Chi soffre di artrosi ha diritto alla Legge 104?

Artrosi e Legge 104/1992: requisiti medico-legali, agevolazioni fiscali e lavorative, iter INPS e documentazione utile per il riconoscimento dello stato di handicap

L’artrosi è una delle patologie reumatologiche più diffuse nella popolazione adulta e anziana e può incidere in modo significativo sulla capacità di movimento, sull’autonomia personale e sulla partecipazione sociale. La domanda se chi soffre di artrosi abbia diritto alla Legge 104 è legittima, ma la risposta non è mai “automatica”: l’accesso ai benefici previsti dipende dal grado di compromissione funzionale e dall’impatto concreto della malattia sulla vita quotidiana, lavoro incluso. Comprendere la natura dell’artrosi, le sue manifestazioni e la variabilità clinica è il primo passo per orientarsi correttamente tra i requisiti e le tutele previste dall’ordinamento.

Prima di entrare nel merito degli aspetti giuridico-amministrativi, è utile chiarire cosa sia l’artrosi, in cosa differisca da altre malattie reumatiche e perché, in alcuni casi, possa comportare un handicap riconoscibile. Queste informazioni aiutano sia il paziente sia il clinico a descrivere in modo accurato i limiti funzionali, elemento essenziale nei procedimenti valutativi delle commissioni medico-legali. Nelle sezioni successive verranno approfonditi i requisiti e le agevolazioni della Legge 104, nonché le modalità per presentare domanda e documentazione adeguata.

Cos’è l’artrosi

L’artrosi (o osteoartrosi) è una malattia degenerativa delle articolazioni caratterizzata da deterioramento progressivo della cartilagine, rimodellamento dell’osso subcondrale, formazione di osteofiti e variabile grado di sinovite a bassa intensità. Non è un semplice “consumo” meccanico di una parte del corpo: è una condizione eterogenea, nella quale fattori biomeccanici e biologici interagiscono, alterando l’omeostasi articolare. La cartilagine perde la sua capacità di distribuire i carichi e di ridurre l’attrito; l’osso sottostante si ispessisce e compaiono microlesioni; la membrana sinoviale può infiammarsi lievemente, contribuendo al dolore. Le articolazioni più colpite sono ginocchia, anche, mani e colonna vertebrale, ma qualsiasi articolazione sinoviale può essere interessata.

Dal punto di vista epidemiologico, l’artrosi aumenta con l’età ed è più frequente nelle donne, specie dopo la menopausa. Sovrappeso e obesità rappresentano importanti fattori di rischio per l’artrosi di ginocchia e anche, così come i lavori o gli sport che comportano carichi ripetuti o posture forzate. Tra le altre condizioni predisponenti rientrano la familiarità, i pregressi traumi articolari, i difetti di allineamento, alcune alterazioni metaboliche e la sarcopenia. È essenziale distinguere l’artrosi dalle artriti infiammatorie (come l’artrite reumatoide), che hanno meccanismi patogenetici, evoluzione e impatto funzionale differenti; per queste ultime, i profili assistenziali e previdenziali possono seguire percorsi specifici, inclusi quelli relativi alla pensione di invalidità per artrite reumatoide.

La presentazione clinica dell’artrosi è dominata dal dolore meccanico, cioè un dolore che tipicamente peggiora con il carico e l’uso dell’articolazione e tende a migliorare con il riposo. Spesso si associa a rigidità mattutina di breve durata (in genere inferiore a 30 minuti), scrosci articolari, senso di instabilità e limitazione del movimento. Nelle mani possono comparire noduli ossei a livello delle interfalangee distali e prossimali (noduli di Heberden e di Bouchard), mentre in anca e ginocchio la riduzione del range articolare può tradursi in difficoltà nel camminare, salire le scale, alzarsi da una sedia o mantenere la stazione eretta prolungata. L’intensità dei sintomi varia da lieve e intermittente a severa e quotidiana, con periodi di riacutizzazione in cui l’infiammazione locale aumenta e la funzionalità cala sensibilmente.

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La diagnosi è clinica e si fonda sull’anamnesi, sull’esame obiettivo e, quando necessario, su indagini strumentali. La radiografia convenzionale è l’esame di prima scelta per documentare la riduzione dello spazio articolare, gli osteofiti marginali, la sclerosi subcondrale e le geodi; l’ecografia può evidenziare versamento, sinovite e strutture periarticolari coinvolte, mentre la risonanza magnetica viene riservata a casi selezionati. Gli esami di laboratorio sono in genere nella norma e vengono utilizzati soprattutto per escludere artriti infiammatorie o cristalline. Il differenziale con altre cause di dolore articolare (artrite reumatoide, artrite psoriasica, gotta, tendinopatie, radicolopatie, dolore riferito) è cruciale per impostare il percorso terapeutico corretto e, se necessario, predisporre una documentazione medico-legale coerente con il quadro clinico reale.

L’impatto dell’artrosi sulla qualità di vita è legato non soltanto al dolore, ma anche alla perdita di performance fisica e alla riduzione dell’autonomia. Limitazioni nel cammino, nell’uso delle mani, nel mantenere posizioni statiche o nel compiere movimenti ripetitivi possono interferire con le attività quotidiane, la cura di sé, le responsabilità familiari e il lavoro. Per il clinico, una descrizione funzionale accurata (ad esempio tramite scale validate per dolore, rigidità e funzione o test di performance) è essenziale per monitorare la progressione e l’efficacia degli interventi. Per la persona con artrosi, interventi non farmacologici come educazione, esercizio mirato (rinforzo muscolare, mobilità, equilibrio), riduzione del peso, ausili e ortesi possono ridurre il carico articolare e migliorare l’autonomia; nei casi refrattari, si ricorre a terapie farmacologiche analgesiche/antinfiammatorie, infiltrazioni o chirurgia protesica. Dal punto di vista delle tutele, quanto più documentabile e stabile è la compromissione funzionale, tanto più chiara sarà la valutazione di eventuali diritti in ambito assistenziale.

È importante comprendere che artrosi non significa automaticamente disabilità: molte persone convivono con forme lievi o moderate, con sintomi controllati e un buon livello di attività. Tuttavia, in presenza di dolore persistente, deformità, instabilità e riduzione significativa della mobilità, l’artrosi può generare limitazioni sostanziali e necessità di assistenza, specie se sono interessate articolazioni carico-dipendenti come anca e ginocchio, o se esistono comorbilità che aggravano il quadro (ad esempio obesità, fragilità muscolare, malattie cardiovascolari). L’osservazione longitudinale del decorso, il tracciamento delle riacutizzazioni e la documentazione degli adattamenti necessari nella vita quotidiana (modifiche dell’ambiente domestico, orari flessibili, necessità di accompagnamento) forniscono elementi concreti per valutare la reale incidenza della malattia. Queste informazioni saranno centrali quando si affrontano i requisiti e le procedure della Legge 104, che mirano a riconoscere e sostenere le situazioni in cui la partecipazione sociale e l’autonomia risultano compromesse in modo rilevante.

Requisiti per la Legge 104

La Legge 104/1992 non si basa su percentuali di invalidità, ma sul riconoscimento dello stato di handicap. La valutazione riguarda l’impatto della minorazione sulla partecipazione sociale, scolastica e lavorativa e sull’autonomia personale. Nel caso dell’artrosi, non è sufficiente la diagnosi: occorre che le limitazioni funzionali siano concrete, documentate e con tendenza alla stabilità nel tempo.

Il riconoscimento ai sensi dell’art. 3, comma 1, può essere preso in considerazione quando l’artrosi causa difficoltà significative ma gestibili con adeguati supporti. La connotazione di gravità prevista dall’art. 3, comma 3, è invece valutata quando le limitazioni comportano la necessità di interventi assistenziali permanenti, continuativi o globali, oppure una marcata riduzione dell’autonomia personale e della mobilità nonostante i trattamenti. Quadri caratterizzati da dolore cronico severo, riduzione importante del range articolare, instabilità, uso di ausili per la deambulazione o bisogno di assistenza per attività fondamentali della vita quotidiana possono orientare la commissione verso tale valutazione.

Ai fini del giudizio, la commissione medico-legale considera la sede e l’estensione del coinvolgimento articolare (anca, ginocchio, colonna, mano), la bilateralità, la frequenza delle riacutizzazioni, gli esiti chirurgici (ad esempio protesi articolari), l’aderenza e la risposta ai trattamenti, nonché l’impatto sulle mansioni lavorative. Sono utili relazioni specialistiche aggiornate (reumatologia, ortopedia, fisiatria), referti strumentali, esiti di percorsi riabilitativi, evidenze sull’uso di ortesi e ausili e, quando pertinente, attestazioni del datore di lavoro relative ai carichi e alle posture richieste.

Comorbilità come obesità, fragilità muscolare, patologie cardiovascolari o metaboliche possono amplificare la limitazione funzionale e vengono considerate nel giudizio complessivo. Il riconoscimento di handicap può coesistere con quello di invalidità civile, ma risponde a finalità diverse: la Legge 104 riguarda soprattutto autonomia e partecipazione, mentre l’invalidità civile si concentra sulla capacità lavorativa (o, per i non lavoratori, sulla capacità complessiva). Una documentazione chiara, coerente e longitudinalmente aggiornata facilita una valutazione adeguata.

Agevolazioni previste dalla Legge 104

La Legge 104/1992 prevede una serie di agevolazioni per le persone con disabilità, tra cui coloro che soffrono di artrosi in forma grave. Questi benefici mirano a migliorare la qualità della vita e a facilitare l’integrazione sociale e lavorativa dei soggetti interessati.

Tra le principali agevolazioni fiscali, vi è la detrazione del 19% per le spese sanitarie sostenute per l’acquisto di dispositivi medici e per l’assistenza specialistica. Inoltre, è prevista l’IVA agevolata al 4% per l’acquisto di ausili tecnici e informatici destinati a facilitare l’autonomia del disabile. (associazionemovimentoartrosi.it)

Per quanto riguarda la mobilità, le persone con disabilità possono beneficiare di agevolazioni sull’acquisto di veicoli adattati, tra cui la detrazione del 19% sul costo del veicolo, l’IVA ridotta al 4% e l’esenzione dal pagamento del bollo auto. (invaliditaediritti.it)

In ambito lavorativo, la Legge 104 prevede permessi retribuiti per i lavoratori con disabilità o per i familiari che li assistono. Questi permessi consistono in tre giorni di assenza al mese, frazionabili anche in ore, per assistere il familiare con disabilità grave.

Infine, è possibile accedere a servizi di assistenza domiciliare integrata (ADI), che comprendono visite infermieristiche, fisioterapia e supporto medico a domicilio, al fine di garantire un adeguato supporto sanitario e migliorare la qualità della vita del paziente.

Come richiedere i benefici della Legge 104

Per accedere ai benefici previsti dalla Legge 104, è necessario seguire un iter specifico che prevede la presentazione di una domanda all’INPS e la successiva valutazione da parte di una commissione medica.

Il primo passo consiste nel rivolgersi al proprio medico curante per ottenere un certificato medico introduttivo, che attesti la presenza della patologia e la sua gravità. Questo certificato deve essere inviato telematicamente all’INPS dal medico stesso.

Successivamente, il richiedente deve presentare domanda all’INPS, utilizzando i canali telematici messi a disposizione dall’ente. È possibile avvalersi dell’assistenza di un patronato o di un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) per la compilazione e l’invio della domanda.

Dopo la presentazione della domanda, l’INPS convocherà il richiedente per una visita medica presso la commissione medica competente, che valuterà il grado di invalidità e l’eventuale riconoscimento dello stato di handicap ai sensi della Legge 104.

Una volta ottenuto il riconoscimento, il beneficiario potrà accedere alle agevolazioni previste, presentando la documentazione necessaria agli enti competenti per ciascun beneficio richiesto, come l’Agenzia delle Entrate per le agevolazioni fiscali o il datore di lavoro per i permessi retribuiti.

È importante sottolineare che i tempi di risposta possono variare a seconda della regione e della complessità del caso. Pertanto, è consigliabile avviare la procedura con anticipo e seguire attentamente ogni fase dell’iter per assicurarsi di ottenere i benefici spettanti.

In conclusione, la Legge 104 offre un supporto significativo alle persone affette da artrosi grave, attraverso una serie di agevolazioni fiscali, lavorative e assistenziali. È fondamentale essere informati sui propri diritti e seguire correttamente le procedure per accedere a tali benefici, al fine di migliorare la qualità della vita e favorire l’inclusione sociale e lavorativa.

Per approfondire

INPS – Invalidità civile e handicap: Informazioni dettagliate sulle procedure per il riconoscimento dell’invalidità civile e dello stato di handicap.

Agenzia delle Entrate – Agevolazioni per disabili: Guida alle agevolazioni fiscali previste per le persone con disabilità.

Ministero della Salute – Disabilità: Informazioni sui diritti e le tutele per le persone con disabilità.