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Capsico

(Sin. Capsicum minimum (Mill.) Roxb. – Capsicum fastigiatum Blume)

(Capsicum frutescens L. – Capsicum annuum L. e varietà Fam. Solanee/Solaninee)

Capsico- Ultimo aggiornamento pagina: 27/02/2018

Indice dei contenuti

  1. Generalità
  2. Componenti principali
  3. Proprietà farmacologiche
  4. Estratti e preparati vari
  5. Preparazioni usuali e Formule
  6. Bibliografia

Generalità

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capsico

Etimologia – Capsicum, dal latino capsa (da capio = contenere) — scatola, perchè i semi sono chiusi come in una scatola. Ed anche dal greco kaptw = mordo, perchè pungente, mordace, per il sapore. Anche da kaptw = mangiare avidamente, per le proprietà eccitanti dei frutti (?).

frutescens – a cespuglio.

minimum – il più piccolo (piccolissimo).

fastigiatum – coi rami ritti contro il fusto.

Nome volgare – Chillies da Chilli (messicano), (Ingl.), Pepe di Cajenna, Pepe di Guinea, ecc.

Habitat Regioni tropicali e intertropicali. Guinea, Sierra Leone, Mombasa, Angola, Brasile, (Amazzoni), Perù orientale. India, Indocina, Oceania (Tahiti, Noumea, ecc.), Madagascar, Natal, Cina, Messico, Nyassaland. Il C. annuum L. è originario dell'America del Sud; introdotto in Europa nel XVI sec. Coltivato.

Le var. szegedinense e tetragonum danno la paprika (Ungheria). Arboscello perenne.

Parti usate I frutti.

Componenti principali

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Capsaicina (8-metil-N-vanillil-6-nonenamide)

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C18H27O3N (1) 0,1% (1), 0,013-0,22% (2): nel C. fastigiatum sino allo 0,5% (1); anche 1% nella droga commerciale (27).

capsico Figura 1

Con il nome capsicina è stata indicata una sostanza basica volatile, che sarebbe presente nel Capsico spagnolo (C. annuum e C. fastigiatum) (23)

(24) (25). Le conoscenze sull'esistenza di questo alcaloide non sono state chiarite. Secondo Pabst (26), la sostanza alcaloidica, isolata in tracce dai frutti del C. annuum, non è un componente normale, ma un prodotto di decomposizione.

Nell’epicacpo del frutto del C. annuum: le sostanze coloranti carotinoidi capsantina C40H58O3, capsorubina C40H60O4. zeaxantina e luteina C40H56O2, criptoxantina C40H56O e tracce di a- e b-carotene (3). II contenuto di capsantina nell'epicarpo del frutto, secondo le analisi di Zechmeister e Cholnoky (3) è risultato pari a 0,09-0,4 %, secondo Brown

(4) 0,15-0,3%.

Vitamine: B2 e specialmente C (5) 80-250 mg % (6) fino a 57.2 mg % (7), nicotinamide 0,95 mg % (8), vitamina E 25-110 g % nei frutti immaturi, 135-250 g % nei frutti semimaturi, 230-1040 g % nei frutti maturi (9).

Altri componenti dei frutti: gli acidi maionico e citrico, citrati (5),

capsico Figura 2

pentosano 8,28% nella droga secca (10), d-glucosio 6,1-7% e saccarosio

(11), olio etereo 0,17-1,25% (12), olio fisso 8-18% (13), ceneri 5,17% nella droga secca (14) con molto potassio, anche oltre il 50 % di K3O, e rame 2,5-5 mg sino a 135 mg % (15). Nell'olio dei semi [14.9% (16) sino al 32% (17)] sono stati trovati gli acidi miristico, paimitico, stearico, carnaubico ed oleico (3).

Proprietà farmacologiche ed impiego terapeutico

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L'azione farmacologica del Capsico è stata recentemente studiata da Toh, Lee e Kiang (18) i quali trovarono che l’iniezione endovena di capsaicina nel gatto cloralosato, provoca fenomeni di apnea che possono essere aboliti o fortemente ridotti, raffreddando i vaghi alla temperatura di 9°-10°C, mentre la completa scomparsa dell’apnea residua, poteva essere ottenuta con un ulteriore raffreddamento dei vaghi alla temperatura di 2-3° C.

Secondo gli AA. la capsaicina agirebbe sui recettori periferici polmonari. Essa provoca inoltre un abbassamento della pressione ed una diminuzione della frequenza cardiaca, effetti questi che vengono aboliti dopo il taglio dei vaghi.

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Abbassamento della pressione arteriosa e apnea, furono osservati dagli AA. anche iniettando la capsaicina nel seno carotideo, effetti questi che venivano notevolmente ridotti dopo il taglio del nervo del seno. Tale azione è stata interpretata dagli AA. come derivante da una sensibilizzazione della zona reflessogena vesosensibile del seno carotideo.

Iniettata nella circolazione splancnica; la capsaicina provoca un aumento della pressione arteriosa, aumento che veniva abolito asportando i plessi mesenterici superiori e inferiori.

Sull’ileo isolato di cavia, la capsaicina aumenta il tono e la frequenza delle contrazioni, mentre non manifesta alcuna attività se fatta agire su segmenti di utero di ratta.

Gli AA. notarono inoltre che fra le sostanze chimicamente analoghe alla capsaicina, quali la vanillilamina, la vanillilacetamide e la vanillil-n-decoilamide, soltanto quest'ultima manifesta un’attività simile a quella della capsaicina, mentre le altre non sarebbero dotate che di una molto scarsa o di nessuna attività.

L’iniezione intramuscolare di un estratto acquoso di Capsicum annuum (la cui composizione è molto simile a quella del C. pubescens), provoca secondo Deschiens e Poirier (19) la morte degli animali da esperimento, mentre dosi subletali darebbero luogo ad una marcata eosinofilia. La somministrazione orale di questo estratto, non provocherebbe invece alcun effetto tossico.

Secondo McKeen (20) il succo di Capsico conterrebbe una sostanza proteica capace di inibire alcune infezioni virali delle piante, quali per es. il mosaico, del tabacco.

Il Capsico, applicato localmente sulla cute, sotto forma di estratto o di tintura e in soluzione sufficientemente concentrata, induce sensazione di calore, mentre a più elevata concentrazione provoca sensazione intensa di bruciore. Il Capsico non è dotato di azione rubefacente vera e propria; esso eccita le terminazioni nervose cutanee termosensibili, trasmettendo una sensazione di calore e soltanto secondariamente provoca una iperemizzazione della zona su cui è stato applicato.

L’azione vescicatoria non compare neppure dopo l'applicazione di soluzioni molto concentrate.

I preparati di Capsico somministrati per os, hanno azione eupeptica, aumentando la secrezione gastrica e questa è la ragione per cui il Capsico è largamente impiegato come condimento ed è specialmente noto, sotto questo aspetto, con il nome di «paprica», l’abuso della quale può condurre però a forme ostinate di gastriti ipercloridriche, a stitichezza e a fatti irritativi del rene e delle vie urinarie (21), con disuria o poliuria (22).

II Capsico entra nella composizione di alcune pastiglie, utili nelle affezioni laringofaringee e specialmente nell’afonia. Sotto forma di tintura è usato localmente per pennellature o per frizioni; sotto forma di pomate e linimenti, come revulsivo cutaneo, nel trattamento dei reumatismo, di alcune nevralgie, dei geloni, dei versamenti pleurici, articolari ecc.

Estratti e preparati vari

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a) Estratto fluido (g 1 = XLIX gtt).

Dosi: I-III gtt pro dose.

b) Tintura al 10% di droga.

Dosi: X-XXX gtt pro dose.

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c) Oleoresina U.S.P.

Uso esterno.

d) Oleoresina N.F.Am.

Uso esterno.

Preparazioni usuali e formule galeniche

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Tintura

Estratto fluido capsico………………………………………… g 10

Alcool di 60°………………………………………………… … g 90

(X-XXX gtt pro dose)

Gocce eupeptiche

Tintura capsico……………………………………………………………. g 2

Tintura noce vomica………………………………………………….. g 1,5

Estratto fluido genziana per tintura…………… g 1

Estratto fluido china q. b. a………………………………. g 50

(X gtt prima dei pasti)

Linimento rubefacente

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Tintura capsico…………………………………………….. g 1

Canfora…………………………………………………. g 15

Sapone medicinale………………. g 15

(uso esterno)

Pomata con oleoresina di capsico

Oleoresina capsico……………….. g 3

Lanolina e vaselina……………….. ana g 15

(uso esterno)

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Unguento all'oleoresina di capsico composto

Oleoresina capsico

Mentolo

Idrato di cloralio

Canfora…………………………………….. ana g 9

Vaselina gialla………………………….. g 64

(uso esterno)

BIBLIOGRAFIA

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(1) NELSON E. K„ J. Amer. Chem. Soc., 41. 1115, 1472, 1919; 42. 597. 1920; 4S. 2179. 1923 – (2) WASICKY R. e KLEIN F.. Feslschrifl /. Alexander Tschirch., 1927, 351; Chem. Zbl., 1. 2939, 1927 – (3) ZECHMEISTER L. e CHOLNOKY L., Lieb. Annal., 414. 54. 1927; 435, 70, 1927; 478. 95, 1930; 487. 197. 1931; 489, I. 1931; 309, 269, 1934; 376, 30. 1935 – (4) BROWN L. W„ J. Blol. Chem.. HO. 91. 1935; Ber. Ges. Physlol, 89, 65, 1936 – (5) GATET L„ GENEVOIS L. e FLAVIER H„ Bull. Soc. Chlm. Blol.. 22. 315, 1940 – (6) SCHUPHAN W, Forschungdiensi., 12. 615, 1941 – (7) DODGE, DruI and Cosm. lnd„ 49. 516, 1941 – (8) DROESE W. c BRAMSEL H„ yilamlnlabellen. 1943, p. 22 – (9) FELDHEIM W„ Z. Lebensm-Vntersuch. Forsch., 106. 116, 1957; Chem. Abs.. 32, 608 d, 1958 – (10) HANUS e BIEN, 1906, di. da WEHMER, Die PfianienstoSe. 1931, p. 1102 – (11) TOMPOS A.. Klsirlelugyl Kbrieminyek. 37. 286. 1934 – (12) OBERMAYER E. e MOTUSZ L.. Warenkunde des Vngarlschen Paprika, 1935 – (13) ARDRY R.. Ann. Pharm. Frane., 7. 541, 1949 – (14) KONIG â–  BÒMER – BEYTHIEN, cit, da WEHMER C„ Die Pflanzcnstone. 1939, p. 1102 – (15) VEDRÒDI, Chem. Zti„ 20, 399, 1896; cIt. da WEHMER C„ loc. eli. in (14) – (16) MARGAILLAN, Ann. Mus. Colon., 7, 5, 1929; Chem. Zbl.. 1. 3621, 1930 – (17) SIGMOND c VUK, Z. Vntersuch. Nahrugs. u. Genussm., 22. 599, 1911; Chem. Zbl.. I. 369, 1912 – (18) TOH C. C„ LEE T, S. e KIANG A. K„ Brìi. J. Pharmacol., 10, 175, 1955 – (19) DESCHIENS R. e POIRIER M„ C. R. Soc. Blol.. 147, 1021-23, 1953 – (20) McKEEN COLIN D„ Can. J. Boiany. 34, 905-26, 1956 – (21) HOLLANDER, DIsseri. Frankfurt 1932, citato da BERGER F. In Handbuch der Drogenkunde, voi. 3, p. 116, Vienna 1952 – (22) DELIOUX DE SAVIGNAC, Bull. Gin. de Ther.. vol,’90, p. 22 – Citato da BERGER I. c. – (23) FELLETAR, Vlertelf f. pr. Pharm., 17, 360, 1868 – (24) THRESCH, Jahresber. Chem.. 883, 1876 – (25) NELSON, Chem. Zbl., 1, 42, 1911 – (26) PABST T.. Arch. Pharm., 133, 1892 – (27) The Dispensatory of thè United States of America, 1955, p. 241.

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