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Polmonite Interstiziale da ipersensibilità

La polmonite interstiziale da ipersensibilità è una reazione immunitaria cellulo-mediata contro antigeni inalati, che si verifica in soggetti sensibili.

I pazienti devono essere sensibilizzati da un’esposizione iniziale, per cui una successiva riesposizione scatena una polmonite interstiziale da ipersensibilità acuta, di solito dopo una breve ma intensa esposizione, o una polmonite interstiziale da ipersensibilità cronica in caso di esposizione persistente.

I pazienti con polmonite interstiziale da ipersensibilità acuta che vanno dal medico hanno una storia di alcuni giorni di difficoltà respiratoria, dolore toracico, febbre, brividi, malessere e una tosse che può essere produttiva di espettorato purulento.

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I pazienti che sono esposti cronicamente a bassi livelli di antigeni per via inalatoria possono sviluppare leggere reazioni infiammatorie interstiziali nel polmone che non comportano sintomi evidenti per mesi o anni e che possono presentarsi con una grave malattia, debilitante, che può risultare molto difficile da distinguere da una Fibrosi Polmonare Idiopatica.

Antigeni organici comuni capaci di scatenare questa patologia, comprendono batteri e funghi, che si possono trovare nel fieno ammuffito (polmone del contadino) o nell’ambiente domestico, soprattutto, in associazione a sistemi di umidificazione centrale (polmone da umidificatore o condizionatore d’aria), vasche per idromassaggio interne e proteine animali (es. polmone dell’allevatore di uccelli).

Anche gli antigeni inorganici di plastiche e vernici vaporizzate sono una causa di polmonite interstiziale da ipersensibilità.

Siccome la relazione causale tra esposizione e malattia polmonare può non essere ovvia, un’attenta e sistematica anamnesi occupazionale, ambientale e amatoriale è di primaria importanza per valutare i pazienti con malattie interstiziali polmonari.

Una diagnosi di malattia polmonare interstiziale da ipersensibilità viene ben suggerita da elementi come l’esposizione ad un antigene idoneo e la corretta relazione temporale dei sintomi con l’esposizione.

Si possono analizzare campioni di sangue per determinare se vi è presenza di una risposta anticorpale a determinati antigeni correlati a polmonite interstiziale da ipersensibilità (precipitine sieriche).

Tuttavia, anche se tali anticorpi sono presenti, non sono sufficienti a stabilire una diagnosi di polmonite interstiziale da ipersensibilità perché molti individui sviluppano anticorpi pur mancando la malattia.

Allo stesso modo, la diagnosi di polmonite interstiziale da ipersensibilità non è esclusa dall’assenza di anticorpi rilevabili perché il colpevole potrebbe essere un antigene che non è stato incluso nelle analisi del sangue.

Terapie specifiche per la polmonite interstiziale da ipersensibilità consistono nel consiglio di evitare accuratamente l’esposizione all’antigene, e l’immunosoppressione con corticosteroidi nei pazienti con malattia sintomatica o con compromissione funzionale.

Nella polmonite interstiziale da ipersensibilità acuta, i corticosteroidi sembrano accelerare il recupero, ma non migliorano la funzione polmonare finale.

Nella polmonite interstiziale da ipersensibilità cronica, i pazienti che mostrano segni di fibrosi alla TC hanno una sopravvivenza di minore durata e non è chiaro se l’immunosoppressione a lungo termine sia utile.

 

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