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Contenuto di Vitamina D negli alimenti

Vitamina D negli alimenti: tabella ad “ordinamento dinamico”

(μg. di Vitamina D per 100 gr. di parte edibile)

Tratta da: US Department of Agriculture, Agricultural Research Service. 2016. Nutrient Data Laboratory. USDA National Nutrient Database for Standard Reference, Release 28 (Slightly revised). Version Current: May 2016. http://www.ars.usda.gov/nea/bhnrc/mafcl 




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La Vitamina D (Calciferolo) svolge un ruolo essenziale nella regolazione del metabolismo fosfo-calcico, ma è anche implicata in altri fenomeni fisiologici.

La sua carenza impedisce un corretto assorbimento del calcio alimentare e può provocare malattie come
il “rachitismo”, la osteomalacia, e l’osteoporosi.

Il nome di vitamina D, o calciferolo, comprende in realtà una famiglia di composti con attività antirachitica:

– La vitamina D2, o ergocalciferolo, è stata isolata dalla segale cornuta e si trova nella maggior parte degli alimenti. Può essere sintetizzata mediante irradiazione ultravioletta dell’ergosterolo (sterolo di origine vegetale).

– La vitamina D3, o colecalciferolo, è stata isolata partendo dall’olio di pesce.

Sono tutti degli steroidi che derivano dal nucleo ciclopentanoperidrofenantrenico.

Differiscono per la loro catena laterale in satura per la D3, insatura e mediata in C24 per la D2.

Queste due forme hanno la stessa attività biologica.

La tabella qui presentata è una tabella “dinamica” in quanto è possibile, senza cambiare pagina, modificare i criteri di ordinamento degli alimenti (per nome, per contenuto di vitamina K crescente e decrescente).

Oltre all’ordinamento per nome, per contenuti di vitamina K crescenti e decrescenti, è possibile selezionare anche il gruppo alimentare da esaminare.

Diventa così semplice scegliere, per esempio, le verdure che contengono meno Vitamina K di tutte, selezionando “Verdure ed ortaggi” come gruppo alimentare e “Odrina per Vitamina K decrescente” come tipo di ordinamento.

Diventa così semplice stabilire il contenuto di vitamina K negli alimenti della propria dieta ed evitare facilmente quelli a più alto contenuto di fillochinone.

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