Melleva: è un farmaco sicuro? Come funziona?

Melleva (Desogestrel + Etinilestradiolo) - E' un farmaco sicuro? Come funziona? Quali interazioni ha? Scopritelo con noi!

Melleva (Desogestrel + Etinilestradiolo): sicurezza e modo d’azione

Melleva (Desogestrel + Etinilestradiolo) è un farmaco che serve per curare le seguenti malattie:

Contraccezione orale

La decisione di prescrivere Melleva deve prendere in considerazione i fattori di rischio attuali della singola donna, in particolare quelli relativi alle tromboembolie venose (TEV) e il confronto tra il rischio di TEV associato a Melleva e quello associato ad altri contraccettivi ormonali combinati COC (vedere paragrafì 4.3 e 4.4).

Melleva: come funziona?

Ma come funziona Melleva? Qual è il suo esatto meccanismo d’azione? Su quali organi del corpo agisce? Vediamolo insieme.

Farmacodinamica di Melleva

Categoria farmacoterapeutica: associazioni fisse di progestinici ed estrogeni, codice ATC: G03AA09.

L’effetto contraccettivo dei contraccettivi ormonali combinati è basato sull’interazione di vari fattori, i più importanti dei quali sono l’inibizione dell’ovulazione e le modificazioni della secrezione cervicale.

Melleva è un contraccettivo orale combinato contenente etinilestradiolo e il progestinico desogestrel. L’etinilestradiolo è un estrogeno sintetico ben conosciuto.

Il desogestrel è un progestinico sintetico. Dopo la somministrazione orale induce una forte attività inibitoria dell’ovulazione.

Nello studio multicentrico più ampio (n=23.258 cicli), l’indice di Pearl non corretto è stato stimato in 0,1 (intervallo di confidenza al 95% 0,0-0,3). Inoltre, il 4,5% delle donne ha segnalato assenza di emorragia da interruzione e il 9,2% ha segnalato la comparsa di emorragia irregolare dopo 6 cicli di trattamento.

Popolazione pediatrica

Non sono disponibili dati clinici sull’efficacia e sulla sicurezza nelle adolescenti al di sotto dei 18 anni di età.


Melleva: come si assorbe e si elimina?

Abbiamo visto qual è il meccanismo d’azione di Melleva, ma è altrettanto importante conoscere in quanto tempo viene assorbito dall’organismo per capire quanto tempo il farmaco impiegherà ad agire, attraverso quali vie viene eliminato (ad esempio fegato o reni) per sapere quali organi va ad impegnare e, per ultimo, in quanto tempo viene eliminato per avere idea di quando non avremo più il farmaco nell’organismo.

Tutte queste informazioni sono indicate nel paragrafo “Farmacocinetica” che segue.

Farmacocinetica di Melleva

Desogestrel

Assorbimento

Dopo somministrazione orale di Melleva, il desogestrel viene rapidamente assorbito e convertito in 3-cheto-desogestrel. Il picco dei livelli sierici, di approssimativamente 2ng/ml, viene raggiunto in circa 1,5 ore dopo somministrazione di una singola dose. La biodisponibilita assoluta del 3-cheto- desogestrel è 62-81%.

Distribuzione

Il 3-cheto-desogestrel è legato all’albumina sierica e all’SHBG. L’aumento di SHBG indotto dall’etinilestradiolo influenza sia l’ammontare dei legami che la distribuzione del 3-cheto-desogestrel nelle proteine plasmatiche. Come conseguenza aumenta lentamente la concentrazione di 3-cheto-desogestrel durante il trattamento sino allo stato stazionario che viene raggiunto in 3-13 giorni.

Biotrasformazione

La fase I del metabolismo del desogestrel include l’idrossilazione catalizzata dal citocromo P-450 e la successiva deidrogenazione a C3. Il metabolita attivo del 3-cheto-desogestrel è ulteriormente ridotto, i prodotti di degradazione sono coniugati a solfato e glucuronidi. Gli studi su animali indicano che la circolazione enteroepatica non ha rilevanza per l’attivita gestagenica del desogestrel.

Eliminazione

Il 3-cheto-desogestrel è eliminato con una emivita media di circa 31 ore (24-38 ore), la clearance plasmatica varia da 5,0 – 9,5 l/ ora. Desogestrel e i suoi metaboliti sono eliminati per via urinaria e con le feci, sia come steroidi liberi che coniugati. Il rapporto dell’eliminazione tramite le urine o le feci è 1,5:1.

Condizioni di stato stazionario

Nelle condizioni allo stato stazionario, il livello sierico di 3-cheto-desogestrel è aumentato da 2 a 3 volte.

Etinilestradiolo

Assorbimento

L’etinilestradiolo viene rapidamente assorbito e i livelli plasmatici di picco di circa 80 pg/ml vengono raggiunti 1,5 ore dopo la somministrazione di una dose singola. Come conseguenza della coniugazione presistemica e del metabolismo di primo passaggio, la biodisponibilità assoluta è del 60%. Ci si può attendere che l’area sotto la curva e la Cmax aumentino lievemente nel corso del tempo.

Distribuzione

L’etinilestradiolo è per il 98,8% legato alle proteine plasmatiche, quasi esclusivamente all’albumina

.

Biotrasformazione

L’etinilestradiolo è soggetto a coniugazione presistemica a livello sia della mucosa dell’intestino tenue sia del fegato. L’idrolisi dei coniugati diretti dell’etinilestradiolo con l’aiuto della flora intestinale genera etinilestradiolo, che può essere riassorbito, e in tal modo si istituisce una circolazione enteroepatica. La principale via metabolica dell’etinilestradiolo è l’idrossilazione mediata dal citocromo P-450 nella quale i metaboliti primari sono 2-OH-EE e 2-metossi-EE. Il 2-OH-EE è ulteriormente metabolizzato in metaboliti chimicamente reattivi.

Eliminazione

L’etinilestradiolo scompare dal plasma con un’emivita approssimativa di 29 ore (26-33 ore), la clearance plasmatica varia da 10-30 l/ora. I coniugati dell’etinilestradiolo e i suoi metaboliti sono escreti per via urinaria e con le feci (rapporto 1:1).

Condizioni di stato stazionario

Le condizioni di stato stazionario si raggiungono dopo 3-4 giorni, quando il livello sierico del farmaco è più elevato di circa il 30-40% rispetto a dopo la somministrazione di una dose singola.


Melleva: è un farmaco sicuro?

Abbiamo visto come Melleva agisce e come si assorbe e si elimina; ma come facciamo a sapere se Melleva è un farmaco sicuro?

Prima di tutto è necessario leggere quali sono i dati sulla sicurezza che vengono riportati nella scheda tecnica del farmaco.

Si tratta di dati forniti dalla casa produttrice e basati su un certo numero di lavori scientifici eseguiti prima della commercializzazione: si tratta dei cosiddetti “Dati preclinici di sicurezza”, che riportiamo nel prossimo paragrafo.

Melleva: dati sulla sicurezza

Gli studi tossicologici non hanno rilevato altri effetti oltre a quelli, che possono essere spiegati, basati sul profilo ormonale di Melleva.


Dopo la commercializzazione di un farmaco, vengono tuttavia attuate delle misure di controllo dagli organi preposti, per monitorare comunque tutti gli effetti collaterali che dovessero manifestarsi nell’impiego clinico.

Tutti gli effetti collaterali segnalati nella fase di commercializzazione del farmaco, vengono poi riportati nella scheda tecnica nei paragrafi “effetti indesiderati” e “controindicazioni”.

Melleva: si può prendere insieme ad altri farmaci?

Un altro importante capitolo da non dimenticare per valutare se un farmaco è sicuro o no, è quello delle interazioni con altri farmaci.

Può infatti capitare che un farmaco, di per sé innocuo, diventi pericoloso se associato ad alcuni altri farmaci.

Questo è vero anche per i prodotti erboristici: classico è l’esempio dell’ “Erba di San Giovanni” (Iperico) che interagisce con alcuni farmaci anticoagulanti aumentandone l’efficacia e mettendo quindi il paziente a rischio di emorragie.

Esaminiamo allora quali sono le interazioni possibili di Melleva

Melleva: interazioni

Nota: occorre consultare le informazioni di prescrizione dei farmaci concomitanti per individuare possibili interazioni

Interazioni farmacodinamiche

L’uso concomitante di medicinali contenenti ombitasvir/paritaprevir/ritonavir e dasabuvir, con o senza ribavirina, può aumentare il rischio di valori aumentati delle transaminasi ALT (vedere paragrafì 4.3 e 4.4). Perciò, le utilizzatrici di Melleva devono passare ad un metodo alternativo di contraccezione (per esempio, contraccezione a base di solo progestinico o metodi non ormonali) prima di iniziare una terapia con questo regime combinato di medicinali. Melleva può essere ricominciato 2 settimane dopo la fine del trattamento con questo regime combinato di medicinali.

Influenza di altri medicinali su

Melleva

Possono verificarsi interazioni con farmaci induttori degli enzimi microsomiali che possono portare ad un aumento della clearance degli ormoni sessuali e a metrorragia da interruzione e/o fallimento della contraccezione.

Gestione

L’induzione enzimatica può essere osservata già dopo pochi giorni di trattamento. La massima induzione enzimatica si vede generalmente entro poche settimane. Dopo il termine della terapia farmacologica, l’induzione enzimatica può essere mantenuta per circa 4 settimane.

Trattamento a breve termine

Le donne in trattamento con farmaci ad induzione enzimatica devono utilizzare temporaneamente un metodo barriera o un altro metodo contraccettivo in aggiunta al COC. Il metodo barriera deve essere usato per tutto il periodo della terapia farmacologica concomitante e per 28 giorni dopo la sua interruzione. Se la terapia farmacologica si protrae oltre la fine delle compresse nella confezione di COC, si deve iniziare la confezione successiva di COC subito dopo la precedente, senza il consueto intervallo senza compresse.

Trattamento a lungo termine

Per le donne in trattamento a lungo termine con sostanze attive che inducono gli enzimi epatici si consiglia un altro metodo contraccettivo affidabile non ormonale.

In letteratura sono state riferite le seguenti interazioni.

Sostanze che aumentano la clearance dei COC (diminuita efficacia dei COC per induzione enzimatica), ad esempio:

Barbiturici, bosentan, carbamazepina, fenitoina, primidone, rifampicina e i farmaci anti-HIV ritonavir, nevirapina e efavirenz e possibilmente anche felbamato, griseofulvina, oxcarbazepina, topiramato e i prodotti contenenti erba di San Giovanni (hypericum perforatum).

Sostanze con effetti variabili sulla clearance dei COC:

Se somministrate contemporaneamente ai COC, molte combinazioni degli inibitori della proteasi del HIV e inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa, comprese le combinazioni con inibitori di HCV, possono aumentare o diminuire le concentrazioni plasmatiche di estrogeni o progestinici. In alcuni casi l’effetto netto di queste variazioni può essere clinicamente rilevante.

Per questo si devono consultare le informazioni di prescrizione di farmaci HIV/HCV concomitanti per identificare ogni possibile interazione e ogni raccomandazione correlata. In caso di dubbio, le donne in terapia con inibitori della proteasi o con inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa devono usare un metodo contraccettivo di barriera aggiuntivo.

Effetti di Melleva su altri medicinali

I contraccettivi orali combinati possono alterare il metabolismo di altri farmaci. Di conseguenza, le concentrazioni plasmatiche e tissutali possono aumentare (ad esempio ciclosporina) o diminuire (ad esempio lamotrigina).

Analisi di laboratorio

L’uso di contraccettivi steroidei può influenzare i risultati di determinate analisi di laboratorio, tra cui i parametri biochimici della funzionalità epatica, tiroidea, surrenale e renale, i livelli plasmatici di proteine (vettore), ad es. globulina di legame per i corticosteroidi e frazioni di lipidi/lipoproteine, parametri del metabolismo dei carboidrati e parametri della coagulazione e della fibrinolisi. Le variazioni rientrano in genere nell’intervallo dei valori normali di laboratorio.


Melleva: posso guidare la macchina se lo prendo?

Un capitolo poco noto e molto sottovalutato è quello degli effetti di un farmaco sui riflessi e quindi sulla capacità di guidare la macchina o di effettuare lavori pericolosi.

Molti farmaci riducono la capacità di reazione, oppure possono causare vertigini o abbassamenti di pressione che possono essere molto pericolosi per chi guida o effettua lavori in cui le capacità fisiche sono importanti: basti pensare agli operai che lavorano su impalcature o che operano su macchinari come presse o forni

E’ sempre bene quindi leggere attentamente questo piccolo ma molto importante paragrafo della Scheda Tecnica del farmaco.

Melleva: effetti sulla guida e sull’uso di macchinari

Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. Nelle donne che assumono contraccettivi orali combinati non sono stati osservati effetti sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco