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Gli antibiotici e il cortisone sono due categorie di farmaci con meccanismi d’azione molto diversi: i primi contrastano i batteri, i secondi riducono l’infiammazione e la risposta immunitaria locale. Quando si parla di “antibiotici con cortisone”, in genere ci si riferisce a preparazioni combinate che associano un principio attivo antibiotico a un corticosteroide nella stessa formulazione. Queste combinazioni sono diffuse soprattutto per uso locale, ad esempio su pelle, orecchio ed occhi, dove la co-presenza dei due componenti può aiutare a controllare contemporaneamente l’infezione batterica e i sintomi infiammatori come arrossamento, prurito, edema e dolore.
Non tutti gli antibiotici “contengono” cortisone: più correttamente, alcune specialità medicinali uniscono i due principi per un impiego mirato e per periodi limitati. Questa distinzione è importante per evitare fraintendimenti e usi inappropriati. Le combinazioni antibiotico-cortisonico non sono indicate per infezioni virali o fungine e non sostituiscono la valutazione clinica, specie in aree delicate come l’occhio o in presenza di lesioni cutanee estese. Capire come funzionano e in quali situazioni vengono prescritte aiuta a usarle in modo informato e sicuro, riducendo il rischio di effetti indesiderati e di resistenze batteriche.
Introduzione agli antibiotici con cortisone
Con l’espressione “antibiotici con cortisone” si intendono generalmente farmaci in cui un antibiotico e un corticosteroide sono combinati nella stessa formulazione. L’antibiotico agisce selettivamente contro batteri sensibili (per esempio stafilococchi o streptococchi), mentre il corticosteroide attenua l’infiammazione, diminuendo prurito, arrossamento, essudazione e dolore. Il razionale farmacologico della combinazione è duplice: migliorare la rapidità del sollievo sintomatico (grazie allo steroide) e favorire la risoluzione dell’infezione batterica (grazie all’antibiotico), con un’applicazione locale che limita l’esposizione sistemica. È bene chiarire fin da subito che non è l’antibiotico “a contenere” cortisone, ma si tratta di una co-formulazione di due classi diverse di farmaci, ognuna con proprie indicazioni, controindicazioni e avvertenze.
Queste associazioni si incontrano soprattutto in dermatologia (creme, pomate, unguenti, lozioni), otorinolaringoiatria (gocce auricolari) e oftalmologia (colliri e unguenti oftalmici). Le situazioni tipiche includono infezioni batteriche superficiali accompagnate da marcata componente infiammatoria o eczematosa, come alcune forme di dermatiti impetiginizzate, otite esterna con edema del condotto uditivo o congiuntiviti/blefariti batteriche con arrossamento e dolore. L’obiettivo è ottenere, con un unico prodotto, un duplice effetto: controllo dei batteri e riduzione dell’infiammazione locale, favorendo aderenza terapeutica e limitando l’uso di più confezioni. Un esempio noto è rappresentato dalle preparazioni a base di gentamicina con corticosteroide: per informazioni specifiche su un prodotto molto diffuso, vedi se e come Gentalyn Beta contiene cortisone.
Le forme farmaceutiche più comuni con associazione antibiotico-cortisonico sono le creme e le pomate per la cute (dove la scelta tra veicoli più o meno grassi dipende da tipo di lesione e sede), i colliri/unguenti oftalmici per le palpebre e la superficie oculare, e le gocce auricolari per le infezioni del condotto uditivo. Le coppie “tipiche” includono un antibiotico ad ampio spettro (per esempio aminoglicosidi, polimixine o macrolidi topici) e un corticosteroide a potenza variabile (idrocortisone, desametasone, betametasone). La selezione della molecola e della potenza steroidea dipende da sede, intensità dell’infiammazione, rischio di effetti collaterali e profilo dei batteri più probabili. Per una panoramica utile sui prodotti ad uso topico, può essere d’aiuto ripassare quali sono le creme che contengono cortisone.

È essenziale ricordare che l’aggiunta di un corticosteroide non rende “più forte” l’antibiotico, né sostituisce una corretta diagnosi. Al contrario, l’uso inappropriato di steroidi topici può mascherare i segni di infezioni non batteriche (ad esempio virali o fungine), ritardando la diagnosi e complicando il quadro. Inoltre, l’esposizione non necessaria ad antibiotici favorisce selezione di resistenze: per questo, le combinazioni vanno riservate a situazioni in cui la componente infiammatoria è clinicamente rilevante e coesiste un sospetto o una conferma di infezione batterica. In sedi “sensibili”, come l’occhio, occorre particolare prudenza per il rischio di aumento della pressione intraoculare, cataratta o ritardo di guarigione corneale in caso di uso prolungato di corticosteroidi; indicazioni, durata e modalità d’uso vanno sempre commisurate al quadro clinico e alla sede di applicazione.
Quando è indicato l’uso
L’utilizzo di antibiotici associati a corticosteroidi è indicato in situazioni cliniche specifiche, dove l’azione combinata di entrambi i farmaci può apportare benefici terapeutici significativi. Questa combinazione è spesso prescritta per trattare infezioni batteriche accompagnate da una marcata risposta infiammatoria, come nel caso di alcune infezioni respiratorie gravi, otiti medie acute o sinusiti severe.
In ambito dermatologico, creme o unguenti che combinano antibiotici e corticosteroidi sono utilizzati per trattare infezioni cutanee infiammatorie, come la dermatite atopica sovrainfetta o l’eczema infetto. Questi preparati aiutano a ridurre l’infiammazione e a combattere l’infezione batterica simultaneamente.
È fondamentale che l’uso di tali combinazioni sia sempre guidato da un medico, poiché l’associazione di antibiotici e corticosteroidi non è appropriata per tutte le infezioni e può comportare rischi se non utilizzata correttamente. La valutazione clinica accurata permette di determinare quando i benefici superano i potenziali rischi.
Nella pratica, le formulazioni combinate sono impiegate soprattutto per trattamenti locali di breve durata in sedi superficiali (cute, orecchio esterno, superficie oculare), dove la componente infiammatoria è rilevante e coesiste un sospetto di eziologia batterica. Non sono appropriate per infezioni virali o micotiche non trattate e non sostituiscono eventuali esami di approfondimento (come tamponi o colture) quando il quadro non migliora o tende a recidivare.
Effetti collaterali e controindicazioni
L’assunzione di antibiotici combinati con corticosteroidi può comportare una serie di effetti collaterali, derivanti sia dall’azione degli antibiotici che dei corticosteroidi. Tra gli effetti indesiderati più comuni si riscontrano disturbi gastrointestinali, come nausea, vomito e diarrea, oltre a possibili reazioni allergiche, quali eruzioni cutanee o prurito.
I corticosteroidi, in particolare, possono causare effetti collaterali come aumento della pressione arteriosa, ritenzione idrica, iperglicemia e, in caso di utilizzo prolungato, osteoporosi o soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Inoltre, l’uso concomitante di antibiotici e corticosteroidi può aumentare il rischio di infezioni opportunistiche, poiché i corticosteroidi hanno un effetto immunosoppressore.
Le controindicazioni all’uso di queste combinazioni includono ipersensibilità nota ai principi attivi, presenza di infezioni virali o micotiche non trattate, ulcera peptica attiva e alcune condizioni psichiatriche. È essenziale consultare il medico prima di iniziare il trattamento per valutare la presenza di eventuali controindicazioni specifiche.
Per le formulazioni topiche, sono possibili effetti locali come atrofia cutanea, teleangectasie, ritardo di cicatrizzazione, ipopigmentazione o dermatite da contatto; a livello oculare possono verificarsi aumento della pressione intraoculare, cataratta subcapsulare posteriore e ritardo di riepitelizzazione corneale in caso di impieghi prolungati o non appropriati. L’uso di corticosteroidi può inoltre mascherare segni di infezioni virali (ad es. herpes simplex oculare) o fungine, con rischio di peggioramento.
Precauzioni specifiche includono l’evitare gocce otologiche contenenti aminoglicosidi in caso di sospetta o nota perforazione timpanica per il rischio di ototossicità, nonché l’evitare applicazioni su aree cutanee estese, sotto bendaggi occlusivi o su cute lesa senza indicazione medica. In gravidanza e allattamento, in età pediatrica e negli anziani, la valutazione del rapporto beneficio/rischio e la limitazione della durata d’uso sono particolarmente importanti.
Esempi di farmaci comuni
Esistono diverse formulazioni farmaceutiche che combinano antibiotici e corticosteroidi, utilizzate per trattare specifiche condizioni mediche. Ad esempio, in ambito otorinolaringoiatrico, gocce auricolari contenenti neomicina (un antibiotico) e betametasone (un corticosteroide) sono impiegate per trattare otiti esterne con componente infiammatoria.
In dermatologia, creme che associano mupirocina (antibiotico) e idrocortisone (corticosteroide) sono utilizzate per trattare infezioni cutanee infiammatorie, come l’eczema infetto. Questi preparati aiutano a ridurre l’infiammazione e a combattere l’infezione batterica simultaneamente.
È importante sottolineare che l’uso di questi farmaci deve avvenire sotto stretta supervisione medica, poiché l’associazione di antibiotici e corticosteroidi non è appropriata per tutte le infezioni e può comportare rischi se non utilizzata correttamente.
In oftalmologia si utilizzano colliri o unguenti che combinano un antibiotico (ad esempio tobramicina o cloramfenicolo) con un corticosteroide come desametasone o idrocortisone, indicati per congiuntiviti e blefariti batteriche quando sia presente una componente infiammatoria significativa. L’impiego e la durata sono stabiliti in base alla sede, alla gravità della sintomatologia e alle indicazioni autorizzate.
Altre combinazioni topiche comprendono, a titolo esemplificativo, gentamicina o acido fusidico associati a corticosteroidi per uso cutaneo, e associazioni neomicina/polimixina B con idrocortisone per il condotto uditivo esterno. La disponibilità delle singole combinazioni e le relative indicazioni possono variare; la scelta dipende dalla sede, dal profilo batterico atteso e dal rischio di effetti avversi.
Consigli per l’uso sicuro
Per garantire un uso sicuro ed efficace degli antibiotici associati a corticosteroidi, è fondamentale seguire alcune linee guida. Innanzitutto, è essenziale attenersi scrupolosamente alle indicazioni del medico riguardo dosaggio, frequenza e durata del trattamento, evitando l’automedicazione o l’interruzione anticipata della terapia.
Durante il trattamento, è importante monitorare eventuali effetti collaterali e segnalarli tempestivamente al medico. Inoltre, è consigliabile evitare l’esposizione a persone con infezioni contagiose, poiché i corticosteroidi possono ridurre le difese immunitarie.
Infine, è opportuno informare il medico di eventuali altri farmaci assunti, per prevenire possibili interazioni farmacologiche. Un’adeguata comunicazione con il professionista sanitario contribuisce a ottimizzare l’efficacia del trattamento e a minimizzare i rischi associati.
In conclusione, l’uso di antibiotici combinati con corticosteroidi può essere indicato in specifiche condizioni cliniche, offrendo benefici terapeutici significativi. Tuttavia, è fondamentale che tale trattamento sia sempre guidato da un medico, al fine di valutare attentamente indicazioni, controindicazioni ed eventuali effetti collaterali, garantendo così un utilizzo sicuro ed efficace.
Per approfondire
Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA): Informazioni ufficiali sui farmaci approvati in Italia e linee guida terapeutiche.
Agenzia Europea per i Medicinali (EMA): Dati aggiornati sui farmaci approvati a livello europeo e valutazioni scientifiche.
Ministero della Salute: Risorse e documenti sulle politiche sanitarie e l’uso sicuro dei farmaci in Italia.
Società Italiana di Farmacologia (SIF): Approfondimenti scientifici sull’uso dei farmaci e aggiornamenti in farmacologia.
