Allarme Pronto Soccorso: influenza, caos e attese infinite

Picco influenzale e accessi incontrollati saturano i Pronto soccorso: sovraffollamento cronico, carenza letti e ritardi assistenziali

Pronto soccorso siciliani al collasso: influenza, tagli e carenze dietro l’emergenza

I pronto soccorso della Sicilia sono sotto pressione come non accadeva da anni: corsie piene, barelle nei corridoi, attese di oltre 48 ore per un ricovero, personale allo stremo. L’ondata influenzale è il detonatore, ma non l’unica causa di un sistema che arriva all’appuntamento in evidente affanno. (balarm.it, uilsicilia.it)

Nelle ultime due settimane i casi di sindromi influenzali hanno avuto un’impennata tale da mettere in seria difficoltà l’intera rete ospedaliera regionale, con punte di sovraffollamento superiori al 200% in diversi nosocomi di Palermo, Catania e Messina. (corrieretneo.it, balarm.it)

Sicilia maglia nera per l’incidenza influenzale

Secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità, la Sicilia figura tra le regioni con la più alta incidenza di sindromi simil-influenzali, con un tasso di oltre 20 casi ogni mille assistiti in una sola settimana e migliaia di nuovi contagi notificati, dietro solo a Lazio e Lombardia per numero assoluto. (balarm.it) Una curva che non ha ancora raggiunto il suo picco, con gli esperti che temono un ulteriore aumento con il pieno ritorno a scuola e al lavoro dopo le festività. (balarm.it)

Nella pratica, questo si traduce in un’ondata di pazienti con febbre alta, tosse, complicanze respiratorie e riacutizzazioni di patologie croniche che si riversa nelle strutture di emergenza in un arco temporale ristretto, schiacciando un sistema già fragile. (corrieretneo.it, balarm.it)

Pronto soccorso oltre il limite: i numeri del sovraffollamento

A Palermo, Catania e Messina i numeri parlano da soli.
Secondo i dati di monitoraggio regionale citati da più fonti:

  • all’ospedale Civico di Palermo l’indice di sovraffollamento ha toccato il 192%, con 81 pazienti presenti in pronto soccorso a fronte di 42 postazioni presidiate, e decine di persone bloccate da oltre 24, 48 e persino più di 72 ore in attesa di un letto in reparto. (balarm.it)
  • all’ospedale dei Bambini – Di Cristina gli accessi pediatrici «sono sostanzialmente raddoppiati» nelle ultime settimane, con un sovraffollamento che sfiora in alcuni momenti il 250-300%. (balarm.it)
  • negli ospedali Cervello e Villa Sofia di Palermo, nelle stesse ore, l’indice di sovraffollamento ha superato il 200%, con oltre il doppio dei pazienti rispetto ai posti letto effettivamente disponibili in area d’emergenza. (corrieretneo.it)

Lo scenario è analogo nelle altre province. Al pronto soccorso dell’ospedale Cannizzaro di Catania si registra un +25% di accessi per influenza stagionale, soprattutto tra gli over 60 con insufficienza respiratoria e comorbidità come diabete e broncopneumopatie croniche. (corrieretneo.it) All’ospedale Garibaldi di Catania si parla di un incremento del 30% di pazienti con problemi respiratori riconducibili al virus influenzale, mentre al Papardo di Messina i casi legati all’influenza sono aumentati di circa il 30%, con un +40% di accessi complessivi al pronto soccorso. (corrieretneo.it)

Il nodo più critico è la permanenza in barella: all’ospedale Civico di Palermo, in un singolo rilevamento, 38 pazienti erano in pronto soccorso da oltre 24 ore, 26 da fino a 48 ore, 17 superavano le 48 ore di attesa per un ricovero in reparto. (balarm.it) Una situazione che trasforma di fatto le aree di emergenza in reparti improvvisati, senza spazi e personale adeguati. (corrieretneo.it, balarm.it)

Emergenza pediatrica: raddoppiano gli accessi dei bambini

La pressione non risparmia i reparti pediatrici. Al pronto soccorso pediatrico del Cannizzaro di Catania si registra un afflusso continuo di bambini con polmoniti, insufficienze respiratorie e febbre molto alta resistenti agli antipiretici. (corrieretneo.it) La direttrice della pediatria, Antonella Di Stefano, sottolinea un dato allarmante: tra i piccoli ricoverati per influenza, che rappresentano circa la metà dei degenti del reparto, nessuno risulta vaccinato; nei casi più gravi, anche in lattanti di pochi mesi, si è reso necessario il ricorso a terapie antivirali. (corrieretneo.it)

A Palermo, all’ospedale dei Bambini – Di Cristina, il direttore sanitario parla di accessi raddoppiati rispetto ai periodi ordinari e di un sovraffollamento che sfiora stabilmente il 200%, con punte ben oltre questa soglia. (balarm.it) Un segnale di come l’ondata influenzale stia colpendo duramente le fasce più giovani, complice un tasso di copertura vaccinale ancora molto lontano dagli obiettivi raccomandati. (corrieretneo.it, balarm.it)

Influenza sì, ma il problema è strutturale

Sindacati e operatori sanitari concordano: l’influenza ha acceso i riflettori, ma l’emergenza era annunciata. «Il sovraffollamento dei pronto soccorso a Palermo e in molte città siciliane non può essere attribuito soltanto al picco influenzale. È l’effetto di una programmazione sanitaria mai davvero decollata e, soprattutto, della mancata attuazione della rete ospedaliera regionale», denuncia la segretaria generale della Uil Sicilia, Luisella Lionti. (uilsicilia.it)

La dirigente sottolinea come i pronto soccorso rimangano il punto più debole del sistema, schiacciati tra la carenza cronica di personale medico e infermieristico, la riduzione progressiva dei posti letto e l’assenza di una vera rete di servizi territoriali e di prossimità in grado di filtrare i casi non urgenti, che continuano a riversarsi in ospedale anche per problemi gestibili sul territorio. (uilsicilia.it)

Una criticità confermata anche da molti clinici: più che il numero assoluto di accessi in emergenza, a collassare è il meccanismo dei ricoveri, bloccato da reparti saturi e da posti letto che non si liberano, con le aree di emergenza costrette a trattenere per giorni pazienti già stabilizzati ma senza collocazione. (corrieretneo.it, balarm.it)

Task force, ricoveri sospesi e misure tampone

Di fronte a un sistema vicino al punto di rottura, le direzioni ospedaliere stanno correndo ai ripari con provvedimenti straordinari. Al Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo la direzione generale ha istituito una task force dedicata alla gestione dell’emergenza influenzale e del sovraffollamento, sospendendo i ricoveri programmati – ad eccezione di quelli oncologici e degli interventi classificati in classe A – per liberare posti letto da destinare ai casi più urgenti. (balarm.it)

In altri ospedali si ricorre all’apertura di posti letto aggiuntivi temporanei, al potenziamento dei turni in pronto soccorso e alla riorganizzazione interna dei percorsi di triage, con l’obiettivo di ridurre i tempi di permanenza e indirizzare più rapidamente i pazienti verso i reparti o, quando possibile, verso il territorio. (corrieretneo.it, balarm.it)

Resta tuttavia il problema della carenza di strutture intermedie e di residenze sanitarie convenzionate disponibili nei periodi festivi: in diversi casi, la chiusura temporanea di alcune case di cura ha reso ancora più difficile il trasferimento di pazienti stabilizzati, congestionando gli accessi successivi e amplificando il sovraffollamento nei pronto soccorso. (corrieretneo.it)

Le incognite delle prossime settimane

Gli epidemiologi avvertono che la curva influenzale potrebbe crescere ancora nelle prossime settimane, complice la ripresa delle attività scolastiche e lavorative e la circolazione simultanea di altri virus respiratori, dai rinovirus al virus respiratorio sinciziale. (balarm.it) Il timore delle direzioni sanitarie è che, senza un alleggerimento della pressione sui reparti e un rafforzamento delle risposte territoriali, i pronto soccorso restino stabilmente oltre soglia per tutto il cuore dell’inverno.

In questo contesto, le parole d’ordine sono prevenzione e uso appropriato dei servizi: vaccinazione anti-influenzale per anziani, fragili e bambini, gestione domiciliare delle forme lievi tramite il medico di famiglia o la guardia medica, accesso al pronto soccorso riservato ai casi gravemente sintomatici o con segnali di allarme respiratorio. (corrieretneo.it, balarm.it, uilsicilia.it)

Perché l’influenza passerà, ma senza un cambio di rotta strutturale – dai posti letto alla medicina territoriale – il rischio è di ritrovarsi, il prossimo inverno, punto e a capo.

Fonti: Corrieretneo (corrieretneo.it); Balarm (balarm.it); Uil Sicilia (uilsicilia.it); La Voce di Palermo (lavocedipalermo.it); bollettini e dati dell’Istituto superiore di sanità richiamati negli articoli.