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La tosse è uno dei sintomi più comuni in assoluto: può comparire in corso di un semplice raffreddore, di un’influenza stagionale, di allergie respiratorie, ma anche essere il campanello d’allarme di patologie più serie a carico dei polmoni, del cuore o di altri organi. Per questo motivo, prima di chiedersi “come far passare la tosse?”, è fondamentale capire che la tosse non è una malattia in sé, ma un meccanismo di difesa con cui l’organismo cerca di liberare le vie respiratorie da muco, corpi estranei o sostanze irritanti. Solo partendo da questa consapevolezza è possibile scegliere rimedi e comportamenti davvero utili e, soprattutto, sicuri.
In questa guida analizzeremo in modo sistematico le principali cause della tosse, i rimedi naturali che possono dare sollievo nei casi lievi, i farmaci da banco più utilizzati e, soprattutto, i segnali che devono spingere a consultare il medico senza ritardi. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono in alcun modo il parere del proprio curante: ogni tosse che dura a lungo, peggiora o si associa a sintomi importanti richiede sempre una valutazione clinica personalizzata, soprattutto nei bambini piccoli, negli anziani, nelle persone con malattie croniche respiratorie o cardiache e nei fumatori di lunga data.
Cause della tosse
Per capire come far passare la tosse è indispensabile partire dalle sue cause più frequenti. Nella maggior parte dei casi, soprattutto nei mesi freddi, la tosse è legata a infezioni virali delle vie respiratorie superiori, come raffreddore, rinite, faringite e laringite, oppure a bronchiti acute. In queste situazioni il virus irrita le mucose e stimola la produzione di muco: la tosse, spesso inizialmente secca e poi più grassa, serve a espellere queste secrezioni. Altre volte la tosse è espressione di infezioni batteriche, come la polmonite o la pertosse, che richiedono un inquadramento medico e, talvolta, una terapia antibiotica mirata. Non bisogna dimenticare che anche l’influenza e le infezioni da virus respiratori emergenti possono manifestarsi con tosse persistente, febbre e malessere generale.
Un altro grande capitolo è rappresentato dalle cause croniche. La tosse che dura più di otto settimane nell’adulto viene definita “tosse cronica” e può essere legata a patologie come l’asma bronchiale, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), la bronchite cronica del fumatore, la fibrosi polmonare o altre malattie interstiziali. In questi casi la tosse è spesso associata a respiro sibilante, fiato corto sotto sforzo, senso di costrizione toracica o produzione cronica di catarro. Anche alcune malattie cardiache, come lo scompenso cardiaco, possono causare tosse, soprattutto notturna, per accumulo di liquidi nei polmoni. È evidente che, in presenza di questi quadri, i rimedi “fai da te” non sono sufficienti e occorre una valutazione specialistica.
Esistono poi cause meno intuitive ma molto frequenti di tosse persistente, come il reflusso gastroesofageo e la cosiddetta sindrome da gocciolamento retronasale (post-nasal drip). Nel reflusso, il contenuto acido dello stomaco risale verso l’esofago e può raggiungere la gola e le vie aeree superiori, irritandole e scatenando tosse secca, soprattutto dopo i pasti o in posizione sdraiata. Nella sindrome da gocciolamento retronasale, invece, il muco prodotto in eccesso da naso e seni paranasali scende verso la gola, stimolando continuamente i recettori della tosse. Allergie respiratorie, riniti croniche e sinusiti sono spesso alla base di questo meccanismo, che può essere sottovalutato perché non sempre accompagnato da sintomi nasali evidenti.
Non bisogna infine dimenticare le cause iatrogene, cioè legate a farmaci, e i fattori ambientali. Alcuni medicinali, in particolare una classe di antipertensivi chiamati ACE-inibitori, possono provocare una tosse secca e insistente che compare dopo l’inizio della terapia e si risolve sospendendo o sostituendo il farmaco, sempre sotto controllo medico. Sul versante ambientale, l’esposizione cronica a fumo di sigaretta, inquinanti atmosferici, polveri, sostanze chimiche irritanti sul luogo di lavoro o in casa può mantenere una tosse continua e danneggiare progressivamente le vie respiratorie. Anche l’aria troppo secca o troppo fredda può peggiorare una tosse preesistente. Identificare e, quando possibile, rimuovere questi fattori è un passo fondamentale per ottenere un miglioramento duraturo.
Rimedi naturali
Quando la tosse è legata a infezioni virali lievi o a irritazioni passeggere delle vie respiratorie, molti pazienti cercano rimedi naturali per alleviare il disturbo, soprattutto se desiderano limitare l’uso di farmaci. Il primo e più importante intervento non farmacologico è l’idratazione: bere acqua in abbondanza, tisane tiepide, brodi vegetali o di carne aiuta a fluidificare le secrezioni bronchiali, rendendo il muco meno denso e più facile da eliminare con la tosse. Le bevande calde possono inoltre dare un sollievo immediato alla gola irritata, riducendo la sensazione di secchezza e bruciore. È però opportuno evitare bevande troppo zuccherate o molto acide, che in alcune persone possono peggiorare il reflusso gastroesofageo e, di conseguenza, la tosse.
Un altro rimedio naturale molto utilizzato è il miele, che possiede proprietà emollienti e leggermente antibatteriche. Assunto puro a cucchiaini o sciolto in una bevanda calda (non bollente), il miele può ridurre la frequenza e l’intensità della tosse, soprattutto notturna, in adulti e bambini sopra l’anno di età. Studi clinici hanno mostrato che, in alcuni casi, il miele può essere paragonabile o superiore a certi sciroppi da banco nel migliorare la qualità del sonno dei bambini con tosse da infezione delle vie aeree superiori. È però fondamentale ricordare che il miele è controindicato nei bambini di età inferiore a 12 mesi per il rischio, seppur raro, di botulismo infantile, e che non sostituisce in alcun modo una terapia medica quando necessaria.
Le inalazioni di vapore rappresentano un altro approccio tradizionale per dare sollievo alla tosse produttiva, favorendo la fluidificazione del muco e la sua eliminazione. Si possono effettuare semplicemente respirando vapore acqueo caldo in bagno, durante una doccia calda, oppure utilizzando un contenitore con acqua calda (non bollente) e un asciugamano sulla testa, facendo attenzione a non scottarsi. Alcune persone aggiungono oli essenziali balsamici, come eucalipto o mentolo, ma è bene essere prudenti: gli oli essenziali possono irritare le mucose, scatenare crisi asmatiche o reazioni allergiche, soprattutto nei bambini piccoli, e non sono raccomandati in età pediatrica senza indicazione del pediatra. L’uso di umidificatori in camera da letto può aiutare se l’aria è molto secca, ma va associato a una corretta manutenzione per evitare la proliferazione di muffe e batteri.
Tra i rimedi naturali rientrano anche alcune piante medicinali tradizionalmente impiegate per la tosse, come la malva, l’altea, il timo, la liquirizia e la piantaggine. Queste piante contengono sostanze con azione emolliente, espettorante o leggermente antinfiammatoria sulle mucose respiratorie e sono spesso presenti in tisane, sciroppi fitoterapici o pastiglie da sciogliere in bocca. Tuttavia, “naturale” non significa automaticamente “sicuro”: alcune erbe possono interagire con farmaci di uso comune, aumentare la pressione arteriosa, influenzare la coagulazione del sangue o essere controindicate in gravidanza, allattamento o in presenza di specifiche patologie. Prima di assumere prodotti erboristici, soprattutto se si seguono terapie croniche o si appartiene a categorie fragili, è prudente confrontarsi con il medico o il farmacista, evitando il fai da te prolungato.
Farmaci da banco
Quando la tosse diventa particolarmente fastidiosa, molti pazienti si rivolgono ai farmaci da banco, disponibili senza ricetta medica. È importante però sapere che non esiste un “farmaco universale per la tosse”: la scelta del prodotto deve basarsi sul tipo di tosse (secca o produttiva), sulla sua causa probabile e sulle condizioni generali della persona. I sedativi della tosse, o antitussivi, sono indicati nelle forme secche, stizzose, non produttive, che disturbano il sonno o la vita quotidiana e non hanno una funzione utile di eliminazione del muco. Agiscono riducendo la sensibilità del centro della tosse a livello del sistema nervoso centrale o dei recettori periferici. Non dovrebbero essere utilizzati in presenza di abbondante catarro, perché sopprimerebbero un meccanismo di difesa necessario.
Per la tosse produttiva, con catarro, si ricorre più spesso a mucolitici ed espettoranti, che hanno lo scopo di rendere il muco meno viscoso e facilitarne l’espulsione. Questi farmaci non “bloccano” la tosse, ma la rendono più efficace, favorendo una pulizia più rapida delle vie respiratorie. È fondamentale associarli a un’adeguata idratazione, perché l’acqua è un coadiuvante essenziale nella fluidificazione delle secrezioni. Va ricordato che, soprattutto nei bambini piccoli, l’uso di mucolitici è stato ridimensionato in molte linee guida, perché i benefici non sempre superano i potenziali rischi: per questo, in età pediatrica, è opportuno attenersi scrupolosamente alle indicazioni del pediatra e non somministrare farmaci da banco di propria iniziativa, anche se “per bambini”.
Un capitolo a parte riguarda gli sciroppi e le associazioni di più principi attivi, che spesso contengono, oltre a sedativi o mucolitici, anche decongestionanti nasali, antistaminici o analgesici-antipiretici. Questi prodotti “multisintomo” possono essere utili in caso di raffreddore o influenza con tosse, naso chiuso, mal di testa e febbre, ma aumentano il rischio di effetti indesiderati e di sovradosaggio, soprattutto se assunti insieme ad altri farmaci contenenti gli stessi principi attivi. È quindi essenziale leggere con attenzione il foglietto illustrativo, evitare di assumere contemporaneamente più prodotti per il raffreddore o la tosse senza il parere del medico e informare sempre il farmacista delle terapie in corso, in modo da ridurre il rischio di interazioni.
Infine, è importante sottolineare che gli antibiotici non sono farmaci da banco e non devono mai essere utilizzati di propria iniziativa per “far passare la tosse”. Nella maggior parte dei casi, la tosse acuta è di origine virale e non trae alcun beneficio dagli antibiotici, che in questi contesti espongono solo a effetti collaterali e contribuiscono al problema globale dell’antibiotico-resistenza. Gli antibiotici sono indicati solo quando il medico sospetta o conferma un’infezione batterica, come una polmonite o una bronchite batterica, e la scelta del principio attivo, della dose e della durata della terapia deve essere personalizzata. Anche i cortisonici sistemici o inalatori, spesso percepiti come “farmaci forti che fanno passare tutto”, vanno usati solo su indicazione medica, in quadri specifici come l’asma o le riacutizzazioni di BPCO, e non come rimedio generico per qualsiasi tosse.
Quando consultare un medico
Capire quando è il caso di consultare un medico per la tosse è fondamentale per evitare sia allarmismi inutili sia pericolosi ritardi diagnostici. In generale, una tosse acuta legata a un raffreddore o a un’influenza tende a migliorare nell’arco di 7–10 giorni, anche se una certa irritazione residua può persistere per qualche settimana. Se la tosse dura più di tre-quattro settimane senza segni di miglioramento, o se dopo un apparente miglioramento ricompare più intensa, è opportuno rivolgersi al medico di famiglia per una valutazione. Allo stesso modo, una tosse che si associa a febbre alta persistente, brividi, dolore toracico, difficoltà respiratoria, respiro affannoso o accelerato richiede un consulto tempestivo, perché potrebbe essere il segno di una polmonite o di altre complicanze respiratorie.
Esistono poi alcuni segnali di allarme che non vanno mai sottovalutati. La presenza di sangue nell’espettorato (emottisi), anche in piccole quantità, deve sempre essere riferita al medico e, in molti casi, richiede accertamenti urgenti. Una tosse cronica in un fumatore di lunga data, soprattutto se associata a calo di peso non intenzionale, stanchezza marcata, dolore toracico o cambiamento del timbro della voce, può essere un campanello d’allarme per patologie serie, incluso il tumore del polmone, e non va mai attribuita automaticamente alla “solita bronchite”. Anche una tosse che compare o peggiora in modo significativo durante l’attività fisica, o che si accompagna a gonfiore alle gambe e respiro corto da sdraiati, può essere espressione di problemi cardiaci e merita una valutazione specialistica.
Nei bambini, soprattutto sotto i 2 anni, la soglia di attenzione deve essere ancora più alta. Una tosse che impedisce al bambino di dormire, mangiare o bere, che si associa a respiro rumoroso, rientramenti delle costole durante l’inspirazione, colorito bluastro delle labbra o del viso, febbre alta o sonnolenza eccessiva richiede un contatto immediato con il pediatra o il ricorso al pronto soccorso. Anche nei lattanti, una tosse improvvisa e violenta durante il pasto o il gioco può far sospettare l’inalazione di un corpo estraneo nelle vie respiratorie, situazione che rappresenta un’emergenza. È importante che i genitori non somministrino sedativi della tosse o altri farmaci da banco ai bambini piccoli senza indicazione del pediatra, perché il rischio di effetti indesiderati è maggiore rispetto agli adulti.
Infine, è consigliabile consultare il medico ogni volta che la tosse si associa a un peggioramento di una malattia cronica preesistente, come asma, BPCO, insufficienza cardiaca o diabete, oppure quando compaiono effetti indesiderati dopo l’inizio di un nuovo farmaco, come nel caso della tosse secca da ACE-inibitori. Il medico potrà valutare la necessità di esami di approfondimento (radiografia del torace, spirometria, test allergologici, esami del sangue) e impostare un percorso diagnostico-terapeutico adeguato. In sintesi, la regola generale è non sottovalutare una tosse che cambia caratteristiche, che dura a lungo o che si accompagna a sintomi sistemici importanti: intervenire precocemente permette spesso di trattare la causa in modo più efficace e di prevenire complicanze.
In conclusione, per far passare la tosse in modo efficace e sicuro è essenziale comprenderne la natura e la causa probabile, distinguendo le forme lievi e autolimitanti, che possono beneficiare di semplici misure di supporto e di alcuni rimedi naturali, dalle situazioni che richiedono un inquadramento medico e, talvolta, una terapia farmacologica mirata. L’uso consapevole dei farmaci da banco, l’attenzione ai fattori ambientali e allo stile di vita, insieme alla capacità di riconoscere i segnali di allarme, rappresentano gli strumenti principali per gestire questo sintomo così comune senza correre rischi inutili. In caso di dubbi, di tosse persistente o di comparsa di sintomi preoccupanti, il riferimento rimane sempre il medico curante o lo specialista pneumologo.
Per approfondire
Ministero della Salute – Malattie respiratorie Panoramica istituzionale aggiornata sulle principali patologie respiratorie, con informazioni su prevenzione, fattori di rischio e sintomi come la tosse, utile per inquadrare il problema nel contesto delle malattie più frequenti.
Istituto Superiore di Sanità – Malattie respiratorie Schede divulgative e tecnico-scientifiche su asma, BPCO, infezioni respiratorie e altri disturbi che possono manifestarsi con tosse acuta o cronica, con dati epidemiologici aggiornati e raccomandazioni generali.
AIFA – Banca dati dei farmaci Consultazione ufficiale delle schede tecniche e dei fogli illustrativi dei medicinali, utile per verificare indicazioni, controindicazioni ed effetti indesiderati dei farmaci per la tosse e delle terapie correlate.
GOLD – Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease Linee guida internazionali sulla BPCO, una delle principali cause di tosse cronica nei fumatori e negli ex fumatori, con raccomandazioni aggiornate su diagnosi, trattamento e prevenzione.
OMS – Malattie respiratorie Sezione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dedicata alle malattie respiratorie, con documenti e materiali informativi su prevenzione, fattori di rischio ambientali e impatto globale di sintomi come la tosse.
