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L’iperparatiroidismo è una condizione caratterizzata da un’eccessiva produzione di paratormone (PTH) da parte delle ghiandole paratiroidi, situate nel collo dietro la tiroide. Questo aumento di PTH provoca un’elevata concentrazione di calcio nel sangue (ipercalcemia), influenzando negativamente vari organi e sistemi. Una gestione adeguata della dieta può svolgere un ruolo significativo nel controllo dei sintomi e nella prevenzione delle complicanze associate a questa patologia.
Cos’è l’iperparatiroidismo e sintomi principali
L’iperparatiroidismo si manifesta quando le paratiroidi producono quantità eccessive di PTH, determinando un aumento dei livelli di calcio nel sangue. Questa condizione può essere classificata in due forme principali:
- Iperparatiroidismo primario: causato generalmente da un adenoma benigno di una delle paratiroidi, che porta a una produzione autonoma di PTH.
- Iperparatiroidismo secondario: derivante da condizioni che inducono una risposta compensatoria delle paratiroidi, come l’insufficienza renale cronica o una carenza di vitamina D.
I sintomi dell’iperparatiroidismo sono spesso aspecifici e possono includere:
- Debolezza muscolare e affaticamento.
- Disturbi gastrointestinali come stipsi, nausea e perdita di appetito.
- Alterazioni cognitive quali difficoltà di concentrazione, perdita di memoria e stato confusionale.
- Aumento della minzione e sete intensa.
In alcuni casi, l’ipercalcemia prolungata può portare a complicanze più gravi, come la formazione di calcoli renali, osteoporosi e disturbi cardiovascolari.
Ruolo del calcio e della vitamina D
Il calcio e la vitamina D sono elementi fondamentali nel metabolismo osseo e nella regolazione dei livelli di PTH. Un equilibrio adeguato di questi nutrienti è essenziale per mantenere la salute delle ossa e prevenire le complicanze dell’iperparatiroidismo.

La vitamina D facilita l’assorbimento intestinale del calcio e modula la secrezione di PTH. Una carenza di vitamina D può indurre un aumento compensatorio del PTH, aggravando l’iperparatiroidismo. Pertanto, è cruciale garantire un apporto sufficiente di vitamina D attraverso l’esposizione solare e la dieta.
Il calcio, oltre a essere un componente essenziale delle ossa, svolge un ruolo chiave nella trasmissione nervosa e nella contrazione muscolare. Un apporto adeguato di calcio è necessario per prevenire l’ipocalcemia e le sue conseguenze.
Tuttavia, in presenza di iperparatiroidismo, l’eccesso di calcio nel sangue può essere dannoso. Pertanto, è importante monitorare attentamente l’assunzione di calcio e vitamina D, adattandola alle esigenze individuali e alle indicazioni mediche.
Alimenti consigliati e da evitare
Una dieta equilibrata può aiutare a gestire i livelli di calcio e PTH, riducendo i sintomi e prevenendo le complicanze dell’iperparatiroidismo. Ecco alcune raccomandazioni alimentari:
- Alimenti ricchi di vitamina D: pesci grassi (salmone, sgombro), uova, funghi e alimenti fortificati.
- Fonti di calcio a basso contenuto di fosforo: verdure a foglia verde (broccoli, cavolo riccio), mandorle e semi di sesamo.
- Alimenti a basso contenuto di fosforo: frutta fresca, riso bianco e pane bianco.
È consigliabile limitare o evitare:
- Alimenti ricchi di fosforo: carni rosse, latticini interi, bevande gassate e cibi processati.
- Integratori di calcio non prescritti: possono aumentare ulteriormente i livelli di calcio nel sangue.
- Alcol e caffeina: possono interferire con l’assorbimento del calcio e aumentare l’escrezione urinaria.
È fondamentale personalizzare la dieta in base alle esigenze individuali e alle indicazioni del medico curante, monitorando regolarmente i livelli di calcio e PTH.
Schema settimanale bilanciato
Un piano alimentare settimanale può aiutare a garantire un apporto equilibrato di nutrienti essenziali per chi soffre di iperparatiroidismo. Ecco un esempio di schema settimanale:
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Lunedì:
- Colazione: yogurt naturale con mandorle e frutti di bosco.
- Pranzo: insalata di quinoa con verdure a foglia verde e ceci.
- Cena: salmone al forno con broccoli al vapore.
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Martedì:
- Colazione: frullato di latte di soia, banana e semi di chia.
- Pranzo: zuppa di lenticchie con pane integrale.
- Cena: tofu saltato con verdure miste e riso integrale.
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Mercoledì:
- Colazione: porridge di avena con semi di sesamo e miele.
- Pranzo: insalata di farro con pomodori, cetrioli e fagioli cannellini.
- Cena: filetto di merluzzo con spinaci saltati.
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Giovedì:
- Colazione: pane integrale con burro di mandorle e marmellata senza zuccheri aggiunti.
- Pranzo: pasta integrale con pesto di rucola e noci.
- Cena: frittata di zucchine con insalata mista.
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Venerdì:
- Colazione: smoothie di latte di mandorla, fragole e semi di lino.
- Pranzo: insalata di orzo con verdure grigliate e feta.
- Cena: pollo alla griglia con cavolo riccio saltato.
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Sabato:
- Colazione: yogurt greco con granola fatta in casa e mirtilli.
- Pranzo: risotto ai funghi con insalata di cicoria.
- Cena: sardine al forno con patate dolci.
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Domenica:
- Colazione: pancake integrali con sciroppo d’acero e noci.
- Pranzo: lasagne vegetariane con ricotta e spinaci.
- Cena: zuppa di fagioli e cavolo nero con crostini integrali.
Questo schema è indicativo e può essere adattato alle preferenze personali e alle esigenze nutrizionali individuali. È fondamentale mantenere una varietà di alimenti per assicurare un apporto completo di nutrienti.
Quando valutare integrazione o chirurgia
La gestione dell’iperparatiroidismo può richiedere interventi specifici, a seconda della gravità e delle cause sottostanti. È essenziale riconoscere quando è opportuno considerare l’integrazione di nutrienti o procedere con un intervento chirurgico.
Integrazione di nutrienti:
- Vitamina D: una carenza può compromettere l’assorbimento del calcio. In alcuni casi, l’integrazione di vitamina D è necessaria per mantenere livelli adeguati.
- Calcio: sebbene l’iperparatiroidismo possa causare ipercalcemia, in alcune situazioni specifiche potrebbe essere indicata un’integrazione controllata di calcio.
È fondamentale che l’integrazione sia supervisionata da un professionista sanitario per evitare complicazioni.
Intervento chirurgico:
- Iperparatiroidismo primario: quando è causato da un adenoma paratiroideo, la paratiroidectomia (rimozione chirurgica della ghiandola paratiroidea affetta) è spesso il trattamento di scelta.
- Complicanze: in presenza di osteoporosi severa, calcoli renali ricorrenti o livelli di calcio nel sangue significativamente elevati, l’intervento chirurgico può essere raccomandato.
La decisione di procedere con la chirurgia deve essere presa dopo un’attenta valutazione clinica e discussione con un endocrinologo.
In conclusione, la gestione dell’iperparatiroidismo richiede un approccio personalizzato che può includere modifiche dietetiche, integrazione di nutrienti e, in alcuni casi, interventi chirurgici. La collaborazione con professionisti sanitari è essenziale per determinare il percorso terapeutico più appropriato.
Per approfondire
Humanitas Salute: Informazioni sugli alimenti consigliati e da evitare per la salute delle ossa.
