Molte persone, anche abituate a volare, avvertono durante il decollo e soprattutto in fase di atterraggio una fastidiosa sensazione di “pressione” alle orecchie, alla testa o ai seni paranasali. In alcuni casi il disturbo è lieve, in altri può diventare doloroso e rovinare l’esperienza di viaggio. Capire che cosa succede nel nostro organismo quando l’aereo cambia quota è il primo passo per prevenire il disagio e adottare strategie efficaci per sentirsi meglio.
Questa guida spiega in modo chiaro e basato sulle evidenze perché si avverte pressione in aereo, quali sono le manovre e i comportamenti più utili per ridurla, quando possono essere indicati farmaci o rimedi naturali e in quali situazioni è prudente confrontarsi con il medico prima di volare. Le indicazioni sono generali e non sostituiscono il parere del proprio curante, ma possono aiutare a prepararsi al viaggio e a gestire con maggiore consapevolezza i sintomi più comuni.
Perché si avverte pressione in aereo
La sensazione di pressione in aereo è legata principalmente alle variazioni di pressione atmosferica che si verificano durante la salita e, soprattutto, durante la discesa del velivolo. Anche se la cabina è pressurizzata, la pressione interna non è uguale a quella a livello del mare: viene mantenuta a un valore intermedio, paragonabile a quello che si trova in montagna. Quando l’aereo cambia quota, la pressione in cabina si modifica relativamente in fretta e l’aria contenuta nelle cavità del nostro corpo (orecchio medio, seni paranasali, talvolta intestino) deve adattarsi a questi cambiamenti. Se l’aria non riesce a entrare o uscire con sufficiente rapidità, si crea un gradiente pressorio che viene percepito come “orecchie tappate”, senso di pienezza o dolore.
Il disturbo più tipico è quello a carico dell’orecchio medio, collegato al naso tramite la tuba di Eustachio, un piccolo canale che si apre quando deglutiamo, sbadigliamo o mastichiamo. In condizioni normali, queste azioni permettono all’aria di fluire e di equalizzare la pressione tra orecchio medio e ambiente esterno. Se la tuba è parzialmente ostruita, per esempio per un raffreddore, una rinite allergica o una sinusite, l’aria non passa facilmente e la membrana timpanica viene spinta verso l’interno o verso l’esterno, causando dolore e, nei casi più seri, un vero e proprio barotrauma (danno da pressione) con possibile infiammazione o sanguinamento.
Un meccanismo simile può interessare i seni paranasali, piccole cavità piene d’aria all’interno delle ossa del volto. Quando sono infiammati o pieni di muco, l’aria rimane intrappolata e non riesce a compensare le variazioni di pressione in cabina. Questo può provocare mal di testa frontale, dolore al volto o ai denti, sensazione di peso dietro gli occhi. Anche l’intestino può risentire dei cambiamenti di pressione: i gas presenti nel lume intestinale tendono a espandersi con la quota, causando gonfiore addominale, meteorismo e talvolta crampi, soprattutto se si è mangiato molto o bevuto bevande gassate prima del volo.
Non tutte le persone reagiscono allo stesso modo alle variazioni di pressione. Chi soffre di disfunzione della tuba di Eustachio, otiti ricorrenti, sinusiti croniche, deviazione del setto nasale o allergie respiratorie può essere più sensibile e sviluppare sintomi più intensi. Anche i bambini sono particolarmente vulnerabili, perché le loro strutture anatomiche sono più piccole e la tuba di Eustachio è più corta e orizzontale, quindi si ostruisce più facilmente. Infine, la durata del volo e la rapidità della discesa possono influire: discese più rapide e ripide tendono a rendere più brusco il cambiamento di pressione e ad aumentare il rischio di disturbi.
Strategie per ridurre la pressione
Per ridurre la sensazione di pressione in aereo è fondamentale favorire la compensazione della pressione nelle orecchie e nei seni paranasali, soprattutto nelle fasi critiche di decollo e atterraggio. Una delle strategie più semplici è mantenere attiva la deglutizione: sorseggiare acqua, succhiare una caramella dura o masticare una gomma stimola l’apertura ripetuta della tuba di Eustachio, permettendo all’aria di entrare e uscire dall’orecchio medio. Anche sbadigliare volontariamente può aiutare, perché coinvolge i muscoli che aprono la tuba. È utile iniziare queste manovre già qualche minuto prima dell’inizio della discesa e proseguirle fino all’atterraggio, senza aspettare che compaia il dolore.
Un’altra tecnica spesso consigliata è la manovra di Valsalva, che consiste nel chiudere le narici con le dita, chiudere la bocca e soffiare delicatamente come se si volesse espirare, senza lasciare uscire l’aria. In questo modo si aumenta la pressione nell’orofaringe e si spinge l’aria verso la tuba di Eustachio, favorendo la compensazione. È importante eseguirla con moderazione, senza soffiare troppo forte, per evitare di danneggiare il timpano o provocare vertigini. Nei bambini piccoli, che non riescono a collaborare, è preferibile puntare su deglutizione e suzione (biberon, ciuccio, allattamento) durante decollo e atterraggio, piuttosto che su manovre attive.
Per chi soffre di congestione nasale o sinusale, può essere utile arrivare al volo con le vie aeree il più possibile libere. Questo significa, per esempio, evitare di fumare nelle ore precedenti, idratarsi adeguatamente e, se indicato dal medico, utilizzare prodotti che fluidificano le secrezioni o riducono l’infiammazione nasale. Anche una buona igiene nasale con soluzioni saline isotoniche o ipertoniche può contribuire a mantenere le mucose pulite e meno edematose, facilitando il passaggio dell’aria. È consigliabile iniziare queste misure già il giorno prima del viaggio, soprattutto se si è soggetti a riniti o sinusiti ricorrenti.
Un ulteriore accorgimento riguarda la posizione del corpo e il comportamento durante il volo. Tenere la testa leggermente sollevata, evitare di dormire profondamente proprio durante la discesa (quando si tende a deglutire meno) e non viaggiare a stomaco eccessivamente pieno può ridurre la sensazione di pressione e il gonfiore addominale. Limitare le bevande gassate e gli alimenti molto fermentabili nelle ore precedenti il volo aiuta a contenere la formazione di gas intestinali. Infine, se si sa di essere particolarmente sensibili, può essere utile scegliere, quando possibile, posti lontani dalle ali e dai motori, dove le vibrazioni e il rumore sono minori, favorendo un rilassamento generale che rende più tollerabili i cambiamenti di pressione.
Utilizzo di farmaci e rimedi naturali
In alcune situazioni, oltre alle manovre comportamentali, può essere indicato l’uso di farmaci per ridurre il rischio di barotrauma o la sensazione di pressione in aereo. Le linee guida internazionali segnalano che, nei viaggiatori con infezioni o congestione di orecchio, naso o seni paranasali, l’impiego di decongestionanti nasali o orali prima del decollo e dell’atterraggio può facilitare la compensazione della pressione. I decongestionanti nasali vasocostrittori, in particolare, riducono il gonfiore della mucosa nasale e migliorano la pervietà della tuba di Eustachio. Tuttavia, non sono privi di effetti collaterali e non devono essere usati per periodi prolungati, per evitare fenomeni di rimbalzo (rinite medicamentosa) e problemi cardiovascolari in soggetti predisposti.
Per questo motivo è essenziale che l’uso di tali farmaci sia valutato con il proprio medico o farmacista, soprattutto in presenza di patologie croniche come ipertensione, cardiopatie, glaucoma o disturbi della tiroide, e in gravidanza o allattamento. In alcuni casi, per chi soffre di otiti o sinusiti ricorrenti, il medico può suggerire una terapia preventiva da iniziare qualche giorno prima del volo, ad esempio con spray nasali a base di corticosteroidi o altri trattamenti mirati a controllare l’infiammazione delle vie aeree superiori. È importante non iniziare di propria iniziativa farmaci soggetti a prescrizione e non utilizzare vecchie confezioni senza un controllo sulla data di scadenza e sulle condizioni di conservazione.
Accanto ai farmaci, molte persone ricorrono a rimedi naturali e integratori per migliorare il comfort durante il volo. Spray nasali a base di soluzioni saline, eventualmente arricchite con sostanze lenitive, possono aiutare a mantenere idratata la mucosa e a favorire la rimozione del muco, senza gli effetti collaterali dei decongestionanti vasocostrittori. Alcuni integratori a base di vitamina C, zinco o estratti vegetali sono proposti per sostenere le difese immunitarie in vista del viaggio, ma le prove scientifiche sulla loro efficacia specifica nel prevenire disturbi legati alla pressione in aereo sono limitate. È comunque prudente informare il proprio medico di tutti i prodotti che si assumono, naturali compresi, per evitare interazioni con altre terapie.
Per quanto riguarda i bambini, l’uso di farmaci per prevenire la pressione in aereo richiede ancora maggiore cautela. Molti decongestionanti orali o nasali non sono indicati sotto una certa età o richiedono dosaggi specifici. In genere, per i più piccoli si preferisce puntare su misure non farmacologiche, come la suzione (ciuccio, biberon) durante decollo e atterraggio, l’idratazione e il mantenimento del naso libero con soluzioni saline. In ogni caso, prima di somministrare qualsiasi medicinale a un bambino in occasione di un volo, è opportuno confrontarsi con il pediatra, che potrà valutare il quadro clinico complessivo e suggerire l’approccio più sicuro.
Consigli per il comfort durante il volo
La sensazione di pressione in aereo non riguarda solo le orecchie: spesso si associa a malessere generale, stanchezza, irritabilità e difficoltà a riposare, soprattutto nei voli di lunga durata. Per migliorare il comfort globale è utile prepararsi al viaggio già nelle ore precedenti. Mantenere una buona idratazione, evitando però di eccedere con alcol e caffeina, aiuta a contrastare la secchezza delle mucose e la sensazione di testa pesante. Indossare abiti comodi e a strati permette di adattarsi alle variazioni di temperatura in cabina, che talvolta può essere piuttosto fresca. Portare con sé tappi per le orecchie o cuffie con riduzione del rumore può ridurre lo stress acustico e rendere più sopportabili i cambiamenti di pressione.
Durante il volo, soprattutto se supera le 3–4 ore, è consigliabile alzarsi periodicamente, quando consentito, per fare qualche passo nel corridoio e mobilizzare le gambe. Questo non solo migliora la circolazione e riduce il rischio di gonfiore agli arti inferiori, ma contribuisce anche a una migliore ossigenazione e a una sensazione generale di benessere, che può attenuare la percezione dei disturbi legati alla pressione. Eseguire semplici esercizi di stretching da seduti, come ruotare le caviglie, flettere e estendere le ginocchia, muovere il collo e le spalle, aiuta a prevenire rigidità muscolare e mal di testa tensivo.
La gestione del sonno in aereo è un altro elemento importante. Dormire profondamente proprio durante la discesa può ridurre la frequenza di deglutizione e rendere più difficile la compensazione della pressione nelle orecchie. Se si tende ad addormentarsi facilmente, può essere utile impostare una sveglia sul telefono o chiedere al compagno di viaggio di richiamare l’attenzione poco prima dell’inizio della discesa, in modo da poter eseguire le manovre di compensazione. Per il resto del volo, invece, cercare di riposare con l’aiuto di mascherine per gli occhi, cuscini da viaggio e tecniche di rilassamento può ridurre lo stress e la percezione del disagio.
Anche l’alimentazione gioca un ruolo nel comfort durante il volo. È preferibile optare per pasti leggeri, poveri di grassi e non eccessivamente salati, per evitare ritenzione idrica e gonfiore addominale. Limitare i cibi che favoriscono la produzione di gas (come legumi in grandi quantità, cavoli, bevande gassate) può ridurre la sensazione di pressione a livello intestinale, che tende a peggiorare con l’altitudine. Infine, per chi è particolarmente ansioso o soffre di paura di volare, può essere utile prepararsi con tecniche di respirazione, ascolto di musica rilassante o, se necessario, un supporto psicologico specifico: ridurre l’ansia aiuta a percepire in modo meno intenso anche i sintomi fisici legati alla pressione.
Quando consultare un medico
Nella maggior parte dei casi, la sensazione di pressione in aereo è un disturbo transitorio e benigno, che si risolve spontaneamente poco dopo l’atterraggio. Tuttavia, esistono situazioni in cui è prudente consultare un medico prima di intraprendere un volo o dopo il rientro. Chi soffre di otiti medie acute, sinusiti importanti, infezioni respiratorie in fase acuta o ha subito di recente interventi chirurgici a carico di orecchio, naso, seni paranasali o apparato respiratorio dovrebbe discutere con il proprio specialista l’opportunità di rimandare il viaggio o di adottare misure preventive specifiche. In alcuni casi, la presenza di liquido nell’orecchio medio o di una marcata ostruzione nasale può rendere il volo particolarmente rischioso per il barotrauma.
Le persone con patologie croniche o condizioni particolari, come malattie cardiovascolari, respiratorie, ematologiche, gravidanza complicata o disturbi della coagulazione, dovrebbero programmare una valutazione preventiva con il medico curante o con un centro di medicina dei viaggi. Questo permette di verificare l’idoneità al volo, pianificare eventuali terapie da portare con sé e ricevere indicazioni personalizzate su come gestire i sintomi durante il viaggio. Alcune linee guida ricordano che, in gravidanza, condizioni come otite media e sinusite possono rappresentare una controindicazione relativa ai viaggi, e che i voli di durata superiore alle 4 ore richiedono particolare attenzione per il rischio di complicanze tromboemboliche.
È importante anche riconoscere i segnali di allarme dopo un volo. Se la sensazione di orecchio tappato, dolore intenso, perdita di udito, acufeni (fischi o ronzii), vertigini o secrezioni dall’orecchio persistono per più di qualche ora o peggiorano, è opportuno rivolgersi a un medico, preferibilmente un otorinolaringoiatra. Analogamente, mal di testa molto forte, dolore facciale marcato, febbre o secrezioni nasali purulente dopo il volo possono indicare una sinusite o un barotrauma dei seni paranasali che richiede valutazione e, talvolta, terapia antibiotica o antinfiammatoria. Non è consigliabile affrontare un nuovo volo in presenza di questi sintomi senza un parere specialistico.
Infine, chi ha già sperimentato in passato episodi severi di barotrauma, perforazione timpanica o complicanze legate alla pressione in aereo dovrebbe informare il proprio medico prima di programmare nuovi viaggi. In alcuni casi può essere indicato un percorso di valutazione più approfondito, con esami audiometrici, timpanometria o imaging dei seni paranasali, per individuare eventuali fattori predisponenti correggibili. Una buona pianificazione, basata su un confronto aperto con i professionisti sanitari, permette nella maggior parte dei casi di continuare a viaggiare in sicurezza, adottando le misure preventive più adatte al proprio profilo di rischio.
La pressione in aereo è un fenomeno comune, legato alle fisiologiche variazioni di pressione atmosferica durante salita e discesa del velivolo. Nella maggior parte dei casi provoca solo un fastidio temporaneo, che può essere ridotto con semplici accorgimenti: mantenere attiva la deglutizione, eseguire manovre di compensazione, curare l’idratazione e l’igiene nasale, scegliere un’alimentazione leggera e muoversi periodicamente durante il volo. In presenza di congestione nasale, otiti o sinusiti, l’uso mirato di farmaci decongestionanti o antinfiammatori può essere utile, ma va sempre concordato con il medico, soprattutto in caso di patologie croniche, gravidanza o età pediatrica. Riconoscere i segnali di allarme e programmare una valutazione preventiva quando necessario consente di viaggiare con maggiore sicurezza e comfort, trasformando il volo in un’esperienza più serena e meno stressante per l’organismo.
Per approfondire
Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – Documento tecnico sui viaggi aerei e la salute, con spiegazioni dettagliate sui meccanismi di compensazione della pressione e sui rischi di barotrauma a carico dell’orecchio medio.
CDC Yellow Book – Air Travel – Capitolo dedicato al viaggio aereo, con indicazioni pratiche per ridurre il rischio di barotrauma e consigli per i viaggiatori con patologie otorinolaringoiatriche o respiratorie.
CDC Yellow Book – Post-Travel Respiratory Infections – Sezione che descrive il ruolo delle variazioni di pressione nello sviluppo di otite media e sinusite dopo il viaggio e l’uso di spray nasali vasocostrittori nei soggetti a rischio.
Ministero della Salute – La salute in viaggio – Pagina informativa italiana con raccomandazioni generali per la pianificazione dei viaggi, inclusi quelli aerei, per chi ha patologie croniche o condizioni particolari.
Ministero della Salute – Complicazioni mediche della gravidanza e viaggi – Linea guida che affronta i rischi e le precauzioni per le donne in gravidanza che devono affrontare viaggi, con cenni alle problematiche otorinolaringoiatriche e alla durata del volo.
