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La Nota AIFA 79 è una delle principali note di rimborsabilità che regolano l’accesso, a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), ai farmaci per l’osteoporosi. Capire chi ha diritto alla Nota 79 significa comprendere quali pazienti possono ricevere questi medicinali in regime di rimborsabilità, in base a criteri clinici ben definiti e aggiornati nel tempo dalle autorità regolatorie.
In questo articolo in forma di FAQ analizziamo in modo sistematico cosa prevede la Nota 79, quali categorie di pazienti possono beneficiarne, come funziona la prescrizione, quale documentazione è richiesta e quali sono i principali riferimenti normativi aggiornati. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono il parere del medico o dello specialista, che resta l’unico referente per valutare il singolo caso clinico e l’eventuale diritto alla rimborsabilità.
Cosa prevede la nota 79
La Nota 79 definisce le condizioni in cui alcuni farmaci per il trattamento dell’osteoporosi possono essere prescritti a carico del SSN. In pratica, la nota stabilisce che la rimborsabilità non dipende solo dalla diagnosi generica di osteoporosi, ma dal soddisfacimento di specifici criteri clinici, come il grado di riduzione della densità minerale ossea, la presenza di fratture da fragilità e altri fattori di rischio. La nota elenca inoltre le molecole interessate (ad esempio bisfosfonati, anticorpi monoclonali e altri farmaci anabolici per l’osso) e chiarisce che l’accesso in regime di rimborsabilità è limitato ai pazienti che rientrano nelle condizioni previste, mentre negli altri casi i farmaci restano eventualmente prescrivibili ma non a carico del SSN.
Un aspetto centrale della Nota 79 è che essa non è una “esenzione generica”, ma uno strumento regolatorio che collega la rimborsabilità a precise indicazioni terapeutiche e a categorie di pazienti ben definite. Questo significa che due persone con osteoporosi possono trovarsi in situazioni diverse: una può avere diritto alla prescrizione con Nota 79, l’altra no, a seconda della gravità della malattia, della storia di fratture e di altri parametri clinici. La nota, inoltre, si inserisce nel più ampio sistema delle Note AIFA, che regolano la rimborsabilità di numerosi farmaci per diverse patologie, in modo analogo a quanto avviene, ad esempio, per i medicinali inclusi nella nota 100 per altre condizioni croniche, come illustrato nella panoramica su quali farmaci rientrano nella nota 100.
Dal punto di vista pratico, la Nota 79 specifica che la rimborsabilità riguarda i farmaci per l’osteoporosi quando utilizzati in determinate situazioni cliniche, spesso legate alla prevenzione delle fratture in soggetti ad alto rischio. Vengono considerati, ad esempio, pazienti con fratture vertebrali o femorali da fragilità, oppure con valori di densità minerale ossea molto bassi (osteoporosi severa), o ancora persone che non possono assumere determinati trattamenti di prima linea per controindicazioni o intolleranze documentate. La nota può anche prevedere differenze tra prima prescrizione e prosecuzione della terapia, richiedendo talvolta una rivalutazione periodica dell’appropriatezza del trattamento.
È importante sottolineare che la Nota 79 è un documento dinamico, aggiornato nel tempo in base alle nuove evidenze scientifiche e alle autorizzazioni dei singoli farmaci. Questo comporta che l’elenco dei medicinali inclusi e le condizioni di rimborsabilità possano essere modificati, ampliati o precisati. Per questo motivo, medici e pazienti devono fare riferimento alle versioni ufficiali e aggiornate della nota, evitando di basarsi su informazioni datate o su interpretazioni non ufficiali. In ambito clinico, la corretta applicazione della Nota 79 è fondamentale sia per garantire l’accesso alle terapie più appropriate, sia per assicurare l’uso corretto delle risorse del SSN.
Chi può beneficiare della nota 79
La domanda “chi ha diritto alla Nota 79?” trova risposta solo valutando i criteri clinici stabiliti ufficialmente. In generale, la nota individua come potenziali beneficiari i pazienti affetti da osteoporosi che presentano un rischio elevato di fratture, documentato da esami strumentali (come la densitometria ossea) e/o dalla storia clinica. Rientrano spesso tra i candidati i soggetti con fratture da fragilità già avvenute, in particolare a carico di vertebre o femore, oppure persone con osteoporosi severa o con fattori di rischio multipli che aumentano significativamente la probabilità di fratture. Tuttavia, non ogni persona con osteopenia o osteoporosi lieve ha automaticamente diritto alla prescrizione in Nota 79: la valutazione è sempre individuale e basata sui criteri della nota.
Un altro elemento importante è che la Nota 79 può includere specifiche indicazioni per diverse categorie di pazienti, come donne in post-menopausa, uomini con osteoporosi e soggetti con osteoporosi secondaria (cioè dovuta ad altre malattie o a terapie che indeboliscono l’osso, ad esempio alcuni corticosteroidi a lungo termine). In passato, per alcuni farmaci, sono state pubblicate precisazioni ufficiali per chiarire che anche i soggetti di sesso maschile con osteoporosi possono rientrare tra i beneficiari, purché rispettino i criteri clinici previsti. Questo sottolinea come la nota non sia limitata esclusivamente alle donne, ma consideri l’osteoporosi come patologia che può interessare entrambi i sessi, con indicazioni di rimborsabilità coerenti con le autorizzazioni dei singoli medicinali.
È fondamentale distinguere il diritto alla Nota 79 da altri tipi di agevolazioni, come le esenzioni per invalidità o per reddito. La rimborsabilità dei farmaci in Nota 79 dipende dalle condizioni cliniche descritte nella nota stessa, non dallo status di invalidità civile o da altre esenzioni amministrative. Una persona con invalidità può non avere i requisiti clinici per la Nota 79, mentre un soggetto senza invalidità può invece rientrare pienamente nei criteri. Questo principio è stato più volte ribadito nelle comunicazioni istituzionali, proprio per evitare l’equivoco che la presenza di un codice di esenzione o di un certo grado di invalidità garantisca automaticamente l’accesso ai farmaci per l’osteoporosi a carico del SSN.
In pratica, può beneficiare della Nota 79 chi, dopo una valutazione specialistica (ad esempio da parte di un reumatologo, endocrinologo, ortopedico o geriatra), risulta affetto da osteoporosi con caratteristiche tali da giustificare l’uso dei farmaci inclusi nella nota in regime di rimborsabilità. Il medico valuta la storia di fratture, i risultati della densitometria, l’età, la presenza di altre malattie o terapie concomitanti e, sulla base di questi elementi, stabilisce se il paziente rientra nei criteri. È quindi essenziale che la persona interessata discuta con il proprio medico curante o con lo specialista la possibilità di accedere alla terapia in Nota 79, evitando l’autodiagnosi o l’aspettativa di un “diritto automatico” non supportato dai requisiti clinici.
Procedure per la prescrizione
Le procedure per la prescrizione dei farmaci in Nota 79 seguono regole precise, che possono variare leggermente tra le diverse regioni, ma che si basano sempre sui criteri nazionali stabiliti dalla nota. In linea generale, la prescrizione a carico del SSN richiede che il medico verifichi la presenza dei requisiti clinici previsti e compili la ricetta indicando la Nota 79 quando appropriato. Spesso la prima prescrizione viene effettuata da uno specialista (ad esempio in ambulatori di osteoporosi, reumatologia, endocrinologia o geriatria), mentre il medico di medicina generale può essere coinvolto nella prosecuzione della terapia, secondo le modalità organizzative regionali. In ogni caso, la responsabilità di attestare il rispetto dei criteri della nota ricade sul prescrittore.
Dal punto di vista operativo, la prescrizione in Nota 79 può richiedere la compilazione di specifici moduli o piani terapeutici, soprattutto per i farmaci più complessi o costosi, come alcuni anticorpi monoclonali o farmaci anabolici per l’osso. Questi documenti servono a registrare i dati clinici rilevanti (ad esempio T-score densitometrico, presenza di fratture pregresse, controindicazioni ad altri trattamenti) e a documentare che il paziente rientra nei criteri di rimborsabilità. In alcune realtà, la prescrizione iniziale può essere limitata a centri specialistici autorizzati, proprio per garantire una valutazione accurata e uniforme dei casi, analogamente a quanto avviene per altre note AIFA che regolano l’accesso a farmaci di particolare impatto clinico ed economico.
Un altro passaggio importante della procedura è la rivalutazione periodica dell’appropriatezza della terapia. La Nota 79, come altre note di rimborsabilità, può prevedere che il trattamento venga periodicamente riesaminato per verificare l’efficacia, la tollerabilità e la persistenza delle condizioni che ne giustificano l’uso a carico del SSN. Ciò significa che il paziente potrebbe essere sottoposto a controlli clinici e, in alcuni casi, a nuove densitometrie o ad altri esami, per decidere se proseguire, modificare o sospendere la terapia. Questa logica di monitoraggio continuo è fondamentale per garantire che i farmaci vengano utilizzati nei pazienti che ne traggono il massimo beneficio, riducendo al minimo i rischi e gli sprechi.
È bene ricordare che la prescrizione in Nota 79 non è un atto “burocratico” fine a sé stesso, ma uno strumento di appropriatezza terapeutica. Il medico non deve limitarsi a “spuntare” una casella, ma deve valutare attentamente il profilo di rischio del paziente, le alternative disponibili, le eventuali controindicazioni e le preferenze della persona, spiegando in modo chiaro vantaggi e limiti della terapia. Il paziente, dal canto suo, ha il diritto di ricevere informazioni comprensibili sul significato della Nota 79, sul perché un farmaco è rimborsato o meno nel suo caso e su quali siano le possibili opzioni terapeutiche, anche quando non rientrano nella rimborsabilità. Un dialogo aperto con il medico è essenziale per evitare incomprensioni e per favorire l’aderenza al trattamento.
Documentazione necessaria
Per poter accedere alla prescrizione dei farmaci in Nota 79 a carico del SSN, è generalmente richiesta una documentazione clinica adeguata, che consenta al medico prescrittore di dimostrare il rispetto dei criteri previsti. Tra i documenti più rilevanti rientrano i referti di densitometria ossea (MOC-DEXA), che riportano il T-score a livello di colonna lombare, femore o altre sedi, e che permettono di classificare la gravità dell’osteoporosi. A questi si aggiungono eventuali referti radiologici o ortopedici che documentano fratture da fragilità, in particolare vertebrali o femorali, e le relazioni specialistiche che descrivono la storia clinica del paziente, i fattori di rischio e le terapie già tentate o non tollerate.
In molti casi, la documentazione deve includere anche informazioni su eventuali osteoporosi secondarie, cioè forme di osteoporosi dovute ad altre patologie (come malattie endocrine, reumatologiche, gastrointestinali) o a trattamenti farmacologici prolungati (ad esempio corticosteroidi sistemici). In queste situazioni, il medico deve specificare la causa sottostante e spiegare perché il paziente rientra comunque nei criteri della Nota 79. Possono essere richiesti esami di laboratorio (per valutare calcio, vitamina D, funzionalità renale, marcatori di turnover osseo) e documentazione relativa ad altre terapie per l’osteoporosi già utilizzate, soprattutto se la nota prevede l’uso di determinati farmaci solo dopo il fallimento o l’intolleranza di trattamenti di prima linea.
Un ulteriore elemento documentale riguarda l’eventuale necessità di piani terapeutici o schede di monitoraggio, che vengono compilati dallo specialista per alcuni farmaci inclusi nella Nota 79. Questi piani riportano i dati clinici essenziali, la durata prevista del trattamento, le modalità di somministrazione e i controlli programmati. In alcune regioni, tali documenti sono informatizzati e inseriti in piattaforme dedicate, accessibili ai medici prescrittori e alle farmacie ospedaliere o territoriali. La corretta compilazione e l’aggiornamento periodico di questi strumenti sono fondamentali per garantire la continuità della terapia e per dimostrare, in caso di verifiche, che la prescrizione è avvenuta nel rispetto delle regole di rimborsabilità.
Dal punto di vista del paziente, è utile conservare in modo ordinato tutta la documentazione relativa all’osteoporosi: referti di MOC, radiografie, lettere di dimissione ospedaliera in caso di fratture, relazioni specialistiche e piani terapeutici. Presentare al medico un quadro completo e aggiornato facilita la valutazione dell’idoneità alla Nota 79 e riduce il rischio di ritardi o di richieste ripetute di esami già eseguiti. È importante sottolineare che, pur essendo il medico a dover verificare i criteri e compilare la documentazione necessaria, la collaborazione attiva del paziente nella raccolta e nella conservazione dei propri referti contribuisce in modo significativo a una gestione più efficiente e trasparente del percorso di cura.
Normative aggiornate
La Nota 79 è parte integrante del sistema delle Note AIFA, che viene periodicamente aggiornato per recepire le nuove evidenze scientifiche, le modifiche delle indicazioni terapeutiche dei farmaci e le esigenze di sostenibilità del SSN. Nel corso degli anni, la Nota 79 è stata oggetto di revisioni e precisazioni, che hanno riguardato sia l’elenco dei farmaci per l’osteoporosi rimborsabili, sia le categorie di pazienti aventi diritto, sia alcuni aspetti applicativi. È quindi essenziale fare riferimento alle versioni più recenti pubblicate dalle autorità regolatorie, evitando di basarsi su vecchie circolari o su interpretazioni non ufficiali che potrebbero non essere più valide.
Tra gli elementi normativi di rilievo vi è il principio, ribadito a livello istituzionale, secondo cui la rimborsabilità dei medicinali in fascia A con Nota AIFA, come la Nota 79, è legata esclusivamente al rispetto dei criteri clinici indicati nella nota stessa. Questo significa che il diritto alla rimborsabilità non dipende da fattori amministrativi come lo status di invalidità, ma dalla presenza delle condizioni cliniche descritte. Le FAQ istituzionali sulle esenzioni e sulle agevolazioni ricordano proprio che i farmaci con Nota sono gratuiti solo per le persone che si trovano nelle specifiche situazioni cliniche previste, e che la valutazione di tali condizioni spetta al medico prescrittore sulla base della documentazione disponibile.
Un altro aspetto normativo importante riguarda le precisazioni ufficiali emesse nel tempo per chiarire l’applicazione della Nota 79 a particolari categorie di pazienti o a specifici dosaggi di alcuni farmaci. Ad esempio, sono state pubblicate indicazioni per confermare che determinati medicinali per l’osteoporosi possono essere prescritti a carico del SSN anche nei soggetti di sesso maschile, in coerenza con le indicazioni autorizzate e con i criteri della nota. Queste precisazioni hanno lo scopo di evitare interpretazioni restrittive o disomogenee sul territorio nazionale e di garantire un accesso equo alle terapie per tutti i pazienti che ne hanno diritto, indipendentemente dal sesso o da altre caratteristiche non clinicamente rilevanti.
Infine, è utile ricordare che le normative sulla Nota 79 si intrecciano con altre disposizioni nazionali e regionali in materia di appropriatezza prescrittiva, piani terapeutici, distribuzione dei farmaci (territoriale o ospedaliera) e controlli di spesa. In alcune regioni possono esistere protocolli operativi o delibere che dettagliano ulteriormente le modalità di applicazione della nota, pur non potendo modificare i criteri clinici stabiliti a livello nazionale. Per avere un quadro completo e aggiornato, i professionisti sanitari devono quindi consultare sia i documenti nazionali ufficiali, sia le indicazioni regionali, mentre i pazienti possono rivolgersi al proprio medico o ai servizi di informazione delle aziende sanitarie per chiarire eventuali dubbi sul proprio diritto alla rimborsabilità in Nota 79.
In sintesi, la Nota 79 è lo strumento regolatorio che definisce chi ha diritto alla rimborsabilità dei principali farmaci per l’osteoporosi a carico del SSN, sulla base di criteri clinici rigorosi e aggiornati. Possono beneficiarne i pazienti con osteoporosi ad alto rischio di fratture che soddisfano le condizioni previste, documentate da esami e referti specialistici adeguati. La prescrizione richiede procedure specifiche, spesso con il coinvolgimento di centri specialistici e la compilazione di piani terapeutici, e si inserisce in un quadro normativo in continua evoluzione. Per orientarsi correttamente è fondamentale fare riferimento alle fonti istituzionali aggiornate e confrontarsi con il proprio medico, evitando semplificazioni o aspettative di diritti automatici non supportati dai criteri ufficiali.
Per approfondire
AIFA – Nota 79 è la pagina ufficiale che descrive in dettaglio i criteri di rimborsabilità a carico SSN dei farmaci per l’osteoporosi, con l’elenco aggiornato dei medicinali interessati e delle condizioni cliniche richieste.
AIFA – Elenco Note AIFA offre la panoramica completa di tutte le Note di rimborsabilità, inclusa la Nota 79, permettendo di contestualizzare il suo ruolo rispetto alle altre note regolatorie.
AIFA – Precisazioni sulla Nota 79 contiene chiarimenti ufficiali sull’applicazione della nota, in particolare riguardo alla prescrivibilità di alcuni farmaci per l’osteoporosi anche nei soggetti di sesso maschile.
Ministero della Salute – FAQ Esenzioni per invalidità spiega la differenza tra esenzioni per invalidità e rimborsabilità dei farmaci con Nota AIFA, chiarendo che il diritto alla gratuità dipende dai criteri clinici della nota (come la Nota 79) e non dallo status di invalidità.
