Addio a Gianpaolo Donzelli, choc nella sanità italiana

Lutto nella sanità italiana per la scomparsa di Gianpaolo Donzelli, pioniere della neonatologia e della medicina perinatale.

È morto a Firenze Gianpaolo Donzelli, maestro della neonatologia italiana e storico “medico dei bambini” dell’ospedale pediatrico Meyer, figura centrale nella pediatria e nella bioetica nazionale. (corrierefiorentino.corriere.it, adnkronos.com)

Il professore si è spento la sera dell’8 gennaio nel capoluogo toscano, all’età di 78 anni secondo alcune fonti, 79 secondo altre, lasciando un vuoto profondo nella comunità medica e nel mondo della sanità pubblica. (corrierefiorentino.corriere.it, adnkronos.com, toscanamedica.org) I funerali sono fissati per sabato alle 15, nella Basilica di San Miniato al Monte, a Firenze, dove colleghi, ex pazienti, istituzioni e studenti sono attesi per l’ultimo saluto. (corrierefiorentino.corriere.it, polesine24.it, adnkronos.com)

Il “medico dei bambini” del Meyer

Per il Meyer, Donzelli non è stato solo un clinico di riferimento, ma uno degli artefici della sua identità moderna: neonatologo e pediatra, ha diretto a lungo la terapia intensiva neonatale e la neonatologia dell’ospedale, contribuendo a farne uno dei poli d’eccellenza per la cura dei neonati e dei bambini in Italia. (polesine24.it, adnkronos.com, toscanamedica.org)

Dal 2015 al 2023 è stato presidente della Fondazione Meyer, dopo averne seguito fin dal 2000 la nascita e lo sviluppo come strumento strategico di sostegno alla struttura pediatrica. (corrierefiorentino.corriere.it, adnkronos.com, quotidianosanita.it) Sotto la sua guida la Fondazione ha rafforzato la raccolta fondi, la ricerca, i progetti di umanizzazione delle cure e la collaborazione con il territorio, consolidando il ruolo del Meyer come ospedale di riferimento anche a livello nazionale. (adnkronos.com, quotidianosanita.it)

In una nota carica di riconoscenza, la Fondazione Meyer e la direzione dell’Aou Meyer Irccs ricordano il professore come un “animatore ineguagliato” della vita dell’ospedale: un medico capace di coniugare rigore scientifico e attenzione umana, “con il suo sorriso, la sua amicizia, la sua professionalità e competenza insieme alla sua sensibilità e il suo amore”, qualità che hanno lasciato “un ricordo indelebile che rimarrà nella storia dell’ospedale e della Fondazione”. (corrierefiorentino.corriere.it, polesine24.it, adnkronos.com, quotidianosanita.it)

Le radici: da Rovigo a Firenze

Nato a Rovigo il 12 novembre 1947, Donzelli si è laureato in Medicina all’Università di Bologna, per poi specializzarsi in Clinica Pediatrica all’Università di Firenze, la città in cui avrebbe scelto di vivere, lavorare e costruire la sua intera carriera. (polesine24.it, adnkronos.com)

Il suo legame con il Meyer comincia presto: tra il 1973 e il 1975 lavora al pronto soccorso dell’Azienda ospedaliero-universitaria pediatrica, entrando rapidamente nel cuore pulsante della cura dei casi più complessi. (polesine24.it, adnkronos.com) Quegli anni saranno il prologo di una vita professionale interamente dedicata alla pediatria e, in particolare, ai neonati più fragili.

L’esperienza in Africa e lo sguardo globale sulla cura

Tra il 1975 e il 1977 Donzelli guida la clinica pediatrica dell’ospedale di Tosamaganga, in Tanzania, un passaggio cruciale per la sua formazione, che segna la sua apertura a una medicina globale, attenta alle disuguaglianze e alle condizioni più difficili. (polesine24.it, adnkronos.com)

In Africa si confronta con la scarsità di risorse, le patologie dell’infanzia nei Paesi a basso reddito, la necessità di organizzare l’assistenza pediatrica in contesti complessi. Un’esperienza che colleghi e allievi ricordano come decisiva nel maturare il suo sguardo etico sulla professione: la cura come responsabilità, ma anche come scelta di campo nei confronti dei più vulnerabili. (toscanamedica.org)

Negli anni successivi sarà promotore di progetti internazionali in Africa, contribuendo a portare competenze, formazione e collaborazione scientifica in contesti dove l’accesso alla cura dei bambini resta una sfida quotidiana. (corrierefiorentino.corriere.it)

Ricerca, università e formazione di generazioni di medici

Rientrato in Italia, Donzelli intraprende anche un percorso da ricercatore: dal 1978 al 1981 lavora al Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), per poi passare stabilmente all’Università di Firenze. (polesine24.it, adnkronos.com)

Dal 1982 al 2018 è prima ricercatore e poi professore di Pediatria alla Facoltà di Medicina e Chirurgia del capoluogo toscano, con un ruolo centrale nella formazione di intere generazioni di pediatri e neonatologi. (corrierefiorentino.corriere.it, adnkronos.com) Molti medici oggi in servizio nei reparti pediatrici italiani si definiscono “suoi allievi”, richiamandone il metodo: rigore scientifico, capacità critica, attenzione al rapporto con le famiglie e ai risvolti etici di ogni scelta clinica. (toscanamedica.org, met.provincia.fi.it)

La sua produzione scientifica è imponente: oltre 500 articoli su riviste nazionali e internazionali e 8 volumi scientifici, che spaziano dalla medicina perinatale alle terapie intensive neonatali, dalle linee guida di trattamento alle riflessioni sui limiti delle tecnologie applicate alla cura dei prematuri. (polesine24.it, adnkronos.com) Un lavoro che ha contribuito a definire standard assistenziali e protocolli oggi considerati riferimento per il settore.

La Carta di Firenze e il ruolo nella bioetica

Tra i contributi più significativi di Donzelli alla sanità italiana c’è la partecipazione, da protagonista, alla stesura della “Carta di Firenze”, documento elaborato nel 2006 sulle cure da praticare ai neonati estremamente prematuri. (polesine24.it) La Carta rappresenta una pietra miliare nel dibattito su quando e come intervenire sui neonati al limite della vitalità, mettendo al centro non solo la fattibilità tecnica, ma anche la qualità della vita futura, la sofferenza, il peso delle decisioni sulle famiglie.

Grande esperto di bioetica, Donzelli è stato:

Dalla rianimazione dei prematuri estremi all’uso delle nuove tecnologie in terapia intensiva, dal consenso informato dei genitori ai limiti dell’accanimento terapeutico, Donzelli ha sempre insistito sulla necessità di una medicina che pensi se stessa, capace di interrogarsi continuamente sul significato del “prendersi cura”. (toscanamedica.org)

“Ha insegnato a curare pensando e a pensare curando”

Il segno lasciato da Donzelli va oltre curriculum e titoli. A sintetizzarlo sono le parole di Pietro Dattolo, presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze, che nel ricordarlo parla di una figura che ha “attraversato la medicina lasciando un segno profondo, non solo per ciò che ha fatto, ma per il modo in cui ha saputo interrogarsi continuamente sul significato del prendersi cura”. (toscanamedica.org, met.provincia.fi.it)

Ha insegnato a curare pensando e a pensare curando” sottolinea Dattolo, evidenziando come il contributo del neonatologo fiorentino abbia inciso sulla cultura medica toscana e italiana, spingendo i professionisti a non separare mai tecnica, ascolto e responsabilità etica. (toscanamedica.org, met.provincia.fi.it)

La sua figura viene descritta da colleghi e istituzioni come quella di un medico capace di stare accanto alle famiglie nei momenti più drammatici, quando una nascita rischia di trasformarsi in una prova estrema, e di farlo con una competenza riconosciuta a livello internazionale ma anche con una rara umanità. (corrierefiorentino.corriere.it, adnkronos.com, toscanamedica.org)

Un’eredità che resta nella sanità italiana

Oltre ai ruoli accademici e ospedalieri, Donzelli ha ricoperto altre funzioni di rilievo: coordinatore del Centro Malattie Rare Pediatriche della Regione Toscana, socio della Fondazione CR Firenze dal 2017 e poi membro del suo Consiglio di amministrazione, interlocutore ascoltato nelle politiche sanitarie regionali sulla pediatria e la perinatologia. (corrierefiorentino.corriere.it, polesine24.it, adnkronos.com)

La sua eredità è duplice: da un lato l’impatto concreto sulla qualità delle cure neonatali e pediatriche, sulle terapie intensive, sui percorsi per i bambini con malattie rare; dall’altro, un patrimonio di pensiero che continua a orientare chi ogni giorno si misura con decisioni difficili in corsia.

Nel cordoglio espresso dall’Ordine dei medici, dalla Fondazione Meyer, dall’ospedale e dalle istituzioni sanitarie emerge un elemento ricorrente: l’idea che il nome di Gianpaolo Donzelli resterà legato non solo alla storia di un grande ospedale pediatrico, ma a una certa idea di medicina, più attenta ai bambini e alle loro famiglie, capace di unire scienza e coscienza. (corrierefiorentino.corriere.it, adnkronos.com, toscanamedica.org, quotidianosanita.it)


Fonti principali:
ANSA – Salute & Benessere (necrologio Gianpaolo Donzelli)
Corriere Fiorentino (corrierefiorentino.corriere.it)
La Voce di Rovigo (polesine24.it)
Adnkronos (adnkronos.com)
Quotidiano Sanità (quotidianosanita.it)
Toscana Medica / Ordine dei Medici di Firenze (toscanamedica.org, met.provincia.fi.it)