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Gentamicina, Aureomicina e Gentalyn Beta sono tre nomi che ricorrono spesso quando si parla di infezioni della pelle trattate con antibiotici topici. Nonostante vengano talvolta usati come sinonimi nel linguaggio comune, si tratta di medicinali diversi per principio attivo, spettro d’azione e indicazioni. Capire le differenze tra crema, pomata e unguento, e tra i vari prodotti disponibili in Italia, è importante per usare correttamente questi farmaci e ridurre il rischio di resistenze agli antibiotici.
Questo articolo offre una panoramica comparativa, con un taglio pratico ma rigoroso: cosa sono Gentamicina, Aureomicina e Gentalyn Beta, per quali infezioni cutanee si usano, quali formulazioni sono effettivamente in commercio in Italia, quali sono i principali effetti collaterali e perché non è opportuno scegliere da soli l’antibiotico topico, ma affidarsi sempre al medico o al dermatologo.
Gentamicina, Aureomicina e Gentalyn Beta: cosa sono e come agiscono
La gentamicina è un antibiotico appartenente alla classe degli aminoglicosidi, attivo soprattutto contro batteri Gram-negativi e alcuni Gram-positivi. In formulazione topica (crema o pomata, a seconda del prodotto) viene utilizzata per trattare infezioni cutanee batteriche superficiali, come impetigine, follicoliti o sovrainfezioni di lesioni preesistenti. Il suo meccanismo d’azione consiste nell’inibire la sintesi proteica batterica: si lega alla subunità 30S dei ribosomi dei batteri, causando errori nella traduzione delle proteine essenziali alla sopravvivenza del microrganismo, con effetto battericida (uccide il batterio, non si limita a bloccarne la crescita).
Aureomicina è il nome commerciale storico di un antibiotico topico a base di clortetraciclina, una tetraciclina di prima generazione. Anche la clortetraciclina agisce inibendo la sintesi proteica batterica, ma con un meccanismo diverso: si lega alla subunità 30S impedendo l’aggancio dell’RNA transfer (tRNA) e quindi l’allungamento della catena proteica. Il risultato è prevalentemente batteriostatico (blocca la moltiplicazione batterica), anche se a concentrazioni elevate può diventare battericida. Il suo spettro d’azione è più orientato verso batteri Gram-positivi e alcuni Gram-negativi, oltre a microrganismi atipici, ma in ambito topico viene usata soprattutto per infezioni cutanee superficiali sostenute da batteri sensibili.
Gentalyn Beta è un’associazione fissa di gentamicina (lo stesso aminoglicoside citato sopra) con betametasone, un corticosteroide ad alta potenza. Si tratta quindi di un farmaco combinato: l’antibiotico contrasta i batteri, mentre il cortisone riduce infiammazione, prurito, arrossamento e gonfiore. Questa combinazione viene prescritta in alcune dermatosi infiammatorie sovrainfette o a rischio di sovrainfezione batterica, quando il medico ritiene necessario controllare contemporaneamente l’infiammazione e la componente infettiva. È importante sottolineare che la presenza di cortisone rende il prodotto più delicato da gestire, con indicazioni e durata di trattamento più rigorosamente definite.
Dal punto di vista regolatorio, tutti questi medicinali sono soggetti a prescrizione medica in Italia (ricetta ripetibile o non ripetibile a seconda del prodotto e della confezione). Non sono quindi assimilabili a semplici “creme antibiotiche da banco”. Inoltre, non tutte le formulazioni storicamente note (per esempio alcune pomate o unguenti) sono ancora effettivamente commercializzate: la disponibilità può cambiare nel tempo in base alle decisioni delle aziende e alle autorizzazioni dell’AIFA. Per conoscere in modo aggiornato quali specialità medicinali a base di gentamicina o clortetraciclina sono in commercio, è necessario consultare la Banca Dati Farmaci dell’Agenzia Italiana del Farmaco.
In sintesi, gentamicina e Aureomicina sono antibiotici topici con principi attivi diversi e spettro d’azione parzialmente sovrapponibile ma non identico, mentre Gentalyn Beta è un’associazione antibiotico-cortisonica. La scelta tra questi prodotti non si basa solo sul nome commerciale o sulla “forza” percepita del farmaco, ma su fattori clinici precisi: tipo di batterio sospettato o identificato, sede e profondità dell’infezione, presenza di infiammazione importante, condizioni del paziente (età, gravidanza, comorbilità), eventuali allergie note e terapie concomitanti.
Per quali infezioni cutanee si usano e in quali casi si preferisce l’uno o l’altro
La gentamicina topica viene generalmente utilizzata per infezioni batteriche superficiali della pelle causate da microrganismi sensibili, come alcune forme di impetigine, follicolite, piccole infezioni di ferite superficiali o abrasioni, e sovrainfezioni batteriche di dermatiti preesistenti. È particolarmente utile quando si sospetta il coinvolgimento di batteri Gram-negativi (per esempio Pseudomonas aeruginosa in alcune infezioni umide o in aree intertriginose), pur mantenendo un’attività anche su diversi Gram-positivi. Non è invece indicata per infezioni profonde, estese o sistemiche, né per micosi (infezioni fungine) o infezioni virali come l’herpes.
Aureomicina (clortetraciclina topica) trova impiego in infezioni cutanee superficiali sostenute da batteri sensibili, spesso Gram-positivi come stafilococchi e streptococchi, tipici di molte piodermiti (infezioni purulente della pelle). Può essere utilizzata, su indicazione medica, in alcune forme di impetigine, piccole piaghe infette, escoriazioni sovrainfette e altre lesioni cutanee con componente batterica. In alcuni contesti storici è stata molto usata anche in ambito oftalmico (pomate oculari), ma le indicazioni e le formulazioni attualmente disponibili in Italia devono essere sempre verificate nelle schede tecniche aggiornate. Non è adatta per infezioni fungine, virali o parassitarie.
Gentalyn Beta, grazie alla combinazione di gentamicina e betametasone, viene prescritto in situazioni in cui coesistono infiammazione marcata e componente batterica o rischio di sovrainfezione. Esempi tipici (sempre da valutare caso per caso dal medico) sono alcune dermatiti da contatto sovrainfette, eczemi con sovrainfezione batterica, o lesioni pruriginose che il paziente tende a grattare, favorendo l’ingresso di batteri. In questi casi il cortisone riduce rapidamente prurito e infiammazione, migliorando l’aderenza alla terapia, mentre l’antibiotico controlla la carica batterica. Tuttavia, proprio per la presenza di cortisone, l’uso deve essere limitato nel tempo e attentamente monitorato.
La scelta tra gentamicina “semplice”, Aureomicina e Gentalyn Beta dipende quindi da diversi fattori clinici. In linea generale, un antibiotico topico “puro” (gentamicina o clortetraciclina) può essere preferito quando la componente infiammatoria è modesta e prevale l’aspetto infettivo, mentre un’associazione antibiotico-cortisonica come Gentalyn Beta può essere valutata quando l’infiammazione è importante e compromette la qualità di vita (prurito intenso, arrossamento marcato), sempre dopo aver escluso controindicazioni. In alcuni casi, invece, il medico può ritenere più appropriato evitare del tutto l’antibiotico topico e optare per altre strategie (per esempio antisettici locali, terapia sistemica o trattamenti non farmacologici), soprattutto per ridurre il rischio di resistenze.
È importante sottolineare che non esiste un “migliore in assoluto”: ogni farmaco ha un profilo di efficacia e sicurezza specifico, e la decisione terapeutica deve essere personalizzata. Inoltre, alcune infezioni cutanee richiedono esami colturali (tampone, antibiogramma) per identificare il batterio responsabile e la sua sensibilità agli antibiotici: in questi casi, la scelta tra gentamicina, clortetraciclina o altri antibiotici (topici o sistemici) si basa su dati microbiologici oggettivi, non su preferenze soggettive o abitudini consolidate.
Formulazioni disponibili (crema, pomata, unguento) e modalità d’uso
Nel linguaggio comune si parla spesso in modo intercambiabile di “crema”, “pomata” e “unguento”, ma in farmacologia queste formulazioni hanno caratteristiche diverse. La crema è un’emulsione acqua/olio, generalmente più leggera, di assorbimento rapido e più adatta a zone umide o seborroiche, o a lesioni acute essudanti (che “trasudano”). La pomata e l’unguento sono preparazioni più grasse, con maggiore componente lipidica, più occlusive e adatte a lesioni secche, squamose o a zone molto secche della pelle. In Italia, la gentamicina topica è commercializzata principalmente in forma di crema; alcune specialità possono essere denominate “crema” pur avendo una consistenza intermedia tra crema e pomata, ma la classificazione ufficiale è riportata nella scheda tecnica.
Aureomicina, storicamente, è stata disponibile in diverse formulazioni topiche, tra cui pomate cutanee e, in alcuni casi, preparazioni oftalmiche. Tuttavia, la disponibilità attuale sul mercato italiano può variare nel tempo: alcune formulazioni possono essere state ritirate o sostituite, altre mantenute. È quindi essenziale fare riferimento alle informazioni aggiornate dell’AIFA per sapere quali forme farmaceutiche (per esempio pomata cutanea) sono effettivamente in commercio e per quali indicazioni. Quando si parla genericamente di “pomata Aureomicina”, spesso ci si riferisce a una preparazione grassa, più occlusiva, indicata per lesioni secche o crostose, ma è il foglietto illustrativo del singolo prodotto a definire con precisione modalità d’uso e aree di applicazione.
Gentalyn Beta è disponibile in Italia in formulazioni topiche come crema e, a seconda delle specialità, anche pomata. La crema è di solito preferita per aree umide, pieghe cutanee o lesioni essudanti, mentre la pomata può essere scelta per zone secche o per aumentare l’effetto occlusivo (e quindi l’assorbimento del cortisone e dell’antibiotico). In ogni caso, la modalità d’uso prevede in genere l’applicazione di uno strato sottile sulla zona interessata, una o più volte al giorno secondo prescrizione medica, evitando bendaggi occlusivi non indicati e il contatto con occhi e mucose, salvo specifiche formulazioni autorizzate per tali sedi.
Per tutti questi farmaci, la durata del trattamento deve essere la più breve possibile compatibilmente con il controllo dell’infezione o della dermatosi, in genere pochi giorni o poche settimane, secondo quanto indicato dal medico e dal foglietto illustrativo. L’uso prolungato, soprattutto di associazioni con cortisone come Gentalyn Beta, aumenta il rischio di effetti collaterali locali (assottigliamento cutaneo, teleangectasie, strie) e sistemici (assorbimento del cortisone, in particolare se applicato su aree estese, cute lesa o sotto bendaggio occlusivo). Inoltre, l’applicazione su aree molto estese o su cute danneggiata può aumentare l’assorbimento sistemico anche dell’antibiotico, con potenziale rischio di effetti indesiderati tipici della somministrazione sistemica.
È fondamentale seguire scrupolosamente le indicazioni del medico e del foglietto illustrativo: quantità da applicare, frequenza, durata, eventuale uso di garze o medicazioni, precauzioni particolari (per esempio evitare l’esposizione al sole in caso di tetracicline topiche, per il rischio di fotosensibilizzazione). Non bisogna modificare autonomamente la posologia (per esempio aumentando il numero di applicazioni “per guarire prima”) né interrompere bruscamente la terapia cortisonica senza indicazione, perché ciò può favorire recidive o peggioramenti. In caso di dubbio su come applicare correttamente crema, pomata o unguento, è opportuno chiedere chiarimenti al medico o al farmacista.
Effetti collaterali, controindicazioni e rischi di resistenza
Come tutti i medicinali, anche gli antibiotici topici a base di gentamicina o clortetraciclina (Aureomicina), così come le associazioni con cortisone come Gentalyn Beta, possono causare effetti indesiderati. Gli effetti collaterali locali più comuni includono irritazione, bruciore, prurito, arrossamento o secchezza nella zona di applicazione. In alcuni casi possono comparire reazioni allergiche da contatto (dermatite allergica), con peggioramento dell’arrossamento, comparsa di vescicole o prurito intenso: in queste situazioni è necessario sospendere il farmaco e consultare il medico. Reazioni allergiche sistemiche gravi sono rare con l’uso topico, ma possibili in soggetti sensibilizzati.
Per la gentamicina, un aspetto importante è il potenziale rischio di assorbimento sistemico quando applicata su aree estese, cute lesa o sotto bendaggio occlusivo, soprattutto nei bambini e nei pazienti con funzione renale compromessa. Gli aminoglicosidi, infatti, possono essere nefrotossici (dannosi per i reni) e ototossici (dannosi per l’orecchio interno) se raggiungono concentrazioni sistemiche elevate, come avviene con la somministrazione endovenosa o intramuscolare. Con l’uso topico corretto questo rischio è molto basso, ma non nullo, motivo per cui si raccomanda di limitare l’estensione e la durata del trattamento e di evitare l’applicazione su ferite profonde o ustioni estese senza stretto controllo medico.
Le tetracicline topiche, come la clortetraciclina di Aureomicina, possono causare reazioni di fotosensibilizzazione: la pelle trattata diventa più sensibile alla luce solare o ai raggi UV artificiali, con rischio di eritema intenso o reazioni simili a scottature. Per questo motivo, durante il trattamento è generalmente consigliato evitare l’esposizione diretta al sole sulla zona trattata o utilizzare adeguate protezioni. Inoltre, le tetracicline sistemiche sono controindicate in gravidanza, allattamento e nei bambini sotto gli 8 anni per il rischio di alterazioni dello sviluppo osseo e colorazione dei denti; per le formulazioni topiche il rischio è molto inferiore, ma l’uso in queste categorie deve comunque essere valutato con prudenza dal medico, tenendo conto dell’eventuale assorbimento.
Gentalyn Beta, contenendo betametasone, condivide gli effetti collaterali tipici dei corticosteroidi topici: assottigliamento della pelle (atrofia cutanea), comparsa di piccoli vasi visibili (teleangectasie), strie, ritardo di cicatrizzazione, aumento del rischio di infezioni locali (per effetto immunosoppressivo), possibile peggioramento di infezioni virali o fungine non riconosciute. L’uso prolungato o su aree estese può determinare assorbimento sistemico del cortisone, con potenziali effetti endocrini (per esempio soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene), soprattutto nei bambini. Per questo motivo, la durata del trattamento con associazioni antibiotico-cortisoniche deve essere limitata e sempre definita dal medico.
Un capitolo cruciale è quello delle resistenze agli antibiotici. L’uso improprio o eccessivo di antibiotici topici (per esempio applicarli per ogni piccola irritazione cutanea, usarli per periodi troppo lunghi, o impiegarli in infezioni non batteriche) favorisce la selezione di batteri resistenti, che non rispondono più al farmaco. Questo fenomeno non riguarda solo la singola persona, ma ha un impatto collettivo: batteri resistenti possono diffondersi nella comunità e rendere meno efficaci anche le terapie sistemiche. Per ridurre questo rischio, è fondamentale usare gentamicina, Aureomicina e Gentalyn Beta solo quando realmente indicati, alla dose e per la durata prescritte, evitando l’automedicazione e il riutilizzo di vecchie confezioni senza valutazione medica.
Perché è importante non scegliere da soli l’antibiotico topico
La tentazione di “risolvere da soli” un problema cutaneo con una crema antibiotica che si ha in casa o che si è vista usare da familiari e amici è molto diffusa. Tuttavia, scegliere autonomamente un antibiotico topico come gentamicina, Aureomicina o Gentalyn Beta è rischioso per diversi motivi. Innanzitutto, non tutte le lesioni cutanee sono di origine batterica: molte dermatiti sono di natura infiammatoria, allergica, autoimmune, virale o fungina, e l’uso di un antibiotico non solo è inutile, ma può ritardare la diagnosi corretta e la terapia appropriata. In alcuni casi, l’applicazione di un cortisonico in presenza di infezioni virali (per esempio herpes) o fungine può addirittura peggiorare il quadro clinico.
In secondo luogo, anche quando è presente una componente batterica, non tutti i batteri sono sensibili agli stessi antibiotici. L’uso ripetuto e non mirato di un determinato antibiotico topico può selezionare ceppi resistenti, rendendo il farmaco inefficace in futuro. Solo il medico, eventualmente supportato da esami colturali e antibiogramma, può valutare se sia indicato un antibiotico topico, quale principio attivo scegliere (gentamicina, clortetraciclina o altri), se sia necessario associare un cortisonico (come in Gentalyn Beta) o se sia preferibile una terapia sistemica o un approccio diverso (per esempio antisettici, emollienti, terapie non farmacologiche).
Un altro aspetto spesso sottovalutato è la sicurezza. Come visto, anche gli antibiotici topici possono avere effetti collaterali e controindicazioni, soprattutto se usati su aree estese, per periodi prolungati o in categorie fragili (bambini, donne in gravidanza o allattamento, persone con patologie croniche). Il medico valuta il rapporto beneficio/rischio per il singolo paziente, tenendo conto di eventuali allergie note, terapie concomitanti, condizioni della pelle (per esempio presenza di ferite profonde, ulcere, ustioni) e fattori di rischio per assorbimento sistemico. L’automedicazione, al contrario, non tiene conto di questi elementi e può esporre a rischi evitabili.
Infine, l’uso inappropriato di associazioni antibiotico-cortisoniche come Gentalyn Beta è particolarmente delicato. Il cortisone può dare un rapido miglioramento soggettivo (meno prurito, meno rossore), inducendo il paziente a prolungare il trattamento oltre i tempi consigliati o a riutilizzare il prodotto per altre lesioni senza consultare il medico. Questo comportamento aumenta il rischio di effetti collaterali cutanei e sistemici, oltre a mascherare temporaneamente i sintomi di patologie che richiederebbero una valutazione specialistica (per esempio alcune dermatosi infiammatorie croniche o infezioni atipiche). Per tutte queste ragioni, la scelta e la gestione di un antibiotico topico dovrebbero sempre rientrare in un percorso di cura condiviso con il medico o il dermatologo, e non essere frutto di iniziative personali.
In conclusione, gentamicina, Aureomicina e Gentalyn Beta sono strumenti terapeutici utili nel trattamento di specifiche infezioni cutanee, ma non sono intercambiabili né privi di rischi. Differiscono per principio attivo, spettro d’azione, presenza o meno di cortisone, formulazioni disponibili e profilo di effetti collaterali. L’uso corretto richiede una valutazione medica che consideri il tipo di lesione, il sospetto eziologico, le caratteristiche del paziente e il rischio di resistenze. Evitare l’automedicazione, rispettare dosi e tempi prescritti e consultare il medico in caso di mancato miglioramento o peggioramento sono passi fondamentali per proteggere sia la propria salute sia l’efficacia futura degli antibiotici.
Per approfondire
Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) Banca Dati Farmaci per consultare schede tecniche e foglietti illustrativi aggiornati di gentamicina, clortetraciclina (Aureomicina) e associazioni come Gentalyn Beta.
PubMed – National Library of Medicine Archivio di letteratura scientifica internazionale per approfondire studi su efficacia, sicurezza e resistenze degli antibiotici topici.
Istituto Superiore di Sanità (ISS) Informazioni istituzionali su antibiotico-resistenza, uso appropriato degli antibiotici e raccomandazioni di sanità pubblica.
Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Documenti e linee guida globali sull’uso prudente degli antibiotici e sulla prevenzione delle resistenze antimicrobiche.
Centers for Disease Control and Prevention (CDC) Risorse tecniche e divulgative su infezioni cutanee, gestione degli antibiotici e strategie di stewardship antimicrobica.
