Malassorbimento degli acidi biliari: dieta a basso grasso e timing dei pasti (con esempi)

Malassorbimento degli acidi biliari: dieta low‑fat e timing dei pasti, fibre solubili e amidi resistenti, esempi di pasti con grammature, indicazioni su colesevelam/colestiramina.

Il malassorbimento degli acidi biliari (BAM) è una condizione caratterizzata da un’inadeguata riassorbimento degli acidi biliari nell’intestino tenue, che può portare a sintomi gastrointestinali significativi. Una gestione efficace del BAM richiede un approccio integrato che includa modifiche dietetiche mirate e, in alcuni casi, l’uso di farmaci specifici. Questo articolo fornisce indicazioni pratiche su come strutturare una dieta a basso contenuto di grassi, l’importanza delle fibre solubili e degli amidi resistenti, e suggerisce esempi di pasti equilibrati con grammature precise.

Bile e diarrea: quando sospettare malassorbimento degli acidi biliari

Il malassorbimento degli acidi biliari si manifesta frequentemente con diarrea cronica, spesso acquosa, che può essere erroneamente attribuita ad altre cause gastrointestinali. La diarrea da BAM è causata dall’eccesso di acidi biliari nel colon, che stimolano la secrezione di acqua e elettroliti, aumentando il volume delle feci. Altri sintomi possono includere gonfiore addominale, dolore e urgenza defecatoria. È fondamentale considerare il BAM in pazienti con diarrea persistente, soprattutto se associata a condizioni predisponenti come resezioni intestinali, malattie infiammatorie intestinali o colecistectomia. Una diagnosi accurata può essere ottenuta attraverso test specifici, come il test al 75SeHCAT, che valuta il riassorbimento degli acidi biliari.

Dieta low-fat mirata: percentuali, porzioni e come distribuire i grassi

Una dieta a basso contenuto di grassi è cruciale nella gestione del BAM, poiché riduce la quantità di acidi biliari secreti e, di conseguenza, la loro presenza nel colon. Si raccomanda che i grassi costituiscano circa il 25% dell’apporto calorico totale giornaliero. Ad esempio, in una dieta da 2000 kcal, ciò equivale a circa 55 grammi di grassi al giorno. È consigliabile distribuire l’assunzione di grassi uniformemente nei pasti principali, evitando concentrazioni elevate in singoli pasti. Preferire fonti di grassi insaturi, come olio d’oliva e pesce magro, e limitare i grassi saturi presenti in carni grasse e prodotti lattiero-caseari interi. Metodi di cottura leggeri, come la cottura al vapore o alla griglia, aiutano a controllare l’apporto di grassi.

Fibre solubili e amidi resistenti: perché aiutano e come inserirli

Le fibre solubili e gli amidi resistenti svolgono un ruolo significativo nel migliorare i sintomi del BAM. Le fibre solubili, presenti in alimenti come avena, mele e legumi, formano un gel viscoso nell’intestino che può legare gli acidi biliari in eccesso, riducendo la loro azione irritante sul colon. Gli amidi resistenti, trovati in alimenti come banane verdi, patate raffreddate e legumi, fermentano nel colon producendo acidi grassi a catena corta che nutrono le cellule intestinali e migliorano l’integrità della mucosa. Per integrare queste componenti nella dieta, si consiglia di consumare porzioni regolari di legumi, cereali integrali e frutta, assicurandosi di aumentare gradualmente l’apporto per permettere all’intestino di adattarsi. È importante mantenere un’adeguata idratazione per facilitare l’azione delle fibre.

Esempi di pasti ‘gentili’ su intestino con grammature

Per facilitare l’adozione di una dieta adeguata, ecco alcuni esempi di pasti equilibrati con grammature precise:

Malassorbimento degli acidi biliari: dieta a basso grasso e timing dei pasti (con esempi)
  • Colazione: 40 g di fiocchi d’avena cotti con 200 ml di latte scremato, arricchiti con 100 g di mele a cubetti e un cucchiaino di miele.
  • Pranzo: 80 g di riso integrale con 150 g di verdure miste al vapore (zucchine, carote, peperoni) e 100 g di petto di pollo alla griglia, conditi con un cucchiaino di olio d’oliva.
  • Spuntino: 150 g di yogurt magro con 30 g di frutta secca (noci o mandorle).
  • Cena: 150 g di filetto di pesce magro (come merluzzo) al forno con erbe aromatiche, accompagnato da 200 g di patate lesse raffreddate e 100 g di insalata mista condita con un cucchiaino di olio d’oliva.

Questi pasti sono progettati per essere delicati sull’intestino, fornendo un equilibrio tra nutrienti essenziali e componenti che supportano la salute intestinale. È fondamentale personalizzare la dieta in base alle esigenze individuali e consultare un professionista sanitario per un piano alimentare su misura.

Ruolo di colesevelam/colestiramina e quando valutarli con il medico

Il colesevelam e la colestiramina sono farmaci appartenenti alla classe dei sequestranti degli acidi biliari, utilizzati principalmente per ridurre i livelli di colesterolo LDL nel sangue. Tuttavia, trovano applicazione anche nel trattamento della diarrea cronica associata al malassorbimento degli acidi biliari. Questi farmaci agiscono legandosi agli acidi biliari nell’intestino, impedendone il riassorbimento e facilitandone l’eliminazione con le feci. Questo meccanismo riduce la quantità di acidi biliari liberi nell’intestino, diminuendo l’irritazione della mucosa intestinale e la conseguente diarrea.

La colestiramina è disponibile in polvere per sospensione orale e viene generalmente assunta in dosi che variano da 1 a 6 bustine al giorno, a seconda della gravità dei sintomi. Il colesevelam, invece, è disponibile in compresse da assumere durante i pasti con abbondante acqua. È fondamentale seguire attentamente le indicazioni del medico riguardo al dosaggio e alla modalità di assunzione di questi farmaci.

L’uso di colesevelam e colestiramina può comportare effetti collaterali, tra cui costipazione, gonfiore addominale, nausea e, in rari casi, carenze vitaminiche dovute all’interferenza con l’assorbimento delle vitamine liposolubili (A, D, E, K). Pertanto, è importante monitorare eventuali sintomi e riferirli al medico. Inoltre, questi farmaci possono interagire con altri medicinali, riducendone l’assorbimento; è quindi consigliabile assumere altri farmaci almeno 1 ora prima o 4-6 ore dopo l’assunzione di colestiramina o colesevelam.

È opportuno valutare l’uso di colesevelam o colestiramina con il medico quando le modifiche dietetiche e altri interventi non farmacologici non sono sufficienti a controllare i sintomi del malassorbimento degli acidi biliari. Il medico potrà determinare la terapia più appropriata in base alla gravità dei sintomi, alle condizioni di salute generale del paziente e alla presenza di eventuali controindicazioni o interazioni farmacologiche.

Per approfondire

Associazione Medici Diabetologi (AMD): Informazioni dettagliate sulla colestiramina, il suo meccanismo d’azione, indicazioni terapeutiche ed effetti collaterali.

Humanitas: Scheda sul colesevelam, con indicazioni su modalità di assunzione, effetti collaterali e avvertenze.