Chi ha l’osteoporosi ha diritto all’esenzione?

Esenzione ticket per osteoporosi: criteri clinici, Nota AIFA 79, documentazione ASL e benefici per i pazienti ad alto rischio di frattura

L’osteoporosi è una malattia cronica caratterizzata da una riduzione della densità e della qualità dell’osso, che aumenta il rischio di fratture anche in seguito a traumi minimi. In Italia, come per altre patologie croniche, il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) prevede in alcuni casi specifici la possibilità di ottenere l’esenzione dal pagamento del ticket per visite, esami e, in determinate condizioni, per alcuni farmaci. Capire se “chi ha l’osteoporosi ha diritto all’esenzione” significa quindi distinguere tra semplice diagnosi di osteoporosi e presenza di requisiti clinici e amministrativi ben definiti, stabiliti dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) nazionali e dalle eventuali delibere regionali.

In questo articolo analizziamo in modo sistematico quali esenzioni possono essere riconosciute alle persone con osteoporosi, quali sono i criteri clinici più frequentemente richiesti (ad esempio fratture da fragilità documentate, riduzione importante della densità minerale ossea, presenza di fattori di rischio aggiuntivi), e come si intrecciano con le regole per la prescrizione e la rimborsabilità dei farmaci anti-osteoporotici (regolate, tra l’altro, dalla Nota AIFA 79, periodicamente aggiornata). Verranno inoltre descritte le procedure pratiche per richiedere l’esenzione, la documentazione necessaria e i principali benefici economici e assistenziali che ne possono derivare, ricordando sempre che le indicazioni possono variare leggermente da Regione a Regione e che è fondamentale confrontarsi con il proprio medico curante o con gli sportelli amministrativi della ASL.

Esenzioni disponibili per l’osteoporosi

Quando si parla di esenzioni per l’osteoporosi è importante distinguere tra diverse tipologie di agevolazioni. In primo luogo esistono le esenzioni per malattia cronica e invalidante previste dai LEA, identificate da specifici codici alfanumerici, che consentono di non pagare il ticket per una serie di prestazioni correlate alla patologia (visite specialistiche, esami di laboratorio, indagini strumentali utili al monitoraggio). Non sempre la semplice presenza di osteopenia o di una osteoporosi lieve è sufficiente: spesso è richiesta una forma definita “severa” o “complicata”, ad esempio con fratture vertebrali o di femore documentate, oppure con un T-score molto basso associato ad altri fattori di rischio. Accanto a queste, vanno considerate le esenzioni per reddito, età o invalidità civile, che non sono specifiche per l’osteoporosi ma possono comunque coprire le prestazioni necessarie alla sua gestione.

Un altro aspetto cruciale riguarda la rimborsabilità dei farmaci per l’osteoporosi. In Italia, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) definisce, tramite la Nota 79, le condizioni cliniche in cui alcuni medicinali anti-osteoporotici (come bisfosfonati, denosumab, teriparatide, romosozumab, abaloparatide e altri) possono essere prescritti a carico del SSN, cioè senza costo diretto per il paziente, se non l’eventuale ticket regionale. La Nota 79 è stata più volte aggiornata, ad esempio con l’inserimento di romosozumab nel 2022 e con successive modifiche nel 2025, per ampliare o ridefinire le categorie di pazienti ad alto rischio di frattura che possono beneficiare della rimborsabilità. Questo significa che, pur non essendo un’esenzione “di per sé”, il rispetto dei criteri della Nota 79 consente di accedere a terapie costose senza sostenerne interamente il costo.

È utile sottolineare che le esenzioni per malattia cronica e la rimborsabilità dei farmaci seguono logiche diverse, anche se spesso si sovrappongono nella pratica clinica. L’esenzione per malattia cronica è legata a un codice di patologia e copre un elenco di prestazioni sanitarie; la rimborsabilità dei farmaci, invece, dipende da criteri clinici specifici (ad esempio presenza di fratture da fragilità, valori di densità minerale ossea, fallimento o intolleranza ad altre terapie) e dalla compilazione di eventuali piani terapeutici da parte di specialisti o, per alcuni farmaci dopo gli ultimi aggiornamenti, anche da parte del medico di medicina generale. In ogni caso, non tutte le persone con osteoporosi hanno automaticamente diritto a entrambe le forme di agevolazione: è necessario verificare caso per caso, sulla base della documentazione clinica disponibile.

Infine, occorre ricordare che, pur essendo i LEA definiti a livello nazionale, l’applicazione concreta delle esenzioni può variare leggermente tra le diverse Regioni italiane, che possono introdurre codici aggiuntivi, ampliare l’elenco delle prestazioni esenti o modulare la quota di partecipazione alla spesa (ticket). Alcune Regioni, ad esempio, prevedono percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) dedicati all’osteoporosi, che includono pacchetti di esami e visite in esenzione per i pazienti ad alto rischio. Per questo motivo, chi convive con l’osteoporosi dovrebbe sempre informarsi presso la propria ASL o consultare il sito istituzionale regionale per conoscere nel dettaglio quali esenzioni sono effettivamente disponibili sul territorio e come accedervi.

Procedure per ottenere l’esenzione

Le procedure per ottenere un’esenzione legata all’osteoporosi iniziano quasi sempre dal medico curante, che può essere il medico di medicina generale o lo specialista (reumatologo, endocrinologo, ortopedico, geriatra) che segue il paziente. Il primo passo consiste nella raccolta e nella valutazione della documentazione clinica: referti di densitometria ossea (MOC-DEXA), radiografie o risonanze che documentino fratture vertebrali o di femore, relazioni di ricovero ospedaliero per fratture da fragilità, esami di laboratorio che escludano forme secondarie di osteoporosi. Sulla base di questi elementi, il medico valuta se il quadro clinico rientra nei criteri previsti per l’esenzione per malattia cronica o per l’accesso a farmaci rimborsabili secondo la Nota AIFA 79, che definisce le condizioni di rischio di frattura osteoporotica tali da giustificare la prescrizione a carico del SSN.

Una volta accertata l’idoneità clinica, il medico compila il certificato necessario per la richiesta di esenzione per malattia cronica, indicando la diagnosi precisa e, quando previsto, il codice di esenzione corrispondente. Questo certificato viene poi presentato dal paziente agli sportelli amministrativi della ASL di appartenenza, insieme a un documento di identità e al tesserino sanitario. In molte Regioni è possibile avviare o completare la procedura anche online, tramite i portali regionali dedicati ai servizi sanitari, caricando la documentazione in formato digitale. L’ASL verifica la completezza e la correttezza degli atti e, se non sono necessari ulteriori approfondimenti, rilascia il tesserino o l’attestato di esenzione, che riporta il codice di patologia e la data di scadenza dell’esenzione, se prevista.

Per quanto riguarda l’accesso ai farmaci anti-osteoporotici in regime di rimborsabilità, la procedura può prevedere passaggi aggiuntivi. Molti medicinali inclusi nella Nota 79 richiedono la compilazione di un piano terapeutico, che fino a poco tempo fa era spesso riservato a specialisti ospedalieri o ambulatoriali. Gli aggiornamenti più recenti hanno semplificato alcuni aspetti, ad esempio eliminando il piano terapeutico web-based per denosumab e ampliando la possibilità di prescrizione a carico del SSN anche ai medici di medicina generale, sempre nel rispetto delle condizioni cliniche indicate dalla Nota. In pratica, il medico che redige il piano terapeutico o la prescrizione deve attestare che il paziente rientra nei criteri di rischio (ad esempio fratture pregresse, T-score molto basso, fallimento di precedenti terapie) e registrare i dati richiesti nei sistemi informativi regionali o nazionali.

È importante sottolineare che i tempi e le modalità operative possono variare da Regione a Regione e persino tra diverse ASL della stessa Regione. Alcune amministrazioni richiedono visite di controllo periodiche per confermare il mantenimento dei requisiti di esenzione, altre prevedono la necessità di aggiornare la documentazione clinica alla scadenza dell’attestato. Per evitare ritardi o interruzioni nell’accesso alle prestazioni e ai farmaci, è consigliabile che il paziente si informi per tempo sulle scadenze, mantenga ordinata la propria documentazione sanitaria e mantenga un dialogo costante con il medico curante, che rappresenta il principale riferimento sia per gli aspetti clinici sia per l’orientamento tra le procedure amministrative.

Documentazione richiesta

La documentazione richiesta per ottenere un’esenzione legata all’osteoporosi ha l’obiettivo di dimostrare in modo oggettivo la presenza della malattia e, quando necessario, la sua gravità o le complicanze. Il documento centrale è quasi sempre il referto di densitometria ossea (MOC-DEXA), che riporta il valore di T-score a livello del femore e/o della colonna lombare. Un T-score pari o inferiore a –2,5 definisce l’osteoporosi secondo i criteri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma ai fini dell’esenzione possono essere richiesti valori ancora più bassi o la presenza di altri fattori di rischio. Accanto alla MOC, sono spesso necessari referti radiologici che documentino fratture vertebrali da fragilità (anche asintomatiche, ma evidenziate da radiografie o risonanza) o fratture di femore, polso o omero in seguito a traumi minimi, tipici dell’osteoporosi avanzata.

Un altro elemento importante è la documentazione relativa a eventuali ricoveri ospedalieri o accessi al pronto soccorso per fratture da fragilità. Le lettere di dimissione, i referti operatori e le relazioni specialistiche aiutano a ricostruire la storia clinica del paziente e a dimostrare che le fratture sono correlate a una ridotta resistenza ossea e non a traumi ad alta energia. In alcuni casi, soprattutto quando si sospetta una forma secondaria di osteoporosi (ad esempio legata a terapie cortisoniche prolungate, malattie endocrine, patologie reumatologiche severe), possono essere richiesti esami di laboratorio aggiuntivi (calcio, fosforo, vitamina D, ormoni tiroidei, paratormone, markers di riassorbimento osseo) e consulenze specialistiche che confermino la diagnosi e la necessità di un inquadramento più complesso.

Per la rimborsabilità dei farmaci anti-osteoporotici secondo la Nota AIFA 79, la documentazione deve essere ancora più dettagliata, perché serve a dimostrare che il paziente rientra nelle categorie a rischio per cui il SSN copre il costo del trattamento. Oltre alla MOC e alla documentazione delle fratture, è spesso necessario riportare il calcolo del rischio di frattura a 10 anni tramite strumenti validati (come FRAX o analoghi), la storia delle terapie precedenti (ad esempio fallimento o intolleranza a bisfosfonati orali), la presenza di comorbidità rilevanti e, per alcuni farmaci, l’assenza di controindicazioni specifiche (come un elevato rischio cardiovascolare nel caso di romosozumab). Queste informazioni vengono sintetizzate nel piano terapeutico o nella scheda di prescrizione, che deve essere conservata e aggiornata nel tempo.

Infine, per la richiesta formale di esenzione per malattia cronica presso la ASL, oltre alla documentazione clinica è necessario presentare un certificato redatto dal medico curante o dallo specialista, che riporti la diagnosi di osteoporosi secondo i criteri riconosciuti e, quando previsto, il codice di esenzione corrispondente. A questo si aggiungono i documenti anagrafici (carta d’identità, tessera sanitaria) e, se si richiedono esenzioni per reddito o per altre condizioni socio-economiche, la documentazione fiscale aggiornata. Conservare copie ordinate di tutti questi documenti facilita non solo la prima richiesta, ma anche eventuali rinnovi o verifiche periodiche, riducendo il rischio di interruzioni nell’accesso alle prestazioni e alle terapie necessarie.

Benefici dell’esenzione

I benefici dell’esenzione per l’osteoporosi si manifestano su più livelli, a partire da quello economico. La gestione di una malattia cronica come l’osteoporosi richiede controlli periodici, esami strumentali (in primis la MOC-DEXA, ma anche radiografie, ecografie, esami di laboratorio) e visite specialistiche, che nel tempo possono rappresentare un costo significativo per il paziente, soprattutto se associati ad altre patologie croniche tipiche dell’età avanzata. L’esenzione dal ticket per le prestazioni correlate alla patologia consente di ridurre in modo sostanziale questa spesa, favorendo l’aderenza ai controlli raccomandati e permettendo di intercettare precocemente eventuali peggioramenti della densità ossea o nuove fratture da fragilità, con un impatto positivo anche sulla prognosi a lungo termine.

Un secondo beneficio riguarda l’accesso alle terapie farmacologiche più appropriate. Alcuni farmaci anti-osteoporotici di ultima generazione, come gli anticorpi monoclonali o i farmaci ad azione anabolica sull’osso, hanno costi elevati che sarebbero difficilmente sostenibili per molti pazienti se non fossero coperti dal SSN. Il fatto di rientrare nei criteri della Nota AIFA 79 e di poter ricevere questi trattamenti in regime di rimborsabilità significa non solo un risparmio economico, ma anche la possibilità di utilizzare strategie terapeutiche più efficaci nei soggetti ad alto rischio di frattura, ad esempio dopo fratture vertebrali multiple o fratture di femore. Questo può tradursi in una riduzione del rischio di nuove fratture, di ricoveri ospedalieri e di perdita di autonomia funzionale.

Dal punto di vista clinico e organizzativo, l’esenzione e l’inquadramento in percorsi dedicati all’osteoporosi favoriscono una presa in carico più strutturata del paziente. Chi beneficia di esenzione per malattia cronica viene spesso inserito in programmi di follow-up programmato, con richiami periodici per visite e controlli, che permettono di monitorare non solo la densità ossea ma anche l’aderenza alla terapia, la comparsa di eventuali effetti collaterali e la presenza di nuovi fattori di rischio (come cadute, cambiamenti nella terapia farmacologica generale, insorgenza di altre malattie). Questo approccio integrato, che coinvolge medico di medicina generale, specialisti e servizi territoriali, è particolarmente importante nelle persone anziane e fragili, in cui una frattura può avere conseguenze molto gravi sulla qualità di vita.

Infine, non va sottovalutato l’impatto psicologico e sociale dell’esenzione. Sapere di poter contare su un supporto strutturato del SSN, senza il timore di costi insostenibili per esami e terapie, può ridurre l’ansia legata alla malattia e favorire una maggiore adesione ai percorsi di cura. Inoltre, l’esenzione può facilitare l’accesso a interventi complementari, come programmi di educazione alla prevenzione delle cadute, corsi di attività fisica adattata o consulenze nutrizionali, che in alcune realtà territoriali sono integrati nei percorsi per l’osteoporosi. In sintesi, l’esenzione non è solo un beneficio economico, ma uno strumento che, se ben utilizzato, contribuisce a una gestione più efficace e globale dell’osteoporosi, con ricadute positive sulla salute e sull’autonomia della persona.

In conclusione, non tutte le persone con diagnosi di osteoporosi hanno automaticamente diritto all’esenzione, ma chi presenta forme più severe, complicate da fratture da fragilità o da un rischio elevato di nuove fratture, può accedere a diverse forme di agevolazione previste dal Servizio Sanitario Nazionale. Conoscere le esenzioni disponibili, le procedure per ottenerle e la documentazione necessaria permette di orientarsi meglio tra gli aspetti clinici e amministrativi, valorizzando il ruolo del medico curante e degli specialisti nel costruire un percorso di cura personalizzato. L’esenzione, insieme alla rimborsabilità dei farmaci secondo la Nota AIFA 79, rappresenta uno strumento fondamentale per garantire continuità assistenziale, accesso alle terapie più efficaci e riduzione del carico economico e psicologico legato alla gestione a lungo termine dell’osteoporosi.

Per approfondire

Agenzia Italiana del Farmaco – Nota 79 Documento ufficiale aggiornato che definisce le condizioni di rimborsabilità dei farmaci per l’osteoporosi a carico del SSN, utile per comprendere i criteri clinici richiesti.

Ministero della Salute – Osteoporosi Schede informative e materiali divulgativi aggiornati su diagnosi, prevenzione e trattamento dell’osteoporosi, con riferimenti ai percorsi assistenziali nazionali.

Istituto Superiore di Sanità – Osteoporosi Approfondimenti scientifici, dati epidemiologici e indicazioni per la prevenzione delle fratture da fragilità, rivolti a professionisti sanitari e cittadini.

World Health Organization – Osteoporosis Panoramica internazionale aggiornata su definizione, fattori di rischio e strategie di prevenzione dell’osteoporosi, utile per contestualizzare il problema a livello globale.

Società Italiana di Reumatologia – Osteoporosi Informazioni cliniche, linee guida e materiali per pazienti sull’osteoporosi, con particolare attenzione al ruolo del reumatologo nella diagnosi e nel trattamento.