Quale collirio usare quando bruciano gli occhi?

Cause, tipi di colliri e accorgimenti per il bruciore agli occhi

In sintesi
  • Il bruciore agli occhi può derivare da secchezza, allergie, infezioni o esposizione a sostanze irritanti.
  • I colliri lubrificanti sono indicati per bruciore lieve e ricorrente, mentre i decongestionanti vanno usati con cautela.
  • L'applicazione corretta del collirio include mani pulite e evitare il contatto del flaconcino con l'occhio.
  • I colliri con conservanti possono irritare l'occhio se usati frequentemente o in caso di occhio secco.
  • In caso di sintomi intensi o persistenti è consigliato consultare un oculista per una diagnosi precisa.

Bruciore agli occhi, lacrimazione e sensazione di “sabbia” sono tra i disturbi oculari più frequenti e spesso si tende a usare il primo collirio disponibile, rischiando di peggiorare il problema. Scegliere la goccia sbagliata, per esempio un decongestionante quando servirebbe un lubrificante, può mascherare sintomi importanti o irritare ulteriormente la superficie oculare. Conoscere le cause più comuni e le principali tipologie di colliri aiuta a orientarsi e a capire quando è necessario il parere dell’oculista.

Cause degli Occhi che Bruciano

Le cause del bruciore agli occhi sono molteplici e non sempre banali. Il disturbo può derivare da una semplice secchezza oculare, frequente in chi passa molte ore al computer o in ambienti climatizzati, ma anche da allergie, infezioni, irritazioni chimiche o corpi estranei. Quando la pellicola lacrimale non è sufficiente o è di scarsa qualità, la superficie dell’occhio si espone maggiormente all’aria e agli agenti irritanti, dando una sensazione di bruciore, pizzicore e spesso visione leggermente offuscata.

Un’altra causa importante è l’esposizione a sostanze irritanti: fumo di sigaretta, smog, cloro delle piscine, spray cosmetici, detergenti domestici. In questi casi la congiuntiva (la membrana che riveste la parte bianca dell’occhio) si infiamma e può diventare arrossata e dolente. Se invece al bruciore si associano secrezione purulenta, dolore intenso, fotofobia marcata o calo visivo, è necessario sospettare un problema più serio (come una congiuntivite infettiva o una cheratite) e rivolgersi rapidamente allo specialista, evitando il “fai da te” con i colliri.

Tipi di Colliri

Prima di scegliere quale collirio usare quando bruciano gli occhi è essenziale capire che non esiste una “goccia universale” adatta a ogni situazione. I colliri si distinguono in diverse categorie in base al loro meccanismo d’azione. I più usati per il bruciore lieve e ricorrente sono i colliri lubrificanti o “lacrime artificiali”, che contengono sostanze umettanti (per esempio derivati dell’acido ialuronico o altri polimeri idrofili) capaci di stabilizzare il film lacrimale, ridurre l’attrito della palpebra sulla cornea e proteggere l’epitelio corneale da microtraumi e disidratazione.

Accanto a questi esistono i colliri decongestionanti, che restringono i vasi sanguigni della congiuntiva e riducono temporaneamente il rossore. Possono dare un rapido sollievo visivo, ma l’uso prolungato senza controllo medico è sconsigliato per il rischio di effetti rebound (rossore di rimbalzo) e di mascherare patologie sottostanti. Ci sono poi colliri antistaminici per il bruciore da allergia, antibatterici o antivirali per infezioni, e colliri antinfiammatori (FANS o corticosteroidi) che vanno impiegati solo su indicazione oculistica. Senza una diagnosi chiara è prudente limitarsi ai lubrificanti neutri, preferendo formulazioni senza conservanti, specialmente per utilizzi frequenti o cronici.

Modalità di Applicazione

La corretta modalità di applicazione del collirio è determinante per ottenere beneficio e ridurre i rischi. Prima di instillare le gocce è fondamentale lavare accuratamente le mani con acqua e sapone e asciugarle con un panno pulito, per evitare di veicolare germi a contatto con l’occhio. Il flaconcino non deve mai toccare ciglia, palpebre o cute circostante: se capita, aumenta il rischio di contaminazione del prodotto. In genere è sufficiente tirare delicatamente verso il basso la palpebra inferiore, guardare verso l’alto e far cadere la goccia nel fornice congiuntivale, evitando di “spremere” troppe gocce insieme.

Dopo l’instillazione, tenere l’occhio chiuso per qualche secondo e, se indicato dal medico, esercitare una leggera pressione con un dito sull’angolo interno (punto lacrimale) per limitare il drenaggio sistemico del farmaco. Se si devono usare più colliri diversi, è consigliabile distanziare le somministrazioni (per esempio alcuni minuti tra un prodotto e l’altro) per evitare diluizione e interferenze di assorbimento. Se si portano lenti a contatto, salvo indicazione specifica del prodotto, vanno rimosse prima dell’instillazione e reinserite solo dopo un adeguato intervallo; in caso di bruciore importante può essere opportuno sospendere temporaneamente l’uso delle lenti e preferire gli occhiali.

Effetti Collaterali

Gli effetti collaterali dei colliri dipendono dal principio attivo, dagli eccipienti e dalla modalità di utilizzo. Alcune persone avvertono un leggero bruciore transitorio subito dopo l’instillazione, soprattutto con prodotti ad alta viscosità o con pH differente da quello lacrimale: se il fastidio è lieve e di breve durata può essere tollerabile, ma se il dolore è intenso o persistente è indicato sospendere il prodotto e chiedere consiglio al medico o al farmacista. I colliri contenenti conservanti (come il benzalconio cloruro) possono nel tempo irritare la superficie oculare, in particolare nei soggetti con occhio secco o in chi utilizza le gocce molte volte al giorno.

Un altro possibile problema è la reazione allergica vera e propria al collirio, con arrossamento marcato, edema palpebrale, prurito intenso e peggioramento del bruciore poco dopo l’applicazione: se succede, non va eseguita una nuova instillazione nella speranza che la situazione migliori, ma bisogna sospendere il prodotto e rivolgersi al medico per una valutazione. I colliri decongestionanti possono inoltre causare, se usati a lungo o con frequenza superiore a quella indicata, fenomeni di assuefazione locale, aumento di secchezza, dilatazione di rimbalzo dei vasi e peggioramento del rossore rispetto alla situazione iniziale, un aspetto spesso sottovalutato da chi li assume “al bisogno” senza indicazioni precise.

Consigli per la Cura degli Occhi che Bruciano

La cura degli occhi che bruciano inizia dal riconoscimento di eventuali fattori scatenanti e da alcune semplici abitudini di igiene e protezione. Se il bruciore compare soprattutto al computer, è utile ricordare la regola di fare pause regolari, lampeggiare consapevolmente per stimolare la distribuzione del film lacrimale e, se serve, utilizzare periodicamente un collirio lubrificante senza conservanti. Se invece il disturbo è associato all’esposizione ad allergeni stagionali (pollini) o a polveri domestiche, è consigliabile limitare l’esposizione, arieggiare gli ambienti in orari adeguati e, se necessario, programmare con il medico una terapia mirata che può includere colliri specifici.

Quando il fastidio compare dopo l’uso di lenti a contatto, make-up o detergenti per il viso, una prova utile consiste nel sospendere temporaneamente il prodotto sospetto: se i sintomi migliorano in modo evidente, è probabile che vi sia stata un’irritazione da contatto e conviene valutare alternative più delicate o ipoallergeniche. In presenza di secrezioni giallo-verdi, dolore importante, sensazione di corpo estraneo che non scompare dopo un accurato lavaggio con soluzione sterile o acqua corrente, oppure se il bruciore persiste nonostante l’uso appropriato di lacrime artificiali per alcuni giorni, è prudente programmare una visita oculistica per verificare la presenza di patologie che richiedono una terapia mirata con farmaci soggetti a prescrizione e un controllo specialistico nel tempo.

Comprendere le possibili cause del bruciore agli occhi e conoscere i principali tipi di colliri permette di evitare errori frequenti, come l’uso eccessivo di decongestionanti o l’automedicazione con prodotti non adatti. In caso di dubbi sull’origine del disturbo, di sintomi intensi o di mancato miglioramento con semplici lubrificanti oculari, la scelta più sicura resta consultare l’oculista o il medico di fiducia, portando con sé l’elenco dei colliri utilizzati e le circostanze in cui il bruciore si manifesta più spesso, così da facilitare una valutazione accurata e un piano terapeutico adeguato.