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L’influenza di quest’anno sembra non finire mai: febbre che torna, tosse che non molla, stanchezza che si prolunga ben oltre la “classica” settimana di malattia. (policlinico.mi.it, centrowelcomed.it) Ma una parte della spiegazione, oltre al nuovo ceppo virale, potrebbe nascondersi in un alleato insospettabile (e spesso trascurato): il nostro orologio biologico, i ritmi circadiani che regolano sonno, fame, ormoni e risposta immunitaria. (ilfattoquotidiano.it)
Negli ultimi mesi, diversi studi internazionali hanno messo in luce quanto la sincronizzazione dei ritmi circadiani influenzi la capacità dell’organismo di reagire ai virus respiratori, tra cui l’influenza. (ilfattoquotidiano.it) Non è quindi solo questione di “virus più aggressivo” o “organismo più debole”: se dormiamo poco, male e a orari sballati, se mangiamo tardi e passiamo ore davanti a schermi luminosi fino a notte fonda, il sistema immunitario lavora fuori turno. E quando perde il ritmo, la malattia può diventare più lunga e complicata.
Una stagione influenzale anticipata, intensa e diversa dalle altre
Il contesto non aiuta. La stagione 2025‑2026 è una delle più precoci e intense degli ultimi anni, con un’impennata dei casi già tra novembre e inizio dicembre. (sicupp.org) Secondo la sorveglianza RespiVirNet, l’incidenza ha raggiunto valori record, intorno a 14–15 casi per 1000 assistiti a settimana, con centinaia di migliaia di nuove infezioni. (sicupp.org) L’Organizzazione mondiale della sanità ha parlato di una stagione “atipica”, partita con circa un mese di anticipo nella Regione europea. (fnob.it)
Il protagonista è il virus A(H3N2) nella cosiddetta variante K, sottoclade J.2.4.1, oggi nettamente dominante in Italia e in gran parte dell’emisfero nord. (sicupp.org, cirinet.it) Le sue mutazioni le conferiscono una maggiore trasmissibilità e una parziale resistenza all’immunità pregressa, il che significa più contagi e più reinfezioni, anche in persone che avevano già incontrato ceppi simili. (sicupp.org, cirinet.it) Il quadro clinico rimane in gran parte quello dell’influenza classica — febbre alta, dolori muscolari, tosse, mal di gola, stanchezza profonda — ma sempre più medici segnalano decorso lungo, ricadute e complicanze respiratorie come polmoniti, soprattutto nei fragili e, in parte, anche nei più giovani. (sicupp.org, ilfattoquotidiano.it, prevenzione-salute.com)
In condizioni “standard”, la durata tipica dell’influenza è di 7–10 giorni, con possibile persistenza di stanchezza oltre la guarigione clinica, in particolare negli anziani e in chi ha patologie croniche. (policlinico.mi.it) Quest’anno, però, molte persone raccontano di febbre che ritorna dopo un apparente miglioramento, tosse che dura settimane e una sensazione di “influenza infinita”. (ilfattoquotidiano.it, centrowelcomed.it) La causa non è soltanto virale: lo stile di vita invernale, sempre più sfasato rispetto ai ritmi naturali, sta giocando un ruolo decisivo.
Quando l’orologio biologico rallenta la guarigione
Secondo i dati di uno studio recente del Children’s Hospital of Philadelphia, un sistema circadiano ben sincronizzato migliora la risposta dell’organismo al virus influenzale. (ilfattoquotidiano.it) I ricercatori hanno osservato che cellule immunitarie e mediatori dell’infiammazione (come le citochine) seguono vere e proprie “turnazioni” durante le 24 ore: alcuni tipi di cellule sono più attive in certe fasi del giorno, altre di notte. (ilfattoquotidiano.it) Questo significa che il corpo si difende meglio quando sa, letteralmente, che ore sono.
Il professor Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’IRCCS Ospedale Galeazzi‑Sant’Ambrogio, sottolinea come i ritmi circadiani influenzino funzioni chiave dell’immunità, dalla produzione di citochine all’attività dei linfociti che riconoscono e distruggono i virus. (ilfattoquotidiano.it) Quando il sistema è in sincronia con il ciclo luce‑buio naturale, la risposta contro l’influenza è più efficace; quando invece il ritmo è alterato — per turni di lavoro notturni, jet lag sociale, esposizione a luce artificiale intensa nelle ore serali, pasti disordinati — la risposta immunitaria può diventare eccessiva (infiammazione sproporzionata, febbre molto alta) oppure troppo debole, incapace di eliminare rapidamente il virus. (ilfattoquotidiano.it)
Nelle persone anziane o fragili, dove l’orologio biologico è già più vulnerabile e meno preciso, questa “perdita di ritmo” diventa un ulteriore fattore di rischio: malattie più lunghe, recupero faticoso, maggior probabilità di complicanze respiratorie e ricoveri. (ilfattoquotidiano.it, policlinico.mi.it)
Luce, sonno e pasti regolari: il “reset” biologico che aiuta il sistema immunitario
Spiegato in modo semplice: il sistema immunitario lavora a turni. Se noi lo costringiamo a fare straordinari notturni tra schermi, snack e sonno frammentato, lo mettiamo nelle condizioni peggiori per affrontare un’infezione. Al contrario, luce naturale di giorno, buio relativo la sera, orari di sonno e di pasti regolari rappresentano un vero e proprio “reset” dell’orologio interno. (ilfattoquotidiano.it, orizzontescuola.it)
Pediatri e specialisti, nelle settimane di rientro a scuola, hanno parlato di un necessario “reset biologico” per i più piccoli: meno tecnologia la sera, ripristino di orari fissi per addormentarsi e svegliarsi, maggiore esposizione alla luce naturale al mattino. (orizzontescuola.it) Sono consigli validi anche per gli adulti, che spesso vivono in un jet lag cronico dovuto a lavoro, socialità serale, uso massiccio di smartphone e computer dopo cena.
Ripristinare ritmi regolari non cura l’influenza da solo, ma mette il sistema immunitario nelle condizioni migliori per fare il proprio lavoro: contenere la febbre senza eccessi, ridurre la quota di infiammazione dannosa, accelerare l’eliminazione del virus e la riparazione dei tessuti respiratori. (ilfattoquotidiano.it, policlinico.mi.it)
Le semplici regole da seguire per non restare malati per settimane
A fianco di vaccino, farmaci sintomatici e norme di igiene, sempre raccomandati dalle autorità sanitarie, gli esperti indicano alcune regole di igiene dei ritmi che possono fare la differenza nella durata e nella severità dell’influenza, soprattutto in una stagione così intensa e anticipata. (ilfattoquotidiano.it, sicupp.org, policlinico.mi.it, orizzontescuola.it)
Ecco i punti chiave, indicati da virologi e specialisti del sonno:
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Esporsi alla luce naturale al mattino
Anche 20–30 minuti di luce del giorno, preferibilmente all’aperto, aiutano a sincronizzare l’orologio biologico. Una breve passeggiata mattutina, se le condizioni fisiche lo permettono, è ideale. (ilfattoquotidiano.it, orizzontescuola.it) -
Mantenere orari regolari di sonno
Andare a letto e svegliarsi più o meno alla stessa ora, anche nei weekend, puntando a 7–8 ore di sonno negli adulti. Nella fase acuta dell’influenza, non forzare: il sonno aggiuntivo non è “pigrizia”, ma parte della risposta immunitaria. (ilfattoquotidiano.it, policlinico.mi.it) -
Ridurre schermi e luce blu la sera
Smartphone, tablet e pc emettono luce blu che inibisce la produzione di melatonina, l’ormone che favorisce il sonno. Limitare l’uso di dispositivi nelle 1–2 ore prima di coricarsi, abbassare la luminosità, preferire luci calde in casa. (ilfattoquotidiano.it, orizzontescuola.it) -
Mangiare a orari costanti e leggeri la sera
Pasti regolari durante la giornata sostengono il metabolismo e l’attività immunitaria; le abbuffate notturne, invece, disturbano digestione, sonno e ritmi ormonali. Meglio una cena leggera e non troppo tardi. (ilfattoquotidiano.it, policlinico.mi.it) -
Seguire una routine quotidiana prevedibile
Anche durante la malattia, mantenere una sequenza ordinata di attività (igiene, pasti, brevi momenti di esposizione alla luce, riposo) aiuta il corpo a “capire” in che fase della giornata si trova e ad adattare di conseguenza le funzioni fisiologiche. (ilfattoquotidiano.it) -
Non sottovalutare i segnali d’allarme
In una stagione dominata dalla variante K, con più casi di polmoniti segnalati, soprattutto se compaiono difficoltà respiratorie, dolore toracico, febbre che non si riduce nonostante farmaci o che ritorna alta dopo un apparente miglioramento, è necessario rivolgersi al medico o al pronto soccorso. (sicupp.org, ilfattoquotidiano.it, prevenzione-salute.com)
Vaccino, igiene e ritmi: la strategia integrata contro l’influenza “che non passa”
Il vaccino antinfluenzale 2025‑2026, formulato su indicazione dell’OMS con ceppi A/H1N1, A/H3N2 e B/Victoria, risulta parzialmente disallineato rispetto alla variante K, emersa dopo la definizione del vaccino. (sicupp.org, cirinet.it) L’efficacia stimata contro l’infezione sintomatica da questo ceppo è attorno al 50–60%, ma la protezione contro forme gravi e complicanze rimane buona, soprattutto nei soggetti fragili. (sicupp.org) Per questo le autorità sanitarie continuano a raccomandare fortemente la vaccinazione, in particolare per anziani, cronici, donne in gravidanza e operatori sanitari. (sicupp.org, policlinico.mi.it, cirinet.it)
La prevenzione classica (vaccino, igiene delle mani, uso di mascherine nei contesti affollati, isolamento in caso di febbre e sintomi respiratori) resta il primo pilastro. (sicupp.org, policlinico.mi.it) Ma la stagione in corso e le nuove evidenze sui ritmi circadiani aggiungono un tassello: curare l’igiene del sonno e dei ritmi di vita non è un dettaglio, bensì un vero fattore di salute pubblica, in grado di ridurre durata, intensità e complicanze dell’influenza.
In un inverno segnato da una variante più contagiosa e da un’ondata “anticipata”, l’idea di prendersi cura del proprio orologio biologico non è solo un consiglio di benessere, ma una strategia concreta per evitare che l’influenza “non passi più”.
Fonti principali:
Organizzazione mondiale della sanità (stagione influenzale 2025‑2026, Regione europea) (fnob.it)
ISS – RespiVirNet, dati circolazione variante K A(H3N2) 2025‑2026 (sicupp.org, cirinet.it)
IRCCS Ospedale Galeazzi‑Sant’Ambrogio, interventi del prof. Fabrizio Pregliasco su ritmi circadiani e influenza (ilfattoquotidiano.it)
Policlinico di Milano – Influenza 2025‑2026: sintomi, durata, prevenzione (policlinico.mi.it)
Children’s Hospital of Philadelphia – studi su ritmi circadiani e risposta alle infezioni influenzali (ilfattoquotidiano.it)
Report e approfondimenti clinici su variante K e complicanze respiratorie nei giovani adulti (sicupp.org, ilfattoquotidiano.it, prevenzione-salute.com, centrowelcomed.it)
