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Dralenos 70 mg compresse (Acido Alendronico Sale Sodico Triidrato): sicurezza e modo d’azione
Dralenos 70 mg compresse (Acido Alendronico Sale Sodico Triidrato) è un farmaco che serve per curare le seguenti malattie:
Trattamento dell’osteoporosi postmenopausale. L’alendronato riduce il rischio di fratture vertebrali e dell’anca.
Dralenos 70 mg compresse: come funziona?
Ma come funziona Dralenos 70 mg compresse? Qual è il suo esatto meccanismo d’azione? Su quali organi del corpo agisce? Vediamolo insieme.
Farmacodinamica di Dralenos 70 mg compresse
Gruppo farmacoterapeutico: Farmaci che agiscono sulla struttura e mineralizzazione, bifosfonati Codice ATC: M05BA04
Meccanismo di azione
L’ingrediente attivo di Dralenos 70 mg, ovvero il sodio alendronato triidrato, è un bifosfonato che inibisce il riassorbimento osseo osteoclastico senza incidere direttamente sulla formazione ossea. Gli studi preclinici hanno evidenziato che l’alendronato si localizza principalmente nei siti di riassorbimento attivo. L’attività degli osteoclasti è inibita, ma ciò non ne pregiudica il reclutamento o l’adesione. L’osso che si forma durante la terapia a base di alendronato è di qualità normale.
Efficacia clinica e sicurezza
Trattamento dell’osteoporosi postmenopausale
L’osteoporosi è definita come una deviazione standard della densità minerale ossea a livello della colonna vertebrale o dell’anca, di 2,5 punti al di sotto del valore medio registrato tra la popolazione giovane e sana o come una precedente frattura causata da fragilità ossea, indipendentemente dalla densità minerale ossea.
L’equivalenza terapeutica dell’alendronato sodico 70 mg (n=519) e dell’alendronato 10 mg al giorno (n=370) è stata dimostrata nell’ambito di uno studio multicentrico della durata di un anno condotto tra donne postmenopausali affette da osteoporosi. Ad un anno, gli incrementi medi dal basale, in termini di densità minerale ossea alla colonna lombare, erano pari al 5.1% (95% IC: 4,8, 5,4%) nel gruppo 70 mg una volta a settimana ed al 5,4% (95% IC: 5,0, 5,8%) nel gruppo 10 mg al giorno. Gli incrementi medi della densità minerale ossea erano del 2,3% e del 2,9% al collo femorale e del 2,9% e 3,1% all’anca totale nel gruppo 70 mg una volta a settimana e 10 mg al giorno, rispettivamente. I due gruppi
di trattamento si sono rivelati simili anche relativamente agli incrementi della densità minerale ossea in altri siti dello scheletro.
Gli effetti dell’alendronato sulla massa ossea e sull’incidenza di fratture nelle donne postmenopausali sono stati valutati nell’ambito di due studi iniziali di struttura identica (n=994) volti a valutare l’efficacia, ed anche nel Fracture Intervention Trial (FIT: n=6.459).
Nei due studi sull’efficacia, gli aumenti medi della densità minerale ossea dopo tre anni di terapia di alendronato 10 mg/giorno rispetto al placebo, erano pari all’8,8 %, al 5,9% e al 7,8% a livello della colonna vertebrale, del collo femorale e del trocantere, rispettivamente. Anche la densità minerale ossea complessiva è aumentata significativamente. Si è riscontrata una riduzione del 48% (alendronato 3,2% rispetto al placebo 6,2%) nella percentuale di pazienti trattati con alendronato che hanno riportato una o più fratture vertebrali rispetto ai soggetti trattati con placebo. Nell’estensione biennale di questi studi, si è riscontrato che la densità minerale ossea a livello della colonna vertebrale e del trocantere è andata aumentando, mentre la densità minerale ossea a livello del collo femorale e del corpo nel suo insieme si sono mantenute.
La sperimentazione FIT consisteva di due studi con controllo placebo basati sulla somministrazione giornaliera di alendronato (5 mg al giorno per due anni e 10 mg al giorno per uno o per due anni addizionali):
FIT 1: Uno studio della durata di tre anni a cui hanno preso parte 2.027 pazienti con almeno una frattura vertebrale al basale (compressione). In questo studio è stato riscontrato che l’alendronato giornaliero riduce del 47% l’incidenza di 1 nuova frattura (alendronato 7,9% rispetto al placebo 15,0%). Inoltre, è stata registrata una riduzione statisticamente significativa nell’incidenza di fratture dell’anca (1,1% rispetto a 2,2%, ovvero una riduzione del 51%).
FIT 2: Uno studio della durata di 4 anni a cui hanno preso parte 4.432 pazienti con massa ossea bassa ma senza una frattura vertebrale al basale. In questo studio, è stata osservata una differenza significativa, analizzando il sottogruppo di donne con osteoporosi (il 37% della popolazione totale che risponde alla definizione di osteoporosi sopra menzionata) in termini di incidenza di fratture dell’anca (alendronato 1,0% rispetto al placebo 2,2%, una riduzione del 56%) e nell’incidenza di una frattura vertebrale (2,9% rispetto a 5,8%, una riduzione del 50%).
Risultati dei test di laboratorio
Nell’ambito degli studi clinici, sono state osservate diminuzioni, asintomatiche, lievi e transitorie, dei livelli sierici di calcio e di fosfato in circa il 18 ed il 10% dei pazienti che assumevano alendronato 10 mg al giorno rispetto al 12 e 3% dei soggetti che assumevano placebo. Tuttavia, l’incidenza del calo dei livelli sierici di calcio al di sotto di 8.0 mg/dl (2.0 mmol/l) e di fosfato pari o al di sotto di 2.0 mg/dl (0.65 mmol/l) è risultata simile in entrambi i gruppi.
Popolazione pediatrica:
L’Alendronato sodico è stato studiato in un piccolo numero di pazienti di età inferiore a 18 anni con osteogenesi imperfetta. I risultati sono insufficienti a supportare l’utilizzo dell’alendronato sodico nei pazienti pediatrici con osteogenesi imperfetta.
Dralenos 70 mg compresse: come si assorbe e si elimina?
Abbiamo visto qual è il meccanismo d’azione di Dralenos 70 mg compresse, ma è altrettanto importante conoscere in quanto tempo viene assorbito dall’organismo per capire quanto tempo il farmaco impiegherà ad agire, attraverso quali vie viene eliminato (ad esempio fegato o reni) per sapere quali organi va ad impegnare e, per ultimo, in quanto tempo viene eliminato per avere idea di quando non avremo più il farmaco nell’organismo.
Tutte queste informazioni sono indicate nel paragrafo “Farmacocinetica” che segue.
Farmacocinetica di Dralenos 70 mg compresse
Assorbimento
Rispetto a una dose endovenosa di riferimento, la biodisponibilità orale media dell’alendronato nelle donne è risultata pari allo 0,64% per le dosi comprese tra 5 e 70 mg quando somministrato dopo una notte di digiuno e due ore prima di una normale colazione. La biodisponibilità è diminuita raggiungendo lo 0,46% e lo 0,39% circa, quando l’alendronato è stato somministrato un’ora o mezzora
prima di una normale colazione. Negli studi sull’osteoporosi, l’alendronato si è dimostrato efficace quando somministrato almeno 30 minuti prima di assumere cibo o bevande al mattino.
La biodisponibilità era minima quando l’alendronato era somministrato insieme ad una normale colazione o fino a due ore dopo la stessa. Somministrando l’alendronato in concomitanza con caffè o succo d’arancia, si è riscontrata una riduzione della biodisponibilità di circa il 60%.
Nei soggetti sani, il prednisone orale (20 mg tre volte al giorno per cinque giorni) non ha determinato un cambiamento clinicamente significativo in termini di biodisponibilità orale dell’alendronato (aumento medio compreso tra il 20 ed il 44%).
Distribuzione
Gli studi nei ratti dimostrano che l’alendronato si distribuisce transitoriamente nei tessuti molli in seguito alla somministrazione di 1 mg/kg per via endovenosa, ma poi viene rapidamente ridistribuito all’osso o escreto nell’urina. Il volume di distribuzione medio allo stato stazionario, osso escluso, è di almeno 28 litri negli esseri umani. Le concentrazioni plasmatiche del farmaco in seguito alla somministrazione di dosi terapeutiche sono troppo basse per un rilevamento analitico (<5 ng/ml). Il legame con le proteine nel plasma umano è di circa il 78%.
Biotrasformazione
Non vi sono prove della metabolizzazione dell’alendronato negli animali o negli esseri umani.
Eliminazione
In seguito alla somministrazione per via endovenosa di una singola dose di [14C] alendronato, è stato escreto nell’urina circa il 50% della radioattività entro 72 ore e non è stata recuperata alcuna radioattività nelle feci, se non in misura minima. Si ritiene che la restante dose sia assorbita dal tessuto osseo. In seguito ad una singola dose endovenosa da 10 mg, la clearance renale dell’alendronato era di 71 ml/min, mentre la clearance sistemica non ha superato i 200 ml/min. Le concentrazioni plasmatiche diminuiscono di oltre il 95% entro sei ore in seguito a somministrazione per via endovenosa.
L’emivita terminale negli esseri umani è stimata in oltre dieci anni, il che riflette il rilascio di alendronato da parte dello scheletro.
Nei ratti, l’alendronato non è escreto tramite i sistemi di trasporto acidi o basici del rene e pertanto, negli esseri umani, non dovrebbe interferire con l’escrezione di altri farmaci da parte di tali sistemi.
Compromissione renale
Gli studi preclinici evidenziano che il farmaco che non si deposita nell’osso viene rapidamente escreto nell’urina. Non è stata riscontrata alcuna evidenza della saturazione dell’assorbimento osseo in seguito a dosaggi cronici con dosi endovenose cumulative fino a 35 mg/kg negli animali. Anche se non sono disponibili dati clinici, è probabile che, come negli animali, l’eliminazione dell’alendronato attraverso i reni sia ridotta nei pazienti con disfunzione renale. Pertanto, è ragionevole prevedere che l’alendronato si accumuli in misura maggiore nelle ossa dei pazienti con disfunzione renale (vedere paragrafo 4.2).
Dralenos 70 mg compresse: è un farmaco sicuro?
Abbiamo visto come Dralenos 70 mg compresse agisce e come si assorbe e si elimina; ma come facciamo a sapere se Dralenos 70 mg compresse è un farmaco sicuro?
Prima di tutto è necessario leggere quali sono i dati sulla sicurezza che vengono riportati nella scheda tecnica del farmaco.
Si tratta di dati forniti dalla casa produttrice e basati su un certo numero di lavori scientifici eseguiti prima della commercializzazione: si tratta dei cosiddetti “Dati preclinici di sicurezza”, che riportiamo nel prossimo paragrafo.
Dralenos 70 mg compresse: dati sulla sicurezza
I dati preclinici degli studi convenzionali relativi a sicurezza farmacologica, tossicità delle dosi ripetute, genotossicità e potenziale carcinogenico non hanno evidenziato specifici rischi per le persone. Dalle ricerche condotte nei ratti è emerso che la somministrazione di alendronato nelle femmine gravide è accompagnata da distocia associata a ipocalcemia durante il parto. Gli studi nei ratti con alti dosaggi hanno evidenziato un’incidenza più elevata di ossificazione fetale insufficiente. La rilevanza per gli esseri umani non è nota.
Dopo la commercializzazione di un farmaco, vengono tuttavia attuate delle misure di controllo dagli organi preposti, per monitorare comunque tutti gli effetti collaterali che dovessero manifestarsi nell’impiego clinico.
Tutti gli effetti collaterali segnalati nella fase di commercializzazione del farmaco, vengono poi riportati nella scheda tecnica nei paragrafi “effetti indesiderati” e “controindicazioni”.
Dralenos 70 mg compresse: si può prendere insieme ad altri farmaci?
Un altro importante capitolo da non dimenticare per valutare se un farmaco è sicuro o no, è quello delle interazioni con altri farmaci.
Può infatti capitare che un farmaco, di per sé innocuo, diventi pericoloso se associato ad alcuni altri farmaci.
Questo è vero anche per i prodotti erboristici: classico è l’esempio dell’ “Erba di San Giovanni” (Iperico) che interagisce con alcuni farmaci anticoagulanti aumentandone l’efficacia e mettendo quindi il paziente a rischio di emorragie.
Esaminiamo allora quali sono le interazioni possibili di Dralenos 70 mg compresse
Dralenos 70 mg compresse: interazioni
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Se assunti contemporaneamente al farmaco, è probabile che i cibi e le bevande (acqua minerale inclusa), gli integratori di calcio, gli antiacidi, ed alcuni medicinali per via orale interferiscono con l’assorbimento dell’alendronato. Pertanto, i pazienti devono aspettare almeno 30 minuti dall’assunzione di Dralenos prima di assumere altri medicinali orali (vedere paragrafì 4.2 e 5.2).
Non dovrebbero sussistere altre interazioni farmacologiche clinicamente significative. Negli studi clinici ad un numero di pazienti oltre all’alendronato sono stati somministrati estrogeni (per via intravaginale, transdermica o orale) e non sono stati riportati eventi avversi associati alla loro assunzione concomitante.
Poiché l’uso dei FANS è associato ad irritazione gastrointestinale, deve essere utilizzata cautela durante l’uso concomitante con l’alendronato.
Anche se non sono stati condotti studi specifici sulle interazioni, nell’ambito degli studi clinici l’alendronato è stato utilizzato in concomitanza con un’ampia gamma di medicinali di largo impiego e non sono state riscontrate interazioni cliniche avverse.
Dralenos 70 mg compresse: posso guidare la macchina se lo prendo?
Un capitolo poco noto e molto sottovalutato è quello degli effetti di un farmaco sui riflessi e quindi sulla capacità di guidare la macchina o di effettuare lavori pericolosi.
Molti farmaci riducono la capacità di reazione, oppure possono causare vertigini o abbassamenti di pressione che possono essere molto pericolosi per chi guida o effettua lavori in cui le capacità fisiche sono importanti: basti pensare agli operai che lavorano su impalcature o che operano su macchinari come presse o forni
E’ sempre bene quindi leggere attentamente questo piccolo ma molto importante paragrafo della Scheda Tecnica del farmaco.
Dralenos 70 mg compresse: effetti sulla guida e sull’uso di macchinari
L’alendronato ha un effetto nullo o trascurabile sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. Tuttavia sono state segnalate alcune reazioni avverse con Dralenos che possono incidere sulla capacità di guidare veicoli o usare macchinari di alcuni pazienti. La risposta individuale a Dralenos può variare. (vedere paragrafo 4.8).
Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco
