Influenza in calo, ma allarme: casi reali molto sottostimati

Influenza in apparente calo, ma sotto-diagnosi e minori segnalazioni indicano una circolazione reale ancora elevata e ampiamente sottostimata

L’influenza in Italia mostra una curva in rallentamento, ma gli esperti avvertono: il calo apparente dei casi potrebbe essere in parte una sottostima, legata alle festività, alla chiusura delle scuole e alla minore attività degli studi medici. (fnob.it, adnkronos.com)

Secondo l’ultimo rapporto della sorveglianza RespiVirNet coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), nella settimana tra il 22 e il 28 dicembre l’incidenza delle infezioni respiratorie acute è scesa a 14,5 casi per 1.000 assistiti, in calo rispetto ai 17,1 casi per 1.000 dei sette giorni precedenti. (fnob.it, adnkronos.com, gazzetta.it) Nello stesso periodo sono stati stimati circa 820 mila nuovi casi, per un totale di circa 6,7 milioni di persone colpite dall’inizio della stagione. (fnob.it, adnkronos.com, gazzetta.it)

Un dato che conferma la tendenza arriva anche dalle elaborazioni pubblicate da Lab24 de Il Sole 24 Ore: nella prima settimana del 2026 l’incidenza delle sindromi simil-influenzali (ILI) è pari a 14,07 casi per 1.000 assistiti, con una variazione del -5,3% rispetto alla settimana precedente. (lab24.ilsole24ore.com) I casi clinicamente verificati sono circa 19 mila, da cui si stima che siano oltre 800 mila le persone colpite in tutta Italia. (lab24.ilsole24ore.com)

Calo reale o effetto festività? Perché i casi potrebbero essere sottostimati

Il rallentamento della curva epidemiologica non va interpretato come una fine anticipata della stagione influenzale. Nel rapporto RespiVirNet si sottolinea infatti che, nelle settimane a cavallo delle festività natalizie, diminuicono le segnalazioni da parte di medici e pediatri di famiglia, sia per il minor numero di visite, sia per la chiusura delle scuole e la riduzione delle attività ambulatoriali. (fnob.it) Questo scenario può determinare una sottostima reale del numero di infezioni in circolazione, perché meno casi vengono intercettati e notificati alla rete di sorveglianza.

Gli esperti ricordano inoltre che la chiusura delle scuole – che ha contribuito a frenare temporaneamente la trasmissione del virus – è un effetto destinato a esaurirsi con la ripresa delle lezioni e della piena vita sociale. Il RespiVirNet avverte che l’incidenza potrebbe tornare a salire o mantenersi comunque su livelli alti nelle prossime settimane. (fnob.it, adnkronos.com)

Bambini e anziani restano i più colpiti

Come ogni anno, la fascia d’età più esposta continua a essere quella dei più piccoli. Nei bambini 0-4 anni l’incidenza sfiora i 39 casi per 1.000 assistiti, la più alta tra tutte le classi di età. (fnob.it, adnkronos.com) Dati in linea con le stime dell’ISS riportate da Lab24: nella prima settimana del 2026 nei bambini in età pediatrica l’incidenza arriva a 36,85 casi per 1.000 assistiti, mentre tra adolescenti e adulti è attorno a 13,76 e scende a 9,49 negli over 65. (lab24.ilsole24ore.com)

Il quadro è coerente anche con i dati clinici dei pronto soccorso. In Lombardia, ad esempio, nell’ultima settimana del 2025 sono stati registrati oltre 6.000 accessi per sindromi simil-influenzali, con le fasce 0-9 anni e over 70 tra le più colpite. (tg24.sky.it) A Napoli, all’ospedale pediatrico Santobono, durante le festività si sono contati fino a 350 accessi al giorno, di cui il 70-80% per influenza, con circa l’8% complicato da polmonite. (tg24.sky.it)

Boom di polmoniti e ospedali sotto pressione

Accanto alla circolazione virale diffusa, si segnala un aumento delle polmoniti virali e delle forme respiratorie gravi. In diverse regioni – dal Nord al Sud – il sistema sanitario è sotto forte pressione.

In Sicilia, in alcuni ospedali palermitani, il sovraffollamento dei pronto soccorso ha superato il 350%, con pazienti costretti ad attendere ore sulle barelle in corridoio prima di un ricovero. (tg24.sky.it) Situazioni critiche vengono riportate anche in Calabria, Campania e Lombardia, dove si registra un incremento significativo degli accessi per polmoniti: nella sola settimana dal 22 al 28 dicembre in Lombardia si contano 2.244 accessi per polmonite, con 643 ricoveri. (tg24.sky.it)

Secondo altre ricostruzioni giornalistiche, dall’inizio della stagione influenzale oltre 7,5 milioni di italiani sono già stati colpiti dal virus, con una lieve flessione nelle festività ma un quadro ancora di boom di polmoniti e forte pressione sugli ospedali. (leggo.it) Dati che combaciano con quelli della sorveglianza ufficiale, che fotografano una stagione 2025-2026 particolarmente intensa.

I virus in circolazione: domina l’A(H3N2)

Sul fronte virologico, la sorveglianza integrata indica che, nella comunità, nella settimana 2026-01 il tasso di positività ai virus influenzali è intorno al 17%, mentre negli ospedali sale fino al 40,5% dei campioni analizzati. (epicentro.iss.it) La quasi totalità dei virus identificati è di tipo A, con una netta prevalenza del sottotipo A(H3N2) rispetto all’A(H1N1)pdm09, sia nei campioni di comunità sia in quelli ospedalieri. (fnob.it)

Dall’inizio della stagione, i laboratori affiliati alla rete di sorveglianza hanno analizzato migliaia di campioni: oltre 9.000 sono risultati positivi al virus influenzale, di cui 9.035 di tipo A e solo 35 di tipo B. (lab24.ilsole24ore.com) Una predominanza che coincide con i ceppi inclusi nel vaccino stagionale, ma che, unita all’elevata circolazione, continua a generare un impatto importante sul sistema sanitario.

Il rischio di una nuova risalita con la riapertura delle scuole

Con il rientro in classe di milioni di studenti e il ritorno a pieno regime di uffici e attività produttive, gli epidemiologi non escludono una nuova spinta alla circolazione del virus. I giorni immediatamente successivi alle vacanze natalizie rappresentano spesso un momento di “rimescolamento” sociale ad alta intensità, che può tradursi in un ulteriore picco di contagi, soprattutto nelle regioni dove l’intensità è già elevata o molto elevata. (fnob.it, adnkronos.com)

Il bollettino RespiVirNet indica che l’intensità delle infezioni respiratorie è attualmente:

  • Molto alta in Sicilia
  • Alta in Campania
  • Media in Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Umbria e Puglia
  • Bassa nelle altre regioni (fnob.it, adnkronos.com)

Questo significa che una parte consistente del Paese è ancora in una fase di circolazione sostenuta del virus, nonostante i primi segnali di flessione della curva.

Cosa dicono gli esperti: prevenzione, vaccino e no agli antibiotici

Gli specialisti di sanità pubblica e i clinici invitano a non abbassare la guardia. Le raccomandazioni restano le stesse, ma acquistano peso in una fase di apparente “calma apparente”:

  • Vaccinazione antinfluenzale ancora raccomandata per over 65, fragili, donne in gravidanza, operatori sanitari e categorie a rischio, finché il virus circola su larga scala. (gazzetta.it, epicentro.iss.it)
  • Igiene delle mani frequente e corretta, soprattutto dopo aver tossito o starnutito e nei luoghi affollati.
  • Uso di mascherina consigliato in caso di sintomi respiratori o quando si sta a contatto con persone fragili o immunodepresse.
  • Isolamento volontario (restare a casa) in caso di febbre, tosse e malessere generalizzato, per ridurre il rischio di trasmissione in scuole e luoghi di lavoro.

Gli esperti insistono in particolare su un punto: no all’uso inappropriato di antibiotici per curare l’influenza. (gazzetta.it) Si tratta di un’infezione virale e i farmaci antibatterici non sono efficaci contro il virus; il loro abuso contribuisce, al contrario, a favorire l’antibiotico-resistenza. Gli antibiotici vanno utilizzati solo quando il medico documenta o sospetta una sovrainfezione batterica (ad esempio, otiti, sinusiti o polmoniti batteriche).

Perché il monitoraggio resta decisivo

In una stagione influenzale caratterizzata da milioni di casi, un’elevata presenza di virus A(H3N2) e un numero significativo di polmoniti e ricoveri, la qualità della sorveglianza diventa cruciale. Il rischio di sottostimare il numero reale di infezioni nelle settimane festive può portare a leggere in modo fuorviante la curva, dando l’impressione di un calo più marcato di quello effettivo.

Per questo l’ISS e le reti di sorveglianza invitano medici e pediatri a mantenere alta l’attenzione e a continuare a segnalare in modo sistematico i casi osservati, contribuendo a un quadro epidemiologico aggiornato e affidabile. (fnob.it, epicentro.iss.it) Una base informativa essenziale non solo per chi governa il servizio sanitario, ma anche per i cittadini, che possono così orientare le proprie scelte di prevenzione e tutela della salute.


Fonti principali:
Istituto Superiore di Sanità – Sorveglianza integrata dei virus respiratori (RespiVirNet, InfluNet) (fnob.it, adnkronos.com, epicentro.iss.it, lab24.ilsole24ore.com)
Il Sole 24 Ore – Lab24, elaborazione sui dati influenza in Italia (lab24.ilsole24ore.com)
Sky TG24 – Analisi su picco contagi, ricoveri e pressione sugli ospedali (tg24.sky.it)
Agenbio / FNOB – Dati RespiVirNet su incidenza e casi stimati (fnob.it)
Quotidiano Sanità – Approfondimenti su andamento della curva influenzale e casi totali (quotidianosanita.it)
Testate nazionali su boom di polmoniti e casi complessivi nella stagione influenzale (leggo.it, gazzetta.it)