Quali vitamine servono per far crescere i capelli?

Ruolo delle vitamine nella crescita dei capelli e nell’uso degli integratori

La crescita dei capelli è influenzata da molti fattori: genetica, ormoni, età, stress, patologie del cuoio capelluto, abitudini cosmetiche e, non da ultimo, alimentazione. Tra i nutrienti più discussi ci sono le vitamine, spesso al centro di promesse di “ricrescita miracolosa”. In realtà, il ruolo delle vitamine è importante ma va compreso in modo realistico: non esistono vitamine che “obbligano” i capelli a crescere se la causa della caduta è genetica o ormonale, ma carenze o squilibri possono peggiorare la situazione o favorire una perdita di capelli più marcata.

Capire quali vitamine sono davvero coinvolte nella salute del follicolo pilifero, come agiscono e quando ha senso ricorrere a integratori è fondamentale per evitare aspettative irrealistiche, spese inutili o, peggio, l’autogestione di supplementi ad alto dosaggio senza controllo medico. In questa guida analizziamo le principali vitamine legate alla crescita dei capelli, il loro ruolo biologico, le evidenze scientifiche disponibili e i casi in cui è opportuno rivolgersi a un dermatologo per un inquadramento completo.

Vitamine essenziali per la crescita dei capelli

Il capello è costituito principalmente da cheratina, una proteina che viene prodotta all’interno del follicolo pilifero. Per sintetizzare correttamente cheratina e mantenere attivo il ciclo di crescita (fase anagen), l’organismo necessita di un apporto adeguato di diversi micronutrienti, tra cui alcune vitamine chiave. Non si tratta di “vitamine speciali per i capelli”, ma di nutrienti essenziali per molte funzioni cellulari, tra cui la proliferazione delle cellule della matrice del follicolo. Le carenze possono rendere il capello più sottile, fragile, rallentarne la crescita o favorire quadri di effluvium (caduta diffusa e spesso temporanea) quando lo squilibrio è marcato o prolungato.

Tra le vitamine più studiate in relazione alla salute dei capelli spiccano le vitamine del gruppo B (in particolare B2, B3, B6, B9, B12 e biotina/B7), la vitamina D e, in misura minore, le vitamine A, C ed E. Le vitamine del gruppo B partecipano al metabolismo energetico e alla sintesi di DNA e proteine, processi fondamentali per le cellule in rapida divisione come quelle del bulbo pilifero. La vitamina D, oltre al ruolo noto per ossa e sistema immunitario, sembra modulare il ciclo del follicolo. Le vitamine antiossidanti (C ed E) contribuiscono a proteggere le strutture del cuoio capelluto dallo stress ossidativo, che può danneggiare i follicoli.

Un capitolo a parte merita la biotina, spesso pubblicizzata come “vitamina dei capelli e delle unghie”. In realtà, la vera carenza di biotina è rara nelle persone sane con dieta varia, e le evidenze mostrano benefici chiari quasi solo in caso di deficit documentato o in specifiche condizioni genetiche o dermatologiche. Assumere biotina ad alte dosi senza indicazione non ha dimostrato di aumentare la crescita dei capelli in soggetti con livelli normali e può interferire con alcuni esami di laboratorio, alterandone i risultati. È quindi importante non considerarla una soluzione universale, ma un nutriente da valutare nel contesto generale dello stato vitaminico.

La vitamina D è un’altra protagonista: livelli bassi sono stati frequentemente osservati in persone con diverse forme di alopecia, in particolare alopecia androgenetica e alopecia areata. Ciò non significa che la sola vitamina D “curi” queste condizioni, ma suggerisce che una sua insufficienza possa rappresentare un fattore di rischio modificabile. Anche le vitamine A ed E sono coinvolte nella regolazione della crescita cellulare e nella protezione dai radicali liberi, ma qui il problema è opposto: un eccesso, soprattutto di vitamina A, può addirittura favorire la caduta dei capelli. Per questo è fondamentale mantenere un equilibrio, evitando sia carenze sia sovradosaggi, e affidandosi a valutazioni mediche quando si sospetta un problema nutrizionale.

Come le vitamine influenzano i capelli

Per comprendere come le vitamine influenzano la crescita dei capelli, è utile ricordare che il follicolo pilifero è uno dei tessuti a più alto turnover dell’organismo: le cellule della matrice si dividono rapidamente per produrre il fusto del capello. Questo processo richiede energia, amminoacidi, minerali e cofattori enzimatici, tra cui molte vitamine. Le vitamine del gruppo B agiscono come coenzimi in reazioni fondamentali per la produzione di ATP (energia cellulare) e per la sintesi di DNA e RNA. Se questi processi rallentano per carenza vitaminica, il follicolo può entrare più precocemente in fase telogen (fase di riposo) e il capello può cadere prima del previsto, con possibile diradamento diffuso.

La vitamina D sembra avere un ruolo regolatorio sul ciclo del follicolo pilifero attraverso il suo recettore (VDR), espresso nelle cellule del bulbo. Studi sperimentali indicano che l’attivazione di questo recettore è importante per il passaggio dalla fase di riposo alla fase di crescita. In condizioni di insufficienza di vitamina D, il segnale che stimola il follicolo a riattivarsi potrebbe essere meno efficiente, contribuendo a una riduzione della densità o a una crescita più lenta. Tuttavia, la relazione non è lineare e dipende da molti altri fattori, tra cui predisposizione genetica, stato ormonale e presenza di infiammazione del cuoio capelluto.

Le vitamine C ed E svolgono principalmente una funzione antiossidante. Il cuoio capelluto è esposto a radiazioni ultraviolette, inquinanti e microinfiammazione cronica, tutti elementi che generano radicali liberi. Queste specie reattive possono danneggiare lipidi di membrana, proteine e DNA delle cellule follicolari. Un adeguato apporto di antiossidanti contribuisce a limitare questo danno, preservando la funzionalità del follicolo nel tempo. La vitamina C, inoltre, è essenziale per la sintesi del collagene, componente importante della struttura di sostegno intorno al follicolo, e favorisce l’assorbimento intestinale del ferro, minerale strettamente legato alla salute dei capelli.

La vitamina A è necessaria per la differenziazione cellulare e per il mantenimento dell’integrità delle mucose e della pelle, incluso il cuoio capelluto. Un apporto adeguato contribuisce a una corretta cheratinizzazione, cioè al processo con cui le cellule si trasformano in cheratinociti maturi, fondamentali per la struttura del fusto del capello. Tuttavia, un eccesso di vitamina A, soprattutto se assunto tramite integratori ad alto dosaggio o farmaci derivati (retinoidi), può accelerare il passaggio dei follicoli in fase telogen e causare caduta diffusa. Questo esempio mostra come il rapporto tra vitamine e capelli sia spesso “a U”: sia il deficit sia l’eccesso possono essere dannosi, e l’obiettivo è mantenere un range fisiologico, non “più è meglio”.

Oltre alle singole vitamine, è importante considerare l’effetto sinergico tra diversi micronutrienti. Una carenza combinata di più vitamine e minerali, anche se lieve per ciascun elemento, può avere un impatto maggiore sulla vitalità del follicolo rispetto a un deficit isolato. Per questo motivo, l’attenzione dovrebbe concentrarsi su un pattern alimentare complessivamente equilibrato, piuttosto che sulla ricerca di una “vitamina magica” da assumere in modo isolato.

Integratori vitaminici per capelli

Gli integratori per capelli disponibili in farmacia e online sono numerosi e spesso contengono combinazioni di vitamine, minerali e estratti vegetali. In genere includono vitamine del gruppo B (soprattutto biotina, B6, B9, B12), vitamina D, vitamine antiossidanti (C, E), oltre a zinco, ferro, rame, selenio e talvolta aminoacidi solforati come cistina e metionina. L’idea alla base di questi prodotti è fornire al follicolo tutti i cofattori necessari per sostenere il ciclo di crescita, soprattutto in situazioni di aumentato fabbisogno o di dieta non ottimale. Tuttavia, è importante distinguere tra integrazione mirata in caso di carenza e assunzione “a tappeto” senza indicazione.

Le evidenze scientifiche suggeriscono che gli integratori possono essere utili quando esiste una reale insufficienza di micronutrienti documentata da esami del sangue o fortemente sospettata sulla base di dieta e quadro clinico (per esempio, diete molto restrittive, disturbi dell’assorbimento intestinale, perdite ematiche croniche). In questi casi, correggere la carenza può migliorare la qualità del capello e ridurre la caduta. Al contrario, in soggetti con livelli vitaminici nella norma, l’effetto degli integratori è spesso modesto o nullo sulla densità dei capelli, anche se alcune persone riferiscono un miglioramento soggettivo di lucentezza e robustezza, che può dipendere anche da altri fattori (cura cosmetica, riduzione dello stress, variazioni ormonali).

Un aspetto cruciale è che molti integratori per capelli sono multicomponente, cioè combinano vitamine, minerali e fitocomplessi (come estratti di miglio, equiseto, serenoa repens, polifenoli). Alcuni studi clinici indicano che questi prodotti, usati come coadiuvanti in forme di alopecia androgenetica o effluvi cronici, possono aumentare la densità o il diametro dei capelli rispetto al placebo. Tuttavia, l’eterogeneità delle formulazioni, la durata relativamente breve degli studi e la frequente sponsorizzazione industriale rendono difficile trarre conclusioni definitive su quale combinazione sia realmente più efficace. Inoltre, gli integratori non sostituiscono les terapie farmacologiche indicate dal dermatologo nelle forme di alopecia con base ormonale o autoimmune.

Prima di iniziare un integratore vitaminico per capelli è consigliabile valutare, con il medico o il dermatologo, se ci siano segni o fattori di rischio per carenze (stanchezza marcata, pallore, unghie fragili, dieta povera, disturbi gastrointestinali, mestruazioni molto abbondanti, vegetarianismo/veganismo non ben pianificato). In molti casi, una correzione dell’alimentazione con aumento di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce, uova e frutta secca può essere sufficiente a garantire un apporto adeguato di vitamine, senza necessità di supplementi. L’integrazione dovrebbe essere personalizzata, limitata nel tempo e monitorata, evitando il “fai da te” prolungato, soprattutto con prodotti ad alto dosaggio di vitamina A, D o ferro, che possono accumularsi e dare effetti indesiderati.

Un altro elemento da considerare è la forma di presentazione delle vitamine e dei minerali contenuti negli integratori. La biodisponibilità può variare in base al tipo di sale minerale o alla forma chimica della vitamina, così come alla presenza di altri nutrienti che ne facilitano o ostacolano l’assorbimento. Inoltre, l’assunzione contemporanea di più prodotti diversi può portare a sovrapposizioni di dosaggi, con il rischio di superare i livelli massimi tollerabili per alcune sostanze senza rendersene conto.

Quando consultare un dermatologo

Non tutte le forme di caduta dei capelli sono legate a carenze vitaminiche, e non sempre un integratore è la risposta appropriata. È opportuno consultare un dermatologo quando la perdita di capelli è improvvisa, marcata, associata a diradamento visibile o chiazze, o quando si notano cambiamenti rapidi nella qualità del capello (diventa molto più sottile, fragile, opaco) senza una spiegazione evidente. Anche la presenza di prurito, bruciore, desquamazione intensa, arrossamento o dolore del cuoio capelluto richiede una valutazione specialistica, perché può indicare dermatiti, infezioni o forme cicatriziali che, se non trattate, possono portare a perdita permanente dei follicoli.

Il dermatologo, dopo un’anamnesi accurata (storia familiare di alopecia, farmaci assunti, diete, stress, malattie concomitanti) e un esame obiettivo del cuoio capelluto, può richiedere esami del sangue mirati per valutare lo stato nutrizionale: livelli di vitamina D, alcune vitamine del gruppo B, ferro, ferritina, zinco, rame, oltre a ormoni tiroidei e altri parametri. In base ai risultati, potrà indicare se esiste una carenza da correggere e con quali modalità (alimentazione, integratori specifici, eventuali terapie per disturbi dell’assorbimento). Questo approccio consente di evitare supplementazioni inutili e di concentrare l’intervento sui fattori realmente modificabili.

È particolarmente importante rivolgersi a uno specialista in alcune categorie di persone: donne con alopecia androgenetica o diradamento progressivo sulla parte superiore del capo, uomini con calvizie precoce, pazienti con malattie autoimmuni, disturbi tiroidei, celiachia o altre patologie intestinali, persone che seguono diete molto ipocaloriche o monotone, e chi ha subito interventi chirurgici importanti o periodi di forte stress fisico o psicologico. In questi contesti, la caduta dei capelli può essere multifattoriale: le vitamine rappresentano solo uno dei tasselli, da valutare insieme a ormoni, infiammazione, microcircolazione e fattori genetici.

Infine, è bene ricordare che la crescita dei capelli è un processo lento: anche quando si corregge una carenza vitaminica o si avvia una terapia adeguata, possono essere necessari diversi mesi prima di osservare un miglioramento visibile in termini di densità o spessore. Promesse di risultati “in poche settimane” sono spesso poco realistiche. Un follow-up regolare con il dermatologo permette di monitorare l’andamento, adattare il piano terapeutico e valutare se gli integratori vitaminici stiano avendo un ruolo di supporto o se sia necessario modificare la strategia, sempre evitando l’autogestione di trattamenti non validati o potenzialmente rischiosi.

Il confronto con lo specialista è utile anche per chiarire le aspettative sui risultati ottenibili e per distinguere tra condizioni reversibili e forme in cui la perdita di capelli è in parte permanente. Una comunicazione chiara su tempi, obiettivi e limiti delle terapie, inclusa l’eventuale integrazione vitaminica, aiuta a costruire un percorso realistico e sostenibile, riducendo il rischio di frustrazione e di ricorso a soluzioni non basate su prove scientifiche.

In sintesi, le vitamine svolgono un ruolo importante nel supportare la crescita e il mantenimento dei capelli, ma non rappresentano una soluzione unica né miracolosa alla caduta. Un apporto adeguato di vitamine del gruppo B, vitamina D e vitamine antiossidanti, inserito in una dieta equilibrata, contribuisce a creare un ambiente favorevole per il follicolo pilifero. Quando si sospetta una carenza o si osserva una perdita di capelli significativa, è fondamentale rivolgersi a un dermatologo per un inquadramento completo, che includa valutazione nutrizionale, ormonale e delle condizioni del cuoio capelluto, così da impostare un percorso personalizzato e basato sulle evidenze.

Per approfondire

Micronutrients and Androgenetic Alopecia: A Systematic Review offre una panoramica aggiornata sul ruolo di vitamine e altri micronutrienti come fattori di rischio modificabili nelle forme di alopecia androgenetica.

Assessing the relationship between dietary factors and hair health: A systematic review analizza in modo sistematico il legame tra dieta, stato di nutrienti chiave (come vitamina D e ferro) e salute dei capelli.

Biotin – StatPearls (NCBI Bookshelf) approfondisce il ruolo della biotina, chiarendo quando la sua integrazione è realmente indicata e quali sono i limiti delle evidenze nei soggetti sani.

Effects of dietary supplements on androgenetic alopecia: a systematic review and network meta-analysis valuta l’efficacia di diversi integratori orali multi-componente come coadiuvanti nel trattamento dell’alopecia androgenetica.

Intermediate Hair Follicles from Patients with Female Pattern Hair Loss esplora le alterazioni metaboliche e di disponibilità di nutrienti nei follicoli miniaturizzati, suggerendo un possibile ruolo della supplementazione nutrizionale come supporto terapeutico.