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La difficoltà nel reperire un farmaco prescritto è diventata un’esperienza sempre più frequente, sia per i pazienti sia per i professionisti sanitari. Le cause possono essere molteplici: problemi produttivi, aumento improvviso della domanda, interruzione della commercializzazione, difficoltà logistiche o normative. In questo contesto, sapere come cercare in modo corretto e sistematico la disponibilità di un medicinale è fondamentale per ridurre i disagi, evitare interruzioni di terapia e, quando necessario, individuare per tempo soluzioni alternative sicure e appropriate.
Questa guida offre una panoramica pratica e aggiornata degli strumenti a disposizione in Italia per verificare la disponibilità di un farmaco: dal dialogo con il farmacista alle banche dati ufficiali, fino al contatto con il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio. Verranno inoltre illustrati i possibili percorsi quando un medicinale risulta carente o non reperibile, chiarendo il ruolo del medico curante, del farmacista e delle autorità regolatorie, e fornendo indicazioni generali su come orientarsi tra equivalenti, alternative terapeutiche e piani di continuità assistenziale.
Come verificare la disponibilità in farmacia
Il primo passo per verificare la disponibilità di un farmaco è rivolgersi alla farmacia di fiducia, presentando la ricetta in formato cartaceo o dematerializzato. Il farmacista può controllare in tempo reale le giacenze del proprio magazzino e, se il prodotto non è immediatamente disponibile, verificare la possibilità di ordinarlo presso il grossista. In molti casi, i distributori intermedi effettuano consegne giornaliere o plurigiornaliere, consentendo di reperire il medicinale entro 24–48 ore. È importante fornire al farmacista tutte le informazioni presenti in ricetta (nome commerciale o principio attivo, dosaggio, forma farmaceutica, numero di confezioni) per evitare equivoci e velocizzare la ricerca, soprattutto quando esistono molte varianti dello stesso principio attivo.
Se il farmaco non è disponibile nella prima farmacia consultata, può essere utile chiedere al farmacista di verificare, tramite i propri sistemi informatici o contatti con altre farmacie della zona, se il medicinale è presente in altre sedi. In molte regioni esistono reti o gruppi di farmacie che condividono informazioni sulle giacenze, permettendo di indirizzare il paziente verso il punto vendita che ha effettivamente il prodotto in stock. In alternativa, il cittadino può contattare direttamente altre farmacie, ma è preferibile che sia il professionista a gestire questa ricerca, perché ha accesso a canali dedicati e conosce le tempistiche di approvvigionamento abituali per quel tipo di medicinale. In questa fase è utile avere chiaro anche se il farmaco è di uso continuativo o occasionale, per valutare l’urgenza con cui deve essere reperito. Indice delle indicazioni terapeutiche dei farmaci
Quando il farmacista segnala difficoltà di approvvigionamento, è importante distinguere tra una semplice indisponibilità temporanea presso il grossista e una vera e propria “carenza” riconosciuta a livello nazionale. Nel primo caso, il problema può risolversi in pochi giorni, ad esempio con l’arrivo di nuove forniture o con la sostituzione di un lotto. Nel secondo caso, invece, il farmacista può consultare le comunicazioni ufficiali dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) o della Regione per verificare se il medicinale è inserito negli elenchi di carenza, se sono previste date stimate di ripristino e se sono state indicate specifiche misure di gestione, come la distribuzione controllata o la priorità per determinati setting assistenziali (ospedali, strutture residenziali, ecc.).
Per i farmaci di uso cronico, è consigliabile non attendere l’ultimo momento per richiedere il rinnovo della terapia in farmacia. Presentare la ricetta con qualche giorno di anticipo rispetto all’esaurimento della confezione consente al farmacista di organizzare l’ordine e, se necessario, di avvisare tempestivamente il paziente in caso di problemi di fornitura. Questo margine di tempo è prezioso anche per il medico curante, che potrà valutare con maggiore serenità eventuali alternative terapeutiche. Nei casi di terapie salvavita o di farmaci con finestra terapeutica stretta, la programmazione anticipata del ritiro in farmacia diventa ancora più cruciale per evitare interruzioni improvvise del trattamento.
Utilizzare strumenti online
Oltre al confronto diretto con il farmacista, oggi esistono diversi strumenti online che possono aiutare a verificare la disponibilità e lo stato regolatorio di un medicinale. In Italia, la banca dati ufficiale dell’AIFA “AIFA Medicinali” consente di consultare le informazioni sui farmaci autorizzati, incluse eventuali note su carenze, sospensioni o ritiri dal commercio. Attraverso la ricerca per nome commerciale, principio attivo o azienda titolare, il cittadino può ottenere un quadro aggiornato sullo status del prodotto, mentre i professionisti sanitari hanno accesso anche a documenti tecnici come il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto. Alcune Regioni mettono inoltre a disposizione portali informativi o elenchi aggiornati delle carenze che interessano il proprio territorio, utili soprattutto per i farmaci distribuiti in ambito ospedaliero.
Negli ultimi anni, l’AIFA ha reso disponibili anche applicazioni per smartphone collegate alla banca dati, che permettono di ricevere notifiche in caso di carenze certificate o modifiche importanti relative a un determinato medicinale. Questi strumenti possono essere particolarmente utili per i pazienti in terapia cronica, che possono monitorare in modo proattivo l’andamento della disponibilità del proprio farmaco e, se necessario, confrontarsi per tempo con il medico. È importante ricordare, tuttavia, che le informazioni online non sostituiscono il parere del professionista: eventuali decisioni su cambi di terapia, sostituzioni con equivalenti o modifiche di dosaggio devono sempre essere prese dal medico curante, sulla base della situazione clinica individuale. Ricerca per indicazioni terapeutiche dei medicinali
A livello europeo, l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha sviluppato piattaforme dedicate al monitoraggio delle carenze, come cataloghi di shortage e sistemi di allerta che raccolgono le segnalazioni provenienti dagli Stati membri. Sebbene questi strumenti siano pensati principalmente per le autorità regolatorie e per gli operatori sanitari, rappresentano una fonte importante per comprendere se un problema di disponibilità è circoscritto a un singolo Paese o ha dimensione sovranazionale. In presenza di carenze diffuse a livello europeo, le strategie di gestione possono includere misure coordinate, come la riallocazione delle scorte, l’autorizzazione temporanea di forniture da altri mercati o la raccomandazione di alternative terapeutiche condivise tra più Paesi.
Esistono infine siti e applicazioni non istituzionali che dichiarano di fornire informazioni sulla disponibilità dei farmaci nelle singole farmacie o aree geografiche. È fondamentale utilizzare con prudenza queste risorse, verificando sempre l’affidabilità della fonte e ricordando che solo le banche dati ufficiali e i professionisti sanitari possono garantire dati aggiornati e corretti sullo stato regolatorio e sulle carenze riconosciute. L’uso di strumenti non certificati può generare confusione, alimentare allarmismi ingiustificati o, al contrario, indurre un falso senso di sicurezza. Per questo motivo, è consigliabile considerare tali servizi solo come supporto informativo aggiuntivo, mai come sostituto del confronto con medico e farmacista.
Contattare il produttore
Quando un farmaco risulta difficilmente reperibile nonostante le verifiche in più farmacie e le consultazioni delle banche dati ufficiali, può essere utile prendere in considerazione il contatto diretto con il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio, cioè l’azienda farmaceutica responsabile del medicinale. I recapiti dell’azienda, inclusi numeri di telefono e indirizzi e-mail per le informazioni medico-scientifiche o per i servizi di farmacovigilanza, sono generalmente riportati nel foglio illustrativo e nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto, oltre che sui siti istituzionali delle stesse aziende. Attraverso questi canali, il cittadino o il professionista sanitario possono chiedere chiarimenti sullo stato di produzione, sulle previsioni di ripristino delle forniture e su eventuali misure straordinarie adottate per fronteggiare la carenza.
È importante, tuttavia, avere aspettative realistiche rispetto a ciò che il produttore può comunicare. Le aziende non possono fornire consigli terapeutici personalizzati né indicare direttamente alternative specifiche, perché questo rientra nelle competenze del medico curante. Possono però confermare se il medicinale è regolarmente in produzione, se sono in corso problemi tecnici o logistici, se è stata avviata una procedura di ritiro o sospensione e se esistono programmi di distribuzione controllata per garantire l’accesso a pazienti con bisogni particolarmente critici. In alcuni casi, le aziende pubblicano sul proprio sito comunicati ufficiali relativi alle carenze, che possono essere consultati anche dai cittadini per avere informazioni aggiornate e verificate.
Per i professionisti sanitari, il contatto con il servizio di informazioni medico-scientifiche dell’azienda può offrire ulteriori dettagli di contesto, ad esempio sulla disponibilità di altri dosaggi o forme farmaceutiche dello stesso principio attivo, sulla possibilità di utilizzare confezioni destinate ad altri mercati previa autorizzazione delle autorità competenti, o sull’esistenza di programmi di uso compassionevole o di accesso controllato in situazioni particolari. Anche in questi casi, però, le decisioni cliniche restano di esclusiva competenza del medico, che dovrà integrare le informazioni ricevute con le linee guida, le normative vigenti e le caratteristiche del singolo paziente.
Nel contattare il produttore è utile preparare in anticipo alcune informazioni chiave: il nome esatto del medicinale, il dosaggio, la forma farmaceutica, il codice AIC se disponibile, nonché l’area geografica in cui si riscontra la difficoltà di reperimento. Questo consente all’azienda di effettuare verifiche più rapide e mirate, ad esempio sui lotti distribuiti in una determinata regione o sulle forniture destinate a specifici canali (farmacia territoriale, ospedale, distribuzione diretta). È consigliabile che il contatto con il produttore, soprattutto quando si tratta di informazioni complesse, sia gestito dal medico o dal farmacista, in modo da garantire un’interpretazione corretta e un utilizzo appropriato dei dati ricevuti.
Alternative al farmaco
Quando un medicinale non è disponibile o è inserito negli elenchi di carenza, la valutazione di possibili alternative rappresenta un passaggio cruciale per garantire la continuità terapeutica. La prima opzione da considerare, quando possibile, è l’utilizzo di un farmaco equivalente, cioè un medicinale che contiene lo stesso principio attivo, nella stessa dose e forma farmaceutica, con bioequivalenza dimostrata rispetto al prodotto di riferimento. In molti casi, la sostituzione con un equivalente può essere effettuata direttamente dal farmacista, nel rispetto delle norme vigenti e delle eventuali indicazioni riportate in ricetta. Tuttavia, per alcune categorie di pazienti o per farmaci con margine terapeutico ristretto, è opportuno che la decisione sia condivisa con il medico curante, che conosce la storia clinica e le eventuali criticità individuali.
Se non esistono equivalenti disponibili o se la carenza riguarda l’intera classe di prodotti basati sullo stesso principio attivo, il medico può valutare l’impiego di un farmaco appartenente alla stessa classe farmacologica o con meccanismo d’azione simile. Questa scelta richiede un’attenta analisi del profilo di efficacia e sicurezza, delle possibili interazioni con altri medicinali assunti dal paziente e delle eventuali controindicazioni specifiche. In alcuni casi, può essere necessario modificare lo schema terapeutico, ad esempio cambiando la frequenza di somministrazione o la via di somministrazione, sempre nel rispetto delle indicazioni autorizzate e delle linee guida. Il paziente non dovrebbe mai intraprendere autonomamente queste modifiche, ma discuterle con il proprio medico, che potrà anche programmare un monitoraggio più ravvicinato nella fase di transizione.
Per alcune terapie, soprattutto in ambito specialistico o ospedaliero, le alternative possono includere l’uso di formulazioni galeniche preparate dal farmacista, sulla base di una prescrizione specifica del medico. Questa opzione è particolarmente rilevante quando la carenza riguarda una determinata forma farmaceutica o dosaggio, ma il principio attivo è comunque disponibile come sostanza. La preparazione galenica richiede competenze tecniche e strutture adeguate, ed è soggetta a norme rigorose di qualità e sicurezza. Non è sempre praticabile per tutti i farmaci, ma può rappresentare una soluzione preziosa in situazioni selezionate, ad esempio in pediatria o per pazienti con esigenze particolari di dosaggio o eccipienti.
In ogni caso, la scelta di un’alternativa deve tenere conto non solo degli aspetti clinici, ma anche della fattibilità pratica per il paziente: modalità di assunzione, frequenza delle dosi, necessità di controlli periodici, eventuali costi aggiuntivi. È utile che il medico spieghi in modo chiaro le ragioni del cambiamento, i possibili effetti collaterali da monitorare e le modalità con cui segnalare eventuali problemi. Il farmacista, dal canto suo, può supportare il paziente nella corretta gestione della nuova terapia, verificando la comprensione delle istruzioni e offrendo chiarimenti su conservazione, orari di assunzione e compatibilità con altri prodotti da banco. Consultazione delle alternative per indicazione terapeutica
Cosa fare in caso di indisponibilità
Quando, nonostante le verifiche in farmacia e l’uso degli strumenti online, un farmaco risulta indisponibile, è fondamentale evitare iniziative autonome come la sospensione improvvisa della terapia, la riduzione arbitraria delle dosi o l’acquisto di prodotti non autorizzati tramite canali non ufficiali. Il primo interlocutore deve essere il medico prescrittore, che potrà valutare la situazione clinica, il rischio associato a un’eventuale interruzione temporanea e le possibili strategie di gestione. In alcuni casi, soprattutto per terapie non salvavita o per trattamenti a breve termine, il medico può ritenere accettabile posticipare l’inizio o la prosecuzione del farmaco, monitorando nel frattempo l’andamento dei sintomi. In altri casi, invece, sarà necessario individuare rapidamente un’alternativa terapeutica per evitare peggioramenti della malattia di base.
È utile che il paziente arrivi al confronto con il medico portando con sé tutte le informazioni raccolte: comunicazioni del farmacista, eventuali stampe o schermate delle banche dati ufficiali, indicazioni ricevute dal produttore. Questo materiale può aiutare il professionista a comprendere meglio la natura del problema (carenza temporanea, ritiro dal commercio, sospensione per motivi di sicurezza, ecc.) e a orientarsi tra le opzioni disponibili. Il medico potrà anche valutare se è opportuno coinvolgere uno specialista, ad esempio quando la terapia riguarda patologie complesse o farmaci ad alto impatto clinico, e se è necessario programmare controlli aggiuntivi durante la fase di transizione verso un nuovo trattamento.
In presenza di carenze riconosciute a livello nazionale, le autorità sanitarie possono emanare indicazioni specifiche rivolte ai professionisti, ad esempio raccomandando la priorità di utilizzo delle scorte residue per determinati gruppi di pazienti o autorizzando temporaneamente l’importazione di medicinali equivalenti da altri Paesi. Queste misure sono comunicate tramite circolari, note informative e aggiornamenti sui siti istituzionali, e vengono recepite dalle strutture sanitarie e dalle farmacie. Il cittadino può non essere direttamente coinvolto in questi aspetti organizzativi, ma è importante che sappia che esistono meccanismi di gestione delle carenze volti a minimizzare l’impatto sui pazienti più vulnerabili, anche se non sempre è possibile evitare del tutto disagi o cambi di terapia.
Infine, in caso di indisponibilità ripetute o di difficoltà strutturali nel reperire un farmaco essenziale, può essere utile segnalare il problema alle autorità competenti tramite i canali messi a disposizione (ad esempio moduli online o numeri dedicati). Le segnalazioni contribuiscono a migliorare il monitoraggio delle carenze e a orientare le decisioni regolatorie e organizzative. È però importante distinguere tra una reale carenza e situazioni legate a problemi locali di distribuzione o a errori di prescrizione: per questo motivo, è sempre consigliabile che la segnalazione sia effettuata o almeno validata da un professionista sanitario, che può fornire i dettagli tecnici necessari e contestualizzare correttamente l’episodio.
La ricerca della disponibilità di un farmaco è diventata un processo che coinvolge più attori e strumenti: il farmacista come primo punto di riferimento, le banche dati ufficiali e le app istituzionali, il produttore per le informazioni sullo stato di produzione, il medico per la valutazione clinica e l’eventuale scelta di alternative. Conoscere questi passaggi e attivarli in modo ordinato permette di ridurre i tempi di incertezza, prevenire interruzioni non necessarie delle terapie e affrontare con maggiore consapevolezza le situazioni di carenza. Pur non potendo eliminare del tutto il rischio di indisponibilità, un approccio informato e collaborativo tra pazienti e professionisti sanitari rappresenta la strategia più efficace per tutelare la continuità e la sicurezza dei trattamenti.
Per approfondire
Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) – Sito istituzionale con banca dati dei medicinali autorizzati in Italia, informazioni su carenze, note informative e documenti rivolti a cittadini e operatori sanitari.
Ministero della Salute – Sezione dedicata a farmaci e dispositivi medici, con aggiornamenti normativi, campagne informative e materiali utili per comprendere il contesto delle carenze e della disponibilità dei medicinali.
European Medicines Agency (EMA) – Portale europeo con informazioni su autorizzazioni, monitoraggio delle carenze e iniziative sovranazionali per garantire la disponibilità dei farmaci essenziali.
European Shortages Monitoring Platform (ESMP) – Piattaforma europea dedicata allo scambio di informazioni sulle carenze di medicinali, utile per comprendere la dimensione internazionale dei problemi di disponibilità.
Istituto Superiore di Sanità (ISS) – Sito dell’ente tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale, con approfondimenti su sicurezza dei farmaci, farmacovigilanza e documenti di supporto alle decisioni in ambito clinico e di sanità pubblica.
