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La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è una condizione caratterizzata dalla risalita del contenuto gastrico nell’esofago, causando sintomi come bruciore retrosternale e rigurgito acido. Una gestione efficace della MRGE include modifiche dietetiche mirate, che possono alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Cibi trigger più frequenti
Alcuni alimenti sono noti per aggravare i sintomi del reflusso gastroesofageo. I cibi ricchi di grassi, come fritti, insaccati e formaggi stagionati, possono rallentare lo svuotamento gastrico e aumentare la pressione sullo sfintere esofageo inferiore, favorendo il reflusso. (rah.it)
Le bevande contenenti caffeina, come caffè e tè nero, possono stimolare la secrezione acida gastrica e rilassare lo sfintere esofageo inferiore, facilitando il reflusso. È consigliabile limitarne il consumo a una tazzina al giorno. (ok-salute.it)
Gli alimenti acidi, tra cui agrumi, pomodori e aceto, possono irritare la mucosa esofagea già infiammata, peggiorando i sintomi del reflusso. È opportuno ridurre o evitare il consumo di questi cibi.
Spezie piccanti come peperoncino e pepe nero possono aumentare la produzione di succhi gastrici e irritare l’esofago, esacerbando i sintomi del reflusso. Si raccomanda di evitarne l’uso nella preparazione dei pasti.

Porzioni e tempi dei pasti
Consumare pasti abbondanti può aumentare la pressione intragastrica e favorire il reflusso. È preferibile suddividere l’alimentazione in piccoli pasti frequenti durante la giornata per ridurre il carico sullo stomaco.
Masticare lentamente e accuratamente facilita la digestione e riduce l’ingestione di aria, diminuendo il rischio di reflusso. È importante dedicare il giusto tempo ai pasti, evitando di mangiare in fretta o in situazioni di stress. (specialistaotorino.it)
Coricarsi subito dopo aver mangiato può favorire la risalita del contenuto gastrico nell’esofago. Si consiglia di attendere almeno 2-3 ore dopo i pasti prima di andare a dormire.
Evitare sforzi fisici intensi immediatamente dopo i pasti può prevenire l’aumento della pressione intra-addominale e il conseguente reflusso. È preferibile svolgere attività fisica leggera o moderata a distanza di tempo dai pasti principali. (usi.it)
Menu settimanale con varianti leggere
Un’alimentazione equilibrata e “anti-reflusso” deve privilegiare cibi leggeri, poco grassi, facilmente digeribili e cucinati con metodi semplici (vapore, lessatura, forno). Ecco un esempio di menu settimanale con varianti che aiutano a ridurre i sintomi della MRGE:
- Lunedì
- Colazione: Tisana alla camomilla, pane tostato integrale con ricotta magra.
- Pranzo: Filetto di merluzzo al vapore con zucchine lesse e riso bianco.
- Cena: Petto di pollo alla griglia con carote al vapore e patate lesse.
- Martedì
- Colazione: Yogurt magro bianco con fiocchi d’avena.
- Pranzo: Pasta corta con zucchine e un filo d’olio EVO.
- Cena: Frittata al forno con albumi e spinaci, insalata di lattuga tenera.
- Mercoledì
- Colazione: Latte vegetale (riso o avena) con biscotti secchi leggeri.
- Pranzo: Petto di tacchino alla piastra con purè di patate.
- Cena: Zuppa di verdure dolci (carote, zucchine, patata) con crostini di pane integrale.
- Giovedì
- Colazione: Infuso di finocchio, pane tostato con miele.
- Pranzo: Orata al forno con patate e bietole lessate.
- Cena: Polpette di tacchino al vapore con carote e riso.
- Venerdì
- Colazione: Yogurt magro con banana matura a fettine.
- Pranzo: Riso basmati con zucchine e pollo lesso sfilacciato.
- Cena: Crema di zucca con crostini di pane bianco tostato.
- Sabato
- Colazione: Latte vegetale con gallette di riso.
- Pranzo: Filetto di platessa al vapore con insalata di patate e carote.
- Cena: Minestra di riso con verdure dolci e un filo d’olio EVO.
- Domenica
- Colazione: Tisana alla melissa, pane bianco tostato con marmellata senza agrumi.
- Pranzo: Petto di pollo al forno con zucchine grigliate.
- Cena: Zuppa di patate e carote con pane tostato leggero.
Questo schema settimanale fornisce esempi di pasti leggeri e digeribili, facilmente adattabili alle preferenze personali. Le porzioni devono essere moderate e i condimenti ridotti al minimo, prediligendo olio extravergine d’oliva a crudo. È sempre consigliabile personalizzare la dieta con l’aiuto di un nutrizionista o gastroenterologo, in base alle esigenze individuali e alla gravità dei sintomi.
Bevande da evitare e alternative
Il consumo di determinate bevande può influenzare significativamente i sintomi del reflusso gastroesofageo. Le bevande gassate, ad esempio, aumentano la pressione intragastrica a causa dell’anidride carbonica presente, favorendo la risalita dei succhi gastrici nell’esofago e intensificando sintomi come bruciore di stomaco e rigurgito acido. (petitchef.it)
Anche le bevande alcoliche, in particolare vino e birra, possono aggravare il reflusso. L’alcol rilassa lo sfintere esofageo inferiore, il muscolo che impedisce ai succhi gastrici di risalire nell’esofago, e stimola una maggiore produzione di acido gastrico, aumentando il rischio di sintomi.
Il caffè, sia normale che decaffeinato, può stimolare la secrezione acida gastrica e causare il reflusso gastroesofageo. Chi ne soffre dovrebbe evitare di assumere più di una tazzina di caffè al giorno.
Per chi soffre di reflusso, è consigliabile limitare o evitare il consumo di bevande gassate, alcoliche e caffè. Alternative più sicure includono acqua naturale non gassata, tisane non acide come la camomilla e latte vegetale a basso contenuto di grassi, come quello di mandorla o soia. Queste bevande non stimolano eccessivamente la produzione di acido gastrico e possono aiutare a mantenere l’equilibrio del pH nello stomaco. (gaviscon.it)
Farmaci PPI e interazioni alimentari
Gli inibitori della pompa protonica (PPI), come omeprazolo ed esomeprazolo, sono comunemente prescritti per il trattamento del reflusso gastroesofageo. Questi farmaci riducono la produzione di acido gastrico, alleviando i sintomi associati. Tuttavia, è importante considerare le potenziali interazioni tra i PPI e l’alimentazione.
L’assunzione di PPI può influenzare l’assorbimento di alcuni nutrienti. Ad esempio, la riduzione dell’acidità gastrica può diminuire l’assorbimento di vitamina B12, calcio e ferro, aumentando il rischio di carenze nutrizionali nel lungo termine. Pertanto, è consigliabile monitorare i livelli di questi nutrienti e, se necessario, integrare la dieta con alimenti ricchi di vitamina B12 (come carne magra e pesce), calcio (come latticini a basso contenuto di grassi o alternative vegetali fortificate) e ferro (come legumi e verdure a foglia verde).
Inoltre, alcuni alimenti possono influenzare l’efficacia dei PPI. Ad esempio, il consumo di cibi molto acidi o piccanti può irritare la mucosa gastrica e ridurre l’efficacia del trattamento. È quindi consigliabile evitare o limitare l’assunzione di agrumi, pomodori, peperoncino e altre spezie piccanti durante la terapia con PPI.
Infine, è importante seguire le indicazioni del medico riguardo ai tempi di assunzione dei PPI in relazione ai pasti. Generalmente, questi farmaci sono più efficaci se assunti a stomaco vuoto, circa 30 minuti prima di un pasto, per garantire una riduzione ottimale della produzione di acido gastrico durante la digestione.
Per approfondire
Rome American Hospital: Guida dettagliata sulla dieta consigliata per chi soffre di reflusso gastroesofageo.
OK Salute: Articolo che fornisce regole alimentari e cibi da evitare per chi soffre di reflusso.
