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Iride Fiorentina – Ireos o Giaggiolo

Il nome volgare Iride fiorentina ha dato luogo ad un qui-pro-quo che è bene chiarire.

Si è indotti a credere che l’Iris che si coltiva in Toscana sia la specie botanica Iris fiorentina di Linneo, che ha per sinonimi Iris flore albo J. B. – Iris florentina alba Savi.

Questa specie non va confusa con l’Iris germanica alba Redouté, che, nei testi orticoli, è denominata Iris florentina Hort. non Linneo.

L'Iris florentina L. p.d. ha il rizam piccolo, poco odoroso, perchè scarso di essenza; viene coltivata a scopo ornamentale.

La specie che fornisce in abbondanza il miglior rizoma è la Iris pallida L. (sin. – Iris odoratissima Jacq. – I. plicata Lamk. – I. Cengialtii Ambrosi).

Il suo rizoma ha odore grato, persistente, ed è, per questo, preferita per la coltivazione a scopo industriale.

L’altra specie coltivata a scopo ornamentale e industriale è l’Iris germanica L. con le sue varietà violacea H.P. e coerulea H.P. registrata da P.A. Micheli (Hort. Florent., 1748) come Iris florentina latifolia flore majore purpureo-violaceo. Il suo rizoma fornisce buona quantità di essenza, ma il suo profumo è molto meno delicato di quello dell’Iris pallida.

Iris florentina L. (non Hort.) – Originaria della Mesopatamia, dell’Asia Minore, della regione a sud del Mar Nro e della Macedonia. Acclimatata in Italia sui colli e luoghi boschivi sulle vecchie mura delle città del centro e del sud della penisola, in Sicilia, Ischia.

Iris pallida L. – Originaria dall’Oriente, acclimatata nell’Europa Meridionale, ad eccezione della Spagna; in Italia coltivata nelle provincie di Firenze, Lucca, Arezzo, Perugia, Ravenna, Verona.

Iris germanica L. – India settentrionale, Illiria, Dalmazia, Marocco e in tutta l'Europa centrale e meridionale. Coltivata nel Veronese.

Iride Fiorentina – Ireos o Giaggiolo- Ultimo aggiornamento pagina: 27/02/2018

Indice dei contenuti

  1. Generalità
  2. Componenti principali
  3. Proprietà farmacologiche
  4. Estratti e preparati vari
  5. Preparazioni usuali e Formule
  6. Bibliografia

Generalità

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iridefiorentina

Etimologia – Iris (vedi Iris versicolor L.).

florentina – di Firenze (giglio araldico della Città)

pallida – per il colore azzurro-rosato pallido dei fiori

germanica – di Germania

Nome Volgare – Tutte queste specie sono chiamate Giaggiolo. I Latini chiamavano l’lris gladiolum = piccola spada ed è da questo termine che è derivato il nome collettivo, rimasto anche nelle varie parlate dialettali spadun (emil.), spadella (nap.), spadé (val. tell.), cortelas (coltellaccio) (bresc.), spatulidda (sic) ecc.

Iride fiorentina

Schwertlilie, Violenwurzel (ted.), White flower de luce, Fiorentine Orris (ingl.), Flambe, Iris de Florence, Iris pale (fr,), Lirio de Florencia (spagn.), Lirio de Florença (port.). Violagyòkez (ungh.).

Iris germanica

Glaieul blue, Flamure, Iris d’Allemagne (fr.), Lirio azul o de Alemania o cardeno (spagn.), Kék nòszirom (ungh.), Deutsche-Schwertlilie (ted.), Stangeni (rumen.), Siçane (arab.).

Piante erbacee perenni.

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Parti usate – I rizomi, che in commercio si distinguono in diritti, se semplici, ben nutriti, decorticati – groppi o groppetti se nodosi o forcuti, decorticati – sorte o scarto se in pezzi irregolari o rotti o frammenti non decorticati, provenienti dalla scortecciatura.

Componenti principali

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0,1-0,2% (1), in rizomi di piante di tre anni almeno 0,2% (sino a 0,4% per distillazione prolungata) (2) di olio essenziale, costituito in media dal 75-80% di acidi grassi liberi, i cui nove decimi sono di acido miristico (2a), che forma la parte solida dell'olio (burro o canfora o «concreto» di Iride). Nell’olio essenziale è stata inoltre segnalata la presenza dei seguenti componenti:

— acidi grassi liberi: oltre all’acido miristico, gli acidi palmitico (3), caprilico, pelargonico, caprico, undecilico, laurico, tridecilico e benzoico (4); recentemente è stata esclusa la presenza degli acidi undecilico e tridecilico (2a).

— acidi grassi combinati come esteri: miristato e oleato di metile (3) (5), caprilato di metile, pelargonato di metile, caprato di metile, laurato di metile, palmitato di metile, stearato di metile e linoleato di metile (5).

— alcooli: alcool benzilico, linalolo, geraniolo (6), eugenolo (7), due alcooli secondari C10H16O, itolo C14H24O (?), alcooli sesquiterpenici C15H26O (7).

— aldeidi: furfurale (7), aldeide benzoica, aldeide n-decilica (8), un'aldeide nonilica(9), 2-nonen-1-ale (7), aldeide oleica (3), presente quest’ultima nell'olio ottenuto per estrazione (3) e non in quello preparato per distillazione (9).

— chetoni: principalmente ironi (v. sotto), acetovanillone (4-ossi-3-metossi-acetofenone) (0,5%), (10), acetofenone, acetoveratrone (3,4-dimetossi-acetofenone), un ossi-chetone a,b-insaturo, C14H24O2, (7)

(10), che è probabilmente un ossidiidroirone (10), due chetoni monociclici a,b-insaturi, C10H16O, (7), dei quali uno è forse identico con un chetone C10H16O, già isolato da Naves (10): un chetone, C10H16O, (7), che può identificarsi con il chetone già segnalato da Schimmel (11), due monochetoni C10H16O2 (7).

— altri componenti dell’olio; un estere dell’acido salicilico, un metilato (?) (5), un terpene, naftalene, un fenolo (9), una base non identificata (6) (9).

I principali componenti profumati dell’olio essenziale sono gli ironi, aventi odore di violetta. L’esiguità del contenuto di ironi dell’olio di Iride e resistenza di diversi isomeri sono le prime cause delle difficoltà incontrate nella determinazione della struttura di questi composti. Dopo le prime ricerche compiute da Tiemann e Kruger (12), numerosi altri AA. (13-18) si sono susseguiti nello studio della composizione chimica e della sintesi degli ironi, sinché, specialmente per merito dei lavori di Ruzicka e coll.

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(14) e di Naves e coll. (18), è stata definita la formula con anello esagonale degli ironi.

Gli ironi, C14H220, sono 6-metiliononi. Nell’olio essenziale di Iris si è riconosciuta la presenza di un g-irone (19) o neo-g-irone (20), di a-irone (19) (21) (22), neo-b-irone (19) (23), neo-a-irone (24), neoiso-a-irone (22) (25) e di tracce di altri ironi g, tra cui il g -irone propriamente detto (26). Ricordiamo che gli stereoisomeri cis si denominano semplicemente ironi, mentre si indicano con il suffisso neo gli isomeri trans in 21, 22 e con iso quelli trans in 2, 6 (27).

iridefiorentina Figura 1

Nell'olio essenziale di rizomi della Francia meridionale (Seillans, Var) è stato trovato dal 13,4% al 15,4% di chetoni, calcolati come irone (2). Dall’olio essenziale privato degli acidi grassi, ottenuto da droga del sud della Francia (Seillans, Var), è stato ricavato dal 72 al 79,7 % di chetoni (e aldeidi) calcolati come irone (2). Glichitch e Naves (28) hanno indicato un titolo di ironi pari al 50-70 %.

Tra gli isomeri degli ironi naturali i principali componenti sono gli ironi a e g; il neo-b-irone è presente solo in quantità relativamente piccole; dal 2 al 9 % (29). Vi è però discordanza tra gli Autori circa le proporzioni, in cui i composti a e g si trovano nel prodotto naturale, quantunque si riconosca che il rapporto tra i due gruppi di ironi possa variare entro limiti molto vasti (30) (31). Ruzicka e coll. (32) hanno rilevato un contenuto di circa il 75 % di g -irone e di circa il 25 % di a-irone. Naves e coll. (33) d’altro lato hanno indicato invece l’a-irone quale principale componente; lo stesso Naves (34), analizzando oli di varie origini, ha notato un contenuto di g-irone variante dal 10 al 53%. Naves (29) inoltre ha segnalato che in oli di diversa provenienza la proporzione di iso-a-irone è inferiore all’1 % e che la percentuale di neo-iso-a-irone in rapporto all’insieme di a-irone, neo-a-irone e neo-g-irone varia tra il 4,5 ed il 10%.

Oltre all’olio essenziale, nei rizomi di Iris si trova iridina, C24H26O13, il glucoside isolato per la prima volta da de Laire e Tiemann (35). Per scissione idrolitica l’iridina produce una molecola di glucosio e l’aglucone irigenina, C18H16O8, che è il 3’,5,7-triossi-4’,5',6-trimetossi-isoflavone, come è stato stabilito da Baker e Robinson (36).

iridefiorentina Figura 2

Baker (36) nei rizomi ha trovato circa lo 0,9 % di iridina.

Altri componenti dei rizomi segnalati in letteratura; resina, tannino e amido (37). Dalle analisi di prodotti commerciali si è dedotta la presenza di olio grasso 9,6 %, zuccheri 6,7 %, amido 57%, resina, tannino; ceneri 3,6% con 40% di CaO (38).

Proprietà farmacologiche ed impiego terapeutico

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Blando espettorante: correttivo dell’odore e del sapore; entra nella composizione di polveri aspersorie, di dentifrici e di vari prodotti cosmetici.

Usata anche per la preparazione di vari liquori.

Estratti e preparati vari

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Estratto fluido (g 1 = XL gtt).

Dosi: g 1-2 pro dose.

Preparazioni usuali e formule galeniche

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Tintura

Estratto fluido iride fiorentina g 20

Alcool di 50° g 80

(a cucchiaini).

BIBLIOGRAFIA

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(1) GILDEMEISTER E. e HOFFMANN F.. Die Aetherische Cele, 3” ed., voi. II – (2) GUENTHER E., The Essential Oils, voi. VI, 1952, pp. 85, 87, 88 – (2a) NAVES Y. R. e ODERMATT A„ Helv. Chim. Acta, 44, 999, 1961 – (3) TIEMANN e KRUEGER, Ber, 26. 2675, 1893 – (4) LANGLAIS e GOBY, Compì, rend., 179, 173, 1924; Bull. Soc. Chim, 35, 1307, 1924 – (5) NAVES Y. R., Helc. Chim. Acta. 32, 2306, 1949 – (6) TAVEL, Dissert. Edgenòssische Technische Hochschuie, Zurìch, 1946 – (7) TREIBS, Ber,, 83, 431, 1950 – (8) SCHIMMEL. Ber. Schimmel, aprile 1907. 66 . (9) SCHIMMEL, ibid, aprile 1907, 53 – (10) NAVES y. R„ Helv. Chim. Acta, 32, 1351, 2171, 1949 – (11) SCHIMMEL, Ber. Schimmel, aprile 1907, 65 – (12) TIEMANN e KRUEGER, fl«r„ 26, 2675, 1893; 28, 1757, 1895: 31, 808, 1898 – (13) MERLING, Ibid,, 41, 2066, 1908 – (14) RUZICKA e coll., Helv. Chim. Acta, 2, 352, 1919; 16, 1143, 1150, 1933; 23, 935, 959, 1940; 24, 1434, 1941; 25, 188, 199, 1942; 30, 1810 e 2168, 1947; 31, 257, 1948; 32, 1744 e 2198, 1949; 25, 1826, 1952 – (15) GILLAM e WEST, Naiure, 148, 114, 1941; 1. Chem. Soc„ 95, 484, 1942 – (16) EVANS e GILLAM, ifcid., 565, 1943 – (17) KOESTER, Ber., 77, 559, 1944 – (18) NAVES Y, R. e coll., Helv. Chim. Ada. 30, 2221, 2222, 2233, 1947; 31. 893, 907, 1103, 1280, 1876, 2047, 1948; 32, 287, 969, 2192, 1949; 40, 1123, 1957; 41, 653, 1958; Bull. Soc. Chim. Frane., 243, 1951; 667, 1954; 1768, 1956; 383, 1958; Chimia, 6. 278, 1952 – (19) RUZICKA L., SEIDEL C. F„ SCHINZ H. e PFEIFFER M„ Helv. Chim. Acia, 30, 1807, 1947 – (20) NAVES Y. R„ ibid.. 31, 2047, 1948; NAVES Y. R. e BACHMANN P.. ibid.. 32, 402, 1949 – (21) NAVES Y. R., ibid., 30, 2221. 1947; NAVES Y. R. e BACHMANN P., ibid., 30, 2223. 2233, 2241, 1947 . (22) SEIDEL C. F. e RUZICKA L., ibid.. 35, 1830, 1952 – (23) NAVES Y. R„ Bull. soc. chim. Frane., 1951, M 243 – (24) NAVES Y. R„ Helv. Chim. Ada, 31, 1876, 1948 – (25) NAVES Y. R., ifcid, 31, 1282, 1948 – (26) NAVES Y. R., ifcid, 32, 2192, 1949; SEIDEL C. F. e RUZICKA L„ ifcid, J5, 1835, 1952 – (27) NAVES Y, R„ ifcid, J2. 969, 1949 – (28) GLICHITCH e NAVES Y.R., Parlums France, 9, 371, 1931 – (29) NAVES Y.R, Helv. Chim. Ada, 41, 654, 1958 – (30) NAVES Y. R, Chimia, 6, 278, 1952 – (31) NAVES Y. R, Helv. Chim. Ada, 32, 287, 1949 – (32) RUZICKA

L. e coll, ifcid, 31, 257, 1948; 32, 1739, 2560, 1949 – (33) NAVES Y. R. e BACHMANN P„ ifcid, 30, 2222, 1947 – (34) NAVES Y. R„ ibid., 31, 893, 912, 2047, 1948; 32, 2186, 1949 – (35) DE LAIRE G. e TIEMANN F„ Ber., 26, 2010, 1893 – (36) BAKER W„ J. Chem. Soc., 1022, 1928; BAKER W. e ROBINSON, ifcid-, 152, 1929 – (37) PERROT E., Matières premières Usuelles du Régne Végétal, 1943- 1944. voi. I, p. 644 – (38) WEHMER C„ Die Pllaniensloffe, II ediz., p. 168.

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