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Cactus Grandiflorus

(Cactus grandiflorus L. – Fam. Cactee)

(Sin. – Cereus scandens Mill. – Selenicereus grandiflorus Britton et Rose – Cereus grandiflorus Mill. – Cactus speciosus W.)

Cactus Grandiflorus- Ultimo aggiornamento pagina: 27/02/2018

Indice dei contenuti

  1. Generalità
  2. Componenti principali
  3. Proprietà farmacologiche
  4. Estratti e preparati vari
  5. Preparazioni usuali e Formule
  6. Bibliografia

Generalità

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cactus

Etimologia – Cactus, dal greco kaktos = catto, spino (pianta), specie di cardo pungente (Teofrasto).

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grandiflorus – per i grandi fiori (diam. 15-20 cm., lungh. 30 cm.).

Cereus – cero (grossa candela), per l’aspetto di queste piante.

Selenicereus, dal greco selhnh = luna: cioè cero della luna. I fiori si

aprono la sera e stanno aperti poche ore nella notte.

scandens – perchè il fusto è rampicante.

speciosus – per l'appariscenza dei fiori.

Nome volgare – Regina della notte.

Habitat Si crede originario dell'America meridionale. Comune nelle Antille e nel Messico, principalmente nella regione costiera degli stati di Vera Cruz e di Taumalipas. Coltivato in serra, come pianta ornamentale.

Pianta grassa, perenne.

Parti usate I fiori disseccati, interi o tagliati a pezzi

Componenti principali

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Mancano dati di analisi recenti. Sultan ( 1 ) segnalò la presenza di un alcaloide, cactina, che non è stato trovato da altri A A. (2).

Proprietà farmacologiche ed impiego terapeutico

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Viene attribuita al Cactus grandiflorus un'azione qualitativamente paragonabile a quella della Digitale sebbene di questa meno attiva e dalla quale differisce anche per essere privo di azione cumulativa.

Engstad (3), lo raccomandò nella terapia dell'angina pectoris e da Williams (4), da Hills (5) e da Curtin (6) fu raccomandato nei disturbi cardiaci che accompagnano il morbo di Basedow.

Nell'insufficienza valvolare aortica venne impiegato con buoni risultati da Williams, da Hills e da Zelenscki (7). Curtin lo consigliò anche nella debolezza cardiaca che consegue a malattie infettive, nell'asma cardiaca e nella eccitabilità cardiaca, dovuta ad aneurisma, allorché la Digitale è controindicata.

Ancora Williams e Hills trovarono il Cactus grandiflorus utile nei casi di abuso di alcool, di tabacco, di caffè e di thè.

Non mancano però AA. che negano a questa droga ogni attività terapeutica, Gordon e Sharp (8) avendola sperimentata clinicamente, non ottennero risultati degni di nota e, più recentemente, Hatcher e Bailey (9) trovarono terapeuticamente inerti alcuni preparati commerciali della droga, da essi sperimentati clinicamente.

Tutte le osservazioni riguardanti il Cactus, siano esse cliniche che sperimentali, risalgono ad un periodo compreso fra il 1890 e il 1911 e se si eccettuano alcune ricerche relativamente più recenti, eseguite da Madaus

(10) sulla rana in toto o sul cuore isolato e anch'esse insufficienti a chiarirne l’attività, null'altro è stato fatto in seguito per meglio precisare l'azione farmacologica e terapeutica di questa droga, la cui conoscenza, sotto questo aspetto, rimane pertanto incompleta.

Estratti e preparati vari

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Preparazioni usuali e formule galeniche

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BIBLIOGRAFIA

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(1) SULTAN, Amer. J. Fharm, 424, 1891 – (2) SHARP, Fharm. J„ n. 1494, 1897 – (3) ENGSTAD, TMrap. Gaiette, 606, 1891 – (4) WILLIAMS, Praalon, 266, 1891 – (5) HILLS, TMrap. Gabelle, 295, 1891 •

(6) CURTIN, Ibld. 15 nov. 1908 – (7) ZELENSCKI, Kltn. TMr. Wcch., n. 22, 738, 1902 – (8) GORDON e SHARP, Praclilion., SS. 1894 – (9) HATCHER e BAILEY SS. 26, 1911 – (10) MADAUS G., Letiibuch der Biologischen Heilmltte), voi, I. O. Thleme Ed. Leipzig 1938» P- 6 sei.

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