Se hai un abbonamento attivo ACCEDI QUI
Un “What I Eat In A Day” etichettato come antinfiammatorio e AIP conquista TikTok e riaccende una vecchia confusione: la dieta antinfiammatoria non coincide con l’Autoimmune Protocol.
Negli ultimi mesi i contenuti su “anti-inflammatory diet” e “gut health” restano tra i più cliccati su TikTok. L’appeal è chiaro: ricette semplici, promessa di energia, pelle migliore, digestione più serena. Ma “dieta antinfiammatoria” è un cappello ampio che descrive soprattutto un pattern alimentare ricco di vegetali, legumi, cereali integrali, frutta secca e pesce, con pochi ultra-processati e zuccheri aggiunti. È il modello Mediterraneo ad avere le prove più solide su marker infiammatori e rischio cardiometabolico, come ricorda Harvard Health e le guide pratiche del NHS.
Altra cosa è l’AIP (Autoimmune Protocol): un percorso a fasi, pensato per gestire sintomi in alcune malattie autoimmuni. Parte con un’eliminazione temporanea di numerosi gruppi alimentari (grani e pseudocereali, legumi, latticini, uova, frutta a guscio e semi, solanacee come il pomodoro, zuccheri raffinati e additivi), seguita da reintroduzioni controllate. Le evidenze sono promettenti ma limitate e su piccoli campioni, come nello studio pilota su IBD di Konijeti et al. (2017) su Inflammatory Bowel Diseases; le cliniche avvertono di farlo con supervisione per ridurre rischi di carenze (Cleveland Clinic).
Il video
Nel clip di @najma.imaan (121.900 follower), l’autrice racconta il giorno 33 di un “anti-inflammatory/A.I.P diet” e mostra: colazione con bowl di semi di chia e collagene, fragole, cocco, granola, burro di mandorle e miele; spuntino di anguria; cena con quinoa, broccoli e merluzzo in umido di pomodoro, il tutto dentro una “eating window”.
“This combo slaps… you need to try it out… I finished this plate to the bone.”
Il format funziona: il video pubblicato il 12 luglio ha superato 670 mila visualizzazioni, con oltre 81 mila like, migliaia di condivisioni e più di 25 mila salvataggi — segno che molti vogliono replicare le ricette.
Contesto e approfondimento
Chiamarla “dieta antinfiammatoria” è sensato se si intende un modello ricco di fibre, polifenoli e omega-3 (verdure, frutta, legumi, cereali integrali, pesce azzurro, olio d’oliva) e povero di alimenti ultra-processati: un approccio associato a minori marker di infiammazione sistemica come CRP e IL-6 (Harvard Health), in linea con le raccomandazioni della Arthritis Foundation e i principi generali OMS su un’alimentazione sana (WHO).
L’AIP però ha regole specifiche nella fase di eliminazione: niente grani e pseudocereali (quinoa), niente frutta a guscio e semi (semi di chia, burro di mandorle), niente solanacee (pomodoro), oltre a molte altre esclusioni. Il menù mostrato nel video è dunque coerente con un pattern antinfiammatorio “generico”, ma non con l’eliminazione AIP. Potrebbe rientrare in una fase di reintroduzione? Forse, ma il post non lo specifica — ed è qui che nasce la confusione tra etichette.
C’è anche il riferimento alla “eating window”: il time-restricted eating è popolare, ma non è parte necessaria né della dieta Mediterranea né dell’AIP. Le evidenze sono miste e l’aderenza a lungo termine conta più dell’orario; alcune persone (gravidanza, disturbi alimentari, condizioni metaboliche) dovrebbero evitarlo o valutarlo con il medico (Harvard T.H. Chan).
Reazioni
Il successo del video — oltre 2.600 condivisioni e un alto numero di salvataggi — indica che gli utenti cercano idee immediate da copiare. Nei commenti prevale l’ispirazione “ricette facili e pulite”, più che un dibattito tecnico su AIP vs antinfiammatorio. È un promemoria: i format virali orientano la spesa e le abitudini, indipendentemente dall’accuratezza terminologica.
Implicazioni e prospettive
Se il fine è ridurre l’infiammazione di basso grado nel lungo periodo, la direzione con più prove resta il modello Mediterraneo: vegetali a ogni pasto, legumi e cereali integrali con regolarità, pesce (meglio azzurro), olio d’oliva come grasso principale; limitare ultra-processati e alcol. L’AIP può avere un ruolo selettivo su sintomi in alcune condizioni autoimmuni, ma va gestito con professionisti e con fasi di reintroduzione ben strutturate, per minimizzare restrizioni inutili.
Infine, ricordiamo che singoli “superfood” o supplementi (come il collagene) non compensano la qualità complessiva della dieta e dello stile di vita. I social possono essere un ottimo punto di partenza: per trasformare ispirazione in salute, servono però chiarezza su definizioni, fonti affidabili e personalizzazione clinica quando necessario.
Il Video completo
@najma.imaan omg i can’t believe it’s been 1 month since on A.I.P diet!🥹 here’s a WIEIAD yay 🙂 #antiinflammatory #antiinflammatorydiet #wieiad #aipdiet #guthealth #foodinspo @Spindrift
