Il prurito oculare è un sintomo estremamente comune che può andare da un semplice fastidio transitorio a una condizione persistente e invalidante. È spesso descritto dai pazienti come “voglia di strofinare gli occhi”, talvolta accompagnata da bruciore, arrossamento, lacrimazione o sensazione di corpo estraneo. Pur essendo percepito come un disturbo banale, il prurito può riconoscere cause molto diverse fra loro: dalle allergie stagionali alle patologie palpebrali, dalla secchezza oculare alle irritazioni chimiche o ambientali, fino a forme infettive o dermatologiche. Comprendere il contesto in cui insorge e i segni associati è fondamentale per orientare correttamente la valutazione clinica e scegliere le misure più appropriate.
In ambito oculistico, l’analisi del prurito inizia con un’attenta anamnesi: stagionalità dei sintomi, esposizione ad allergeni (pollini, acari, peli di animali), uso di lenti a contatto, cosmetici o colliri, presenza di disturbi sistemici (dermatite atopica, rosacea, malattie autoimmuni), farmaci in corso e abitudini ambientali (lavoro al computer, aria condizionata, ambienti polverosi). Anche i sintomi associati forniscono indizi importanti: secrezioni, fotofobia, dolore, calo visivo o edema palpebrale indirizzano verso specifiche cause e livelli di urgenza diversi. Questa guida descrive le principali cause del prurito oculare e, nelle sezioni successive, illustrerà le tipologie di collirio più utilizzate e come applicarle in modo corretto. Le informazioni hanno finalità educative e non sostituiscono la valutazione clinica personalizzata.
Cause del prurito oculare
La causa più frequente di prurito marcato è la congiuntivite allergica, che può essere stagionale (SAC) o perenne (PAC) a seconda della persistenza dell’allergene. Il prurito è spesso bilaterale, intenso e associato a arrossamento, lacrimazione, gonfiore delle congiuntive (chemosi) e talvolta rinite con starnuti e ostruzione nasale. Dal punto di vista patofisiologico, il contatto con l’allergene determina attivazione mastocitaria mediata da IgE e rilascio di istamina e altre mediatori dell’infiammazione, responsabili del prurito. Nei bambini e adolescenti, forme più severe come la cheratocongiuntivite vernal e la cheratocongiuntivite atopica possono causare disturbi intensi e prolungati, con fotofobia e coinvolgimento corneale; in questi casi la valutazione specialistica è essenziale. Esistono anche forme di congiuntivite “da contatto” o immunologicamente mediate legate a conservanti di colliri, cosmetici o lenti a contatto, spesso con prurito e sensazione di sabbia o corpo estraneo.
Un’altra grande famiglia di cause comprende le patologie palpebrali e del bordo ciliare, in particolare la blefarite e la disfunzione delle ghiandole di Meibomio. La blefarite anteriore, spesso associata a colonizzazione batterica o a Demodex, si accompagna a prurito, bruciore, arrossamento delle palpebre e scagliette alla base delle ciglia. La disfunzione meibomiana, più tipica dell’adulto, altera la fase lipidica del film lacrimale, favorendo evaporazione e instabilità lacrimale con conseguente irritazione e prurito. Queste condizioni possono essere croniche, con fasi di riacutizzazione: l’uso di lenti a contatto, cosmetici non ben tollerati, dermatite seborroica o rosacea oculare sono fattori di rischio. La gestione include igiene palpebrale regolare, controllo dell’infiammazione e trattamento delle riacutizzazioni; in specifiche situazioni l’oculista può indicare associazioni farmacologiche topiche. Per approfondire un esempio di terapia topica indicata nella blefarite, consulta le indicazioni del collirio Betabioptal per la blefarite.
L’occhio secco (malattia della superficie oculare) è un’altra causa molto comune di prurito, spesso descritta come fastidio, senso di secchezza o corpo estraneo più che prurito puro. La malattia può essere dovuta a ridotta produzione acquosa (disfunzione ghiandole lacrimali) o a eccessiva evaporazione per alterazioni della componente lipidica del film lacrimale, spesso legate a disfunzione meibomiana. Fattori predisponenti includono l’età, gli squilibri ormonali (per esempio in menopausa), l’uso di alcuni farmaci sistemici (antistaminici, antidepressivi, diuretici, isotretinoina), patologie autoimmuni (come quelle del connettivo), l’uso prolungato di schermi digitali con riduzione dell’ammiccamento e ambienti a bassa umidità o con aria condizionata. Nei portatori di lenti a contatto la secchezza può essere amplificata dal deposito di proteine sulla lente, da un inadeguato ricambio o da soluzioni di manutenzione irritanti, con comparsa di prurito e intolleranza alla lente. La valutazione oculistica considera stabilità del film lacrimale, integrità epiteliale corneale e congiuntivale e presenza di segni infiammatori della superficie.

Le congiuntiviti infettive, virali o batteriche, possono includere prurito fra i sintomi, sebbene di solito prevalgano bruciore, secrezioni e sensazione di corpo estraneo. Le forme virali (ad esempio da adenovirus) esordiscono spesso in modo acuto, con occhio rosso, lacrimazione, fotofobia e talvolta coinvolgimento preauricolare; il prurito può essere presente ma non è il sintomo dominante. Le congiuntiviti batteriche tendono a dare secrezione mucopurulenta e appiccicamento delle palpebre al risveglio; anche qui il prurito può comparire, ma prevalgono secrezioni e irritazione. Esistono poi forme irritative e tossiche dovute a esposizione a sostanze chimiche, fumo, smog, cloro della piscina, polveri o vapori industriali, nonché a conservanti come il benzalconio cloruro presente in alcuni colliri: queste possono determinare prurito e arrossamento per danno diretto alla superficie oculare. Anche il sovrauso di vasocostrittori topici può causare iperemia di rimbalzo e irritazione, con tendenza al prurito. Infine, la presenza di corpi estranei o microtraumi (ad esempio durante il fai-da-te) può evocare grattamento riflesso, prurito e lacrimazione.
Non vanno dimenticate le condizioni dermatologiche e sistemiche che coinvolgono la regione perioculare. La dermatite atopica, la dermatite seborroica e la dermatite da contatto (nichel, fragranze, conservanti cosmetici) possono estendersi alle palpebre, con prurito marcato, eritema, desquamazione e edema; l’occhio può risultare secondariamente irritato per il continuo sfregamento. La rosacea oculare, spesso associata a teleangectasie del margine palpebrale e disfunzione meibomiana, è causa frequente di fastidio cronico e prurito intermittente. Nei bambini e adolescenti, oltre alle forme allergiche severe, va considerata la congiuntivite gigantopapillare nei portatori di lenti a contatto, con prurito importante e intolleranza alle lenti. Fattori ormonali (gravidanza, perimenopausa), carenze nutrizionali estreme, condizioni autoimmuni e alcuni farmaci sistemici possono modulare la risposta infiammatoria della superficie oculare o la qualità del film lacrimale, predisponendo al prurito. In ogni scenario, l’entità del prurito, la sua durata, la bilateralità e i segni associati (fotofobia intensa, dolore, riduzione dell’acuità visiva, secrezioni abbondanti, sensazione di corpo estraneo persistente) aiutano a differenziare le cause e a determinare la necessità di una valutazione oculistica tempestiva.
Colliri antistaminici
I colliri antistaminici sono indicati nel trattamento del prurito oculare di origine allergica, come nelle congiuntiviti stagionali o perenni. Agiscono bloccando i recettori dell’istamina a livello congiuntivale, con riduzione rapida di prurito, arrossamento e lacrimazione; risultano utili sia per episodi acuti sia come supporto durante i periodi di esposizione agli allergeni.
Le principali tipologie comprendono stabilizzatori dei mastociti, antistaminici H1 e molecole a duplice azione. Gli stabilizzatori dei mastociti prevengono la degranulazione e sono più efficaci se introdotti prima della stagione allergica; gli antistaminici H1 hanno insorgenza rapida e sono utili per il sollievo sintomatico; i prodotti a duplice azione combinano prevenzione e controllo dei sintomi, favorendo una gestione continuativa. La scelta dipende da frequenza e intensità dei disturbi, profilo di tollerabilità ed età del paziente.
Modalità d’uso: in genere si instillano 1–2 gocce per occhio secondo lo schema indicato dal foglietto illustrativo. L’effetto dei farmaci a insorgenza rapida si percepisce in minuti, mentre per gli stabilizzatori dei mastociti è necessario un impiego costante per alcuni giorni per massimizzare il beneficio. Nei portatori di lenti a contatto è consigliato rimuovere le lenti prima dell’instillazione e reinserirle dopo 10–15 minuti; alcune formulazioni contenenti conservanti non sono compatibili con l’uso con lenti morbide.
Gli effetti indesiderati più comuni sono bruciore oculare transitorio, lieve offuscamento visivo immediatamente dopo l’instillazione, sensazione di corpo estraneo o secchezza. L’esposizione prolungata a conservanti come il benzalconio cloruro può irritare la superficie oculare; nei soggetti sensibili si possono preferire preparati senza conservanti. In gravidanza, allattamento, in età pediatrica o in presenza di patologie oculari concomitanti è opportuno attenersi alle indicazioni del medico.
Colliri lubrificanti
I colliri lubrificanti, noti anche come lacrime artificiali, sono formulati per idratare e proteggere la superficie oculare, alleviando sintomi come secchezza, bruciore e prurito. Questi prodotti sono particolarmente utili per chi soffre di secchezza oculare dovuta a fattori ambientali, uso prolungato di dispositivi elettronici o condizioni mediche specifiche.
Un esempio di collirio lubrificante è la linea HYLO EYE CARE®, che offre diverse soluzioni per vari gradi di secchezza oculare. Prodotti come Hylo Comod®, Hylo Gel® e Hylo Fresh® sono progettati per fornire un’idratazione efficace e duratura, migliorando il comfort oculare. (ursapharm.it)
È importante scegliere un collirio lubrificante adatto alle proprie esigenze. Alcuni prodotti contengono conservanti che possono causare irritazione in soggetti sensibili; in questi casi, è preferibile optare per formulazioni senza conservanti. Inoltre, l’uso di colliri lubrificanti può essere particolarmente benefico per chi indossa lenti a contatto, poiché aiutano a mantenere l’occhio idratato e a ridurre il disagio associato all’uso prolungato delle lenti.
Prima di iniziare l’uso di un collirio lubrificante, è consigliabile consultare un medico oculista per determinare il prodotto più adatto alla propria situazione e ricevere indicazioni precise sulla frequenza e modalità di applicazione.
Come applicare correttamente il collirio
Una corretta applicazione del collirio è fondamentale per garantire l’efficacia del trattamento e prevenire possibili infezioni. Ecco una guida passo-passo su come instillare correttamente le gocce oculari:
1. Lavare le mani: Prima di toccare l’occhio o il flacone del collirio, è essenziale lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone per evitare contaminazioni. (allaboutvision.com)
2. Preparare il flacone: Se si utilizza un flacone multidose, rimuovere il tappo e controllare che la punta del contagocce sia pulita e non danneggiata. Evitare di toccare la punta per prevenire contaminazioni.
3. Posizionarsi correttamente: Inclinare la testa all’indietro e guardare verso l’alto. Con una mano, tirare delicatamente verso il basso la palpebra inferiore per creare una piccola tasca tra la palpebra e l’occhio.
4. Instillare la goccia: Tenere il flacone con l’altra mano, avvicinandolo all’occhio senza toccarlo. Premere delicatamente per rilasciare una goccia nella tasca formata dalla palpebra inferiore. È importante non toccare l’occhio o le ciglia con la punta del flacone per evitare contaminazioni.
5. Dopo l’instillazione: Chiudere delicatamente l’occhio e premere leggermente con un dito sull’angolo interno dell’occhio, vicino al naso, per circa un minuto. Questo aiuta a impedire che il collirio defluisca nel dotto lacrimale e venga assorbito nel sistema circolatorio, aumentando l’efficacia del farmaco e riducendo potenziali effetti collaterali sistemici.
6. Pulizia finale: Se necessario, asciugare delicatamente eventuali residui di collirio dalla pelle intorno all’occhio con un fazzoletto pulito.
7. Richiudere il flacone: Dopo l’uso, richiudere saldamente il tappo del flacone e conservarlo secondo le indicazioni riportate sul foglietto illustrativo.
Seguire attentamente queste indicazioni assicura un’applicazione efficace e sicura del collirio, massimizzando i benefici del trattamento e riducendo il rischio di infezioni o irritazioni.
Quando consultare un medico
Sebbene l’uso di colliri lubrificanti o antistaminici possa alleviare temporaneamente il prurito oculare, è fondamentale riconoscere quando è necessario rivolgersi a un medico oculista. Ecco alcune situazioni in cui è consigliabile consultare uno specialista:
1. Sintomi persistenti o peggioramento: Se il prurito oculare persiste per più di una settimana nonostante l’uso di colliri da banco, o se i sintomi peggiorano, è importante consultare un medico per una valutazione approfondita.
2. Dolore oculare: La presenza di dolore agli occhi, soprattutto se accompagnato da arrossamento, sensibilità alla luce o visione offuscata, richiede un’attenzione medica immediata.
3. Secrezioni anomale: Se si notano secrezioni giallastre o verdastre dagli occhi, potrebbe trattarsi di un’infezione che necessita di trattamento specifico.
4. Problemi di vista: Qualsiasi cambiamento nella vista, come visione offuscata, doppia o perdita parziale della vista, deve essere valutato tempestivamente da un oculista.
5. Storia di malattie oculari: Se si ha una storia di malattie oculari, interventi chirurgici agli occhi o condizioni mediche che possono influenzare la salute oculare, è prudente consultare un medico alla comparsa di nuovi sintomi.
6. Uso prolungato di lenti a contatto: I portatori di lenti a contatto che sperimentano prurito oculare dovrebbero consultare un oculista per escludere infezioni o altre complicazioni legate all’uso delle lenti.
Riconoscere tempestivamente questi segnali e rivolgersi a un professionista sanitario può prevenire complicazioni e garantire un trattamento adeguato per mantenere la salute degli occhi.
In conclusione, il prurito oculare può derivare da diverse cause, tra cui allergie, secchezza oculare o infezioni. L’uso appropriato di colliri antistaminici o lubrificanti può fornire sollievo, ma è essenziale applicarli correttamente e riconoscere quando è necessario consultare un medico. Mantenere una buona igiene oculare e seguire le indicazioni di uno specialista sono passi fondamentali per preservare la salute degli occhi.
Per approfondire
Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA): Informazioni ufficiali sui farmaci approvati in Italia, inclusi i colliri per il trattamento del prurito oculare.
Società Oftalmologica Italiana (SOI): Risorse e linee guida aggiornate sulla salute oculare e le terapie disponibili.
Ministero della Salute: Informazioni sulle patologie oculari e raccomandazioni per la prevenzione e il trattamento.
PubMed Central: Archivio di articoli scientifici peer-reviewed su studi clinici e ricerche relative al prurito oculare e ai trattamenti disponibili.
Mayo Clinic: Risorse educative sulla salute oculare, sintomi, cause e trattamenti del prurito oculare.
