad altri sintomi, è sempre necessario un inquadramento specialistico per escludere patologie più complesse e valutare l’eventuale necessità di terapie mirate.
Cause della secchezza oculare
La secchezza oculare è legata a un’alterazione del film lacrimale, il sottile strato di liquido che ricopre e protegge la superficie dell’occhio. Questo film è composto da una parte acquosa, una componente lipidica (grassa) e uno strato mucoso che permette alle lacrime di aderire bene alla cornea. Quando una di queste componenti è carente o di qualità scadente, le lacrime evaporano più rapidamente o non riescono a distribuire in modo uniforme l’umidità, con conseguente sensazione di sabbia negli occhi, bruciore, arrossamento e talvolta visione fluttuante. L’occhio secco può essere episodico, legato a condizioni ambientali, oppure cronico, come nella vera e propria malattia dell’occhio secco.
Tra le cause più frequenti rientrano l’invecchiamento fisiologico, i cambiamenti ormonali (in particolare in menopausa), l’uso prolungato di videoterminali, l’esposizione a aria condizionata o riscaldamento intenso, il fumo di sigaretta e l’inquinamento atmosferico. Anche l’uso di lenti a contatto, se non ben gestito, può alterare la qualità del film lacrimale e favorire irritazione e secchezza. In molti casi, la secchezza si associa a sintomi come bruciore e arrossamento, che possono essere confusi con allergia o congiuntivite, rendendo utile un approfondimento su come distinguere queste condizioni e sui possibili interventi per occhi rossi e che bruciano cause di occhi rossi, bruciore e secchezza oculare.
Esistono poi cause sistemiche, cioè legate a malattie generali dell’organismo, che possono ridurre la produzione lacrimale o alterarne la composizione. Alcune patologie autoimmuni, come la sindrome di Sjögren, l’artrite reumatoide o il lupus, possono coinvolgere le ghiandole lacrimali e salivari, determinando secchezza di occhi e bocca. Anche il diabete, le malattie tiroidee e alcune carenze nutrizionali (per esempio di vitamina A, rara nei Paesi industrializzati ma ancora possibile in contesti particolari) possono contribuire a un film lacrimale meno efficiente. In questi casi, la secchezza oculare è spesso solo uno dei segni di un quadro clinico più ampio, che richiede una gestione multidisciplinare.
Un capitolo a parte riguarda i farmaci: numerosi principi attivi di uso comune possono ridurre la produzione di lacrime o modificarne la qualità. Tra questi rientrano alcuni antistaminici, antidepressivi, ansiolitici, beta-bloccanti, diuretici, contraccettivi orali e terapie ormonali sostitutive, oltre a colliri con conservanti utilizzati per altre patologie oculari, come il glaucoma. Anche interventi chirurgici oculari, in particolare la chirurgia refrattiva, possono temporaneamente alterare la sensibilità corneale e la stabilità del film lacrimale. Conoscere queste possibili cause aiuta a comprendere perché, in molti casi, la sola modifica dello stile di vita non sia sufficiente e sia necessario un confronto con l’oculista per valutare strategie più mirate.
Rimedi naturali per lubrificare gli occhi
Quando si parla di “lubrificare gli occhi senza collirio”, ci si riferisce soprattutto a misure igienico-comportamentali e a piccoli accorgimenti quotidiani che riducono l’evaporazione delle lacrime e migliorano la qualità del film lacrimale. Un primo intervento consiste nel modificare l’ambiente in cui si trascorre più tempo: evitare che l’aria condizionata o il riscaldamento soffino direttamente sul viso, utilizzare umidificatori negli ambienti molto secchi, limitare l’esposizione a fumo e polveri, proteggere gli occhi con occhiali avvolgenti in caso di vento forte. Anche la semplice abitudine di sbattere le palpebre più spesso, soprattutto durante l’uso di schermi, contribuisce a distribuire meglio le lacrime e a ridurre la sensazione di secchezza.
Un altro rimedio naturale molto utile è rappresentato dagli impacchi caldi sulle palpebre, eseguiti con garze sterili o panni puliti imbevuti di acqua tiepida (non bollente) e ben strizzati. Il calore aiuta a fluidificare il sebo prodotto dalle ghiandole di Meibomio, situate nel margine palpebrale, favorendo una migliore qualità dello strato lipidico del film lacrimale e riducendo l’evaporazione. Dopo l’impacco, un delicato massaggio delle palpebre, eseguito con movimenti dall’alto verso il basso per la palpebra superiore e dal basso verso l’alto per quella inferiore, può facilitare la fuoriuscita delle secrezioni. Questa routine, se praticata con costanza, è particolarmente utile nelle forme di secchezza legate a disfunzione delle ghiandole di Meibomio.
Tra i rimedi non farmacologici rientrano anche alcune semplici regole di igiene palpebrale: detergere con delicatezza il margine delle palpebre per rimuovere residui di trucco, secrezioni e crosticine che possono ostruire le ghiandole; scegliere cosmetici oculari ipoallergenici e rimuoverli accuratamente la sera; evitare l’uso di matite o eyeliner all’interno del margine palpebrale, dove si trovano gli sbocchi delle ghiandole. Anche la gestione delle lenti a contatto è cruciale: rispettare i tempi di utilizzo consigliati, curare la pulizia e la disinfezione, fare pause regolari e, se necessario, ridurne l’uso nei periodi di maggiore secchezza o irritazione.
Infine, è importante ricordare che non tutti i rimedi “naturali” proposti in rete sono sicuri per la superficie oculare. L’applicazione diretta di sostanze non sterili o non specificamente formulate per l’occhio (come oli essenziali, infusi casalinghi, latte o altri liquidi) può aumentare il rischio di infezioni, allergie o irritazioni chimiche. Prima di sperimentare soluzioni fai-da-te è sempre opportuno confrontarsi con un professionista, soprattutto se sono presenti sintomi come dolore intenso, fotofobia marcata, secrezioni anomale o calo visivo, che possono indicare condizioni diverse dalla semplice secchezza e richiedere una valutazione oculistica tempestiva.
Alimentazione e idratazione
Lo stato di idratazione generale dell’organismo influisce anche sulla qualità delle lacrime: bere poco durante la giornata può contribuire a una maggiore concentrazione salina dei fluidi corporei, compreso il film lacrimale, favorendo la sensazione di secchezza e bruciore. Un primo passo per “lubrificare” gli occhi dall’interno è quindi assicurarsi un adeguato apporto di acqua, distribuito nell’arco della giornata, adattandolo alle proprie esigenze, all’attività fisica e alla stagione. Anche bevande come tisane non zuccherate possono contribuire all’idratazione, mentre è opportuno limitare l’eccesso di alcol, che ha un effetto disidratante, e di bevande molto zuccherate, che possono favorire sbalzi glicemici e infiammazione sistemica.
L’alimentazione gioca un ruolo importante anche attraverso l’apporto di acidi grassi essenziali, in particolare gli omega-3 presenti nel pesce azzurro (sardine, sgombro, alici), nel salmone, nei semi di lino, nelle noci e in alcuni oli vegetali. Questi nutrienti contribuiscono a modulare l’infiammazione e a migliorare la qualità della componente lipidica del film lacrimale, riducendo l’evaporazione delle lacrime. Alcuni studi suggeriscono che un adeguato apporto di omega-3 possa alleviare i sintomi dell’occhio secco in una parte dei pazienti, soprattutto quando la secchezza è associata a disfunzione delle ghiandole di Meibomio, anche se non sostituisce le terapie prescritte dall’oculista nei casi più complessi.
Vitamine e antiossidanti sono un altro tassello della protezione oculare. La vitamina A è essenziale per la salute dell’epitelio corneale e congiuntivale, mentre le vitamine C ed E, insieme a carotenoidi come luteina e zeaxantina, contribuiscono a contrastare lo stress ossidativo indotto da luce intensa, inquinamento e processi infiammatori. Un’alimentazione ricca di frutta e verdura di diversi colori (in particolare verdure a foglia verde, carote, peperoni, agrumi, frutti di bosco) aiuta a garantire un buon apporto di questi micronutrienti. In assenza di carenze documentate, gli integratori non sono di norma indispensabili, ma possono essere valutati con il medico in situazioni specifiche.
È utile anche prestare attenzione agli alimenti che, se consumati in eccesso, possono favorire uno stato infiammatorio cronico di basso grado, potenzialmente sfavorevole per la superficie oculare: cibi ultraprocessati, ricchi di zuccheri semplici, grassi trans e sale, così come un consumo eccessivo di carni lavorate e fritti. Un modello alimentare di tipo mediterraneo, basato su cereali integrali, legumi, pesce, olio extravergine d’oliva, frutta secca e abbondanza di vegetali, rappresenta un buon compromesso per la salute generale e anche per il benessere degli occhi. In presenza di patologie come diabete, dislipidemie o malattie autoimmuni, la personalizzazione del piano alimentare con il supporto di un professionista può contribuire indirettamente a migliorare anche i sintomi di secchezza oculare.
Esercizi oculari per migliorare la lubrificazione
Gli esercizi oculari non sostituiscono i trattamenti prescritti dall’oculista, ma possono rappresentare un valido supporto per migliorare la distribuzione del film lacrimale e ridurre l’affaticamento visivo, soprattutto in chi trascorre molte ore davanti a schermi. Un primo esercizio semplice consiste nel “blink consapevole”: seduti comodamente, si chiudono gli occhi per 2–3 secondi, si stringono leggermente le palpebre e poi si riaprono lentamente, ripetendo la sequenza per una serie di 10–15 volte. Questo movimento favorisce una chiusura completa delle palpebre, spesso ridotta durante la concentrazione su monitor o smartphone, e aiuta a stendere in modo uniforme le lacrime sulla superficie corneale, migliorando la sensazione di lubrificazione.
Un altro esercizio utile è il cosiddetto “palming”, una tecnica di rilassamento visivo: dopo essersi lavati accuratamente le mani, si sfregano i palmi tra loro per generare un lieve calore, quindi si appoggiano delicatamente sulle orbite, con gli occhi chiusi, senza esercitare pressione diretta sui bulbi oculari. Si rimane in questa posizione per 30–60 secondi, respirando profondamente e cercando di rilassare i muscoli del viso e del collo. Il buio e il calore moderato contribuiscono a ridurre la sensazione di affaticamento e possono dare un sollievo temporaneo alla secchezza, soprattutto se associati a pause regolari durante il lavoro al computer.
Per chi lavora molte ore al videoterminale, è consigliabile adottare la regola del 20-20-20: ogni 20 minuti, distogliere lo sguardo dallo schermo e fissare un oggetto posto a circa 20 piedi (6 metri) di distanza per almeno 20 secondi. Questo semplice accorgimento riduce lo spasmo accomodativo (cioè la contrazione prolungata del muscolo che mette a fuoco da vicino) e stimola un battito palpebrale più regolare, con beneficio sulla stabilità del film lacrimale. Anche variare la distanza di messa a fuoco, alternando oggetti vicini e lontani, può aiutare a mantenere più elastico il sistema visivo e a prevenire parte dell’affaticamento che spesso si associa alla secchezza.
Infine, è importante ricordare che gli esercizi oculari devono essere eseguiti con delicatezza e senza forzare i movimenti. In presenza di dolore, visione sdoppiata, vertigini o altri sintomi insoliti, è opportuno interrompere e consultare uno specialista. Gli esercizi non sono indicati per trattare patologie strutturali dell’occhio o dei muscoli oculari e non sostituiscono le terapie prescritte per condizioni come strabismo, glaucoma, degenerazioni retiniche o altre malattie. Nel contesto della secchezza oculare lieve o moderata, tuttavia, possono rappresentare un tassello utile di un approccio globale che comprende igiene palpebrale, modifiche ambientali, corretta idratazione e, quando necessario, l’uso di colliri lubrificanti scelti con l’aiuto dell’oculista.
Quando consultare un oculista
Anche se molti accorgimenti naturali possono migliorare il comfort oculare, è fondamentale sapere quando è il momento di rivolgersi a uno specialista. È consigliabile consultare un oculista se la sensazione di secchezza, sabbia negli occhi o bruciore è persistente per più settimane, se i sintomi peggiorano nonostante le misure ambientali e comportamentali, o se si associano a dolore, fotofobia marcata (fastidio intenso alla luce), calo visivo, secrezioni anomale o arrossamento importante. Questi segni possono indicare non solo una secchezza oculare significativa, ma anche altre patologie della superficie oculare o della cornea che richiedono una diagnosi precisa e un trattamento mirato.
È particolarmente importante non sottovalutare la secchezza oculare in presenza di malattie sistemiche note, come patologie autoimmuni, diabete, disturbi tiroidei o terapie farmacologiche croniche potenzialmente implicate nella riduzione della lacrimazione. In questi casi, l’oculista può collaborare con il medico curante o con altri specialisti per inquadrare correttamente il problema e valutare se la secchezza sia un effetto collaterale gestibile o il segnale di un coinvolgimento più esteso della superficie oculare. Anche dopo interventi chirurgici oculari, come la chirurgia refrattiva o la cataratta, un controllo è indicato se compaiono sintomi di secchezza marcata che non tendono a ridursi nel tempo.
Un altro motivo per richiedere una valutazione specialistica è la difficoltà a distinguere la secchezza oculare da altre condizioni che possono dare sintomi simili, come allergie oculari o congiuntiviti infettive. Bruciore, prurito, arrossamento e lacrimazione possono avere origini diverse e richiedere approcci terapeutici opposti: per esempio, l’uso improprio di colliri vasocostrittori o antibiotici in assenza di indicazione può peggiorare il quadro o favorire resistenze batteriche. L’oculista, attraverso l’esame alla lampada a fessura e test specifici del film lacrimale, è in grado di differenziare le varie cause e proporre il percorso più adatto, che può includere sia misure naturali sia trattamenti farmacologici.
Infine, è bene ricordare che la secchezza oculare cronica non trattata può, nei casi più severi, portare a danni della superficie corneale, microlesioni epiteliali, maggiore suscettibilità alle infezioni e, raramente, a complicanze che possono compromettere la qualità visiva. Per questo motivo, anche se l’obiettivo è ridurre al minimo l’uso di colliri, è importante non rinunciare al confronto con lo specialista quando i sintomi sono significativi o impattano sulla vita quotidiana, come la lettura, la guida notturna o il lavoro al computer. Un approccio personalizzato, che integri stili di vita corretti, rimedi naturali e, se necessario, terapie specifiche, rappresenta la strategia più sicura per proteggere nel tempo la salute dei propri occhi.
In sintesi, lubrificare gli occhi senza ricorrere subito al collirio è possibile in molti casi attraverso una combinazione di misure ambientali, buone abitudini quotidiane, corretta idratazione, alimentazione equilibrata ed esercizi oculari mirati. Questi interventi aiutano a preservare la qualità del film lacrimale e a ridurre l’evaporazione, migliorando il comfort visivo, soprattutto nelle forme lievi di secchezza legate allo stile di vita. Tuttavia, quando i sintomi sono intensi, persistenti o associati ad altri disturbi oculari o sistemici, il consulto con l’oculista rimane essenziale per escludere patologie più serie e impostare un percorso di cura adeguato, che può includere anche l’uso mirato di colliri lubrificanti o altre terapie specifiche.
Per approfondire
Ministero della Salute saudita – Dry Eye Scheda informativa aggiornata sulla malattia dell’occhio secco, con spiegazione chiara delle cause, dei sintomi e delle principali misure di prevenzione e gestione non farmacologica.
National Eye Institute (NIH) – Dry Eye Risorsa autorevole che descrive in modo accessibile la fisiopatologia del film lacrimale, i fattori di rischio e gli interventi sullo stile di vita utili per chi soffre di secchezza oculare.
American Academy of Ophthalmology – Dry Eye Syndrome Linee informative per pazienti con focus su sintomi, diagnosi e opzioni di trattamento, comprese le strategie di auto-cura e gli esercizi oculari di supporto.
Royal College of Ophthalmologists – Dry Eye Pagina dedicata all’occhio secco con spiegazioni aggiornate su cause, fattori ambientali, ruolo delle lacrime e indicazioni su quando rivolgersi allo specialista.
All About Vision – Dry Eye Syndrome Approfondimento divulgativo che integra informazioni su dieta, integrazione di omega-3, igiene palpebrale ed esercizi per ridurre l’affaticamento visivo nei soggetti con secchezza oculare.
