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I formaggi stagionati rappresentano una componente fondamentale della tradizione culinaria italiana, apprezzati non solo per il loro sapore intenso e la versatilità in cucina, ma anche per le loro proprietà nutrizionali. Tuttavia, oltre al noto contenuto di colesterolo, questi formaggi nascondono aspetti meno conosciuti che meritano attenzione. Esaminiamo le differenze tra formaggi freschi e stagionati, i minerali e i nutrienti utili presenti, e il contenuto residuo di lattosio che può influenzare la tolleranza individuale.
Differenze tra formaggi freschi e stagionati
I formaggi freschi e stagionati si distinguono principalmente per il processo di maturazione e le caratteristiche nutrizionali. I formaggi freschi, come mozzarella, ricotta e stracchino, subiscono una maturazione breve, generalmente inferiore ai 30 giorni, e presentano un elevato contenuto di acqua, che può raggiungere fino all’80% del peso totale. Questa caratteristica conferisce loro una consistenza morbida e una deperibilità maggiore rispetto ai formaggi stagionati.
Al contrario, i formaggi stagionati, come Parmigiano Reggiano, Pecorino e Grana Padano, attraversano un processo di stagionatura che può durare da alcuni mesi a diversi anni. Durante questo periodo, l’acqua presente nel formaggio diminuisce, concentrando i nutrienti e intensificando il sapore. Questo processo porta a una maggiore densità calorica e a un aumento del contenuto di grassi e proteine rispetto ai formaggi freschi.
Dal punto di vista nutrizionale, i formaggi stagionati offrono un apporto proteico superiore. Ad esempio, il Parmigiano Reggiano stagionato 24 mesi può contenere fino al 33% di proteine, mentre una mozzarella fresca ne contiene circa il 17%. Inoltre, i formaggi stagionati tendono ad avere un contenuto di grassi più elevato, con percentuali che possono superare il 28%, rispetto al 20% circa dei formaggi freschi.
Un’altra differenza significativa riguarda il contenuto di sodio. I formaggi stagionati, a causa del processo di salatura e della perdita di acqua durante la stagionatura, presentano livelli di sodio più elevati. Ad esempio, 100 grammi di Grana Padano possono contenere fino a 700 mg di sodio, mentre la stessa quantità di mozzarella ne contiene circa 200 mg. Questo aspetto è particolarmente rilevante per individui con ipertensione o che seguono diete iposodiche.

Minerali, fermenti e nutrienti utili
I formaggi stagionati sono una fonte preziosa di minerali essenziali per la salute umana. Il calcio è particolarmente abbondante in questi formaggi; una porzione di 60 grammi di Grana Padano può coprire l’intero fabbisogno giornaliero di un adulto, che varia tra 800 e 1200 mg. Il calcio è fondamentale per la salute delle ossa e dei denti, nonché per la funzione muscolare e nervosa.
Oltre al calcio, i formaggi stagionati forniscono quantità significative di fosforo, potassio e magnesio. Il fosforo, in particolare, è presente in quantità che possono superare quelle del pesce, contribuendo alla formazione e al mantenimento delle ossa e dei denti, oltre a svolgere un ruolo chiave nel metabolismo energetico.
Dal punto di vista vitaminico, i formaggi stagionati contengono vitamine liposolubili come la vitamina A, importante per la vista e il sistema immunitario, e la vitamina K2, che svolge un ruolo cruciale nella coagulazione del sangue e nel metabolismo osseo. Inoltre, sono presenti vitamine del gruppo B, come la B12, essenziale per la produzione di globuli rossi e il funzionamento del sistema nervoso.
Un aspetto interessante dei formaggi stagionati è la presenza di fermenti lattici vivi, soprattutto nelle varietà con stagionatura più breve. Questi microrganismi possono contribuire alla salute del sistema digestivo, favorendo l’equilibrio della flora intestinale e migliorando la digestione. Tuttavia, con l’aumentare del tempo di stagionatura, la quantità di fermenti vivi tende a diminuire.
Lattosio residuo e tolleranza possibile
Il lattosio è uno zucchero presente naturalmente nel latte e nei suoi derivati. Durante il processo di stagionatura dei formaggi, il lattosio viene progressivamente degradato dai batteri lattici, riducendo il suo contenuto nel prodotto finale. Questo rende i formaggi stagionati generalmente più tollerabili per le persone con intolleranza al lattosio rispetto ai formaggi freschi.
Ad esempio, formaggi come il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano e il Pecorino, dopo una stagionatura di oltre 12 mesi, contengono quantità trascurabili di lattosio, spesso inferiori a 0,1 grammi per 100 grammi di prodotto. Questo li rende adatti al consumo da parte di individui con intolleranza al lattosio, che possono sperimentare sintomi gastrointestinali come gonfiore, crampi e diarrea dopo l’ingestione di lattosio.
Al contrario, i formaggi freschi, avendo subito una maturazione breve, mantengono livelli più elevati di lattosio. Ad esempio, la mozzarella e la ricotta possono contenere quantità di lattosio che variano tra 1 e 5 grammi per 100 grammi di prodotto, rendendoli meno adatti per chi soffre di intolleranza al lattosio.
È importante notare che la tolleranza al lattosio varia da individuo a individuo. Alcune persone con intolleranza possono consumare piccole quantità di lattosio senza manifestare sintomi, mentre altre devono evitarlo completamente. Pertanto, è consigliabile che le persone con intolleranza al lattosio consultino un professionista sanitario per determinare quali formaggi possono essere inclusi nella loro dieta senza causare disagi.
Impatto su pressione e sistema immunitario
I formaggi stagionati, pur essendo ricchi di nutrienti benefici, presentano un elevato contenuto di sodio, che può influenzare negativamente la pressione arteriosa. Un consumo eccessivo di sodio è associato a un aumento del rischio di ipertensione, una condizione che può portare a malattie cardiovascolari. È quindi consigliabile moderare l’assunzione di formaggi stagionati, soprattutto per individui con predisposizione all’ipertensione. (lattendibile.it)
Nonostante il contenuto di sodio, i formaggi stagionati forniscono proteine di alta qualità e minerali essenziali come il calcio e il fosforo, che supportano la salute ossea e muscolare. Inoltre, contengono vitamine liposolubili come la A e la D, che svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento del sistema immunitario. (buonissimo.it)
Alcuni formaggi stagionati, come il Gouda e il Cheddar invecchiato, contengono probiotici naturali. Questi microrganismi benefici possono migliorare la salute intestinale e, di conseguenza, rafforzare le difese immunitarie. Tuttavia, è fondamentale consumarli con moderazione per evitare l’eccesso di sodio e grassi saturi. (cefalunews.org)
Per bilanciare i potenziali effetti negativi del sodio presente nei formaggi stagionati, è utile abbinarli a alimenti ricchi di potassio, come spinaci, patate dolci, avocado e banane. Il potassio aiuta a contrastare l’effetto del sodio sulla pressione arteriosa, contribuendo al mantenimento di valori pressori normali.
Formaggi “smart” da consumare con moderazione
Per integrare i formaggi stagionati in una dieta equilibrata, è fondamentale scegliere varietà con un profilo nutrizionale favorevole. Ad esempio, il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano offrono un buon apporto di proteine e calcio, con un contenuto di sodio relativamente inferiore rispetto ad altri formaggi stagionati.
La moderazione nelle porzioni è essenziale: le linee guida suggeriscono di consumare circa 50 grammi di formaggi stagionati per porzione, non più di 2-3 volte a settimana. Questo approccio consente di beneficiare dei nutrienti offerti dai formaggi senza eccedere nell’assunzione di grassi saturi e sodio. (starbene.it)
Per chi è intollerante al lattosio, i formaggi stagionati a lunga maturazione, come il Parmigiano Reggiano, sono spesso ben tollerati. Durante la stagionatura, il lattosio viene trasformato in acido lattico, rendendo questi formaggi adatti anche a chi ha difficoltà nella digestione del lattosio.
Infine, è consigliabile consumare i formaggi stagionati come parte di un pasto principale, piuttosto che come spuntino. Questo permette di controllare meglio le porzioni e di abbinarli a contorni ricchi di fibre e potassio, contribuendo a un’alimentazione più equilibrata. (smartfood.ieo.it)
Per approfondire
Formaggi stagionati: cosa sono e quali sono i più conosciuti – Descrizione dei principali formaggi stagionati e delle loro proprietà.
