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Il linfoma non-Hodgkin (LNH) è un gruppo eterogeneo di neoplasie maligne che originano dai linfociti, cellule fondamentali del sistema immunitario. Questi tumori possono manifestarsi in diverse sedi del corpo, inclusi linfonodi, milza, midollo osseo e altri organi. La presentazione clinica varia in base al tipo e allo stadio della malattia, rendendo essenziale una diagnosi accurata per determinare il trattamento più appropriato.
Cos’è il linfoma non-Hodgkin e sintomi principali
Il linfoma non-Hodgkin comprende una vasta gamma di tumori che si sviluppano dai linfociti B o T. A differenza del linfoma di Hodgkin, il LNH presenta una maggiore variabilità clinica e prognostica. I sintomi iniziali possono essere aspecifici, complicando la diagnosi precoce.
I sintomi più comuni includono l’ingrossamento indolore dei linfonodi, spesso localizzati in aree come il collo, le ascelle o l’inguine. Altri segni possono comprendere febbre persistente, sudorazioni notturne profuse e perdita di peso non intenzionale. Questi sintomi, noti come “sintomi B”, sono indicativi di una possibile progressione della malattia.
Altri sintomi possono includere affaticamento, prurito diffuso e dolore o senso di pienezza addominale, soprattutto se la milza è ingrossata. In alcuni casi, il LNH può coinvolgere il midollo osseo, portando a sintomi legati all’anemia o a infezioni ricorrenti.
La diagnosi si basa su una combinazione di esami clinici, imaging e biopsia dei tessuti coinvolti. Una valutazione accurata è fondamentale per classificare il tipo specifico di LNH e determinare il piano terapeutico più efficace.

Ruolo della dieta durante la chemioterapia
La chemioterapia, utilizzata nel trattamento del LNH, può causare effetti collaterali che influenzano l’appetito e la capacità del corpo di assorbire i nutrienti. Una dieta adeguata è essenziale per supportare il sistema immunitario, mantenere la forza fisica e migliorare la qualità della vita durante il trattamento.
Una corretta alimentazione può aiutare a gestire sintomi come nausea, vomito e alterazioni del gusto. Ad esempio, consumare piccoli pasti frequenti e preferire cibi freddi o a temperatura ambiente può ridurre la sensazione di nausea. Inoltre, mantenere un’adeguata idratazione è cruciale per prevenire la disidratazione e supportare le funzioni corporee.
È importante includere nella dieta proteine di alta qualità , come carne magra, pesce, uova e legumi, per favorire la riparazione dei tessuti e mantenere la massa muscolare. Anche frutta e verdura fresche sono fondamentali per fornire vitamine e minerali essenziali. Tuttavia, in caso di mucosite o altre complicanze orali, potrebbe essere necessario modificare la consistenza degli alimenti per facilitare l’assunzione.
Consultare un nutrizionista specializzato in oncologia può essere utile per sviluppare un piano alimentare personalizzato, adattato alle esigenze individuali e alle specifiche reazioni al trattamento. Un supporto nutrizionale adeguato può contribuire significativamente al benessere generale del paziente durante la chemioterapia.
Cibi da preferire e da evitare
Durante la chemioterapia per il LNH, è consigliabile privilegiare alimenti che supportano il sistema immunitario e forniscono energia senza sovraccaricare l’organismo. Alimenti ricchi di proteine, come pollo, pesce, uova e legumi, sono fondamentali per la riparazione dei tessuti e il mantenimento della massa muscolare. Frutta e verdura fresche, preferibilmente ben lavate e sbucciate, forniscono vitamine e antiossidanti essenziali.
È importante includere cereali integrali, come riso integrale e avena, che offrono energia sostenuta e fibre per la salute digestiva. L’olio d’oliva extravergine è una fonte salutare di grassi monoinsaturi e può essere utilizzato per condire le pietanze. Inoltre, il consumo di yogurt e altri alimenti fermentati può favorire l’equilibrio della flora intestinale.
Al contrario, è consigliabile evitare alimenti ad alto contenuto di zuccheri raffinati e grassi saturi, come dolci industriali, snack confezionati e cibi fritti. Questi alimenti possono contribuire all’infiammazione e non forniscono nutrienti essenziali. È anche opportuno limitare il consumo di alcolici, poiché l’alcol può interferire con l’efficacia dei farmaci chemioterapici e aumentare il rischio di effetti collaterali.
Inoltre, alcuni cibi possono aumentare il rischio di infezioni, come carne cruda o poco cotta, uova crude e latticini non pastorizzati. Assicurarsi che tutti gli alimenti siano ben cotti e seguire pratiche igieniche adeguate nella preparazione dei pasti è fondamentale per ridurre il rischio di infezioni durante il trattamento.
Schema settimanale bilanciato
Un piano alimentare settimanale equilibrato può aiutare i pazienti con linfoma non-Hodgkin a mantenere un adeguato stato nutrizionale durante la chemioterapia. Di seguito, un esempio di schema settimanale:
- Lunedì: Colazione con fiocchi d’avena e latte di mandorla; pranzo con riso integrale e verdure al vapore; cena con filetto di pesce azzurro e insalata mista.
- Martedì: Colazione con yogurt di soia e frutta fresca; pranzo con pasta integrale al pomodoro; cena con zuppa di legumi e pane integrale.
- Mercoledì: Colazione con pane integrale e marmellata senza zuccheri aggiunti; pranzo con quinoa e verdure grigliate; cena con pollo alla griglia e patate al forno.
- Giovedì: Colazione con smoothie di frutta e latte di riso; pranzo con insalata di farro e legumi; cena con omelette alle verdure e pane integrale.
- Venerdì: Colazione con porridge di avena e frutta secca; pranzo con couscous integrale e verdure al curry; cena con filetto di salmone e broccoli al vapore.
- Sabato: Colazione con pancake integrali e sciroppo d’acero; pranzo con insalata di riso integrale e tonno; cena con zuppa di verdure e legumi.
- Domenica: Colazione con muesli e latte di soia; pranzo con lasagne vegetariane; cena con insalata mista e frittata di spinaci.
È importante personalizzare questo schema in base alle esigenze individuali e alle eventuali intolleranze alimentari, consultando un nutrizionista o un medico specializzato.
Quando integrare con supplementi
L’integrazione con supplementi nutrizionali può essere necessaria in alcuni casi durante la chemioterapia per il linfoma non-Hodgkin, soprattutto se l’apporto dietetico risulta insufficiente o se si verificano carenze specifiche. Tuttavia, l’uso di integratori dovrebbe sempre essere valutato e monitorato da un professionista sanitario.
Ad esempio, in presenza di anemia, potrebbe essere indicata l’integrazione di ferro, mentre una carenza di vitamina D potrebbe richiedere supplementazione specifica. È fondamentale evitare l’autosomministrazione di integratori, poiché alcuni possono interferire con le terapie oncologiche in corso.
Inoltre, alcuni integratori a base di erbe o antiossidanti potrebbero ridurre l’efficacia dei trattamenti chemioterapici o aumentare il rischio di effetti collaterali. Pertanto, è essenziale discutere con il proprio oncologo o nutrizionista prima di iniziare qualsiasi supplementazione.
In conclusione, mentre una dieta equilibrata è fondamentale durante la chemioterapia, l’integrazione con supplementi dovrebbe essere considerata solo quando necessario e sotto stretta supervisione medica.
Per approfondire
Fondazione Umberto Veronesi: Approfondimento sugli alimenti da evitare durante le terapie oncologiche e le motivazioni scientifiche alla base di queste raccomandazioni.
Fondazione Italiana Linfomi: Informazioni dettagliate sull’alimentazione consigliata per i pazienti affetti da linfomi, con indicazioni pratiche su cibi da preferire e da evitare.
Policlinico Gemelli: Linee guida sull’alimentazione durante la chemioterapia, con suggerimenti per gestire gli effetti collaterali attraverso la dieta.
Paginemediche: Indicazioni nutrizionali per i pazienti oncologici in chemioterapia, con focus su cibi integrali e pesce.
