Come capire se è mal di gola da streptococco?

Mal di gola da streptococco: sintomi, diagnosi con tampone, terapia antibiotica e prevenzione delle complicanze in adulti e bambini

Il mal di gola è uno dei disturbi più comuni in tutte le fasce di età, ma non sempre è facile capire se l’origine è virale (come un semplice raffreddore) oppure batterica, in particolare dovuta allo streptococco beta-emolitico di gruppo A (Streptococcus pyogenes). Riconoscere quando potrebbe trattarsi di “mal di gola da streptococco” è importante perché, a differenza delle forme virali, in alcuni casi può richiedere una terapia antibiotica mirata per ridurre la durata dei sintomi e prevenire complicanze, soprattutto nei bambini e nei soggetti più fragili.

Allo stesso tempo, non tutti i mal di gola con febbre sono streptococcici e l’uso inappropriato di antibiotici è un problema rilevante di salute pubblica. Per questo motivo le linee guida internazionali sottolineano l’importanza di una valutazione clinica accurata e, quando indicato, di test diagnostici specifici. In questa guida vedremo quali sintomi possono far sospettare un mal di gola da streptococco, come si effettua la diagnosi, quali sono i trattamenti disponibili, come prevenire il contagio e quando è opportuno rivolgersi al medico o al pediatra.

Sintomi del Mal di Gola da Streptococco

Il mal di gola da streptococco si presenta in genere in modo piuttosto brusco, con comparsa rapida di dolore intenso alla gola, spesso associato a difficoltà a deglutire e sensazione di “raspino” o bruciore marcato. A differenza di molti mal di gola virali, che possono iniziare con fastidio lieve e peggiorare gradualmente, la faringotonsillite streptococcica tende a esordire con sintomi più netti e improvvisi. La febbre è spesso presente e può essere elevata, soprattutto nei bambini, accompagnata da malessere generale, brividi, stanchezza e talvolta mal di testa. Il dolore può irradiarsi alle orecchie, pur in assenza di una vera otite, per via della comune innervazione della zona faringea.

Un elemento che aiuta a distinguere, almeno in parte, il mal di gola da streptococco dalle forme virali è la presenza o l’assenza di sintomi respiratori alti come raffreddore, naso che cola, tosse e congiuntivite. Nella faringite streptococcica classica, tosse e rinorrea sono in genere assenti o molto modesti, mentre nelle infezioni virali sono frequenti. All’esame del cavo orale, il medico può osservare tonsille molto arrossate e ingrossate, talvolta con placche biancastre (essudato), e un arrossamento marcato del palato molle e dell’ugola. Spesso sono dolenti al tatto i linfonodi del collo, in particolare quelli anteriori, che possono risultare ingrossati e sensibili.

Nei bambini, oltre al mal di gola e alla febbre, possono comparire sintomi meno specifici come dolore addominale, nausea e vomito, che talvolta confondono il quadro clinico. In alcuni casi, l’infezione da streptococco di gruppo A può associarsi a un’eruzione cutanea caratteristica (scarlattina), con puntini rossi diffusi sulla pelle, più evidenti alle pieghe (inguine, ascelle, gomiti) e una lingua che assume un aspetto “a fragola”. La presenza di questa eruzione, insieme al mal di gola e alla febbre, aumenta la probabilità che si tratti di un’infezione streptococcica, ma la conferma richiede comunque un test specifico.

È importante ricordare che nessun singolo sintomo, preso da solo, è in grado di confermare o escludere con certezza il mal di gola da streptococco. Esistono infatti forme virali che possono dare febbre alta e placche sulle tonsille, così come alcuni pazienti con infezione streptococcica possono presentare un quadro più sfumato. Per questo motivo, nelle linee guida vengono proposti sistemi di punteggio clinico (come i criteri di Centor o McIsaac) che combinano diversi segni e sintomi – ad esempio febbre, assenza di tosse, linfonodi cervicali anteriori dolenti, essudato tonsillare, età del paziente – per stimare la probabilità di infezione streptococcica e decidere se sia opportuno eseguire un test diagnostico.

Diagnosi e Test

La diagnosi di certezza del mal di gola da streptococco non può basarsi solo sui sintomi, ma richiede un test specifico che identifichi la presenza del batterio nella gola. L’esame di riferimento tradizionale è il tampone faringeo con coltura, che consiste nel prelevare un campione di secrezioni dalla faringe e dalle tonsille con un bastoncino sterile e inviarlo in laboratorio per far crescere eventuali batteri. La coltura è molto sensibile e specifica, ma richiede in genere 24–48 ore per fornire un risultato, un tempo che in alcuni contesti può essere considerato lungo, soprattutto quando è necessario decidere rapidamente se iniziare o meno una terapia antibiotica.

Per questo motivo, nella pratica clinica si utilizzano sempre più spesso i test antigenici rapidi per lo streptococco di gruppo A (RADT), che permettono di ottenere un risultato in pochi minuti direttamente nello studio del medico o in ambulatorio. Questi test ricercano componenti specifiche del batterio nel campione prelevato con il tampone e, quando risultano positivi, hanno un’elevata specificità: ciò significa che un test rapido positivo è considerato, in genere, sufficiente per confermare la diagnosi di faringite streptococcica e avviare il trattamento. In età pediatrica, tuttavia, molte linee guida raccomandano di confermare con coltura i test rapidi negativi, per ridurre il rischio di falsi negativi e di complicanze non trattate. Per maggiori dettagli pratici sulla scelta del tampone più adatto in caso di mal di gola è possibile consultare un approfondimento dedicato su quale tampone fare per mal di gola da streptococco: quale tampone fare per mal di gola da streptococco.

La decisione se eseguire o meno un test non è automatica per tutti i pazienti con mal di gola. Le più recenti linee guida internazionali suggeriscono di utilizzare sistemi di punteggio clinico per individuare i soggetti a basso rischio, nei quali il test potrebbe non essere necessario, e concentrare le indagini su chi ha una probabilità intermedia o alta di infezione streptococcica. Questo approccio ha l’obiettivo di ridurre l’uso eccessivo di test e, soprattutto, di antibiotici in persone che hanno in realtà un’infezione virale autolimitante. Nei bambini piccoli, nei soggetti con fattori di rischio o in presenza di quadri clinici atipici, il medico può comunque decidere di testare anche in presenza di punteggi più bassi, valutando il contesto complessivo.

È importante sottolineare che l’autodiagnosi basata su test fai-da-te non è raccomandata. Anche se in alcuni Paesi sono disponibili kit rapidi per uso domestico, l’interpretazione del risultato e la decisione terapeutica devono sempre essere affidate a un professionista sanitario, che valuterà il quadro clinico, la storia del paziente, l’eventuale presenza di altre patologie e il rischio di complicanze. Inoltre, un test positivo in assenza di sintomi significativi potrebbe riflettere una semplice colonizzazione della gola da parte dello streptococco, senza una vera infezione attiva, situazione in cui l’uso di antibiotici non è indicato.

Trattamenti e Antibiotici

Una volta confermata la diagnosi di mal di gola da streptococco tramite test appropriati, il trattamento di scelta prevede in genere l’impiego di un antibiotico attivo contro lo streptococco beta-emolitico di gruppo A. Nella maggior parte delle linee guida, penicillina e amoxicillina sono considerati i farmaci di prima scelta, grazie alla loro efficacia consolidata, al profilo di sicurezza favorevole e al ridotto impatto sulla resistenza batterica rispetto ad altre classi. La terapia antibiotica, se iniziata entro pochi giorni dall’esordio dei sintomi, contribuisce a ridurre la durata del mal di gola, a diminuire la contagiosità e, soprattutto nei bambini, a prevenire alcune complicanze non suppurative come la febbre reumatica acuta.

Per i pazienti allergici alla penicillina, il medico può valutare l’uso di alternative come alcune cefalosporine di prima generazione (se l’allergia non è di tipo anafilattico), o altri antibiotici come macrolidi o clindamicina, tenendo però conto dei pattern locali di resistenza e delle raccomandazioni delle autorità sanitarie. È fondamentale non interrompere la terapia prima del tempo, anche se i sintomi migliorano rapidamente: completare l’intero ciclo prescritto riduce il rischio di recidive e di selezione di batteri resistenti. L’autogestione degli antibiotici, ad esempio utilizzando avanzi di vecchie prescrizioni o farmaci di familiari, è da evitare in modo assoluto.

Oltre agli antibiotici, il trattamento del mal di gola da streptococco comprende misure di supporto per alleviare i sintomi. Possono essere utili analgesici e antipiretici da banco, come paracetamolo o alcuni antinfiammatori non steroidei, sempre seguendo le indicazioni del medico o del pediatra, soprattutto nei bambini. Bere liquidi in abbondanza, preferendo bevande tiepide, e mantenere un ambiente umidificato può aiutare a ridurre il fastidio alla gola. Alcune persone trovano sollievo con gargarismi di acqua tiepida e sale o con pastiglie lenitive, che però hanno un effetto principalmente sintomatico e non sostituiscono in alcun modo la terapia antibiotica quando questa è indicata.

Un aspetto cruciale è l’appropriatezza prescrittiva: gli antibiotici non devono essere utilizzati per mal di gola di probabile origine virale o in assenza di conferma diagnostica quando il rischio di streptococco è basso. L’uso eccessivo e non necessario di antibiotici contribuisce infatti allo sviluppo di resistenze batteriche, rendendo più difficili da trattare le infezioni future, e può esporre il paziente a effetti collaterali evitabili, come disturbi gastrointestinali, reazioni allergiche o alterazioni del microbiota intestinale. Per questo motivo, è importante affidarsi al giudizio del medico, che valuterà caso per caso se il beneficio atteso dalla terapia antibiotica supera i potenziali rischi.

Prevenzione e Consigli

La prevenzione del mal di gola da streptococco si basa principalmente su misure igieniche e comportamentali volte a ridurre la trasmissione del batterio, che avviene soprattutto attraverso le goccioline di saliva emesse con tosse, starnuti o parlando a distanza ravvicinata. Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone, o utilizzare soluzioni idroalcoliche quando non è possibile accedere all’acqua, è una delle strategie più efficaci per limitare la diffusione di molti agenti infettivi, incluso lo streptococco. È consigliabile coprire bocca e naso con un fazzoletto o con l’incavo del gomito quando si tossisce o starnutisce, evitando di usare le mani nude che poi possono contaminare superfici e oggetti.

Chi ha un mal di gola confermato da streptococco dovrebbe restare a casa da scuola, lavoro o comunità almeno fino a quando non abbia iniziato la terapia antibiotica e sia trascorso il tempo indicato dal medico (spesso almeno 24 ore dall’avvio del trattamento) e la febbre sia scomparsa. Questo riduce significativamente la contagiosità e protegge le persone più vulnerabili, come bambini piccoli, anziani o soggetti con patologie croniche. È importante non condividere posate, bicchieri, asciugamani o spazzolini da denti con altre persone durante la fase acuta dell’infezione e, se possibile, aerare frequentemente gli ambienti domestici o scolastici per migliorare la qualità dell’aria.

Un altro aspetto preventivo riguarda l’uso responsabile degli antibiotici. Evitare di richiedere antibiotici “di routine” per ogni mal di gola e accettare, quando il medico lo ritiene opportuno, un approccio di attesa vigile o l’esecuzione di test diagnostici prima di iniziare la terapia, contribuisce a preservare l’efficacia di questi farmaci nel tempo. Seguire scrupolosamente le indicazioni sulla durata del trattamento, senza interromperlo precocemente né prolungarlo autonomamente, è altrettanto importante. In caso di recidive frequenti di mal di gola, il medico valuterà se siano necessari ulteriori accertamenti o strategie specifiche, evitando interventi drastici non giustificati, come la rimozione delle tonsille solo per ridurre il numero di episodi.

Infine, mantenere uno stile di vita sano può aiutare il sistema immunitario a rispondere meglio alle infezioni, pur non potendo evitare del tutto il rischio di contrarre uno streptococco. Un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura, un adeguato riposo notturno, l’attività fisica regolare e l’astensione dal fumo di sigaretta (attivo e passivo) sono tutti fattori che contribuiscono al benessere delle vie respiratorie. Nei bambini, l’educazione precoce a corrette abitudini igieniche, come lavarsi le mani prima di mangiare e dopo aver usato il bagno, rappresenta un investimento importante per ridurre la diffusione di molte infezioni, non solo del mal di gola da streptococco.

Quando Consultare un Medico

Non tutti i mal di gola richiedono una visita medica urgente, ma è importante sapere quando è prudente rivolgersi al proprio medico di famiglia, al pediatra o, nei casi più seri, a un pronto soccorso. In generale, è consigliabile consultare un professionista sanitario se il mal di gola è molto intenso, dura più di qualche giorno senza migliorare, o è associato a febbre alta persistente (ad esempio oltre 38–38,5 °C) che non risponde adeguatamente ai comuni antipiretici. Anche la difficoltà marcata a deglutire, la sensazione di “nodo in gola” o di ostruzione, la comparsa di voce ovattata o di dolore molto intenso da un solo lato della gola possono essere segnali che meritano una valutazione più approfondita.

Nei bambini piccoli, nei soggetti con malattie croniche (come cardiopatie, diabete, immunodeficienze) o nelle donne in gravidanza, la soglia per chiedere un parere medico dovrebbe essere più bassa, perché il rischio di complicanze o di decorso atipico può essere maggiore. È opportuno contattare il pediatra se il bambino appare particolarmente abbattuto, rifiuta di bere o mangiare, presenta difficoltà respiratorie, eruzione cutanea diffusa, dolore addominale intenso o vomito ripetuto associati al mal di gola. In presenza di segni di disidratazione (poca urina, bocca molto secca, pianto senza lacrime) o di peggioramento rapido del quadro clinico, è indicato rivolgersi tempestivamente a un servizio di emergenza.

Alcuni sintomi rappresentano veri e propri campanelli d’allarme che richiedono un intervento immediato: difficoltà a respirare, respiro rumoroso o sibilante, impossibilità a deglutire anche la saliva con scialorrea evidente, rigidità del collo, stato confusionale, sonnolenza marcata o comparsa di dolore toracico. In questi casi è necessario chiamare il numero di emergenza o recarsi subito al pronto soccorso, poiché potrebbero essere in gioco complicanze gravi, come un ascesso peritonsillare, una diffusione dell’infezione ai tessuti circostanti o, molto più raramente, forme invasive di malattia da streptococco.

È bene ricordare che questa guida ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce in alcun modo il parere del medico. Ogni situazione clinica è unica e richiede una valutazione personalizzata, che tenga conto non solo dei sintomi ma anche della storia del paziente, delle eventuali patologie concomitanti e dei farmaci assunti. In caso di dubbi, soprattutto se i sintomi sono intensi, persistenti o inusuali, è sempre preferibile chiedere un consulto, piuttosto che ricorrere all’automedicazione o a informazioni reperite casualmente in rete.

In sintesi, capire se un mal di gola è dovuto allo streptococco richiede l’integrazione di diversi elementi: l’osservazione attenta dei sintomi, la valutazione clinica da parte di un professionista e, quando indicato, l’esecuzione di test diagnostici specifici. Riconoscere i quadri che meritano un approfondimento, evitare l’uso improprio di antibiotici e adottare semplici misure di prevenzione sono passi fondamentali per proteggere la propria salute e quella della comunità. In presenza di dubbi o di segni di allarme, rivolgersi al medico o al pediatra rimane sempre la scelta più sicura e appropriata.

Per approfondire

Ministero della Salute – Malattie da streptococco di gruppo A Scheda aggiornata sulle infezioni da streptococco di gruppo A, con informazioni su trasmissione, sintomi, diagnosi, terapia e prevenzione, utile per contestualizzare il mal di gola streptococcico.

CDC – Clinical Guidance for Group A Streptococcal Pharyngitis Linea guida clinica aggiornata per i professionisti sanitari sulla gestione della faringite da streptococco, con indicazioni su test diagnostici e trattamento antibiotico.

IDSA – Clinical Practice Guideline on Group A Streptococcal Pharyngitis Documento di riferimento internazionale che aggiorna le raccomandazioni su diagnosi e gestione della faringite streptococcica negli adulti e nei bambini.

OMS – Test antigenici rapidi per la faringite da streptococco Sintesi delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’uso dei test antigenici rapidi per migliorare la diagnosi e ridurre l’uso inappropriato di antibiotici.

AIFA – Antibiotici e appropriatezza prescrittiva Approfondimento dell’Agenzia Italiana del Farmaco sull’uso corretto degli antibiotici nelle infezioni respiratorie, con dati e riflessioni utili anche per il mal di gola da streptococco.