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Laringite e faringite sono tra le cause più comuni di “mal di gola” e raucedine, soprattutto nei mesi freddi o in presenza di sbalzi di temperatura. Pur essendo spesso condizioni benigne e autolimitanti, possono creare notevole fastidio, interferire con il sonno, il lavoro e, nei casi più seri, con la respirazione e la deglutizione. Capire le differenze tra queste due infiammazioni, riconoscere i sintomi tipici e i segnali di allarme, sapere quando rivolgersi al medico e quali trattamenti sono realmente utili è fondamentale per evitare sia allarmismi inutili sia sottovalutazioni pericolose.
Questa guida offre una panoramica completa e basata sulle evidenze su laringite e faringite: dai sintomi alla diagnosi differenziale, dai farmaci più utilizzati (inclusi gli antibiotici e il loro uso appropriato) ai rimedi non farmacologici e alle misure di prevenzione. Le informazioni sono pensate sia per chi desidera orientarsi meglio di fronte a un mal di gola ricorrente, sia per chi, in ambito sanitario, vuole un riepilogo strutturato dei principali aspetti clinici e gestionali.
Sintomi di laringite e faringite
Laringite e faringite indicano l’infiammazione di due distretti diversi delle vie aeree superiori: la laringe, dove si trovano le corde vocali, e la faringe, il “corridoio” che collega naso e bocca all’esofago e alla laringe. Questa distinzione anatomica si riflette in sintomi in parte sovrapponibili, in parte specifici. Nella laringite acuta il sintomo cardine è la disfonia, cioè l’alterazione della voce, che può diventare roca, spezzata o addirittura scomparire (afonia). Spesso si associa una tosse secca, stizzosa, e una sensazione di bruciore o corpo estraneo in gola. Nella faringite, invece, prevale il mal di gola vero e proprio, con dolore alla deglutizione (odinofagia), talvolta irradiato alle orecchie, e una sensazione di gola “rasposa” o gonfia.
Dal punto di vista sistemico, sia laringite sia faringite possono accompagnarsi a sintomi generali come febbre, malessere, dolori muscolari, cefalea, soprattutto quando la causa è virale o batterica. Nelle forme virali, molto frequenti, il quadro è spesso associato a raffreddore, naso che cola, tosse, congiuntivite e voce lievemente alterata. Nelle faringiti batteriche, in particolare quelle da Streptococcus beta-emolitico di gruppo A, il dolore può essere più intenso, la febbre più alta e improvvisa, con possibile presenza di placche biancastre sulle tonsille, alitosi e ingrossamento dei linfonodi del collo. È importante ricordare che la sola intensità del dolore non basta a distinguere con certezza l’origine virale da quella batterica.
Alcuni sintomi orientano più specificamente verso la laringite. Oltre alla raucedine marcata, il paziente può riferire affaticamento vocale dopo aver parlato a lungo, sensazione di “voce che non esce” e tosse secca persistente, spesso peggiorata in ambienti secchi o fumosi. Nei bambini, la laringite acuta può manifestarsi con tosse “abbaiante” e stridore inspiratorio (un fischio acuto quando il bambino inspira), tipici del cosiddetto “croup”. Negli adulti, soprattutto fumatori o persone che usano molto la voce per lavoro (insegnanti, cantanti, operatori di call center), la laringite può diventare cronica, con raucedine che dura settimane o mesi, sensazione di gola irritata e necessità di schiarirsi spesso la voce.
Nella faringite, invece, il sintomo dominante è il dolore localizzato alla gola, che peggiora con la deglutizione di cibi solidi e, talvolta, anche di liquidi. Il paziente può descrivere una sensazione di “lame” o “fuoco” in gola, con difficoltà a mangiare e bere. Spesso si osservano arrossamento diffuso della mucosa faringea, tonsille ingrossate e, nelle forme batteriche, essudato biancastro o giallastro. Possono essere presenti linfonodi laterocervicali dolenti al tatto, alitosi e, nei bambini, dolore addominale e nausea. Nelle forme virali, il mal di gola tende a migliorare spontaneamente in pochi giorni; nelle forme batteriche non trattate, invece, può persistere più a lungo e associarsi a complicanze locali o sistemiche.
Riconoscere i sintomi di allarme è cruciale per decidere quando è necessario un intervento medico urgente. Segnali come difficoltà respiratoria, respiro rumoroso (stridore), salivazione eccessiva con difficoltà a deglutire la saliva (scialorrea), impossibilità a bere, voce “ovattata” o “a patata calda”, dolore molto intenso localizzato a un solo lato della gola, rigidità del collo, febbre alta persistente o peggioramento rapido del quadro richiedono una valutazione immediata in pronto soccorso. Nei bambini piccoli, particolare attenzione va posta a respiro affannoso, agitazione o sonnolenza marcata, colorito bluastro delle labbra o del viso, che possono indicare un’ostruzione delle vie aeree superiore potenzialmente grave.
Diagnosi differenziale
La diagnosi differenziale tra laringite e faringite, e tra le diverse cause di mal di gola, si basa innanzitutto su un’accurata anamnesi e su un esame obiettivo completo delle vie aeree superiori. Il medico raccoglie informazioni su esordio e durata dei sintomi, presenza di febbre, contatti con persone malate, eventuali fattori irritativi (fumo, sostanze chimiche, reflusso gastroesofageo), uso professionale della voce e patologie concomitanti. L’osservazione diretta della gola con una fonte luminosa permette di valutare il grado di arrossamento, l’eventuale presenza di essudato tonsillare, la dimensione delle tonsille, la presenza di vescicole o ulcerazioni e lo stato della mucosa faringea. La palpazione del collo consente di rilevare linfonodi ingrossati e dolenti, che orientano verso un processo infettivo in atto.
Un aspetto centrale della diagnosi differenziale è distinguere le faringiti virali da quelle batteriche, in particolare da quelle sostenute dallo Streptococcus di gruppo A, per le implicazioni terapeutiche e il rischio di complicanze. Poiché i sintomi clinici da soli non sono sufficientemente affidabili, in molti contesti si utilizzano punteggi clinici (come i criteri di Centor modificati) che combinano segni e sintomi – febbre, assenza di tosse, essudato tonsillare, linfonodi cervicali anteriori dolenti, età del paziente – per stimare la probabilità di infezione streptococcica e decidere se eseguire un test rapido o una coltura faringea. I test rapidi per lo streptococco, eseguiti su un tampone faringeo, forniscono un risultato in pochi minuti e, se positivi, supportano l’indicazione a una terapia antibiotica mirata.
Oltre alla faringite streptococcica, il medico deve considerare altre condizioni che possono presentarsi con mal di gola. La mononucleosi infettiva, causata dal virus di Epstein-Barr, si manifesta spesso con faringotonsillite importante, febbre prolungata, linfonodi diffusi e marcata stanchezza; la diagnosi si basa su esami del sangue specifici. L’epiglottite, oggi rara grazie alle vaccinazioni ma ancora possibile, è un’emergenza caratterizzata da febbre alta, dolore intenso, difficoltà respiratoria e impossibilità a deglutire, con rischio di ostruzione acuta delle vie aeree. Il reflusso gastroesofageo e il reflusso laringofaringeo possono causare mal di gola cronico, tosse secca, sensazione di nodo in gola e raucedine, spesso peggiori al mattino o dopo i pasti. Anche le allergie respiratorie e l’esposizione a sostanze irritanti (fumo, inquinanti, vapori chimici) possono determinare infiammazione cronica di faringe e laringe.
Per quanto riguarda la laringite, la diagnosi differenziale include condizioni come noduli o polipi delle corde vocali, paralisi cordale, lesioni precancerose o neoplastiche della laringe, soprattutto in soggetti fumatori di lunga data o forti bevitori di alcol. In presenza di raucedine che persiste oltre 2–3 settimane, senza una causa infettiva evidente, è indicata una valutazione otorinolaringoiatrica con laringoscopia (esame che permette di visualizzare direttamente le corde vocali e la laringe tramite uno strumento a fibre ottiche). Questo esame è fondamentale per escludere patologie strutturali e per valutare l’eventuale presenza di edema, lesioni o alterazioni della motilità cordale. Nei casi di sospetta laringite cronica da reflusso, possono essere richiesti ulteriori accertamenti gastroenterologici.
Infine, la diagnosi differenziale deve considerare anche quadri come l’ascesso peritonsillare, che si manifesta con dolore intenso monolaterale, difficoltà ad aprire la bocca (trisma), voce ovattata e deviazione dell’ugola, richiedendo spesso un trattamento chirurgico urgente. Nei pazienti immunodepressi o con comorbidità importanti, infezioni opportunistiche o micotiche possono interessare la mucosa faringea e laringea, con quadri atipici che necessitano di valutazioni specialistiche e indagini mirate. In tutti i casi, la decisione su quali esami eseguire – test rapidi, tampone faringeo, esami del sangue, imaging – dipende dal quadro clinico complessivo, dall’età del paziente e dal sospetto diagnostico principale, con l’obiettivo di identificare le forme che richiedono un trattamento specifico e di evitare esami e terapie inutili.
Trattamenti farmacologici
La gestione farmacologica di laringite e faringite dipende dalla causa sottostante, dalla gravità dei sintomi e dalle condizioni generali del paziente. Nella maggior parte dei casi, soprattutto quando l’origine è virale, il trattamento è sintomatico e mirato ad alleviare dolore, infiammazione e febbre, in attesa della guarigione spontanea. Farmaci come paracetamolo e FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) sono comunemente utilizzati per ridurre il mal di gola e la febbre, sempre rispettando le dosi e le controindicazioni riportate nel foglietto illustrativo e le eventuali indicazioni del medico. Preparazioni locali – spray, collutori, pastiglie da sciogliere in bocca – possono contenere anestetici locali, antisettici o sostanze lenitive che offrono un sollievo temporaneo, pur non modificando in modo sostanziale la durata dell’infezione.
Gli antibiotici trovano indicazione solo quando vi è un fondato sospetto o una conferma di infezione batterica, in particolare da Streptococcus di gruppo A nel caso della faringite. L’uso inappropriato di antibiotici in forme virali, che rappresentano la maggioranza dei casi, non solo è inutile, ma contribuisce allo sviluppo di resistenze batteriche e può esporre il paziente a effetti indesiderati evitabili. Le linee guida internazionali indicano generalmente la penicillina o l’amoxicillina come farmaci di prima scelta per la faringite streptococcica, salvo allergie o controindicazioni specifiche; in caso di allergia, possono essere considerati altri antibiotici, secondo valutazione medica. È essenziale non iniziare né interrompere autonomamente una terapia antibiotica: la scelta del principio attivo, della dose e della durata deve essere sempre affidata al medico, sulla base del quadro clinico e degli eventuali risultati dei test diagnostici.
Nel contesto delle infezioni delle vie respiratorie superiori, alcuni antibiotici ad ampio spettro, come i fluorochinoloni (classe a cui appartiene il principio attivo ciprofloxacina, presente in medicinali come Ciproxin), sono generalmente riservati a situazioni specifiche e non rappresentano la prima scelta per una comune faringite o laringite non complicata. I fluorochinoloni sono infatti associati a un profilo di effetti indesiderati potenzialmente importanti e il loro impiego è regolato da raccomandazioni stringenti, che ne limitano l’uso a casi in cui altri antibiotici più sicuri non siano appropriati o efficaci. Per questo motivo, l’eventuale prescrizione di tali farmaci deve essere attentamente valutata dal medico, tenendo conto delle linee guida aggiornate, delle caratteristiche del paziente e del rischio di resistenze. È fondamentale evitare l’automedicazione con antibiotici avanzati o residui di vecchie terapie.
Per la laringite acuta non complicata, il trattamento farmacologico è quasi sempre sintomatico: analgesici, antinfiammatori, talvolta mucolitici se è presente catarro, e, nei bambini con laringite subglottica (croup) moderata o grave, corticosteroidi sistemici secondo protocolli specialistici. Nei casi di laringite cronica, la terapia si concentra sulla rimozione dei fattori irritativi (sospensione del fumo, trattamento del reflusso, igiene vocale) e, se necessario, sull’uso di farmaci anti-reflusso o di terapie inalatorie prescritte dall’otorinolaringoiatra o dallo pneumologo. In alcune situazioni, la logopedia e la riabilitazione vocale rappresentano un complemento importante alla terapia farmacologica, soprattutto nei professionisti della voce.
Un capitolo a parte riguarda l’uso di corticosteroidi e decongestionanti. I corticosteroidi sistemici possono essere indicati in alcune forme di laringite con edema significativo delle vie aeree, in quadri allergici severi o in specifiche condizioni valutate dallo specialista, ma non sono raccomandati di routine per il semplice mal di gola. I decongestionanti nasali, se utilizzati, dovrebbero essere limitati a brevi periodi per ridurre il rischio di effetti collaterali locali e sistemici. Anche i prodotti da banco non sono privi di rischi: è importante leggere attentamente le avvertenze, evitare associazioni inutili e consultare il medico o il farmacista in caso di dubbi, gravidanza, allattamento, patologie croniche o assunzione di altri farmaci. In ogni caso, la terapia farmacologica deve essere inserita in un approccio globale che includa misure non farmacologiche e, quando necessario, un adeguato follow-up clinico.
Rimedi naturali e prevenzione
Accanto ai farmaci, numerosi rimedi non farmacologici possono contribuire ad alleviare i sintomi di laringite e faringite e a favorire una guarigione più confortevole. L’idratazione è uno dei pilastri: bere acqua a piccoli sorsi, tisane non troppo calde, brodi e liquidi chiari aiuta a mantenere umide le mucose, fluidificare le secrezioni e ridurre la sensazione di bruciore in gola. L’aria dell’ambiente dovrebbe essere sufficientemente umidificata, soprattutto in inverno quando il riscaldamento tende a seccare l’aria domestica: l’uso di umidificatori, vaschette d’acqua sui termosifoni o semplicemente l’abitudine di arieggiare spesso i locali può essere utile. Evitare fumo di sigaretta, vapori irritanti e sbalzi termici bruschi è fondamentale per non aggravare l’infiammazione.
Nel caso della laringite, il riposo vocale rappresenta una misura chiave: parlare il meno possibile, evitare di sforzare la voce, non urlare e non sussurrare (il sussurro, paradossalmente, può affaticare ulteriormente le corde vocali) permette ai tessuti infiammati di recuperare più rapidamente. Per chi utilizza la voce per lavoro, può essere utile programmare pause vocali durante la giornata e, in caso di laringiti ricorrenti, valutare con uno specialista un percorso di igiene vocale e, se indicato, di logopedia. Anche la postura e la respirazione influenzano l’uso della voce: imparare a respirare correttamente e a proiettare la voce senza sforzo può ridurre il rischio di sovraccarico laringeo.
Molti rimedi “della nonna” – come miele sciolto in bevande tiepide, gargarismi con soluzioni saline o infusi di erbe lenitive – possono offrire un sollievo soggettivo, pur non sostituendo i trattamenti medici quando necessari. Il miele, ad esempio, ha proprietà emollienti e può calmare la tosse secca, ma non va somministrato ai bambini sotto l’anno di età per il rischio di botulismo infantile. I gargarismi con acqua tiepida e sale possono aiutare a ridurre temporaneamente il fastidio in gola, ma è importante non esagerare con le concentrazioni saline per evitare irritazioni. L’uso di integratori a base di vitamine, zinco o prodotti fitoterapici dovrebbe essere valutato con prudenza, poiché le evidenze scientifiche sulla loro efficacia specifica in laringite e faringite sono spesso limitate o contrastanti, e non sono privi di potenziali interazioni con altri farmaci.
La prevenzione di laringite e faringite passa soprattutto attraverso misure generali di igiene e stili di vita sani. Lavarsi frequentemente le mani, evitare di condividere posate, bicchieri o spazzolini da denti, coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, aerare regolarmente gli ambienti chiusi riduce la circolazione dei virus respiratori. Mantenere un buon stato di salute generale, con alimentazione equilibrata, attività fisica regolare e sonno adeguato, supporta il sistema immunitario. Nei bambini e negli adulti con infezioni ricorrenti, è importante valutare con il pediatra o il medico di famiglia eventuali fattori predisponenti, come allergie non controllate, ipertrofia tonsillare significativa, esposizione passiva al fumo o condizioni che riducono le difese immunitarie.
Un aspetto cruciale della prevenzione è l’uso appropriato degli antibiotici. Evitare di richiedere o assumere antibiotici per ogni mal di gola, attenersi alle indicazioni del medico e completare le terapie prescritte quando realmente necessarie contribuisce a ridurre la diffusione di batteri resistenti, che rappresentano una minaccia crescente per la salute pubblica. Informarsi sulle raccomandazioni aggiornate, soprattutto in età pediatrica, aiuta genitori e caregiver a gestire con maggiore serenità le infezioni respiratorie comuni, sapendo quando è sufficiente una terapia sintomatica e quando, invece, è opportuno approfondire con test diagnostici e valutazioni specialistiche. In presenza di sintomi atipici, molto intensi o persistenti, o di fattori di rischio particolari, è sempre consigliabile rivolgersi al medico per una valutazione personalizzata e per escludere condizioni che richiedono interventi specifici.
In sintesi, laringite e faringite sono condizioni frequenti che, nella maggior parte dei casi, si risolvono senza conseguenze con adeguato riposo, idratazione, misure di igiene e, quando necessario, terapia sintomatica. Riconoscere i sintomi tipici, distinguere i quadri che possono beneficiare di un trattamento antibiotico mirato e prestare attenzione ai segnali di allarme consente di gestire il mal di gola in modo più consapevole e sicuro. La collaborazione tra pazienti, famiglie, medici di medicina generale, pediatri e specialisti otorinolaringoiatri è fondamentale per garantire un uso appropriato dei farmaci, prevenire complicanze e promuovere comportamenti che proteggano la salute delle vie aeree superiori nel lungo periodo.
Per approfondire
Pharyngitis – StatPearls (NIH) Sintesi aggiornata in lingua inglese su cause, sintomi, diagnosi differenziale e gestione della faringite, utile come riferimento per professionisti sanitari.
Faringotonsillite e otite media acuta in età pediatrica – Epicentro ISS Panoramica sulle linee guida regionali per la gestione delle infezioni respiratorie pediatriche, con particolare attenzione all’uso appropriato degli antibiotici.
Faringotonsillite e otite media acuta – Progetto ProBA (Epicentro ISS) Documento istituzionale che descrive strategie per migliorare la prescrizione di antibiotici nelle infezioni respiratorie comuni nei bambini.
Pharyngitis: Approach to diagnosis and treatment – PubMed Review clinica che illustra un approccio strutturato alla diagnosi e al trattamento della faringite, con focus su test rapidi e indicazioni alla terapia antibiotica.
Pharyngitis – PubMed Articolo di revisione che riassume epidemiologia, eziologia e opzioni terapeutiche del mal di gola, sottolineando il ruolo dei FANS e della penicillina nelle forme streptococciche.
